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ORARIO LITURGIE

Periodo Estivo
   12/06 - 06/10 2007

SS Messa/Feriale
 h 8.30 h 19.00

SS Messa/Festivo
 h 8.30 h 11.00 h 19.00

Periodo Invernale
   07/10 - 11/06 2008

SS Messa/Feriale
  h 8.00 h 9.00 h 18.00

SS Messa/Festivo
  h 8.00 h 9.00 h 10.30
  h 12.00 h 18.00
 

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 :: ULTIMI AGGIORNAMENTI al 09/12/2019

cambio sito      notizia del 08/12/2019

Questo sito non sarà più aggiornato, il nuovo sito è www.trinichigi.it

Incontro su Chiara Corbella      notizia del 01/12/2019

Mercoledì prossimo, 4 dicembre, ore 21 in salone parrocchiale la testimonianza di Daniela Salernitano su Chiara Corbella Petrillo. Chiara Corbella: ogni giorno un piccolo sì al Signore La storia di Chiara Corbella, per la sua bellezza e semplicità, ha fatto il giro dell’Italia e del mondo. “Era una ragazza normalissima, non era una super donna con i super poteri. Una ragazza normale, come tante”, ricorda Daniela Salernitano, sua ginecologa e amica. “Una figlia di Dio che in tutta la sua storia, nella malattia, nel suo essere mamma, nell’essere sposa si è sempre lasciata chiara corbellaguidare da un Papà buono”. “La cosa bella che ha da insegnarci è che nella sua vita ha saputo dire ogni giorno un piccolo sì. Questo ci dà tanta speranza”. Fa capire che è un’azione “alla portata di tutti noi. Il Signore non ci chiede della gesta eroiche”. Chiara, aggiunge Daniela, “ha vissuto pienamente la sua vocazione nel suo matrimonio, ha amato di un amore bellissimo e gratuito i suoi figli. La sua è una santità della porta accanto”. Proprio come quella di cui parla Papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate. Chiara Corbella: la sua testimonianza, un faro di luce Lo scorso settembre in occasione dell’apertura del rito della causa di beatificazione e canonizzazione di Chiara, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha detto: “La sua testimonianza è un faro di luce che fa quasi toccare con mano la vicinanza amorevole di Dio”. “È verissimo, – conferma Daniela – siamo tutti noi impressionati nel vedere quanta gente si rivolge a Chiara, va in pellegrinaggio sulla sua tomba. Chiara, nel suo piccolo, nella sua normalità ha emanato una luce bellissima. Se uno vive la storia in relazione con il Signore può fare un capolavoro. E questo vale per tutti noi”. Il suo, un amore immenso. Non solo per parenti e amici. Daniela racconta che quando Chiara ha fatto il suo ultimo esame medico erano tutti con il cuore “molto appesantito e affaticato”. Così domandò all’amica: “Per cosa dobbiamo pregare?”. Chiara chiese di pregare non per lei, ma per un’altra donna malata, la quale non aveva accettato la sua condizione, ma che ancora poteva curarsi. “Anche in un momento così difficile umanamente Chiara aveva la capacità di guardare all’altro”.

Avvisi dal 30 novembre      notizia del 01/12/2019

Mercoledì alle 21 inizierà un piccolo ciclo di eventi che ci aiuteranno a prepararci al Natale e che verteranno sul futuro come che tante volte ci mette in crisi ma che con gli occhi della fede divent

Avvisi dal 23 novembre      notizia del 27/11/2019

Martedì alle 21 ci sarà la riunione del Consiglio Pastorale Mercoledì alle 18.30 la riunione del gruppo catechisti Giovedì alle 19 riunione dell´equipe pastorale, Venerdì alle 10 si è creato i

Pulizie di chiesa e oratorio      notizia del 19/11/2019

ci vediamo venerdì alle 10! siate così gentili da segnalare prima la vostra presenza, anche solo chiamando la segreteria parrocchiale

CONCERTO BANDISTICO SABATO 23/11      notizia del 16/11/2019

SABATO 23 ALLE ORE 19 VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

AVVISI DAL 16 NOVEMBRE      notizia del 16/11/2019

Da lunedì tutte le messe feriali saranno celebrate in cappella, tranne i funerali e quelle particolarmente numerose. Martedì alle 21 incontro con i genitori dei bambini che riceveranno il battesimo

avvisi dal 9 novembre      notizia del 11/11/2019

Lunedì alle 18 inizia il percorso del dopocresima per i ragazzi di terza media alle 19 incontro del gruppo che prepara il corso fidanzati. Martedì 12 alle 21 si incontra la redazione di Oltre, il gi

Doposcuola      notizia del 10/11/2019

Ogni mercoledì dalle 16.30 alle 18,30 e ogni sabato dalle 9 alle 11 i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie possono fruire del doposcuola comunitario organizzato con maestria e passione dalla signora Carmen Zingali. Basta venire in questi orari per iscriversi, in aula 6.

Christmas for Africa      notizia del 08/11/2019

Come ogni anno,la parrocchia si prepara al Natale con l´iniziativa solidale della vendita di panettoni e pandori Christmas for Africa. A soli 7€ cadauno, li potrete acquistare aiutando le missioni stimmatine nel continente africano.Di primissima e ottima qualità,provenienti dalla fabbrica Paluani,prodotti a Verona,terra natia di San Gaspare Bertonii. Grazie per chi vorrà sostenere questo progetto insieme a noi.Potete sin da ora prenotare in parrocchia e portarli a casa per gustarli in famiglia.Li potrete ritirare anche presso l´area bimbi Papaveri e Papere,tutte le mattine dalle 8 alle 14 dal lunedì al venerdì o accordandoci quando volete, grazie di ❤ a tutti.

Avvisi dal 2 novembre      notizia del 02/11/2019

Oggi pomeriggio (domenica 3) in oratorio i ragazzi ci invitano a una castagnata dalle 16.30 in poi Lunedì alle 17 confessioni per i ragazzi che si preparano alla cresima Lunedì ricorre l´anniv

AVVISI DAL 26 OTTOBRE      notizia del 25/10/2019

(nel giorno di domenica) fuori dalla chiesa troverete i nostri giovani che collaborano alla bancarella per Mission Bambini, che raccoglie fondi per aiutare i bambini del terzo mondo con malformazioni

Corso di ginnastica dolce      notizia del 25/10/2019

da mercoledì 29 ottobre in salone parrocchiale

pesca missionaria      notizia del 19/10/2019

in oratorio è organizzata in questo weekend una favolosa pesca di beneficienza i cui ricavati saranno destinati alle missioni stimmatine, progetto haba na haba contro la lebbra in Tanzania

testimonianza sul Sinodo      notizia del 19/10/2019

Domenica sera, alle 18.30 in salone parrocchiale avremo ospite padre Elizeu, stimmatino, che ci parlerà del Sinodo sull´Amazzonia a cui sta partecipando

Avvisi dal 20 ottobre      notizia del 19/10/2019

Oggi è la giornata missionaria mondiale, le offerte raccolte nelle messe, saranno interamente devolute alle missioni più povere con il coordinamento dell´ufficio missionario diocesano. In occas

Gita parrocchiale      notizia del 11/10/2019

ANNULLATA! aperte le iscrizioni, entro il 14 ottobre in segreteria, alla gita parrocchiale in Sabina, sabato 26 ottobre

Donazione sangue      notizia del 11/10/2019

Domenica 13 ottobre mattina, dalle 7.30 alle 11 donazione del sangue presso la parrocchia dei Sacri Cuori

Avvisi dal 13 ottobre      notizia del 12/10/2019

Avvisi della settimana dal 13/10 Martedì alle 21 è convocata la riunione del consiglio pastorale, ogni realtà della parrocchia deve essere rappresentata, alcuni hanno già comunicato chi sarà il loro

AVVISI PARROCCHIALI SETTIMANA DAL 6 OTTOBRE      notizia del 06/10/2019

Lunedì 7 ottobre iniziano i corsi del catechismo alle 17 il parroco con i catechisti incontrerà i genitori e i bambini del primo anno di comunione alle 18 incontrerà i genitori e ragazzi del primo a

Concerto brasiliano      notizia del 29/09/2019

Tutti invitati lunedì al concerto della Banda Racional, appuntamento alle 19.30 in chiesa, offerte libere che saranno devolute agli Stimmatini del Kerala e alla loro gente che sta ripartendo dopo la tremenda alluvione

Avvisi parrocchiali 21/28 settembre      notizia del 23/09/2019

Lunedì alle 21 consiglio degli affari economici
martedì alle 10.30 incontro caritas e centro di ascolto, visto che già da questo lunedì riaprirà, quello di ministri straordinari e segreteria è ri

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019      notizia del 07/09/2019

Commento alla XXIII domenica del T. O. : Gesù chiede sì una rinuncia, ma a ciò che ci impedisce di volare ed essere liberi . (Lc 14,25-33) SS. Messe h. 9.00 - 11.00 - 19.00 Gesù parla alla folla che lo segue, ma a differenza dei tanti demagoghi di ogni tempo, pronti a promettere anche la luna pur di trovare seguaci, egli non nasconde le difficoltà che comporta l´essere suoi amici. Nel vangelo di oggi (Luca 14, 25-33) dice: "Chi vuol essere mio discepolo, deve amarmi più di quanto ami il padre, la madre, la moglie, i figli e persino se stesso; chi vuol essere mio discepolo, porti la sua croce dietro di me". Parole drastiche, si direbbe fatte apposta per scoraggiare quanti gli andavano appresso. Chi pensasse che vivere da cristiani sia una passeggiata tra prati in fiore, è avvertito: in realtà significa non pensare soltanto ai propri vantaggi, ma mettere sempre Lui al primo posto, costi quel che costi.
 Del resto, essere cristiani è una scelta, non un obbligo, e come tutte le scelte va compiuta dopo averci ragionato. Lo stesso Gesù invita a farlo; alle parole riportate aggiunge: "Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolarne la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?" Così, sottintende, chi vuole dirsi cristiano deve essere consapevole di che cosa comporta, deve valutare come si configurerebbe la sua vita, presente e futura, con o senza di lui. 
 Senza di lui, tutto appare più facile e comodo: vivo come mi pare, spremendo da ogni giornata tutto il succo di vantaggi e piaceri che ne posso trarre, avvalendomi di quanto dispongo e servendomi degli altri per realizzare i miei intendimenti; se poi gli altri ne patiscono, che importa a me? La realtà però è diversa: la mia presunta libertà mi lascia spesso insoddisfatto; le cose non vanno sempre come vorrei, e quand´anche riescono mi lasciano quel retrogusto amaro che si chiama rimorso. Con lui, invece, devo rinunciare a tante cose, devo farmi carico di chi mi sta intorno per dargli attenzione e aiuto; ma alla sera non fatico a prender sonno, perché non ho nulla di cui vergognarmi, so di avere speso la mia giornata al meglio delle mie possibilità, so che sto dando alla mia vita un senso e uno scopo, di cui un giorno raccoglierò pienamente i frutti. Non è preferibile? 
 Particolare attenzione va oggi anche alla seconda lettura, che offre i passi essenziali del più breve tra gli scritti di Paolo, la lettera a Filemone. L´apostolo ha fatto la conoscenza di Onesimo, uno schiavo fuggito dal suo padrone; gli ha parlato, l´ha convertito alla fede cristiana, dopo di che compie un gesto inaudito: malgrado la legge romana punisse severamente gli schiavi fuggitivi, Paolo rimanda Onesimo dal padrone, con una lettera per lui, da cui si apprende che il padrone è Filemone, anche lui cristiano. Per l´autorità di cui è investito, e che Filemone riconosce, l´apostolo potrebbe ordinarglielo, e invece non glielo comanda: lo prega di riaccoglierlo, "non più però come schiavo, ma come fratello carissimo, sia come uomo, sia come fratello nel Signore".
 Uno scritto illuminante. Paolo compie un coraggioso atto di fiducia nei protagonisti dell´episodio: Filemone, anziché seguire il precetto della carità e riconoscere in Onesimo un fratello, potrebbe appellarsi alle leggi dello stato e punirlo; anche Onesimo lo sa, eppure senza essere costretto torna da lui. La felice conclusione della vicenda è un magnifico attestato dei nuovi rapporti tra gli uomini che la fede cristiana ha introdotto nel mondo. Proprio questi nuovi rapporti sono alla base delle trasformazioni sociali originate dal cristianesimo e recepite poi anche dalla legislazione civile. Paolo non contesta le leggi sulla schiavitù, ma le svuota di valore insegnando che tutti gli uomini sono fratelli di pari dignità. Il vangelo non invita alle rivoluzioni armate: è più efficace e duraturo esortare tutti a vivere come il Signore insegna.
 In sintesi partendo dalla prima lettura in sintonia con il Vangelo, ascoltiamo parole significative del libro della sapienza che, anche in questo caso, ci indica precise direzioni di marcia nel cammino della nostra fede e della nostra spiritualità: “Quale, uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I nostri ragionamenti umani sono inconsistenti davanti all´onniscienza e onnipotenza di Dio. L´uomo porta in se l´anelito del sapere assoluto e completo, aspira alla felicità piena. Tutto questo non glie è possibile raggiungerlo con gli strumenti della scienza e del ragionamento umano. Necessità di un´altra ala per volare in alto e questa ala è la sapienza che viene dal cielo e che ha un solo nome: fede in Dio. E´ questa sapienza che è amore ed accoglienza che libera l´uomo da ogni schiavitù del proprio pensare ed operare tipicamente umano senza respiro di cielo e di eternità. Perciò l´apostolo Paolo nel brano della seconda lettura di oggi, scrivendo al suo amico Filemone, lui che è ormai anziano e in carcere a causa di Cristo, gli raccomanda Onésimo, suo figlio spirituale, generato nelle catene, fatto ritornare da Filemone, perché Paolo non poteva più pensare a lui, ma non più nella condizione di schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. E poi un ultima raccomandazione: “Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso”. Un atto di fiducia, stima e soprattutto un chiaro messaggio a considerare l´essere umano libero e non schiavo di nessuno, come purtroppo per secoli è stata considerata una certa categoria di persone umane, vendute e mercanteggiate ai tempi dei romani ma anche sotto altre forme in tutti i tempi, anche ai nostri giorni. Dio, in Cristo, mediante la croce ci ha resi liberi, perché noi restassimo liberi davvero non solo dalla schiavitù culturale e sociale, ma dalla schiavitù morale. In conclusione, in questi tre testi biblici cogliamo quello invito esplicito a fare tesoro del dono della grazia e della fede per essere liberi da ogni forma di schiavitù ed alzare gli occhi al cielo con la dignità di persone umane e figli di Dio, tutti uguali e fratelli, avendo Dio come nostro Padre e Salvatore. Sia questa la nostra preghiera oggi, che rivolgiamo al Signore insieme a tutti i fratelli che parteciperanno alla celebrazione eucaristica domenicale: “O Dio, tu sai come a stento ci raffiguriamo le cose terrestri, e con quale maggiore fatica possiamo rintracciare quelle del cielo; donaci la sapienza del tuo Spirito, perché da veri discepoli portiamo la nostra croce ogni giorno dietro il Cristo tuo Figlio. Amen.

Domenica 11 Agosto 2019      notizia del 10/08/2019

Commento alla XIX Domenca del T.O. O (Lc12, 32-48): Sono state sempre piccole le risorse scelte da Dio per confondere i potenti. SS. MESSE h. 9.00 - 11.00 e 19.00 La fede, la nostra fede non si fonda sull´evidenza degli avvenimenti. E´ un inno di fiducia piena nella potenza, nella parola, e nell´amore di Dio. Quando Dio parla non si smentisce. Non stabilisce il cronogramma della realizzazione delle sue promesse. Lo scrive nel cuore di ciascuno come una certezza. ll popolo di Dio, lungo la sua storia, ha spesso dubitato del suo Signore. Ma guidato dai profeti ha sempre ritrovato la strada della fiducia. La sequenza entusiasmante della Lettera agli Ebrei mette davanti ai nostri occhi e tiene viva nella nostra memoria il fatto che Dio non ha mai parlato invano. Coloro che si sono fidati di Lui, sono diventati suoi amici, le creature predilette, le luci accese come fari nel percorso burrascoso del popolo. Noi non siamo meno beati dei nostri padri: non dobbiamo più riporre la nostra fede su realtà lontane, ma sulla sicurezza che Dio ha preparato per noi una casa definitiva, luminosa, accogliente, le cui vie, i segnali, le tracce di orientamento sono indicate, esclusivamente, dal suo amore per noi. Alla fine la fede scomparirà e resterà l´amore. Ma l´amore che tutti ci avvolge in una ebbrezza incontenibile, scaturisce dalla fede, dall´aver creduto in Dio, dall´aver riposto nelle sue mani ogni certezza. Possiamo essere sballottati dalle prove, talvolta dalla paura. Se entriamo nel mistero dell´amore che lega Dio a noi e noi a Dio, comprendiamo che nulla potrà capitarci di male, di così terribile, da allontanarci da Lui. Gesù ci offre una garanzia della fedeltà di Dio ancora più affettuosa e inattesa. Per incoraggiare il nostro smarrimento, poteva trovare un´espressione più dolce di questa: “Non temere piccolo gregge”? Sono state sempre piccole le risorse scelte da Dio per confondere i potenti. Oggi più che mai siamo un piccolo gregge, impaurito, a volte scoraggiato, a volte deluso. Gesù non si stanca di dirci: “Non temere piccolo gregge, il Padre vi ha già dato il Regno. Non lo vedete albeggiare? Non lo vedete incombere come una Luce, attraverso tutto il bene che vibra nelle vene del mondo?”. Gesù osa ancora di più. Ci dice che quel Regno è la perla preziosa per la quale vale la pena di spogliarsi di ogni cosa. Per il Regno dobbiamo essere sempre vigilanti, tutti. Chi aspetta lo sposo prova la gioia dello sposo e sente il bisogno di tenere costantemente accesa la lampada dell´affidamento e dell´amore. Lo sposo farà festa con noi. Una festa di gioia, di bellezza, di rendimento di grazie davanti allo stupore di quanto sia buono il Signore. Se in noi viene meno la fiducia, da servi amanti e vigilanti, ci trasformiamo in padroni senza Dio, senza cuore, senza docilità, presi soltanto dalla frenesia illusoria e arrogante di costruire il Regno di Dio prescindendo da Dio, come se fosse il “nostro” regno. “Non temete, piccolo gregge. Andate senza sacco, né bisaccia, né beni che si consumano, lungo le strade nelle quali i volti lontani dei vostri fratelli, quelli che conoscete ad uno ad uno, vi aspettano. Forse non vi accoglieranno subito. Hanno bisogno di scontrarsi con lo scandalo della vostra fede che vi fa dire: . Voi sapete di chi vi fidate. Non abbiate un cuore debole. Non lasciatevi cadere le braccia. Il vostro nulla è la mia fortezza”. Questo è il messaggio incoraggiante di Gesù, pieno di vigore e di sostegno: a noi è stato dato molto e verrà chiesto molto. A noi è stato dato di più e ci verrà chiesto ancora, ancora molto di più. Gesù lo ha promesso: è con noi infaticabile, insonne, appassionato della nostra povertà amorosa. Secondo punto che voglio sottolineare del vangelo di questa domenica è il senso della provvisorietà: Questo esempio ci può aiutare a comprendere quanto viene espresso al termine del ricco e composito brano di vangelo che ascolteremo questa domenica: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Nella mentalità ebraica, i beni che una persona possedeva erano ritenuti segni della benedizione di Dio: e più se ne possedevano, più si era benedetti. Ovviamente, a chi riceveva questa benedizione divina, veniva chiesto da Dio stesso di essere capace di rispondere a questa benedizione, restituendo molto di più di quello che Dio aveva donato: e questo avveniva attraverso la capacità di far fruttare questi beni, di modo che si moltiplicassero e rendessero così visibile l´abbondanza della benedizione di Dio sul soggetto. Ecco perché gli uditori di Gesù rimanevano sconvolti di fronte ad alcune sue affermazioni sulla - o meglio “contro” - la ricchezza, ritenuta da Gesù più che un dono, un pericolo, in quanto incapace di dare sicurezze e addirittura potenzialmente capace di portare alla rovina, terrena ed eterna. Un brano di Vangelo come quello di domenica scorsa, dove - secondo la mentalità ebraica, ma anche secondo il buon senso di un lavoratore che si arricchisce col lavoro onesto di una vita - il ragionamento del ricco desideroso di godere dei beni del proprio lavoro e della propria terra viene troncato da Gesù con uno sferzante giudizio sulla sua vita, più preziosa e più precaria dei molti beni ricevuti, non poteva che sconvolgere l´uditorio di Gesù, a partire dai discepoli stessi. E, infatti, nel capitolo 12 del Vangelo di Luca che oggi abbiamo letto, il Maestro continua la sua riflessione sul senso del possedere i beni materiali come dono e benedizione di Dio. E la conclusione a cui giunge è proprio la frase che abbiamo citato prima: quanto ci è stato donato, richiede responsabilità (cosa che il ricco stolto di domenica scorsa forse non aveva messo in conto), ma quanto ci è stato affidato e quindi non ci appartiene, richiede ancor maggiore responsabilità, in quanto va curato e tenuto da conto, per restituirlo intatto e non rovinato a chi ce lo ha affidato. E cos´è che ci è stato “affidato”? In fondo, una sola cosa: la vita. La vita, per quanto noi sempre riteniamo che ci appartenga, non è un dono di cui diveniamo proprietari e del quale possiamo disporre come vogliamo. È qualcosa che ci è stato affidato, senza che ne entriamo in possesso, perché proprietario della nostra vita rimane l´affidatario, l´artefice della nostra vita: Dio. E come ci ha insegnato il brano di domenica scorsa - così come ce lo ricordano anche i primi versetti del Vangelo di oggi - Dio può chiederci conto della nostra vita in qualsiasi momento, improvvisamente, senza che meno ce lo aspettiamo, come fa un ladro quando, nel cuore della notte, entra a svaligiare una casa e ovviamente non avvisa né chiede permesso agli inquilini. La precarietà di questa nostra condizione, tuttavia, non ci deve spaventare, facendoci vivere nell´agitazione di qualcosa che può arrivare in maniera repentina, senza che ci siamo preparati (e comunque, all´incontro con lui preparati non lo saremo mai, c´è poco da fare): non a caso, Gesù si preoccupa di aprire l´annuncio del Vangelo di oggi con queste parole: “Non temere, piccolo gregge”. Quel piccolo gregge che era lo sparito gruppo di cristiani al tempo dell´evangelista Luca, e che siamo anche noi, seguaci di Gesù Cristo magari numerosi nel mondo, ma comunque minoritari rispetto al pensiero del mondo su Dio, non deve temere di fronte al pensiero delle realtà ultime della vita, o della precarietà della vita stessa, o della gestione dei beni che ci sono stati affidati, in primis, appunto, la nostra esistenza: deve solo cercare di vivere con quella serenità fondamentale di chi sa che quello che ha tra le mani non è suo, per cui non deve affannarsi nel gestirlo come se tutto dipendesse da lui, ma anche con quel senso di responsabilità di chi sa che deve restituire integro e intatto al proprietario il bene che ci è stato affidato. E quando il bene affidato è il bene più prezioso, e si chiama vita, allora va conservato come un tesoro prezioso, al quale attaccare non le nostre mani, pronte sempre a dilapidare ogni bene, bensì il nostro cuore, come facciamo quando il nostro cuore lo affidiamo a quelle persone che chiamiamo “tesoro” perché le amiamo come qualcosa di veramente prezioso. Le quali, pur essendo dei tesori meravigliosi, non avrebbero alcun senso di esistere se a loro e a Dio non fossimo capaci di donare i beni del tesoro più prezioso che abbiamo: e si chiama vita.

Domenica 04 agosto 2019      notizia del 03/08/2019

Commento alla XVIII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 12,13-21): Il problema non è ciò che possiedi: il problema è quando identifichi la tua vita con le tue proprietà, col tuo denaro. SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 A causa di una lettura superficiale e a interpretazioni errate proposte lungo i secoli, il vangelo è ritenuto dai più una guida non attendibile riguardo al denaro e al suo investimento, anzi, è relegato a una vita più o meno spirituale, eterea, senza alcun riferimento alla vita reale in questo mondo. Ebbene, non c´è niente di più falso, e questa pagina ce lo dimostra. Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell´abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede. Gesù usa ben due verbi: guardate (fate attenzione) e custoditevi (tenetevi lontani). Un verbo riguarda il pericolo fuori di noi, da guardare per essere consapevoli che esiste; l´altro verbo riguarda noi stessi, e fa riferimento a un altro livello di consapevolezza. Il pericolo è la fuori, guardalo in faccia, dagli un nome e un cognome. Tu invece sei il soggetto vulnerabile da custodire e proteggere. Guardate e custoditevi: da chi? Da che cosa? Dall´avere di più, sempre di più, un di più che divora la tua vita, che la svuota, rendendola un´inutile corsa verso il possesso, la bramosia, l´avarizia, l´avidità. Gesù Cristo non ha mai detto che denaro e proprietà siano un male, ha invitato a pagare le tasse, a essere corretti e generosi. Tuttavia nella pagina che stiamo leggendo il Signore evidenzia fortemente questo pericolo del "di più" e dice chiaramente anche il perché: ipotizzando che tu abbia questo di più, la tua vita non dipende da ciò che hai. Il problema non è ciò che possiedi: il problema è quando identifichi la tua vita con le tue proprietà, col tuo denaro. Ecco perché la vita eterna è un problema talvolta insormontabile: perché il "di più" per cui tanto ci affanniamo è destinato a essere abbandonato, anche dalle mani che lo stringono con veemenza e avidità. Il richiamo di Gesù non è tanto quello di non possedere, ma quanto più quello di non essere posseduti. Povero o ricco, la tua vita viaggia su un altro binario, e se tu non viaggi nella giusta direzione vieni travolto, stravolto, perché di uno strumento e un mezzo ne hai fatto il fine, il traguardo di una corsa affannata che ha distrutto tutto, anche te stesso, e che ti lascia con le mani vuote, il cuore a pezzi, e tanta tanta fatica inutile. Dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Questo è quanto ci viene propinato come legge suprema anche oggi: divertiti, rilassati, ridi, mangia, bevi, pensa a te stesso, non cambiare mai. I social network sono stracolmi di queste "perle". Queste sono le parole di un uomo al quale gli affari stanno andando benissimo, i conti tornano e anche molto bene, quindi si appresta a vivere (o a sopravvivere) solo in funzione di se stesso, e usa quattro verbi che mirano a un beneficio esclusivamente materiale; in questa scelta c´è almeno un po´ di coerenza da parte di chi per una vita ha pensato solo all´accumulo, al di più. Questo pover´uomo (nonostante sia tanto ricco), è così egoista che parla a se stesso: non ha nessuno con cui condividere il risultato, è profondamente solo, perché in questa sua corsa ha perso ogni relazione. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?” La risposta di Dio è una domanda, preceduta da un titolo: "Stolto", o meglio ancora, nel suo significato letterale: "senza mente". Quest´uomo posseduto dai suoi averi è in realtà un contenitore vuoto, il suo unico pensiero è il possedere, il bramare, il desiderare smodatamente. Dopo averlo definito, Dio gli comunica che il tempo a disposizione è finito: time out. Interessante notare che la vita di quest´uomo finisca di notte, nel buio, nella solitudine negativa di chi ha vissuto solo per se stesso, di chi non ha mai gustato un´alba o un tramonto, di chi non ha mai donato un sorriso: è sempre stato buio pesto nella sua vita, e i suoi occhi sempre ottenebrati dalle cose che lo possiedono. "Quello che hai preparato, di chi sarà?" Questa domanda è un esame di coscienza, sempre attuale e utile a tutti: per chi stai vivendo? Dove ti stai dirigendo? Per chi o per cosa ti affatichi? Il vangelo non riporta la risposta di quest´uomo, anche perché risposte non ne ha, nessuno ha popolato la sua vita, neppure se stesso. Riposati, mangia, bevi, divertiti sono quattro verbi (positivi se ben intesi), che quest´uomo non ha vissuto e non potrà vivere. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. Questa conclusione da parte di Gesù contiene il vero insegnamento di tutta questa pagina. Così accadrà a chi accumula tesori (il risparmiatore) e non si arricchisce presso Dio. Il risparmiatore è colui che "mette in tasca", tiene stretto il suo tesoro, sempre quello, un tesoro statico, che né aumenta né diminuisce. Chi si arricchisce invece espande il suo tesoro, lo amplia, è un tesoro sempre più grande. Presso Dio: questa precisazione è fondamentale, perché indica che non è la proprietà il traguardo, ma Dio. Posso possedere tanto, essere ricco, espandere il mio tesoro, ma la mia meta è Dio, là sono diretto, e quando mi verrà posta la fatidica domanda "quello che hai preparato, di chi sarà?" saprò rispondere con un grande grazie al Signore, perché è Dio il senso della mia vita, non il denaro, non le cose. Se mi sono arricchito presso Dio, il mio cuore è pieno di gioia, di pace, di riconoscenza! Non è notte: il sole splende e la mia vita viene messa nelle mani di Dio, anzi è sempre stata in quelle mani. Le mani di chi si è arricchito presso Dio hanno gestito denaro e proprietà senza mai farsi possedere. La risposta può essere quella del salmista che esclama: "Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita." (Salmo 16,5) Le mani di Dio sono la più grande ricchezza, in questa e nell´altra vita

Domenica 28 luglio 2019      notizia del 27/07/2019

Commento alla XVII Domenica del Tempo Ordinario (Lc 11,1-13 ): Per emanciparsi dalla dipendenza da Dio non è necessario il peccato; basta accogliere la libertà e imparare ad usarla, non solo per dire di no, sempre e comunque; questo è un atteggiamento infantile, ma anche avere il coraggio dei si: eccomi SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 Quando leggo la pagina della Genesi che abbiamo appena ascoltato, provo un senso di tenerezza, per quel contrattare di Abramo con Dio, così come si contratta la frutta al mercato... È tipico delle culture mediorientali contrattare, non solo e non tanto per trarne un vantaggio, quanto piuttosto per venirsi incontro: un modo come un altro per camminar l´uno verso l´altro, riducendo progressivamente le distanze. E così il Buon Dio scende a patti con Abramo, dimostrando la pazienza celeste con il suo "campione della fede" e la misericordia divina per un popolo indegno. È per la fede di Abramo, che il Signore si mostra disponibile e ridimensionare la condanna dei sodomiti, tristemente famosi per le loro scandalose pratiche sessuali. Se andiamo un poco oltre il livello superficiale della narrazione un po´ naif, emerge il profondo valore teologico, l´intima relazione tra Dio e l´uomo: il Creatore ha voluto dare vita a un essere che potesse conoscere Lui, potesse parlare con Lui, camminare accanto a Lui, e così dare vita ad un mondo bello e fecondo, frutto maturo della collaborazione tra l´Onnipotenza divina e le nostre energie intellettuali, spirituali e fisiche... In questa delicata sinergia non c´è confusione tra i soggetti e i ruoli sono ben distinti: Dio fa la sua parte, l´uomo la sua. Inutile invocare un intervento dal Cielo quando i problemi, ma soprattutto, le soluzioni ai problemi, rientrano nelle nostre capacità naturali... Dio non si sostituisce agli uomini, rispetta la nostra libertà, la quale è ciò che ci rende immagine e somiglianza di Lui. Questa sacrosanta libertà, tanto desiderata, ma anche tanto detestata, è l´ultimo baluardo che Dio stesso ha eretto, e contro il quale (Dio) non andrà mai! Per questa libertà Eva e Adamo commisero il peccato originale. Per questa libertà i Giudei misero a morte Gesù. Per questa libertà i martiri diedero la loro eroica testimonianza di fede. In nome della stessa libertà, possiamo scegliere di credere, di sperare, di amare, facendo verità su noi stessi; e la verità è che siamo figli di Dio! ce lo ricorda Gesù proprio oggi. Questo Dio, che Gesù ci ha insegnato a chiamare Padre, ci ha educati all´autonomia, non alla dipendenza. Lo abbiamo ricordato tante volte, ma siamo sempre tentati di dimenticarcene... Non è facile il mestiere del padre: troppo forte la tentazione di provvedere in tutto e per tutto, impedendo, in ultima analisi, che un figlio maturi la propria individualità, chiara e distinta. Molti padri mancano il bersaglio di favorire la maturazione dei figli; con le migliori intenzioni, certo! si dice che l´inferno sia lastricato di buone intenzioni... Ma, troppo amore!! un amore egoista, un amore sbagliato, amore-non-amore... Il troppo amore può causare in un figlio danni che si manifesteranno...poi, e che il figlio dovrà portarsi appresso per il resto della vita. Ogni relazione è libera e liberante se e soltanto se i soggetti sono ben distinti tra loro. In particolare, il rapporto tra padre e figlio esige un progressivo distanziamento - concedetemi questa brutta espressione -, al fine di potersi riavvicinare in modo fecondo, al tempo opportuno; solo allora ci si potrà arricchire a vicenda, e, insieme fecondare il contesto. Sarei tentato di canonizzare il peccato del primo uomo e della prima donna che decretò la separazione da Dio... in fondo, il Preconio pasquale lo esalta come ‘felice colpa´. Ma si tratterebbe un´interpretazione psicoanalitica della Genesi, per giunta, di dubbio valore, quella che riabilita il peccato originale come via di uscita dalla dipendenza della creatura rispetto al suo Creatore, la conditio sine qua non perché l´uomo sviluppasse una linea di pensiero propria, una coscienza propria, una propria discrezionalità di giudizio... Meno provocatoriamente, credo piuttosto che il peccato originale sia il rischio di ogni uomo che inizia a camminare con le proprie forze... Basta guardare il bambino che si regge in piedi per la prima volta: cade quasi subito. Senonché il bambino non si vergogna di essere caduto, mentre l´uomo dell´Eden sì... e la motivazione è semplice: la prima coppia si era accorta di avere sbagliato; e per quell´errore, per aver desiderato l´unico bene che non poteva raggiungere, perdette tutto il resto. L´autore ispirato precisa che si scoprirono nudi. Per emanciparsi dalla dipendenza da Dio non è necessario il peccato; basta accogliere la libertà e imparare ad usarla, non solo per dire di no, sempre e comunque; questo è un atteggiamento infantile: sono i bambini che, dicono sempre di no... in realtà vogliono affermare la propria individualità. Un uomo adulto e maturo sa dire di sì, assumendo le responsabilità delle proprie scelte e portandole a termine, pagando di persona, consapevole che la fatica e i sacrifici sono ‘soltanto´ il corrispettivo di un bene molto, molto più importante, in valore assoluto, delle fatiche e dei sacrifici. Allora, che cosa dobbiamo chiedere, che cosa dobbiamo cercare, per cosa dobbiamo bussare? In altre parole, che valore ha la preghiera di domanda? Il Padre Nostro ce lo spiega: la cosiddetta preghiera di domanda non è l´unica preghiera, e neppure la più importante. Prima di tutto si ringrazia Dio perché il Suo nome è santo, cioè onnipotente; invocare il nome di Dio, possibilmente non a sproposito, è efficace; tuttavia, non basta invocare il nome di Dio; è necessario assumersi gli impegni della fede, che i nostri genitori hanno assunto per noi in occasione del battesimo: a questo allude l´espressione "venga il Tuo Regno". Ed ecco la preghiera di domanda in senso stretto: - chiediamo il pane quotidiano che non abbiamo: non si tratta solo del pane materiale, che forse non ci manca; potrebbe essere il pane del consiglio, il pane del silenzio, il pane del coraggio... - il perdono: perdono invocato, ma anche assunto come impegno a perdonare a nostra volta; - infine, preghiamo che Dio non ci abbandoni nel momento della tentazione, quando siamo più fragili e vulnerabili. Speriamo che la presente (nuova) traduzione venga al più presto adottata anche come preghiera liturgica ufficiale. La versione di Luca si ferma qui; possiamo confrontarla con quella di Matteo: il senso è comunque lo stesso. Auguro a tutti di recitare il Padre Nostro tutti i giorni, più volte al giorno. Qualche esegeta ha scritto che Gesù concepì questa preghiera per sé, da recitare durante i momenti terribili della Passione. È verosimile; il Padre Nostro assume allora un valore ancor maggiore, perché è intriso del sangue di Cristo; va dunque rispettato e custodito tra i tesori più preziosi della nostra fede. Ma i tesori della fede cristiana non sono cimeli da esporre all´ammirazione del pubblico... Liberiamoli dalle urne (delle sacrestie) e viviamoli in spirito e verità (cfr. Gv 4,24). "Chi perdona per amore si addossa la responsabilità delle conseguenze di ciò che Dio ha fatto." (Dag Hammarskj-ld)

Domenica 21 luglio 2019      notizia del 20/07/2019

Commento XVI Domenica del Tempo Ordinario (Lc 10,38-42 ): il senso dell´accoglienza, l´ascolto e l´agire SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 La vicenda di Marta e Maria, - secondo il Vangelo di Giovanni, sorelle di Lazzaro e amiche intime di Gesù - ha fatto molto parlare e scrivere; e ancora, fa discutere. Marta incarna il valore supremo dell´ospitalità; la pagina della Genesi che abbiamo che verrà letta in questa domenica presenta una scena analoga: il santo padre Abramo esprime l´accoglienza dei tre messaggeri di Dio apparecchiando la tavola e invitandoli a pranzo. Non basta: l´anziano patriarca e sua moglie provvedono personalmente alla preparazione delle vivande. Un paio di volte, ho avuto l´onore e il piacere di essere invitato a cena da famiglie di alto rango, e sempre trovavo in cucina, alle prese con le pentole, la padrona di casa, e non i domestici. Cucinare il cibo e offrirlo all´ospite mette in pratica il grande comando della carità, un comando che intercetta in modo trasversale tutta la S. Scrittura, e vede come protagonisti rappresentanti di fedi diverse: ebraica, cristiana, ma non solo. La cura per il prossimo - in talune occasioni, anche per il nemico - costituisce la cifra della civiltà e denota il passaggio da un´aggregazione umana di fatto alla società organizzata. Il comportamento di Marta non è dunque per nulla irriguardoso nei confronti della persona di Gesù; è un modo, il suo, di mostrare affetto e devozione per il Maestro, spendendosi nelle faccende domestiche. I piaceri della tavola non hanno soltanto un alto valore antropologico, ripeto, quale omaggio reso agli ospiti, conosciuti, o sconosciuti che siano. La condivisione del pasto è l´occasione offerta al Signore per insegnare la fede a coloro che sedevano a tavola con Lui. Resta il fatto che “saper ascoltare” rappresenta un livello progredito di umanità, rispetto al “saper fare”. In particolare, nel caso del Vangelo odierno, fermarsi ad ascoltare Cristo è assai più importante del fare e deve sempre precedere qualunque (nostra) opera. Se non impariamo ad ascoltare gli insegnamenti del Signore, difficilmente il nostro fare sarà un fare cristiano, ma soltanto umano, con tutto il rispetto... C´è una differenza sostanziale tra il fare e l´ascoltare: il primo atteggiamento è attivo, nel senso che l´azione la compie il soggetto che fa; ascoltare è un atteggiamento passivo, nel senso che l´ascolto presuppone qualcun altro che parli. Sembrano ovvietà, affermazioni lapalissiane. Ma l´esperienza ci ha insegnato quanto è difficile ascoltare, e farsi ascoltare. Son tutti pronti a parlare, a fare, fare, fare... L´homo faber, l´uomo che fa, che costruisce, è il modello, lo stereotipo rinascimentale dell´artefice, del costruttore. Si oppone all´homo sapiens, all´uomo che studia, al contemplativo. Le scienze umane, emancipate dal pensiero religioso e teologico, esaltano l´homo faber ipsius fortunæ, l´uomo responsabile della sua sorte. Colui che ascolta, deve fermarsi, cedere per così dire la parola e il potere a un altro; non si tratta solo di educazione. Ascoltare significa riconoscere all´interlocutore un valore, un´autorità che mancano invece all´ascoltatore. Non si può ascoltare mentre si fa altro: lo afferma esplicitamente il Vangelo, presentando la figura di Marta, la quale era distolta dalle parole del Signore, a causa dei molti servizi. Mettendoci in ascolto, noi riconosciamo la nostra incompiutezza, il bisogno di progredire nella conoscenza. Crediamo che colui che parla sia persona dalla quale possiamo imparare. Quanto è diffusa, invece, specie gli over sessanta, la convinzione di avere tutto da insegnare, e più nulla da imparare. Ecco il punto! Con quale atteggiamento ci accostiamo al Vangelo? con quale convinzione partecipiamo alla liturgia domenicale?...con il desiderio di acquistare sapienza, di maturare la nostra fede, con tutto ciò che ne consegue? Oppure il nostro convenire festivo è un semplice atto di ossequio fine a se stesso, dal quale non riceviamo alcun incentivo a progredire nella vita cristiana? Che domande! la risposta è scontata! Ma ne siamo proprio sicuri? Ciò che si legge non è un semplice riempitivo, un´alternativa al silenzio che tanto ci spaventa! La questione del silenzio liturgico è una nota dolente... meglio non toccare quel tasto. Ricordo, tuttavia, che si può ascoltare anche il silenzio; parola di Henri M. Nouwen, scrittore di trattati spirituali, molto in voga negli anni 70-80, il quale intitolò il suo più famoso capolavoro proprio così: Ho ascoltato il silenzio. In ultima analisi, ascoltare è un modo per realizzare il comando del Signore: “Chi vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso...” (Lc 9,23): considerando la protesta di Marta: “Signore, non t´importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?...”, emerge forte e chiaro il disappunto della donna nei confronti di Maria e indirettamente anche nei confronti di Gesù: coinvolti in sante conversazioni, agli occhi di Marta, trascurano entrambi il lavoro di lei, negandole l´apprezzamento e, perché no? anche la gratitudine che merita. CONCLUSIONE: il Vangelo di oggi è dedicato a tutti quelli che non resistono a stare con le mani in mano - si fa per dire! -, che si sentono in colpa se smettono anche solo un minuto di lavorare nel campo del Signore - e sottolineo: del Signore! -; ma, intanto, trascurano di ascoltarlo davvero... convinti che il mondo non possa andare avanti senza di loro... educati a credere che ogni energia sottratta al lavoro sia fatica sprecata, pigrizia, tempo perso... Forse sì!...O forse no!... C´era una volta un uomo che un giorno ebbe a dire: “Chi perderà la vita per me, la ritroverà...”. Ebbene, se il tempo è unità di misura della vita, allora, anche il tempo apparentemente perso può diventare tempo ritrovato...che non ci sarà tolto.

DOMENICA 14 LUGLIO 2019      notizia del 13/07/2019

commento alla XV Domenica del Tempo Ordinario ( Lc 10,25-37): Amare il prossimo è obbedienza o libertà? SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 Questa domenica ascolteremo il racconto di una delle più famose parabole del Vangelo, forse la più famosa in assoluto... tanto da diventare un proverbio. Conosciamo tutti almeno un parente, un amico, un collega, un vicino di casa, affetto da sindrome del buon samaritano, se è maschio; sindrome di Florence Nightingale se è donna; per chi non la conoscesse, Florence Nightingale è la fondatrice delle crocerossine. Egoisticamente parlando un malato di buonsamaritanismo torna sempre utile: per qualsiasi emergenza possiamo stare tranquilli, ci pensa lui, ci pensa lei. Scherzi a parte, ci sarà certo capitato di trovarci in una situazione problematica e di attenderci che qualcuno - non noi! - intervenisse. E forse anche i protagonisti della parabola, il sacerdote e il seminarista che proseguirono il cammino senza fermarsi, si aspettavano che qualcuno - non loro! - prestasse soccorso al malcapitato. E poi, chi assicurava che quei briganti non fossero appostati da qualche parte a tener d´occhio la scena, pronti ad aggredire il soccorritore e a ridurlo come il primo? meglio non fidarsi e affrettare il passo....Che, poi, al posto di quel povero Cristo, avrebbe potuto esserci il prete, o il levita: “mors tua vita mea!”. Vi confesso che ho a lungo pensato a qualcosa di nuovo da dire su questa parabola, ma invano. Allora non posso che attingere al repertorio del “già detto”, nella convinzione che, talvolta, ripetere le cose torna utile a chi parla e anche a chi ascolta. Quante volte una mamma è costretta a ripetere le raccomandazioni al figlio! Lo stesso dicasi per un insegnante, per un funzionario pubblico, per un dirigente di azienda; ma anche per un priore,... Che abbiano 6 anni, o 80, gli uomini non cambiano... Vedete, non si tratta di menefreghismo, o di scarsa sensibilità; la verità è che non ci sentiamo all´altezza delle situazioni, e siamo convinti che ci sia sempre qualcuno migliore di noi a risolvere i problemi... Il dramma è che la scusa del “non sono all´altezza”, la invocano tutti. Risultato: nessuno interviene; il problema rimane, e magari ci scappa pure il morto. Poi si apre la solita inchiesta, destinata fatalmente a concludersi con la solita archiviazione. ...Fino alla prossima volta. Così facendo, o, peggio, non facendo, rischiamo di perdere un sacco di occasioni - fosse anche una sola, sarà un´occasione perduta!... - per mettere in pratica il comandamento dell´amore: ama il prossimo tuo come te stesso. Il racconto evangelico è architettato ad arte per insegnare come comportarsi, quando la persona che versa in stato di necessità non è un nostro parente stretto, un nostro amico; magari è straniero,... Che cosa dobbiamo fare quando colui/colei che sta male appartiene a una confessione religiosa diversa, o professa un´idea politica contraria alla nostra?... In tutti questi casi, non esiste di per sé alcun vincolo che ci obblighi a correre in aiuto; solo la nostra libertà e la nostra volontà. Liberi di essere cristiani davvero! Un sinonimo per definire la libertà cristiana è: responsabilità. Ma se responsabilità è sinonimo di libertà, e viceversa, allora ci troviamo davanti ad uno scomodo ossimoro: la libertà è associata al dovere. Ma se si deve, allora non è più libertà! Siamo ad un bivio: seguire la libertà nella sua accezione comune - libertà come scelta di fare ciò che voglio e non fare ciò che non voglio... libertà legata indissolubilmente alla volontà individuale -; oppure decidere in base alla fede, e concepire la libertà come libertà obedienziale: libertà come fedeltà ad un volere superiore, il volere di Dio. Libertà e obbedienza: un altro ossimoro? Insomma, la domanda che dobbiamo porre al Vangelo e poi alla nostra coscienza è la seguente: può Dio ordinare l´amore? può Dio ordinarci di amare Lui con tutto noi stessi e di amare il prossimo come noi stessi? L´amore non è forse un sentimento che sgorga quale reazione naturale ad una attrattiva esercitata dall´altro, senza che lo si possa comandare? Non sarebbe una forzatura sentirsi obbligati ad amare in base ad un comando ricevuto sia pure da Dio? In verità noi avvertiamo un bisogno irrinunciabile di essere amati; è un bisogno profondo, il più profondo, il più umano dei bisogni; senza amore si può anche morire; e qualcuno ci muore, perché non si sente amato. Ma quando si tratta di rispondere all´amore dell´altro, di amare l´altro, ecco che cominciamo a fare dei distinguo, a porre delle condizioni, a invocare la libertà,... Noi siamo creature che Dio ha concepito per rispondere ad un bisogno Suo personale di amore; e ci ha concepiti capaci di rispondere all´amore, capaci di amare. Credo di non esagerare quando dico che l´essere umano è strutturato in funzione della sua capacità di amare. Non amare sarebbe come, per un gabbiano, rinunciare a volare, o, per un salmone, rinunciare a risalire la corrente... Amare è iscritto nel nostro DNA. Non amare è una scelta contro natura... Certo, l´amore va declinato a seconda delle situazioni; c´è amore e amore. l´amore tra coniugi è diverso dall´amore di amicizia; l´amore filiale è ancora diverso; così pure l´amore di un maestro per il suo discepolo.... Non si possono fare paragoni!...anche se Gesù ha eletto l´amicizia come l´amore più grande, così grande da muovere l´amico a dare la vita per l´amico (cfr. Gv 15,13). Non amare significa non essere veri uomini, prima che veri cristiani! Sarà poi la fede, e non il principio del piacere, ad ispirarci le forme, l´intensità e le occasioni in cui esprimere questa caratteristica peculiare della nostra natura. A partire dalla fede e non dal piacere immediato, capiremo quale amore è autenticamente cristiano e quale no. Sulla fede come radice dell´amore ci sarebbe molto da dire. Ma, ahimé, il tempo a nostra disposizione è terminato. Le prossime domeniche continueremo la riflessione, aiutati dalla parola del Vangelo.

DOMENICA 07 Luglio 2019      notizia del 06/07/2019

Commento XIV Domenica del Tempo Ordinario ( Lc 10,1-12.17-20) :Gesù rivela che le tenebre si stanno diradando e che il regno del male ha i giorni contati. SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 “La messe è molta, ma gli operai sono pochi”, dice il Signore; e consegna ai suoi discepoli un codice di comportamento: al primo posto, la preghiera per impetrare il dono di nuove vocazioni. Poi la prudenza: viviamo in un mondo che non ascolta volentieri l´annuncio del Vangelo; insieme con la prudenza, un discepolo del Signore deve manifestare, lui per primo, il valore del Vangelo, seguendo un costume di vita sobrio; ecco un secondo aspetto che va decisamente in controtendenza rispetto a come va il mondo; se lo mettiamo in rapporto con l´aspetto citato prima, il fatto cioè che la società non sia naturalmente incline alle verità evangeliche, si potrebbe obbiettare che, per avvicinare il più possibile le posizioni rispettivamente del mondo e del Vangelo, coloro che scelgono di annunciarlo dovrebbero conformare il loro modo di vivere a quello della gente comune, così da entrare in sintonia, traducendo il pensiero di Cristo, nel pensiero della gente; in fondo, è una forma di incarnazione anche questa, no? Attenzione però: il principio dell´incarnazione non va confuso con un generico e acritico assecondamento delle mentalità e dei comportamenti più diffusi, considerai normali, proprio perché diffusi... normali e dunque giusti... Il fatto che una mentalità sia diffusa, che un comportamento sia (ormai) generalizzato, non significa che quella mentalità, quel comportamento siano giusti e secondo verità. Affermazioni del tipo: “lo fanno tutti!”, “si è sempre fatto così!”, oppure: “non si è mai fatto!”,... non sono sinonimo di giusto/sbagliato! E noi, già avanti negli anni, di affermazioni come queste ne pronunciamo molte. Per i giovani è diverso; loro preferiscono il criterio “mi piace/non mi piace”, oppure, “che male c´è?”, “non faccio male a nessuno...”. Il Vangelo è tutta un´altra cosa! Il Vangelo non tiene conto né della statistica, in base alla quale un costume di vita è positivamente o negativamente influenzato dalla sua diffusione; tanto meno dei gusti individuali che orientano le scelte in misura del piacere che procurano al soggetto... “In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!...”: l´uomo evangelico è sempre uomo di pace. Anche in questa delicata questione della pace cristiana, è necessario chiarire: il punto di partenza è l´insegnamento che Gesù impartì ai Dodici, in occasione della cena di addio: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la do a voi...” (Gv 14,27): la pace di Cristo non è accondiscendenza supina; è vero, il Signore era tollerante nei confronti dei pubblicani e delle prostitute; ma ciò non significa che ne condividesse le rispettive professioni. Cristo era un uomo di pace per il fatto che coloro che lo incontravano non avvertivano in lui alcun pregiudizio nei loro confronti. Prima che si veda, o si ascolti, il pregiudizio si intuisce a pelle; pregiudizio è la malafede; pregiudizio è la differenza che tiene distanze e innalza muri, in nome della differenza stessa; pregiudizio è provare scandalo per principio; pregiudizio è l´apriori ideologico; pregiudizio è tante cose...; pregiudizio è: “Io con te non ci parlo neanche, perché non sei dei nostri, perché non vivi come me, perché non la pensi come me,...”. Un discepolo di Cristo non cede mai sul Vangelo, ma resta sempre cordiale, sempre disponibile al confronto... Un discepolo di Cristo ama le persone in quanto persone, e non per come vivono, o per cosa votano. Perché il discepolo crede che le persone sono altrettante immagini di Dio e come tali vanno accostate, con rispetto, con devozione, con disponibilità,... Avete certo notato l´insistenza di san Luca sul particolare del cibo: “mangiate e bevete quello che hanno,...”; “mangiate quello che vi sarà offerto,...”: la condivisione del cibo è uno dei segni più chiari che stiamo bene con gli altri e che gli altri stanno bene con noi. I Vangeli insistono sul particolare della convivialità, sui piaceri della tavola,... A tavola, il Signore ha detto le parole e ha compiuto i gesti più importanti e più significativi del suo ministero. I capitoli 13-17 del quarto vangelo ce ne danno migliore testimonianza. La conclusione del Vangelo di oggi ha un sapore vagamente apocalittico, tipico della letteratura dei tempi di Gesù; fuor di metafora, ai 72 discepoli che tornano impressionati dall´efficacia dei loro poteri carismatici, Gesù rivela che le tenebre si stanno diradando e che il regno di satana - il regno del male - ha i giorni contati. La fede ci fa partecipi della forza stessa di Cristo, per opporci efficacemente all´antico avversario, che ancora tiene schiavi noi e gli altri con la pre-potenza della seduzione. I carismi del discepolo non sono da intendere come titoli di privilegio e di prestigio personale; ma come occasione per rendere grazie a Dio, così liberale con coloro che si sono affidati a Lui. Sappiamo che, per gli antichi, il nome indicava la persona; dunque, rivelare che i nostri nomi sono scritti nei cieli, significa affermare che noi siamo già parte integrante della salvezza. Il segreto è ancora e sempre la fede. Lavoriamo sulla nostra fede, riconosciamo alla fede pieno diritto di cittadinanza nella nostra vita,... e ce ne renderemo conto.

DOMENICA 30 GIUGNO 2019      notizia del 29/06/2019

Commento al vangelo della Domenica :( Luca 9,51-62) Cristo ci ha liberati perchè restassimo liberi SS. Messe h. 9.00 - 11.00 e 19.00 Il Vangelo di oggi tocca punti nevralgici del ministero di Gesù, ma anche del nostro ministero, del nostro mandato di battezzati, discepoli del Signore. Al Vangelo fa eco la pagina di san Paolo: “Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi!”; mi permetto di citare secondo la penultima versione, che ritengo più chiara e illuminante. Ma procediamo con ordine. Il terzo evangelista descrive lo stato d´animo di Gesù, allorché, divenuto consapevole di ciò che lo attendeva a Gerusalemme, decise di salirvi insieme con gli Apostoli - letteralmente: fece la faccia brutta contro Gerusalemme -, perché si compissero le Scritture. I Dodici erano del tutto ignari della imminente passione del loro Maestro, e interpretarono il rifiuto dei Samaritani come la conseguenza dell´antica scomunica reciproca tra costoro e gli Israeliti... L´ostilità tra Samaria e Gerusalemme è un aspetto anche questo per nulla secondario nell´economia del Vangelo; basta ricordare la parabola del buon samaritano. Farisei e Israeliti osservanti avranno certo digrignato i denti per la rabbia, sentendo Gesù che presentava loro un samaritano come modello di amore del prossimo... Resta il fatto che il rifiuto opposto dai samaritani aggravò verosimilmente la prostrazione psicologica del Figlio di Dio e rese ancor più pesante la sua salita a Gerusalemme. Tuttavia Gesù non ne tenne conto, anzi, trattò duramente Giacomo e Giovanni per il loro risentimento, molto umano, ma poco cristiano. L´animo del Maestro di Nazareth è assolutamente tranquillo e sereno. Del resto, Lui non è come noi; o meglio, noi non siamo come Lui! Questa distanza tra noi uomini e il Cristo segna tutto il Vangelo della XIII Domenica. “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre.” “Signore, lascia che prima mi congedi da quelli di casa mia.” È del tutto ragionevole il desiderio espresso dai due anonimi interlocutori; chi non risponderebbe in questi termini alla chiamata del Signore? Salutare la famiglia, presiedere ai funerali del padre, della madre... Un uomo che trascurasse questi appuntamenti così delicati e importanti, allora sì che commetterebbe un gesto riprovevole, non solo verso la famiglia, ma anche verso Dio; onorare il padre e la madre, seppellire i morti,... la legge di Mosè, ma anche le opere di misericordia prescritte dalla Chiesa li impongono in modo tassativo, quali realizzazioni immediate della carità. Eppure Gesù reagisce nel modo che abbiamo sentito. Perché? In verità, il contrasto tra affetti familiari e sequela Christi è solo apparente; la parola chiave è “prima”: che cosa viene prima: l´amore per la famiglia, o l´amore per il Signore? Sarà forse questione di accenti, ma riconoscere un primato, un privilegio all´amore per Gesù, significa salvaguardare, o addirittura conquistare quella libertà personale, della quale san Paolo ci parla oggi, necessaria a scegliere Cristo senza esitazioni, né ripensamenti. E Dio solo sa quanti sono coloro che decidono di assecondare l´impulso della vocazione, e poi tornano indietro, si scoraggiano,... motivando questo loro ripensamento con i legami familiari. Perché, vedete, Dio non ha nulla contro l´amore per la famiglia... Casomai è il contrario: in nome di un certo modo di concepire gli affetti familiari, non è raro che un genitore, oppure l´intera famiglia si schieri contro la decisione di un figlio di spendersi, di realizzarsi seguendo a tempo pieno l´ideale cristiano. Sotto giudizio, non è l´Amore di Dio per noi, ma l´amore di famiglia, quel sentimento profondo - talvolta troppo profondo! - e non sempre ordinato ad una reale crescita dei figli in termini di autonomia, capacità affettiva, coraggio nell´assumersi la responsabilità della propria vita,... Il vincolo di famiglia può diventare un comodo alibi su entrambi i fronti, per nascondere - e manifestare senza freni inibitori - egoismo, presunzione, fragilità e paura: egoismo e presunzione da parte dei genitori; fragilità e paura da parte del figlio; egoismo e presunzione di sapere che cosa è bene e che cosa è male per il proprio figlio e imporglielo in nome dell´amore - maledetti ricatti affettivi! -; fragilità e paura di perdere la sicurezza del nido familiare; fragilità e paura di fare un passo falso, di prendere una decisione sbagliata e di doversene poi pentire... Alla fine, tocca pure sopportare battutine del tipo: “Io te l´avevo detto!”, “Io lo sapevo che finiva così!”... È vero, chi manifesta fragilità e indecisione come queste non è adatto per il regno di Dio! Gesù ci dà un esempio forte e chiaro di come si affronta la propria vocazione: guardandola bene in faccia, camminando a muso duro incontro alla vita. Ricordate ciò che accadde alla moglie di Lot, quando, in fuga col marito da Sodomia e Gomorra in fiamme, si fermò a guardare lo spettacolo impressionante che si stava consumando alle sue spalle, nonostante l´avvertimento ricevuto da Dio di non voltarsi indietro. Ebbene, venne trasformata in una statua di sale (cfr. Gn 19,26). Ecco un esempio particolarmente significativo che la Bibbia ci lascia, per farci capire quali danni produce l´indugiare sulle proprie scelte, il tergiversare, lo sguardo rivolto al passato,... Concludo con un ultima citazione, questa volta tratta dalla lettera di san Paolo ai cristiani di Filippi: “Fratelli, io non ritengo ancora di essere giunto alla perfezione. Questo solo so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.” (Fil 3,14-15). Il coraggio e la determinazione di Paolo siano per tutti noi di esempio: la sua intercessione un aiuto. E così sia!

Domenica 23 giugno 2019      notizia del 22/06/2019

Commento della domenica: Santissimo Corpo e Sangue di Cristo ( Lc 9,11-17): Gesù si fa cibo per tutti affinché ognuno di noi divenga aiuto per i fratelli e sorelle che si si trovano nella necessità La Messa di oggi parla di sè: ricorre infatti la "Solennità del Corpo e Sangue di Cristo", più nota col precedente nome latino di "Corpus Domini", che richiama l´istituzione dell´Eucaristia (seconda lettura, 1Corinzi 11,23-26). Nel cuore della fede si insinua però anche un dato sociologico: lo ricorda chiaramente il vangelo (Luca 9,11-17), narrando la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
 "C´erano circa cinquemila uomini... Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà". Il miracolo con cui un giorno Gesù ha sfamato la folla accorsa ad ascoltarlo in un luogo dove non c´era modo di procurarsi cibo, a prima vista si direbbe di scarso rilievo, a confronto dell´incomparabile dono lasciato da Gesù con il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Ma nell´ottica e nell´abituale comportamento di Gesù non è così: a lui interessa l´uomo in ogni sua dimensione, spirituale ma anche fisica, terrena.
 Appena prima di compiere il prodigio, dice il vangelo, il Signore si era dedicato "a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure". Preoccupandosi di risanare i malati e sfamare la folla, egli ha formulato nei fatti un insegnamento perenne. Primo, non è certo volontà di Dio, se gli uomini soffrono di malattia o di fame, se non possono condurre una vita serena, dignitosa e sicura. Secondo, tutti, e particolarmente quanti si dicono cristiani, devono impegnarsi a beneficio di chi si trova in difficoltà. Circa la fame, il pensiero va ai milioni di bambini che per questo muoiono, agli innumerevoli adulti debilitati dal non avere cibo a sufficienza e perciò facile preda di malattie. Da sempre i cristiani sono in prima linea nel soccorso a questi sventurati, senza clamore, senza strombazzarlo sui giornali o alla televisione; pochi sanno quanto fanno in proposito i missionari, quanto qui da noi fanno strutture come le Caritas, quanta generosità di singole persone rimane nell´ombra, nota solo a Dio. 
 C´è poi un risvolto del problema cui spesso non si pensa: tanta fame e povertà nel mondo è quasi sempre frutto di ingiustizia, perché causata da regimi tirannici, o da un colonialismo spietato che, conclusa la fase politica, non è scomparso ma ha solo cambiato volto. Il problema della fame si potrà risolvere soltanto eliminandone le cause profonde, trasformando le strutture politiche ed economiche basate sullo sfruttamento dei più deboli: e anche in questo ambito i cristiani sono chiamati a fare la loro parte. Pochi conoscono in proposito il paziente lavoro diplomatico dei rappresentanti del papa; tutti possiamo concorrere, ad esempio non comperando quei beni che si sa prodotti facendo lavorare i bambini o adulti tenuti di fatto in schiavitù.
 Ma l´impegno a risolvere questi drammatici problemi non esaurisce il compito dei cristiani. Essi sanno che l´uomo, quand´anche fosse in buona salute e avesse da mangiare a sufficienza e potesse guardare senza troppe preoccupazioni al domani proprio e della propria famiglia, non avrebbe soddisfatto tutte le proprie aspirazioni. Gli rimane un altro vuoto da colmare; nel cuore e nella mente gli urgono altri orizzonti, cui magari non sa dare un nome ma che lo inquietano. La risposta, quella vera, egli non la sa trovare da solo: ecco allora Gesù, che moltiplica il pane per la folla, ma come anticipazione di quell´altro pane che è lui, quello su cui in seguito avrebbe pronunciato le parole al centro della festa di oggi: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo". Del resto in una precedente occasione lui stesso aveva ricordato che "non di solo pane vivrà l´uomo" (Matteo 4,4). C´è anche un pane non materiale, di cui abbiamo bisogno: perciò il grande Agostino ne deduce, per sé e per noi: "Tu ci hai fatto per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te".

Domenica 16 giugno: SS. TRINITA´      notizia del 15/06/2019

Commento alla domenica nella solennità della Santissima Trinità: (Gv 16,12-15 ) La festa titolare della nostra parrocchia e che ci dice che Il rispetto della natura e del creato, opera di Dio, passa attraverso l´amore di tutto ciò che è riflesso dell´amore trinitario La solennità della Santissima Trinità che celebriamo in questa domenica, è la festa che sintetizza tutto il cammino che abbiamo compiuto, spiritualmente, in questo tempo di Pasqua. Il mistero del Dio Uno e Trino. Uno nella natura, trino nelle persone ci rivela quanto è grande l´amore che Dio ha per noi e sul modello di relazioni che intercorrono tra le tre persone divine si devono strutturare i rapporti tra i credenti e tra tutti gli esseri viventi, come pure la stessa creazione, di cui Dio è autore. E poi sul tema della creazione che la prima lettura ed il salmo responsoriale ci fanno riflettere e meditare, per cogliere in essi il messaggio biblico di gratitudine a Dio creatore. Il libro della Sapienza ci ricorda, infatti, parlando di se stessa, di quella sapienza che viene dal cielo e che si è incarnata nel Verbo fatto uomo, che «Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all´origine. Dall´eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata”. Tutto quello che è stato poi avviato all´essere e all´esistenza, trova ragion d´essere proprio nell´azione creatrice di Dio, che come ci ricorda la dottrina cattolica, egli ha fatto tutto dal nulla. Un inno alla bellezza del vertice della creazione che è l´essere umano, ci viene, poi, dal salmo responsoriale, tratto dal salmo 8, in cui incontriamo queste espressioni di lode a Dio, per tutto quello che noi, esseri umani siamo e per quello che ci circonda e vediamo con i nostri occhi e percepiamo con i nostri sensi: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato”. E poi l´interrogativo di senso, quello su cui tutti noi esseri mortali dobbiamo riflettere: “Che cosa è mai l´uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell´uomo, perché te ne curi?” E qui troviamo la risposta alla nostra dignità di persone umane, che non hanno una localizzazione o identificazione geografica o storica, ma ha attinenza con l´essere umano nella sua essenzialità: “Davvero l´hai fatto poco meno di un Dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi”. E´ l´essere umano posto da Dio stesso al vertice della creazione, che deve rispettare e proteggere e non certamente distruggere, come purtroppo sta avvenendo nella nostra cultura e nel progresso illimitato che porta a violare costantemente l´ambiente naturale. Il rispetto della natura e del creato, opera di Dio, passa attraverso l´amore di tutto ciò che è riflesso dell´amore trinitario che circola all´interno e al di fuori delle relazioni tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Con grande afflato spirituale ce lo ricorda l´apostolo Paolo nella sua lettera ai Romani, seconda lettura di questa solennità della Santissima Trinità, nella quale troviamo queste espressioni: “giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l´accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio”. Essere uniti in Cristo, in comunione con Dio e con il fratelli, mediane la docilità allo Spirito Santo, nonostante le tante difficoltà che la vita ci presenta: “Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l´amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Il credente non si lascia abbattere dai problemi dell´esistenza, fossero anche quelli più seri, ma ha sempre uno sguardo proiettato l´oltre, nell´al di là, fondato sulla speranza che è l´energia motrice per camminare nella vita. In questo discernimento del gusto di amare, attimo per attimo, la vita e di assaporare la gioia dell´esistenza, ci viene in aiuto il testo del vangelo di Giovanni inserito nella solennità della Santissima Trinità e che, come discepoli di Gesù, allo stesso modo dei apostoli, facciamo nostro e mettiamo in pratica: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Noi siamo in ascolto dello Spirito per capire il senso della nostra vita e per agire di conseguenza, in attesa di godere per sempre della visione beatifica di Dio, quando lo vedremo faccia a faccia, nel Regno dei Cieli e dove il mistero trinitario, inspiegabile con i ragionamenti umani e con la limitatezza del nostro pensiero, sarà chiaro, comprensibile e luminoso per l´eternità, in ogni parte ed elemento che ne costituisce, teologicamente, l´affermazione dottrinale, risalente al Concilio di Nicea del 325, perché sarà l´amore di Dio Uno e Trino a motivare la nostra comprensione di tutto e per sempre. Tutto, infatti, avrà un termine, come la fede e la speranza, mentre la carità sarà in eterno, perché Dio è amore, nell´unità della sua natura e nella perfettissima comunione tra le tre divine persone.

DOMENICA 9 GIUGNO 2019      notizia del 08/06/2019

Commento alla Domenica Pentecoste (Anno C) - Gv 14,15-16.23-26: siamo sempre alla scuola di Dio avendo come insegnante lo Spirito Santo Dopo aver celebrato l´Ascensione di Gesù al cielo, ecco oggi la solennità della Pentecoste, che celebra l´episodio riferito nella prima lettura (Atti 2,1-11), cioè la visibile discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e gli altri primissimi amici del Risorto. Gesù "sale", lo Spirito "scende": questi verbi spaziali non sono da prendere alla lettera: esprimono semplici convenzioni; sono soltanto un modo umano di designare la distinzione tra la realtà visibile e quella trascendente. Sottintendono tuttavia un rapporto tra i due mondi, che non si limita ai fatti eccezionali celebrati domenica scorsa e oggi: per la fede cristiana il rapporto è abituale, quotidiano; da un lato "sale" a Dio la fiduciosa preghiera degli uomini, e dall´altro "scende" su di loro in varie forme la costante benevolenza divina.
 Oggi dunque i cristiani, oltre al fatto appena ricordato, indirettamente celebrano il dono dello Spirito che nella sua infinita bontà Dio continua a elargire a tutti, attraverso il battesimo, la cresima e ogni altro sacramento. A tutti, come ricorda Paolo scrivendo ai cristiani di Roma (seconda lettura; Romani 8,8-17). 
 La presenza dello Spirito Santo tra gli apostoli e poi tutti i cristiani, cioè nella Chiesa, è fondamentale, e per questo le sacre Scritture ne parlano ripetutamente. Domenica scorsa abbiamo sentito che prima di ascendere al cielo Gesù ha raccomandato agli apostoli di restare a Gerusalemme sino a quando non avessero ricevuto quel dono. Ma già in precedenza egli l´aveva annunciato e spiegato: ne è esempio il vangelo di oggi (Giovanni 14,15-26), tratto dai discorsi rivolti da Gesù agli apostoli durante l´ultima cena: "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto".
 Sono parole molto eloquenti. Anzitutto Gesù chiama lo Spirito con un nome che dichiara il suo ruolo presso gli uomini: Paràclito significa amico, consigliere, difensore, consolatore. Dice poi che lo Spirito è dono di Dio Padre, elargito su richiesta di Gesù e per i suoi meriti: il dono è dunque un frutto della Pasqua. Inoltre Gesù parla di uno dei ruoli che lo Spirito svolge: insegnare e ricordare. I vangeli, le lettere di Paolo e insomma tutta quella parte della Bibbia che chiamiamo Nuovo Testamento raccoglie quanto i primi cristiani, sotto la guida dello Spirito Santo, ricordavano e avevano capito delle parole e dell´opera di Gesù. Ma la comprensione delle ricchezze racchiuse nell´operato di Gesù non può né potrà mai dirsi conclusa, per due buone ragioni: perché quelle ricchezze sono infinite e dunque inesauribili, e perché hanno un valore perenne, per cui prendono sempre nuova luce col mutare delle situazioni cui vanno applicate. In altri termini: ogni uomo è unico, è irripetibile, ha qualcosa di esclusivamente suo da illuminare con la Parola di Dio; gli uomini nel loro insieme fanno la storia, creando o fronteggiando situazioni ogni giorno diverse, da discernere e orientare secondo la Parola di Dio.
 Dio ha parlato una volta per sempre; lo Spirito Santo guida a recepire il messaggio nel modo giusto, per tradurlo al meglio nella realtà in continua mutazione. Concretamente, tuttavia, ci si può chiedere chi e come può comprendere quale sia la volontà di Dio nelle diverse circostanze, e in proposito la risposta non manca. Il primato è della coscienza, che sa capire e valutare e decidere tanto più e meglio quanto più e meglio conosce l´immutabile Parola di Dio (da qui la necessità per i cristiani di familiarizzarsi con la Bibbia, senza mai presumere di conoscerla "abbastanza"). Inoltre, nella sua bontà Gesù ha predisposto un aiuto vivente e perenne, in grado di "leggere" la Bibbia come si conviene. E´ questo uno dei compiti della Chiesa, che lo può svolgere perché così ha voluto il suo Fondatore: "Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa".

ASCENSIONE del SIGNORE 2/6/19      notizia del 01/06/2019

Commento della Domenica :Ascensione del Signore ( Lc 24,46-53)...dove Gesù si fa più vicino a tutti noi SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Oggi facciamo memoria della Festa dell´Ascensione di Gesù al Cielo. Forse ci saremmo aspettati, alla fine del breve racconto dell´Ascensione, che si evidenziasse l´afflizione degli Apostoli per la partenza ormai definitiva del Maestro. Ma non è così, perché non vi fu tristezza, come racconta Luca, nel suo Vangelo: "Poi li condusse fuori verso Betania, e alzate le mani li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. E gli apostoli, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio, lodando Dio". (Lc. 24, 46-53) C´è una bella differenza rispetto al Venerdì santo, quando erano stati lasciati nella paura e nello smarrimento... come se tutto avesse avuto una fine inaspettata. Non si erano resi conto, e a volte non ce ne rendiamo conto, profondamente, neanche noi, che ‘quella´ era stata la scelta dello stesso Gesù: non era stato crocifisso, ma si era lasciato crocifiggere, dando di propria volontà la vita, estremo atto di amore per noi. Era difficile, per gli Apostoli, capire il trionfo di Gesù sulla croce e la sconfitta dei crocifissori. Ma Gesù, con la sua resurrezione, ha messo fine, ai loro e nostri dubbi: ha cambiato completamente la verità della fragilità nella nostra vita, chiamata ad una gloria, che solo Dio, il Figlio di Dio, poteva conquistare per noi. La resurrezione ha ormai tracciato strade, che possono conoscere l´infinito di Dio. Gesù ‘passa le pareti´, non conosce più spazio né tempo: ci ha aperto la porta della vita eterna. I discepoli ormai sanno che ora il Maestro sarà sempre con loro... e dovremmo saperlo anche noi! L´Ascensione chiude solo l´esperienza terrena di Dio tra noi, ma continua la più grande storia di amore mai scritta o immaginata. E´ il ritorno del Figlio al Padre che, in altro modo, assicura la Sua Presenza, attraverso il dono del Consolatore, lo Spirito Santo. Afferma Papa Francesco: ‘L´Ascensione non indica l´assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell´Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende. Non siamo mai soli". Adesso sappiamo che la nostra vita non è un´esperienza di poco conto, senza alcuna speranza nel dopo.... al contrario, anche se può essere o apparire un Calvario, ci conduce ad ascendere con Gesù. Così presentava l´Ascensione di Gesù al Cielo il nostro sempre caro e santo Paolo VI: "L´avvenimento finale della vita di Cristo sulla scena della storia umana, è la sua ammirabile ascensione al Cielo, il suo passaggio da questa terra, da questo nostro mondo, a noi conoscibile, in cui noi siamo immersi come pesci nell´oceano, ad un altro mondo, ad un altro universo, ad un´altra forma di esistenza, della quale abbiamo la certezza, ma ancora scarsa notizia e, forse, nessuna esperienza... Il nostro ricordo di tale avvenimento misterioso e storico ad un tempo, ci fa sentire la nostra solitudine, la nostra condizione di seguaci di Cristo, di credenti in Cristo, di legati a Cristo, rimasti in terra senza la sua visibile presenza. Nasce nei fedeli, privi del rapporto sensibile con Gesù, lo sforzo di comunicare ugualmente con Lui; nasce cioè la ricerca di vincoli che tuttora ci uniscono a Lui; una ricerca che sarà subito ricca di risultati, fino a darci la prova della promessa realizzata di una sua dolcissima parola di commiato: ‘Non vi lascerò orfani, verrò da voi´ e di quell´altra parola solenne, che proclama Cristo presente nei secoli: ‘Ecco io sono con voi fino alla fine del mondo´. E noi vogliamo metterci nei panni degli apostoli, che scomparso Gesù dai loro occhi, se ne tornarono a Gerusalemme, si raccolsero con Maria nel cenacolo in attesa dello Spirito Santo." (maggio 1963) Dovremmo anche noi ritrovare quanto hanno provato gli Apostoli il giorno in cui Gesù salì al Cielo: ‘Tornarono a Gerusalemme con grande gioia´, una gioia che diverrà, con la Pentecoste, forza e capacità di trasmetterla a tutti. Il giorno dell´Ascensione, gli Apostoli sanno ormai - e dovremmo esserne certi anche noi - che Gesù sarà dovunque essi si troveranno. Quando parleranno diranno ‘Parole Sue´; Lo troveranno nel cuore, riempito dalla Sua pace, anche quando saranno arrestati; i loro gesti saranno i ‘Suoi gesti´, per continuare la Sua opera, segno del grande bene che il Padre ci vuole, quella carezza che quotidianamente Dio, se abbiamo fede, ci fa, perché dimentichiamo le frustate dell´indifferenza, della cattiveria e violenza cieca. E per sentirselo ancora più vicino, ogni volta parteciperanno, parteciperemo, all´Eucarestia, lasceranno il posto principale libero, perché a presiedere sia sempre Lui. Con passo deciso, illuminati dalla certezza del nostro futuro con Lui, camminiamo per le strade del mondo, testimoni del Risorto, a ‘predicare´ Lui, salvezza di tutti. Sono venti secoli che questa Presenza divina nella Chiesa si fa strada nella storia, tessendo la vera nostra storia, che non conoscerà più tramonto. Oggi davvero tutti noi, che crediamo, alzando le mani al cielo, indichiamo il Maestro che si eleva su di noi ed è assiso alla destra del Padre, eppure continua a camminare al nostro fianco! Questa è davvero la gioia dell´Ascensione di Gesù al Cielo per noi. Con madre Teresa di Calcutta preghiamo:"Signore, nostro Dio, tu hai dato te stesso per noi. Noi vogliamo essere a tua disposizione per essere tuoi, affinché un giorno possiamo possederti e per ricevere tutto ciò che dai e dare tutto ciò che chiedi, con un sorriso. Prendi ora tutto di noi, perché ti serva di noi come ti piace, senza tentennamenti. Prenditi la nostra volontà e tutta la vita m affinché tu possa compiere le tue opere con le nostre mani, e così un giorno possiamo ascendere in cielo con te. Per sempre."

Venerdì 31 maggio 2019      notizia del 31/05/2019

Buongiorno a tutti . Oggi la Chiesa celebra la VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA, LA FESTA DEL MAGNIFICAT h.18.15 recita del S.rosario e a seguire la SS. Messa Si celebra il 31 maggio a conclusione del mese mariano. Ricorda la visita che la Madonna fece alla cugina Elisabetta dopo avere ricevuto l´annuncio che sarebbe diventata madre di Gesù per opera dello Spirito Santo. Giovanni il Battista che sussulta nel grembo materno inizia già la sua missione di Precursore Festa del Magnificat, la Visitazione prolunga ed espande la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è “teofora” e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore. La Visitazione è l´incontro fra la giovane madre, Maria, l´ancella del Signore, e l´anziana Elisabetta simbolo degli aspettanti di Israele. La premura affettuosa di Maria, con il suo cammino frettoloso, esprime insieme al gesto di carità anche l´annunzio che i tempi si sono compiuti. Giovanni che sussulta nel grembo materno inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l´Annunciazione e la nascita del Battista. COSA DICONO I VANGELI? Dopo l´annuncio dell´Angelo, Maria «si mette in viaggio frettolosamente» dice San Luca per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. È facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall´angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l´inno del Magnificat, l´espressione "dell´amore gioioso che canta e loda l´amato" (S. Bernardino da Siena): «La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito...». QUAL È IL SIGNIFICATO? La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell´imposizione del nome. PERCHÉ È STATA SCELTA LA DATA DEL 31 MAGGIO? Accettando questo computo del periodo trascorso presso la cugina Elisabetta, la festa della Visitazione, di origine francescana (i frati minori la celebravano già nel 1263), veniva celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Sarebbe stato più logico collocarne la memoria dopo il 25 marzo, festa dell´Annunciazione, ma si volle evitare che cadesse nel periodo quaresimale. La festa venne poi estesa a,tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l´unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l´antipapa. L´attuale calendario liturgico, non tenendo conto della cronologia suggerita dall´episodio evangelico, ha abbandonato la data tradizionale del 2 luglio (anticamente la Visitazione veniva commemorata anche in altre date) per fissarne la memoria all´ultimo giorno di maggio, quale coronamento del mese che la devozione popolare consacra al culto particolare della Vergine. «Nell´Incarnazione - commentava S. Francesco di Sales - Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore... Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione».

DOMENICA 26 MAGGIO      notizia del 25/05/2019

Commento alla VI Domenica di Pasqua Gv 14,23-29: Non si è mai sicuri di amare Dio davvero, se non si ama il prossimo. SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Continua l´insegnamento della scorsa domenica sulle caratteristiche dell´amore cristiano: il Signore ha dettato le sue condizioni e le avvalora dichiarando che chi non ama così, non ama Dio! Su questo aspetto determinante della vita cristiana c´è molta confusione: e anche il comportamento religioso di molti sedicenti cristiani pone drammaticamente la questione del senso di una devozione cristiana che rasenta talvolta il fanatismo, cui non si accompagni la carità verso il prossimo. Non sto pensando all´integralismo di marca islamica, il quale in nome di chissà quale amore per Dio, giunge ad uccidere gli uomini. Mi riferisco a fatti che capitano in casa nostra, nella nostra amata Chiesa cattolica... Fin troppo diffusi i commenti della gente: “Guarda quello, guarda quella, così devoto, così devota, sempre in chiesa,...e poi tratta male i genitori anziani, insulta i colleghi di lavoro, rifiuta gli stranieri,...”. Quasi che si potesse amare Dio e detestare i propri simili. È sempre Giovanni, nella sua prima Lettera, a ritornare sui fondamenti dell´amore cristiano: “Se una dicesse: «Io amo Dio», e odiasse suo fratello. È un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.” (4,20-21). In altre parole, non si è mai sicuri di amare Dio davvero, se non si ama il prossimo. Al contrario, amando il prossimo, chiunque egli sia, stiamo pur certi di amare Dio! “Chi non mi ama, non osserva le mie parole...”, ci ricorda oggi il Signore; il peso di questa sentenza è ancor più rafforzato se la riscriviamo così: chi non osserva le mie parole, non mi ama! Ciascuno di noi faccia un esame di coscienza onesto e non troppo indulgente: di certo troveremo almeno un aspetto del Vangelo che proprio non riusciamo ad accettare, o se pure lo accettiamo in linea di principio, non riusciamo poi a metterlo in pratica. I soliti “Sì, ma...”, “Sì, però...”; una sorta di obbiezione di coscienza... l´invocazione di quelle circostanza eccezionali, che sanno tanto di escamotage per sfuggire ai vincoli della Legge. Non si dice forse che le eccezioni non smentiscono, ma confermano la regola? - che vale per gli altri, naturalmente, ma non per noi! -. Ebbene, quell´aspetto dell´insegnamento di Cristo che proprio non ci va giù, rappresenta l´unità di misura del nostro amore per Dio. Troppo duro? Non intendo gli aspetti marginali del Vangelo... sempre che nel Vangelo ci sia qualcosa che possa definirsi marginale. Nel Vangelo di oggi si menziona la Trinità, nelle persone del Padre, del Cristo e dello Spirito Santo. La teologia di Giovanni stabilisce una gerarchia tra il Padre e il Figlio; del resto, i nomi stessi delle due Persone divine definiscono Colui che viene prima - il Padre - e Colui che è generato - il Figlio, non creato, della stessa sostanza del Padre, come si recita ogni domenica nel Credo -. Non è facile predicare sulla Trinità, distinguendo fra le tre Persone... Nel terzo millennio, ha ancora senso, interessa ancora a qualcuno sapere che il nostro Dio è un Dio Trino: Padre, Figlio e Spirito Santo? Che cosa ne viene alla nostra fede? cambia qualcosa nella nostra vita? Altro esame di coscienza: quale concetto abbiamo di Dio? Sapete quanta gente si professa cristiana, nel senso che viene in Chiesa, invece di frequentare, che so, una moschea, o una sinagoga?... Forse perché di chiese ce ne sono tante e di moschee o sinagoghe, se ne trovano poche... Ma se poi vai a chiedere qualcosa circa gli articoli della fede, apriti cielo! Tutt´al più hanno un´idea vaga di Dio, come Essere Superiore, ma non identificabile con Una Persona... figuriamoci Tre... Basta sentire le risposte alle domande sulla religione dei concorrenti ai giochi a premi televisivi trasmessi in fascia preserale... Meglio cambiare discorso, va´... “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi...” Dunque, la pace di Cristo, la pace cristiana.... Che poi, siamo proprio sicuri che la pace cristiana sia la pace di Cristo? Le polemiche sul concetto cristiano di famiglia, esplose in occasione del recente congresso di Verona, sembra che abbiano gettato non poche ombre su che cosa si intende per “pace nella Chiesa”; un discorso, quello della pace, che chiede di essere ampliato al di fuori dei confini della Chiesa, visto che i cristiani, in forza del battesimo, sono inviati nel mondo a costruire legami di pace, sull´esempio di Cristo, il quale, sulla croce ha riunito tutti i popoli, abbattendo i muri di separazione... Muri che purtroppo rimangono ancora, dentro la Chiesa, intorno alla Chiesa e fuori dalla Chiesa. La comunità dei frati, come tutte le comunità religiose, è abbonata a parecchie riviste di stampo cattolico, che affrontano i più svariati temi teologici, politici, economici,... Ben inteso, leggiamo anche i quotidiani, non solo “l´Osservatore Romano”, o “Avvenire”, o “La voce e il tempo”... Dalla lettura di alcuni articoli riprodotti sulle diverse testate, emergono visioni di quella che dovrebbe essere l´unica Chiesa... Ma non è così! È difficile abbandonare le dinamiche che condizionano le relazioni internazionali, nazionali, cittadine, di quartiere,... per declinare il Vangelo; anche nella Chiesa ci sono i partiti, le lobby di potere, le correnti politiche, gli interessi economici, le distinzioni di classe, le discriminazioni sessuali,... Insomma, un mondo dentro il mondo; o forse, un mondo solo, lo stesso mondo, con le sue leggi che non sono quelle del Vangelo. Il Vangelo rimane ancora una novità, così come dice la parola... nel senso che risulta nuovo alle orecchie di parecchi cristiani, i quali non lo conoscono, perché non lo leggono mai, o quasi mai. Ma (il Vangelo) pare, dico pare, suonare sconosciuto anche alle orecchie di taluni esponenti della gerarchia ecclesiastica. D´altronde, perché stupirsi? Era così anche ai tempi di Gesù, quanto alla reale osservanza della Legge di Mosè. “Nihil novum sub soli!”, niente di nuovo sotto il sole. Domenica prossima celebreremo l´Ascensione del Signore, e quella successiva la Pentecoste dello Spirito Santo: invochiamo il fuoco dello Spirito su questa nostra Chiesa inquieta, ferita, ostinata e dal cuore indurito. Ma non dimentichiamo che la Chiesa siamo in prima istanza noi, individualmente e come comunità. Preghiamo dunque per noi! Il compito della conversione non finisce a Pasqua, ma dura tutta la vita. Questa vita, breve o lunga che sia, è l´unica che abbiamo per contribuire alla costruzione della città di Dio, della nostra felicità, della beatitudine eterna.

DOMENICA 19 MAGGIO 2019      notizia del 18/05/2019

Commento alla V Domenica di Pasqua (Anno ). Gv 13, 31 -Comandamento significa non un obbligo, ma il fondamento del destino del mondo e della sorte di ognuno SS. Messe h. 9.00 - 10.30- 12.00 - 19.00 “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” Quante volte abbiamo ascoltato queste parole! sono così conosciute che neanche ci facciamo più caso. Eppure, ragionando con la logica umana, dovrebbe immediatamente saltare all´occhio una particolarità che non è secondo la logica umana. Provate a farci caso: se A dice a B: “io ti amo così; dunque...” Dunque ci si aspetterebbe che A chiedesse a B di essere riamato con eguale amore. È naturale, in un rapporto di coppia, che all´amore di uno, corrisponda una risposta di amore dell´altro, in nome di quella reciprocità tipica della relazione tra due partners. Analogamente si può dire per la stima che un maestro nutre per i suoi discepoli, dai quali il maestro si attende altrettanta stima nei propri confronti. Invece Gesù cambia per così dire le frecce di direzione... L´amore verso di Lui, l´amore che si attende dagli apostoli, e per i quali sta per dare la vita, non è diretto verso di Lui... o, meglio, chi lo vuole amare deve impegnarsi a servire il prossimo, colui, colei, coloro che gli stanno accanto. Ciò che Gesù comanda ai suoi prima di salire in croce, lo esigerà la domenica di Pasqua, da Maria Maddalena, la prima che lo incontrerà e lo riconoscerà dopo la risurrezione: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma va´ dai miei fratelli....”. Circa vent´anni fa, la regista americana Mimi Leder realizzò un film con un cast di attori stellare, che uscì in Italia con il titolo “Un sogno per domani”, sottotitolo: “Passa il favore”: la pellicola tratta da un romanzo di Lesile Dixon, racconta la storia di Trevor, un ragazzino di dieci anni, molto intelligente, che conduce un´esistenza difficile con la madre, ex alcolizzata, in un modesto quartiere di Las Vegas. La donna lavora come cameriera di giorno e come ballerina in un locale per soli uomini la notte. Il padre, violento e con problemi di alcolismo anche lui, è sempre assente. Trevor vive una sorta di confuso idealismo - del resto è poco più che un bambino, e ai bambini piace sognare, scambiando talvolta il sogno per la realtà -. Un giorno, entra in classe il nuovo insegnante di scienze sociali, il quale, per rompere il ghiaccio con gli alunni, propone di scrivere un tema dal titolo: Che cosa vuole il mondo da noi? Da quell´istante Trevor concepisce un progetto per cambiare il mondo in meglio: (il progetto) consistere nel compiere una buona azione a tre persone diverse, chiedendo in cambio non un favore nei suoi confronti, ma che facciano un favore ciascuna ad altre tre persone. Mai avrebbe creduto, questo ragazzino, di avviare un movimento riassumibile con lo slogan “passa il favore”, che in pochi mesi si diffuse a ragnatela in tutto lo Stato, tanto da smuovere la stampa e la televisione... Non vi voglio dire come va a finire... guardatelo e fatelo vedere ai vostri figli. Non ve ne pentirete. Il cap. 25 del Vangelo di Matteo presenta la famosa pagina in cui Gesù insegna ai suoi come guadagnare la vita eterna: chi farà del bene a un povero, a un malato, a un carcerato, a uno straniero... l´avrà fatto a Lui, e non perderà la ricompensa finale. Questo è il modo singolare, cioè cristiano, di amare Gesù così come Lui ha amato noi. Non ci è possibile amare Dio direttamente, senza passare attraverso l´amore umano; non perché Dio ce lo impedisca, ma perché noi non siamo capaci di amarlo senza mediazioni, ma solo attraverso l´amore per il prossimo. Questo sì, siamo in grado di farlo, anche se molti non ci credono. In verità chi non ama il prossimo, non è perché non ci riesce, ma perché non vuole. Ecco il motivo per il quale, nel cap.25 di Matteo, le condizioni per la nostra salvezza sono tutte riassunte nell´amore vicendevole e del prossimo. Dio non pretende da noi ciò che non siamo capaci di fare. Del resto, come potrebbe ignorare le nostre reali doti affettive? Ci ha fatti Lui così! E ce ne dà la prova in quell´altrettanto famoso dialogo con Pietro, all´indomani della risurrezione, quando gli chiede: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”; e questi risponde: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene!”. In quel momento, Pietro non sa amare il suo Maestro più di così... e Gesù non lo esige, anzi, abbassa (Lui) l´asticella, per scendere al livello dell´apostolo, fino a quando Pietro non sarà pronto ad amarlo come Cristo ha amato lui. Pochi versetti dopo la pagina che abbiamo appena ascoltato, Pietro chiede a Gesù: “«Signore, dove vai?». Gli rispose: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi.». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? in verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m´abbia rinnegato tre volte.»” (Gv 13, 36-38). E neppure dopo la risurrezione di Gesù, Pietro sarà in grado di rendergli l´amore manifestato sulla croce. Ma il Maestro di Nazareth gli annuncia che quel momento verrà... Il 13 ottobre dell´anno 64, il Principe degli apostoli ricevette la corona del martirio, e donò la sua vita per amore di Cristo... lo amò finalmente con tutto se stesso, come Lui, Cristo, lo aveva amato. Forse a noi non sarà dato il privilegio di amarlo, donando la vita... Tuttavia, e questo vale per tutti, per tutti, non diamo troppo per scontato che la capacità di amare Dio e i fratelli non possa andare oltre le attuali possibilità. L´unica cosa che possiamo dire è che oggi, più di così non siamo capaci - ma sarà poi vero? -. Domani, chissà? Nessuno è in grado di prevedere il futuro... Le situazioni cambiano, le circostanze e le persone pure... Amare nel nome di Cristo è difficile... Ci vuole tanto coraggio per amare senza egoismo, in modo rispettoso e mai possessivo... Soprattutto ci vuole coraggio per vincere la tentazione di fare preferenze di persona. Leggete il capitolo 10 degli Atti degli Apostoli: scoprirete che anche in questo - nell´amare senza fare distinzioni di persona - san Pietro ci è di esempio.

Domenica 12 maggio 2019      notizia del 11/05/2019

Commento alla IV Domenica di Pasqua ( Gv 10,27-30): Attenzione ´individualismo, il ‘fai da te´ dilagate rischiano di minare l´unità della Chiesa voluta da Cristo SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Questo breve passo del Vangelo di Giovanni potrebbe sembrare l´espressione delicata e tenera dell´amore di Cristo per i suoi fedeli... In verità non è per niente delicata, tantomeno tenera! Andate a leggervi l´intero capitolo 10: siamo al culmine della polemica tra Gesù e i capi dei Giudei. A queste parole del Signore coloro che lo avevano interrogato se fosse lui il Cristo, “portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero: «non ti lapidiamo per un´opera buona, ma per la bestemmia e perché tu che sei un uomo, ti fai Dio». (...) Cercavano di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.”. (10,31-39). Nonostante il clima rovente e il pericolo reale che sta correndo annunciando la Parola della Salvezza, il Signore intende rassicurare quei pochi discepoli ancora rimasti al ascoltarlo, che il loro rapporto con Lui non è in pericolo, anzi: alle sue pecore, a loro, a noi, Gesù dà la vita eterna, la sua stessa vita. Potete immaginare quale effetto faceva alla prima e seconda generazione di cristiani leggere queste parole del Signore, in piena stagione delle persecuzioni. Trecento anni sarebbero dovuti trascorrere prima che l´Editto di Costantino (314 d.C.) trasformasse il cristianesimo, da religio illecita in licita. “Il padre mio è il più grande di tutti...”: Giovanni scrive in un´epoca in cui il mercato religioso offriva molti prodotti interessanti, che attiravano le masse, ma intercettavano anche i gusti dei palati più raffinati. E, secondo quanto accade nel mercato, anche in quello religioso c´era molta concorrenza; e ce n´è ancora oggi, di concorrenza, tra movimenti, chiese, confessioni, devozioni popolari. Son passati più di vent´anni da quando, in occasione dell´Assemblea ecumenica europea di Gratz, i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane ivi riuniti decisero di archiviare per sempre la parola ‘proselitismo´; eppure, lo ripeto, la concorrenza è ancora notevole, specie oggi che i fedeli son diminuiti e ci tocca pure contenderceli. Sapete come certi movimenti spirituali in seno alla Chiesa chiamano noi che frequentiamo la parrocchia,? I “parrocchiosi”... Non mi sembra proprio un complimento... e suona pure male. In alcune importanti città degli Stati Uniti i luoghi di culto delle diverse confessioni sorgono tutti lungo un´unica strada - io li ho visti in alcuni documentari -, allineati, l´uno dopo l´altro, come le bancarelle di frutta e verdura di un mercato rionale, o i negozi di alta moda di Via Montenapoleone di Milano o via Dei Condotti a Roma È vero, non c´è nulla di più delicato e variegato della sensibilità spirituale; sacrosanto il diritto individuale di cercare la scarpa giusta per il proprio piede, al supermercato dello spirito... Tuttavia, il rispetto per le esigenze spirituali di ciascuno, non può compromettere l´unità della Chiesa! Quell´unico gregge sotto un solo Pastore che il Signore ha promesso, sigillando questa promessa col suo sangue, rimane sullo sfondo... speriamo non sia un´utopia! È un fatto purtroppo abbastanza evidente che la Chiesa possiede diverse anime, tante quante sono le realtà che operano all´interno della stessa. E tra queste entità, tra queste diverse anime, non c´è coesione; i cuori non battono all´unisono... anzi, ci si guarda con sospetto - uso un eufemismo benevolo! -. Ci si stima a parole, forse, ma nei fatti c´è più che una naturale, umanissima, diffidenza... Sembra di vedere certi fratelli, talmente diversi e poco compatibili tra loro, al punto da suscitare il dubbio che siano figli dello stesso padre e di un´unica madre... L´individualismo, il ‘fai da te´ dilagano anche nello sconfinato universo dello Spirito. Non sono rari, poi, i casi di sedicenti cristiani che confessano senza alcun imbarazzo di non seguire un´unica scuola di pensiero, un´unica Chiesa; ma volano di fiore in fiore, utilizzando elementi selezionati dal cattolicesimo, dai Protestanti, shekerati a pratiche yoga, massime di santoni indiani, abitudini alimentari, palestra, e altro ancora. Se è vero che dai frutti si riconosce l´albero (cfr. Mt 7,16), ascoltando le professioni di fede di certi movimenti cattolici, per non parlare di taluni predicatori, che diffondono il Verbo dai canali radiotelevisivi, viene da chiedersi, se il Dio in cui credono sia davvero l´unico Dio di Gesù Cristo... Del resto, anche Gesù era un Giudeo Israelita; eppure, quale differenza tra il Dio che Lui annunciava in parole e in opere, e quello dei Maestri della Legge, con tanto di diploma! Questione di accentuazioni? Molto più che semplici accentuazioni! Capiamo tutti che differenza fa, parlare di Dio, in termini di giustizia celeste, giudizio finale, Novissimi,... oppure presentando l´icona del Padre misericordioso raccontata da san Luca al capitolo 15 del suo Vangelo. Pensiamo ancora che sia solo questione di accentuazioni? Il recente congresso internazionale sulla famiglia svoltosi a Verona, rappresenta un marker significativo di quante identità sedicenti cristiano-cattoliche ci siano oggi in Italia e non solo, l´una contro l´altra armate... Dobbiamo pregare, e tanto, per la pace all´interno della Chiesa! Ma noi, sta pace, la vogliamo sul serio? In una Chiesa fortemente politicizzata come quella italiana, ove le dinamiche relazionali tra le diverse entità, sono simili a quelle tra i partiti al governo e all´opposizione; ove non mancano neppure le cosiddette lobby di potere; la volontà di costruire la pace profuma molto, troppo, di moralismo ipocrita. Difficile concludere la presente riflessione con una nota di speranza. Tantovale chiudere qui, lasciando che siano i testi liturgici a parlare... Per fortuna, le preghiere eucaristiche, almeno queste, contengono più di una invocazione della pace. Ascoltiamole con attenzione; anzi, uniamoci spiritualmente al sacerdote che proclama a nome di tutti i fedeli la grande orazione che segue la professione di fede: “Credo in un solo Dio...”

MERCOLEDI´ 08 MAGGIO 2019      notizia del 08/05/2019

LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DEL ROSARIO, NATA DA UN ANTICLERICALE Oggi,in chiesa, alle h. 12.00 supplica alla Madonna di Pompei La Vergine del Rosario si festeggia l´8 maggio e il 7 ottobre perché alla sua intercessione fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani nel 1571 a Lèpanto. A fondare il Santuario di Pompei fu un avvocato anticlericale e dedito allo spiritismo, Bartolo Longo, che si convertì per dedicarsi ai poveri "PREGATE CON IL ROSARIO CONTRO IL DEMONIO" GLI ARTICOLI DEL DOSSIER La Madonna del Rosario di Pompei si festeggia il 7 ottobre e l’8 maggio con la recita della Supplica solenne. Il culto verso la Vergine è molto antico e risale all’epoca dell’istituzione dei domenicani (XIII secolo), i quali ne furono i maggiori propagatori. Alla protezione della Vergine del Rosario, inoltre, fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani, avvenuta a Lepanto nel 1571. A seguito di ciò il papa Pio V (1504-1572), istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario, alla prima domenica di ottobre, che poi dal 1913 è stata spostata al 7 ottobre. Il culto per il Rosario ebbe un’ulteriore diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione. La Madonna del Rosario, ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, quadri, affreschi, statue, di solito seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico di Guzman, inginocchiati ai lati del trono. BARTOLO LONGO, DA ANTICLERICALE ALLA CONVERSIONE Ma il vero apostolo della devozione alla Vergine di Pompei è il beato Bartolo Longo, un avvocato acceso anticlericale nato in Puglia il 10 febbraio 1841. Di temperamento esuberante, da giovane si dedicò al ballo, alla scherma e alla musica; intraprese gli studi superiori in forma privata a Lecce; dopo l’Unità d’Italia, nel 1863, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza nell’Università di Napoli. Fu conquistato dallo spirito anticlericale che in quegli anni dominava nell’Ateneo napoletano, al punto da partecipare a manifestazioni contro il clero e il papa. Dubbioso sulla religione, si lasciò attrarre dallo spiritismo, allora molto praticato a Napoli, fino a diventarne un celebrante dei riti. La sua vita ebbe allora una svolta totale, dopo una notte di incubi, egli si rivolse al Prof. Vincenzo Pepe. Pepe, suo compaesano e uomo molto religioso, fu per lui un vero amico, e lo inviò alla direzione spirituale di Padre Radente appartenente all´ordine dei Domenicani. Padre Radente dopo poco tempo riuscì a farlo aggregare al Terzo Ordine di San Domenico. LE OPERE DI CARITÀ DOPO L´INCONTRO CON LA CONTESSA DE FUSCO Nel 1864 si laureò in giurisprudenza, tornò al paese natìo, abbandonò la professione di avvocato, si prodigò in opere assistenziali, fece voto di castità seguendo anche le indicazioni del venerabile Emanuele Ribera redentorista che gli aveva preannunciato una probabile alta missione da compiere per la cristianità. Per seguire questa vocazione ad aiutare i bisognosi, tornò a Napoli dove conobbe il futuro beato Ludovico da Casoria e la futura santa Caterina Volpicelli. Nella Casa Centrale che la Volpicelli aveva aperto a Napoli, Bartolo conobbe la contessa Marianna Farnararo De Fusco, donna impegnata fortemente in opere caritatevoli ed assistenziali. Questa nel 1864 era rimasta vedova del conte Albenzio De Fusco di Lettere (Italia), i cui possedimenti si estendevano anche nella Valle di Pompei. Alla contessa, vedova di soli 27 anni con cinque figli in tenera età, serviva un amministratore per i beni De Fusco, nonché un precettore per i figli. Fu così che Bartolo accettò di stabilirsi in una residenza dei De Fusco per assolvere a tali compiti. Questa conoscenza segnò una svolta fondamentale nella vita di Bartolo Longo, poiché egli ne divenne l´inseparabile compagno nelle opere caritatevoli. Tale amicizia tuttavia diede luogo a parecchie maldicenze, per cui dopo un´udienza da Papa Leone XIII, i due nel 1885 decisero di sposarsi, con il proposito però di vivere come buoni amici, in amore fraterno, come avevano fatto fino ad allora. Il matrimonio fu celebrato senza gli atti civili e le pubblicazioni di rito. La contessa De Fusco era proprietaria di terreni ed abitazioni nel territorio di Pompei e Bartolo Longo come amministratore si recava spesso nella Valle; vedendo l’ignoranza religiosa in cui vivevano i contadini sparsi nelle campagne, prese ad insegnare loro il catechismo, a pregare e specialmente a recitare il rosario. Una pia suora Maria Concetta de Litala, gli donò una vecchia tela raffigurante la Madonna del Rosario, molto rovinata; restauratala alla meglio, Bartolo Longo decise di portarla nella Valle di Pompei e lui stesso racconta, che nel tratto finale, poggiò il quadro per trasportarlo, su un carro, che faceva la spola dalla periferia della città alla campagna, trasportando letame, che allora veniva usato come concime nei campi. Il 13 febbraio 1876, il quadro venne esposto nella piccola chiesetta parrocchiale, da quel giorno la Madonna elargì con abbondanza grazie e miracoli; la folla di pellegrini e devoti aumentò a tal punto che si rendeva necessario costruire una chiesa più grande. Bartolo Longo su consiglio del vescovo di Nola, iniziò il 9 maggio 1876 la costruzione del tempio che terminò nel 1887. Il quadro della Madonna, dopo essere stato opportunamente restaurato, venne sistemato su un trono; l’immagine poi verrà anche incoronata con un diadema d’oro, ornato da più di 700 pietre preziose, benedetto da papa Leone XII.

DOMENICA 05 MAGGIO 2019      notizia del 04/05/2019

Commento alla III Domenica di Pasqua Gv 21,1-19 : Se mi ami seguimi, dice Gesù In questa 3ª domenica di Pasqua l´evangelista Giovanni ci presenta un gruppo di apostoli incompleto, solo 7 su 11: «Si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli». Pietro è il leader, che decide di andare a pescare da solo: «Io vado a pescare», ma gli altri lo seguono: «Veniamo anche noi con te». L´evangelista prosegue scrivendo che: «quella notte non presero nulla». Perché la pesca è vana? Perché Gesù aveva detto: «Senza di me non potete far nulla» (cf Gv 15, 5). Ciò significa che non basta che sia Pietro a guidare la pesca, occorre che ci sia anche il Signore. Non è Pietro, dunque, che salva ma Cristo che salva tutti coloro che si fidano e si affidano a lui. Quindi, dopo una notte di inutile fatica, all´alba Egli si accosta al piccolo gruppo di pescatori e ribalta la loro deludente situazione. I discepoli non sanno riconoscerlo, poiché sono ancora avvolti dalle tenebre dell´incredulità. Nonostante ciò accolgono l´invito di Gesù il quale dice: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». Il risultato della loro pronta obbedienza è che «non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci». È allora che il discepolo amato grida: «È il Signore!». Udita questa confessione di fede sgorgata da un cuore che ama, Pietro si sente pervaso di vergogna, e, stringendosi «la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, si gettò in mare», mentre gli altri raggiungono la riva sulla barca. Giovanni scrive che: «Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane». Gesù, prosegue l´evangelista, disse loro: «Portate un po´ del pesce che avete preso ora». Giovanni, scrutando in profondità l´episodio della pesca miracolosa, annota un particolare: «la rete era piena di centocinquantatré grossi pesci». Il numero centocinquantatré, nel mondo greco-romano, era il totale di tutte le specie di pesci allora ritenute esistenti. Giovanni, dunque, ci ricorda che la Chiesa è chiamata a raccogliere tutti i popoli nella fede, usando soltanto la forza dell´umiltà e dell´obbedienza alla parola del Risorto. Il nostro apostolato deve confrontarsi continuamente con questo insegnamento. Chiediamoci allora: siamo sempre obbedienti e docili alla parola del Signore? Il nostro apostolato lo svolgiamo con umiltà o con superbia? Al termine del pasto in cui il Signore Gesù si è fatto nuovamente servo dei suoi discepoli, egli si rivolge a Pietro chiamandolo con il nome che questi aveva prima della vocazione. E lo fa ponendogli una precisa domanda: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Il Risorto non lo sta rimproverando, ma gli sta dando la possibilità di riscattare il triplice rinnegamento, perché non rimanga nessun residuo di senso di colpa. Per tre volte, infatti, Pietro aveva negato di conoscere Gesù, e ora per tre volte il Signore lo interroga, al punto che Pietro, addolorato per questa insistenza, gli risponde: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gesù allora lo riabilita, chiamandolo per tre volte a essere pastore delle sue pecore: «Pasci le mie pecore». Il rinnegamento, dunque, è avvolto dalla misericordia, e Simone torna a essere Pietro, la Roccia della Chiesa. La storia dei Papi, che sono i successori dell´umile pescatore di Galilea, va letta sempre alla luce di questo illuminante episodio e di queste decisive parole di Gesù. Il Signore, mentre conferma Pietro nel primato, gli ricorda con quale spirito deve esercitare l´autorità nella Chiesa. Comandare significa amare e servire, per questo Pietro è il «servo dei servi di Dio» e noi dobbiamo amarlo per questo e dobbiamo aiutarlo ad amare sempre di più, affinché il suo servizio, voluto da Gesù, sia luce per la Chiesa e per il mondo. Infine il Risorto rivela a Pietro il futuro che lo attende: «Quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Ebbene sì, Pietro glorificherà Dio accettando di essere condotto là dove non avrebbe voluto: al martirio, quando verserà il sangue per attestare la sua fedeltà a Cristo. E così risuona per lui ancora una volta la chiamata originaria del Signore: «Seguimi». Chiediamo a Dio Padre misericordioso, affinché accresca in noi la luce della fede per poter proclamare davanti a tutti che Gesù, il Risorto, è il Signore

DOMENICA 28 APRILE 2019      notizia del 27/04/2019

Commento alla II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia: Gv 20,19-31: Tommaso non è l´ateo miscredente: è "l´incredulo" sbalordito e meravigliato dalla potenza della resurrezione SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Mi sono chiesto come la Chiesa nascente potesse essere così piena di entusiasmo, di freschezza, di voglia di evangelizzare, se in realtà la prima reazione di fronte all´annuncio della resurrezione fu di scetticismo, di paura, di chiusura, cose ben simboleggiate da quelle "porte chiuse per paura dei Giudei"... come è possibile una voglia così grande di sentirsi Chiesa, al punto che - ci dicono gli Atti degli Apostoli - "venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e donne"? Certo, la risposta è immediata e semplice: tra "il primo giorno della settimana" vissuto a porte chiuse, e quei giorni passati nel tempio sotto il portico di Salomone c´è stata la Pentecoste, con tutto ciò che è significata, con quel vento che si abbatte impetuoso sulla stanza dov´erano radunati e le lingue di fuoco che permettono loro di parlare in tutte le lingue. Ma non fu così immediato e semplice capire che era opera dello Spirito Santo: potente finché vuoi, ma sempre molto misterioso e incomprensibile rispetto al Maestro, a Gesù. Quello sì, i discepoli vorrebbero sempre vederlo, invece di rassegnarsi a saperlo salito al Padre una volta per sempre... Vederlo risorto, è la soddisfazione più grande, è una gioia incontenibile, è qualcosa che non è capitato a tutti quelli che l´hanno visto morto, ma solo "a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti", per citare ancora un passo di Atti. Certo, il Risorto ha fatto visita ai suoi, e l´ha fatto in un modo tutto particolare. L´ha fatto "il primo giorno" della settimana, così come "il primo giorno" Dio creò il cielo e la terra, perché dopo che lui, con la sua morte, ha fatto nuove tutte le cose, ora con la resurrezione si ricomincia da capo. Si ricomincia a partire dall´accettazione che quel Cristo che ora vediamo risorto, forte, glorioso, capace di passare anche attraverso le porte chiuse del nostro cuore, è lo stesso Cristo che era morto in croce, abbandonato e reietto dagli uomini, ultimo tra i malfattori: per questo mostra loro le mani e i piedi forati dai chiodi, perché nessuno, a Pasqua, dimentichi il Calvario. Se non accetti che il Calvario c´è stato, e che ci sarà sempre, la Resurrezione rimarrà senza effetti nella tua vita. E si ricomincia a partire dalla pace, il primo dono del Risorto. Una pace ricevuta, ma una pace che poi diventa impegno, trasmissione, dono agli altri: "Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Il Padre - lo sappiamo proprio dal Vangelo di Giovanni - ha mandato Gesù nel mondo con l´unico incarico di annunciare a tutti il comandamento dell´amore: questo stesso annuncio è quello che ora Gesù affida ai suoi discepoli, pace e amore, per ogni uomo e ogni donna, indistintamente. Gesù non fa preferenze di persone, non fa gerarchie, non annuncia pace e amore a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, e nemmeno pone delle priorità. L´annuncio, il dono di pace e amore è dato a tutti. È significativo, infatti, come Giovanni collochi Gesù nel momento in cui appare ai discepoli: per ben due volte in pochi versetti (e quindi significa che è veramente così) ci dice che Gesù "stette in mezzo". Non è un particolare di poco conto, ancor più in un Vangelo come quello di Giovanni in cui i particolari sono di fondamentale importanza. Un Maestro nei confronti dei suoi discepoli si pone sempre "di fronte", o "in alto", in atteggiamento appunto di insegnamento frontale. Ma un Maestro che insegna frontalmente, come in una classe, ha di fronte a sé gli alunni disposti secondo delle gerarchie più o meno consolidate: i bravi davanti, e gli "asini" dietro; i migliori in prima fila e i peggiori nell´ultima... Niente di tutto questo: con Gesù, che sta in mezzo, tutti quanti si trovano alla stessa distanza da lui, ovvero allo stesso piano, sullo stesso livello, senza una priorità, senza una gerarchia, ma in comunione, proprio come è bene espresso dalla circolarità. Facendo così, non fa altro che ribadire, con il suo comportamento, ciò che nell´ultima cena narrata da Luca aveva lasciato come testamento ai suoi discepoli: "Io sono in mezzo a voi come colui che serve". E a stare nel mezzo, e non di fronte, Gesù ci tiene anche nel momento estremo del Calvario, dove viene crocifisso con due malfattori, "uno a destra, uno a sinistra, ed egli nel mezzo". È totalmente "in mezzo" a noi, nel mezzo della nostra esistenza, invischiato fino in fondo nella nostra umanità, facendoci tutti uguali di fronte a Dio, senza preferenze né favoritismi: il Dio morto come servo risorge pure come servo, in mezzo all´umanità, trattando tutti quanti come suoi fratelli. Tutti quanti, anche quelli che, in apparenza, faticano a credere: li chiama addirittura "gemelli" (è il significato di "Didimo", il nomignolo di Tommaso), per dire che con gente come lui non c´è solamente fraternità, ma addirittura uguaglianza. Sì, perché Tommaso, da noi visto sempre come l´emblema dell´incredulità, dell´ateismo, dell´uomo lontano da Dio, in realtà è un discepolo di profonda fede, e lo si vede nella storia della sua vicenda personale con Gesù. Quando Gesù è minacciato di morte dai Giudei e rischia la pelle per andare a resuscitare Lazzaro, Tommaso è l´unico pronto ad "andare a morire con lui"; quando dopo la Resurrezione i discepoli tornano a pescare sul lago di Tiberiade, è citato da Giovanni subito dopo Simon Pietro, secondo solo a lui; è a lui che Gesù rivela di essere "la Via, la Verità e la Vita"; è sua la professione di fede più bella di tutti i Vangeli, "mio Signore e mio Dio!", ovvero mio tutto, mio assoluto. Se questo è Tommaso, come ci viene da pensare di piazzarlo tra i peggiori increduli, atei e miscredenti, miracolosamente convertito da Gesù con l´ostensione dei segni della sua passione? No, Tommaso non è l´ateo miscredente: è "l´incredulo" sbalordito e meravigliato dalla potenza della resurrezione, di fronte alla quale s´interroga, di fronte alla quale vuole vederci chiaro, di fronte alla quale non gli basta il "sentito dire" degli amici, vuole portare a compimento lui la sua bella e personale storia d´amore con Dio. Anche nella nostra vita di fede, ben vengano, allora, dubbi, interrogativi, domande, desiderio di capire, desiderio di approfondire, volontà di non dare nulla per scontato: tutto questo ci farà esclamare, con Tommaso, "mio signore e mio Dio!". L´immagine può contenere: una o più persone e testo

DOMENICA DI PASQUA 2019      notizia del 20/04/2019

Commento alla Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore Gv 20,1-9: dirsi col sorriso : "Cristo è risorto!" SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 E´ Pasqua! Una riflessione sulla festa centrale della fede cristiana può prendere spunto da una frase, all´apparenza fuori argomento: "Guardare con gli occhi di Dio". 
 Questa suggestiva espressione è di papa Francesco, estrapolata da un suo discorso sulla sapienza. "Non si tratta" ha detto il papa "semplicemente della saggezza umana, che è frutto della conoscenza e dell´esperienza: la sapienza-dono dello Spirito è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. E´ vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. Alcune volte noi vediamo le cose secondo il nostro piacere o secondo la situazione del nostro cuore, con amore o con odio, con invidia... No, questo non è l´occhio di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi, affinché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio".
Il motivo per cui ricordiamo oggi la sapienza sta nel fatto che essa è uno dei frutti della Pasqua, e noi lo riceviamo nella misura in cui viviamo la Pasqua. 
 Cerco di chiarirlo. Da giorni risuona nei nostri incontri l´augurio di "buona Pasqua", tanto ripetuto da divenire quasi automatico e così perdere di senso. Sarà forse altrettanto automatico, ma almeno è esplicito il saluto che oggi si scambiano sorridenti i cristiani di tradizione orientale: "Cristo è risorto!" dice uno, incontrando un amico o anche uno sconosciuto; "Cristo è risorto!" risponde l´altro. Tuttavia, in occidente o in oriente che sia, ci si può chiedere perché continuare a celebrare un evento di duemila anni fa: e la risposta porta a scoprire che la Pasqua di Gesù, cioè il suo passaggio dalla morte alla vita, è l´apice di una vicenda cominciata tanto tempo prima, e nel contempo la fonte del suo seguito, ancora ben lontano dall´essersi esaurito. 
 La vicenda affonda le sue radici nell´infinita bontà divina, che offre agli uomini la redenzione, vale a dire la possibilità di superare la malizia di cui sono impastati. Per questo Dio scelse Abramo, i discendenti del quale costituirono l´ambito in cui accogliere il Redentore. Allo scopo gradatamente li istruì, e tante volte intervenne ad aiutarli: in particolare mandando Mosè a liberarli dalla schiavitù cui erano stati sottoposti in Egitto. Proprio là si cominciò a parlare di Pasqua, cioè "passaggio": è il passaggio notturno di un castigo che sterminò i primogeniti egiziani, risparmiando invece le case degli ebrei segnate dal sangue di un agnello; è il prodigioso passaggio del mare, con cui un insieme di persone divenne un popolo, cui Dio diede una terra e una legge.
Gli ebrei hanno poi sempre considerato questi fatti come l´epopea nazionale, ricordandola ogni anno con la festa detta appunto Pasqua, e confidando nell´aiuto di Dio per altre liberazioni dalla soggezione a popoli stranieri. Quando il Redentore è giunto, si aspettavano di essere liberati dal dominio romano; non avevano capito i tanti preannunci che l´Atteso sarebbe venuto a liberare gli ebrei, ma anche tutti gli altri popoli, e non da soggezioni politiche ma dalla soggezione al male che tutti ci portiamo dentro.
 L´Atteso lo ha fatto sobbarcandosi i peccati di tutti, espiandoli con la propria morte liberamente accettata e vincendo la stessa morte con la risurrezione. Questa è la Pasqua che festeggiamo, il passaggio di Gesù dalla morte alla vita; e lo festeggiamo, perché egli offre a quanti hanno fede in lui di partecipare alla sua vittoria: sin da adesso, chiedendogli e ottenendo di passare dalla morte spirituale del male in cui siamo invischiati a una vita libera dai gravami che la soffocano, libera di guardare tutto e tutti con gli occhi di Dio, tanto libera da poter accogliere, quando sarà, il dono di condividere la sua stessa vita, per sempre.
 Buona Pasqua a chi legge queste note: intesa così, lo sarà davvero. Cristo è risorto, e ci offre la possibilità di risorgere con lui.

DOMENICA delle Palme      notizia del 13/04/2019

Commento della Domenica delle Palme Lc 22,14-23,56 : dagli Osanna alla croce ..per un amore senza fine per tutta l´umanità SS. Messe h. 9.00 - 10.15 (ricordo solenne dell´entrata a Gerusalemme)- 12.00 - 19.00 La Parola di Dio è una maestra di vita amabile e premurosa. lo possiamo cogliere dalla liturgia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Ci fa contemplare la meravigliosa e ingenua felicità della gente semplice, che accoglie Gesù nella città di Gerusalemme. Ci sono tutti: grandi e piccoli, uomini e donne, poveri, semplici, storpiati nel corpo e nella vita. Proprio tutti. E gridano con entusiasmo: “Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”. Sembra una fede che scaturisce dalla terra, attraversa i corpi e le anime di quelle persone, e si traduce in un inno di lode. Troppo bella è stata l´esperienza col Maestro di Nazareth! Tutti la ricordano con grande gioia. Nascosta in mezzo a quella folla c´è la ragazza adolescente rubata alla morte; il giovane indemoniato che recupera la serenità del cuore; il cieco nato che finalmente può muoversi, può vedere, può gustare quanto lo circonda; forse c´è anche la donna che ha toccato il mantello di Gesù ed è rimasta guarita. Tanti, tutti consapevoli e tutti anonimi, in quel momento, perché uniti in quell´unico canto di lode. Da un´altra parte, ma nella spessa narrazione, c´é il racconto della Passione del Signore nella versione di San Luca. Gesù è consapevole che la festa di quella domenica apre la strada ai giorni terribili della Passione e della morte. In Lui, riconoscente verso tutti e verso il Padre, c´è una venatura di tristezza. Toccherà con mano l´amarezza del bacio di Giuda, il bruciante rinnegamento di Pietro, la fuga pavida di tutti i suoi amici. Resterà solo a salire quel Monte. L´unica compagnia certa, tenera, forte come una roccia, è quella della madre che segue, respiro dopo respiro, il dolore del figlio. Gesù passa attraverso insulti, frasi canzonatorie e beffarde, sputi nauseanti, colpi crudeli, mancanze ostinate di pietà. Ma, arrivando al monte della Crocifissione, accetta di essere una cosa sola con quel legno, al quale è appeso con crudeltà insaziabile. Tutto sanguina in Gesù, il corpo e il cuore. Perché non si ribella? Perché non fa giustizia? E´ il mistero del suo amore che, al contrario, si traduce in parole inaudite, scandalose per noi che siamo crudeli come tutti i crocifissori di ogni tempo: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Ma quella soldataglia e quei capi del popolo e i sacerdoti, continuano a schernirlo e a deriderlo, rifiutandolo come Dio prima di tutto, e poi, rifiutandolo come uomo. Gesù, appeso a quel legno, è “nulla”. Un “nulla assoluto”. Davanti agli occhi di tutti c´è l´avversario, il nemico, il criminale, il delinquente. Gesù non ha più nemmeno lo splendore della dignità umana. Verme, non uomo. Eppure uno dei due criminali crocifissi con lui intravede, nell´uomo di quel patibolo, un´inspiegabile forza d´amore e di misericordia. Osa rivolgersi a Gesù: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Lo chiama Gesù, con confidenza, come si fa con un amico di vecchia data, con una persona della quale ci si fida ciecamente: “Gesù, Gesù, tu che puoi farmi entrare nel tuo regno d´amore, portami con te o almeno ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. La risposta di Gesù è immediata, dolcissima, traboccante di bontà e di perdono. “In verità io ti dico, fratello mio: Oggi con me sarai nel Paradiso”. Con me. Con me. Starei ore ad ascoltare questa sinfonia eterna: “Oggi, oggi, con me, con me sarai nel paradiso”. E´ un canto di speranza per tutti noi; anche quando ci lasciamo contaminare dal peccato. Soprattutto dal peccato di chi si ferma a guardare l´ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme e non sa andare oltre. Non sa seguirlo fino alla croce. Non lo sa amare con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta l´anima, con tutta la mente, con tutto se stesso. Il nostro amore è scialbo, mediocre, tiepido, nauseante. Non è amore. Intanto Gesù continua a distribuire a piene mani la misericordia e lotta con il dolore. Prima di spirare, trova le parole giuste dell´abbandono nelle mani del Padre. In quelle parole c´è una scuola di fiducia, di certezza di un amore che non tradisce mai. C´è l´incontro di due sguardi: quello del Figlio sofferente, quello del Padre accogliente. Gesù trova quel soffio di voce, quella piccola riserva di respiro per poter dire con certezza, con forza, con sicurezza: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Dov´è il mio gruppo di appartenenza in tutta questa vicenda? Fra i tanti che osannano e poi diventeranno nemici? Fra quelli che deridono, e che senza gratitudine, gridano anch´essi: crocifiggilo, crocifiggilo!”? O fra quelli che avranno, anche in mezzo a tante esitazioni, il coraggio di salire fino al monte, di collocarsi ai piedi di quella croce, come faranno la Madre e Maria di Magdala? O riusciremo, almeno, a riconoscerci nel centurione, un pagano abituato a eseguire gli ordini, ma retto nel cuore, il quale vedendo l´accaduto, rende gloria a Dio: “Veramente quest´uomo era giusto”? Iniziamo la Grande Settimana, cuore della vita, della comunità, dei credenti, contemplando questo affresco esaltante, nelle sue diverse facce, da angolature contraddittorie. Iniziamo la Grande Settimana, battendoci il petto perché non siamo degni di contemplarla. Ma anche confidando in Gesù che dice a me, a te, a tutti noi: “Seguimi! Seguimi senza stancarti! La mia strada ti porterà davanti al sepolcro ormai vuoto”.

Domenica 07 aprile 2019      notizia del 06/04/2019

Commento alla V Domenica di Quaresima ( Gv 8,1-11): Cristo che del tuo del mio dei nostri peccati non ne farà mai motivo per accusarti, ma per incontrarti e ridarti quello che il peccato ti toglie. SS. messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Un uomo religioso e “tutto d´un pezzo” come Paolo di Tarso, nella 2a lettura di oggi, ci dice che reputa tutto una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù. Per Lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, al fine di guadagnare Cristo ed essere trovato in Lui (Fil 3,8-9). Peccato che a volte, come in questo caso, sarebbe prezioso, per cogliere meglio il senso di un testo, riportare qualche versetto in più. Infatti, cos´è che ha lasciato perdere S. Paolo fino a considerarla “spazzatura”? Cos´è questo “tutto” di cui parla? Sentitelo nei versetti precedenti: se qualcuno ritiene di poter confidare nella carne, io più di lui. Circonciso l´ottavo giorno, della stirpe di Israele, della tribù di Beniamino, ebreo da ebrei, fariseo quanto alla legge, irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall´osservanza della legge (Fil 3,4-6). Ecco cosa ha lasciato perdere. Prima di Cristo, pare che vivesse nello status del figlio maggiore della parabola, il quale, viveva certamente in casa, ma non alla presenza del padre della casa. Si sentiva religiosamente sicuro come quel figlio, pronto a rinfacciargli la sua integrità morale, quella giusta reputazione che si meritava ben altro trattamento di fronte all´operato così diverso del padre verso suo fratello (Lc 15,29-30). Ma chi coltiva la propria fede così, non può entrare nella festa di Dio, né potrà mai “gustare” la sua gioia. Contrariamente a quanto un´abbondante predicazione ha costruito nelle coscienze, la parabola di domenica scorsa Gesù non l´ha raccontata per i peccatori. L´ha raccontata principalmente per i giusti, cioè per chi vive nel peccato del giusto. Il vangelo di oggi, come tanti altri episodi della vita di Gesù, ne è la controprova. Anche qui mi allaccio a versi precedenti che illuminano meglio il brano odierno. Siamo al cap. 7 di Gv, il Signore si trova a Gerusalemme per la festa delle capanne, frequenta il Tempio e ne approfitta per insegnare. All´udire il suo insegnamento, nascono ripetute discussioni sulla conoscenza della sua persona, sulle sue origini e persino sul suo sapere: non ha studiato nelle scuole dei nostri rabbini, come fa a sapere qualcosa se non può vantare i titoli di studio necessari? Il problema è che molti lo seguono e credono in lui; allora farisei, scribi e sacerdoti combattono e cercano di farlo arrestare, ma per il momento non ci riescono. Il ripetuto dibattito in Gv 7 si conclude così: e tornarono ciascuno a casa propria (Gv 7,53). Il vangelo di oggi si apre con una mattina avviatasi sulla falsariga del giorno precedente (Gv 8,1-2). Solo che i detrattori di Gesù arrivano con una bella sorpresa. Hanno beccato una donna in flagrante adulterio e vogliono usarla per metterlo alla prova e avere di che accusarlo (Gv 8,6). E qui ci sarebbe già molto da dire. E´ credibile una fede che denigra gli altri, che specula su quanto fanno gli altri fino a manipolare il peccato altrui? E´ credibile la fede di chi, nella chiesa, oggi è tutto intento a screditare il papa e il suo operato, solo perché non riesce a comprenderne la novità? Nicodemo non fece così con Gesù (cfr. Gv 3,1ss.); però è vero, fu tra i pochissimi. Ma andiamo avanti. A me piace tanto quel “prolungato” silenzio di Gesù davanti agli scribi e i farisei che, nel nome di Mosè e della Legge, lo interrogano sulla adultera (Gv 8,3-5). Mi piace tanto perché fa tanto contrasto a quella tipica situazione umana in cui emerge il piacere di trovare un capro espiatorio, insomma qualcuno con cui prendersela. Che fosse stato un silenzio “prolungato” me lo suggerisce il v.7, nel quale leggiamo che essi insistevano nell´interrogarlo. Dunque scribi e farisei vogliono trascinare Gesù nel tribunale che hanno imbastito nel Tempio, dando in pasto la donna adultera a tutta la piazza: postala nel mezzo (Gv 8,3). L´obiettivo è incastrarlo: nella disobbedienza della Legge, oppure nel contraddirsi obbedendo al comando di Mosè. In questo ultimo caso, avrebbe perso consenso presso il popolo che lo seguiva. Il Signore Gesù si alza in piedi (Gv 8,7a). Dalla sua bocca una sentenza che costringe a interrogarsi (Gv 8,7b). Senza che gli uditori se ne accorgano, capovolge il tribunale tirato su frettolosamente davanti a lui. Così l´interrogato diventa interrogante, gli accusatori divengono imputati interrogati, l´accusata che fino ad ora non ha aperto bocca per difendersi, scopre che c´è un avvocato a sua difesa! E chinatosi di nuovo, scriveva per terra: Gesù riprende maestosamente il suo posto: chinato davanti alla sua creatura. Riprende a scrivere per terra (chissà cosa scriveva!). Il silenzio si riprende la scena, cala il sipario sul tribunale (Gv 8,8): nessuna replica, nessuna pietra viene lanciata, se ne vanno proprio tutti, ciascuno a casa sua (Gv 7,53). Mi viene da accompagnare questo lento ritorno sussurrando a me e ad essi una parola. Andate, e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio (Mt 9,13). Un momento, che succede? Si alza di nuovo dal suo posto: il sipario si tira su di nuovo, si riapre il tribunale. La donna è stata lasciata lì in mezzo, da sola, con il suo grave peccato. Gesù no, non l´ha lasciata: è il solo che la degna di uno sguardo (Gv 8,10). Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? - Ed essa rispose: nessuno Signore - E Gesù le disse: nemmeno io ti condanno; va e d´ora in poi non peccare più (Gv 8,11). Il peccato e gli uomini ti hanno lasciato sola con te stessa, nella condanna, nella paura, senza speranza. Ora invece, sai che c´è uno che non ti lascerà mai, c´è uno che non ti userà mai per il suo tornaconto. C´è uno che del tuo peccato non ne farà mai motivo per accusarti, ma per incontrarti e ridarti quello che il peccato ti toglie. Ora tu sai cosa significhi avere addosso un paio di occhi che ti rivestono, ti mettono l´anello al dito e i calzari ai piedi (Lc 15,22). Sono gli occhi che hanno il potere di rigenerare il tuo essere donna, persona libera, capace di riscrivere una nuova pagina di storia: ecco io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia: non ve ne accorgete? (Is 43,19) Sono gli occhi di Gesù, gli occhi in cui puoi sempre sentirti a casa. Per questi occhi, S.Paolo ha buttato via tutto il suo sapere e la “sua” religione. All´approssimarsi della settimana santa, chiediamo a Dio, in preghiera, di essere pronti a buttare via tutto davanti alla incommensurabile grazia di sentirsi amati da Gesù Cristo. Solo così si entra nella sua conoscenza. A meno che non si preferisca la “propria” religione, rischiando di perdere il biglietto di entrata per la festa (Lc 15,28).

sabato 30 e domenica 31 marzo 2019      notizia del 30/03/2019

Ricordo che la Quaresima è anche periodo di solidarietà e vicinanza con le persone bisognose del nostro quartiere. a tale scopo sabato e domenica 30-31 marzo nel salone parrocchiale saranno esposte il 30 e 31 marzo il sabato dalle 17 alle 20 e la domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 17 alle 20 dei dipinti a olio, incisioni, acqueforti, disegni e acquerelli, opere di alcune artiste del nostro quartiere il cui ricavato farà parte del fondo cassa della nostra Caritas parrocchiale per aiutare le persone in difficoltà del nostro quartiere

domenica 31 marzo 2019      notizia del 30/03/2019

commento alla IV Domenica di Quaresima -( Laetare ) Lc 15,1-3.11-32: la parabola del padre misericordioso? del figliol prodigo? ....del vitello grasso Rimaniamo col fiato sospeso dopo aver ascoltato questa parabola perché ci saremmo aspettati una stretta di mano tra il fratello minore, pienamente reintegrato nella casa del Padre, e il fratello maggiore, mai uscito da quella casa, ma rimasto fuori dallo spazio della festa, ad ingoiare la rabbia dell´ingiustizia di un padre incomprensibilmente ed esageratamente ospitale verso un figlio scellerato, un fratello da rinnegare. Gesù risorto ci ha parlato ed ha lasciato aperto il racconto: irrisolto il conflitto tra il padre e il figlio maggiore e senza una soluzione chiara la tensione tra i due fratelli. In chi ci identifichiamo? Nel figlio minore o nel figlio maggiore? Di solito siamo abituati a rileggere o riascoltare la storia di questa conosciutissima parabola per identificarci con uno dei due figli. Siamo come il figlio minore? Se ci identifichiamo con il figlio minore potremmo riconoscerci umili peccatori, bisognosi di tenere a bada il nostro orgoglio e di riconoscere i nostri atti dissoluti o esagerati a servizio del nostro tornaconto personale. Forse ci ricordiamo che esiste il sacramento della riconciliazione. Siamo nel tempo di quaresima. Accostarci al sacramento del perdono potrebbe essere una scelta saggia che ci permette di sperimentare la gioia del ritorno a casa, cioè la festa del perdono, sempre disponibile da parte di Dio nostro Padre. Allora ci poniamo in un cammino di pentimento e di conversione. L´invito a vivere una esperienza di riconciliazione mediante il sacramento della riconciliazione lo lo possiamo accogliere ascoltando le parole dell´apostolo Paolo, che, scrivendo ai Corinzi diventa Parola di Dio per noi: «Vi supplichiamo, in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!» (2Cor5, 20). Ritornando alla parabola, se ci identifichiamo con il figlio minore, a volte può rimanere il marchio delle conseguenze delle nostre scelte e il sentirci giudicati da coloro che, nella comunità cristiana, si ritengono giusti e guardano dall´alto in basso coloro che hanno sbagliato. Siamo perdonati da Dio, ma quanto è difficile essere ospitati di nuovo dai nostri fratelli e sorelle! Siamo come il figlio maggiore? Se ci identifichiamo con il fratello maggiore, siamo della categoria di coloro che cercano di obbedire ai comandamenti di Dio e ci tengono a mostrare di essere fedeli praticanti della comunità cristiana. Attenti! Potrebbe verificarsi che, nonostante tante preghiere e celebrazioni non abbiano mai sperimentato di essere amati è accolti in Dio nella povertà della loro condizione umana e morale. Tutti possiamo essere come quei farisei e scribi del tempo di Gesù, cioè quelli della religione della meritocrazia. Pretendiamo di conquistarci la salvezza con le nostre buone opere e la nostra fedeltà ai precetti della vita cristiana, con atteggiamenti di distacco e di giudizio verso chi si è allontanato da una pratica di fede. Più dalla parte del figlio minore! Guardandoci attorno come comunità cristiana, gli appartenenti al gruppo del figlio minore sono per fortuna molto di più degli appartenenti al gruppo del figlio maggiore. La maggior parte di noi ha l´umiltà di sentirsi peccatore e ha già sperimentato nella sua vita la profondità e l´immensità del perdono del Padre. Andando oltre l´identificazione in uno dei due figli: la parabola del vitello grasso! Ma è ciò che ci vuole insegnare Gesù oggi ascoltando questa parabola? Vuole che facciamo un esame di coscienza e prendiamo posizione identificandoci o nel figlio minore o nel figlio maggiore dello stesso padre, che è il nostro Padre misericordioso? Sarebbe troppo poco. C´è di più! In realtà questa non è né la parabola del Padre misericordioso, non è la parabola del figlio prodigo e nemmeno la parabola dei due figli. È la parabola dello stesso Gesù, che in questa storia, da lui stesso raccontata, si auto-rappresenta come il vitello grasso, cioè l´unico della storia che «necessariamente» deve fare una brutta fine per permettere la festa del ritorno alla vita di chi si era perduto e per provocare apposta l´indignazione rabbiosa di chi non ha ancora fatto l´ esperienza, umanamente ingiusta, del perdono di Dio e dell´ospitalità gratuita nel suo cuore misericordioso. Un eco dell´offerta di Gesù nella morte di croce l´abbiamo ascoltata nel versetto che dice: «Gesù è colui che non aveva conosciuto peccato. Ma Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui potessimo diventare giustizia di Dio» (2Cor 5, 21). Senza il sacrificio del vitello grasso non si poteva festeggiare il ritorno a casa del figlio minore, il quale aveva sperperato quasi tutta l´eredità preziosa della casa del Padre, che per noi cristiani è il dono dello Spirito Santo.. Quel figlio minore non aveva perso completamente tutta l´eredità del padre. Era rimasta in lui la consapevolezza di essere figlio. L´aveva riscoperta nell´ora della fame, quando cioè era arrivato in fondo al pozzo della sua fragilità umana. Se rimane la consapevolezza di essere figli amati del Padre, vuol dire che il nucleo più prezioso dell´eredità non è andato perso, nemmeno con il più infelice e dissoluto atto umano. Dio ci ha riconciliato con se, mediante il Cristo, mediante la sua morte di croce, di cui il vitello grasso diventa il segno evocatore. Ma quello stesso vitello grasso ucciso, motivo della festa della riconciliazione, della vita nuova del figlio minore, è anche il motivo della discordia e del conflitto del figlio maggiore con il padre. Per quel vitello grasso ucciso, cioè per la morte del Figlio vissuta come ospitalità in Dio Padre di tutti noi peccatori, rimane un altro passo da fare, il più difficile e impegnativo, che non dipende più da Dio, ma dalla nostra libertà. Rimane la scelta faticosissima di perdonare chi ci ha offeso, resta una sfida aperta "la scelta" di vivere l´abbraccio di pace e riconciliazione non più tra noi e Dio, ma tra noi umani, fratelli e figli dello stesso Padre. Che la morte di Gesù sulla croce, in questa parabola del vitello grasso, ci faccia sentire la gioia del perdono divino, ma anche la gioia del ritrovarci come fratelli e sorelle senza più barriere di separazione tra giusti e peccatori, tra buoni e cattivi. In sintesi è la festa del perdono è trattato in modo del tutto nuovo, talmente nuovo che lascia spiazzati... Il perdono è una festa! Nella mente e nel cuore dello scrittore ispirato non c´è più traccia di dolore, vergogna, orgoglio ferito,... che si respiravano invece in alcune pagine dell´Antico Testamento. E invece, fatica, dolore, vergogna ancora scoraggiano molti fedeli dall´accostarsi al confessionale, per celebrare in forma sacramentale, cioè efficace, il perdono di Dio; sottolineo, “efficace”, non per volontà della Chiesa, ma per esplicita volontà di Cristo. Nel Vangelo, il Signore istituì direttamente 3 sacramenti: battesimo, eucaristia e riconciliazione. L´ordinazione sacerdotale discende dal potere di consacrare il pane e il vino, (dal potere) di rimettere i peccati, e dal mandato a battezzare, riservati agli apostoli e ai loro successori. La confermazione/cresima si deduce dal racconto del battesimo ricevuto da Gesù presso il Giordano. Per la confermazione è fondamentale il racconto della Pentecoste che troviamo negli Atti degli Apostoli (cap.2). Sul matrimonio in quanto indissolubile, Gesù parla in occasione della questione-divorzio (cfr. Mc10,1-12). Quanto all´unzione dei malati - l´antica estrema unzione - il testo fondamentale è la Lettera di Giacomo (cfr.: Gc 5,13ss).

DOMENICA 24 MARZO 2019      notizia del 23/03/2019

Commento alla III Domenica di Quaresima Lc 13,1-9: Che colpa avevano i diciotto morti sotto il crollo della torre di Siloe? E quelli colpiti da un terremoto, da un atto di terrorismo, da una malattia sono forse castigati da Dio? La risposta di Gesù è netta: non è Dio che fa cadere torri o aerei, non è la mano di Dio che architetta sventure. Dio cerca solo l nostro bene e la nostra conversione SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Gesù non vuole che i suoi discepoli vivano di falsa fede, falsi pensieri, falsi discernimenti, false valutazioni della storia. Vuole che si separino i fatti dalla verità dei fatti. Questi mai sono indice di innocenza o di colpevolezza. Se una torre cade, non necessariamente chi muore è peccatore e viene colpito dal giudizio di Dio. Mentre colui che non muore viene dichiarato giusto perché non è morto. La colpevolezza o l´innocenza è data dalla coscienza che si esamina dinanzi alla Legge del Signore. È colpevole chi trasgredisce la Legge. È innocente colui che la osserva. È vero secondo Dio chi dimora nella Legge. Non è vero secondo Dio chi si pone fuori dalla Legge. Gesù vuole che ognuno verifichi il suo stato spirituale e si converta, altrimenti con la morte fisica si raggiungerà sempre la morte eterna. Nessuno deve pensare che chi muore nel suo letto si salva, mentre chi muore d´incidente si danna. Si salva per l´eternità colui che è trovato nella Parola del Signore. Si danna chi al momento della morte da Dio non è trovato nella sua Legge, nei suoi Statuti, nei suoi Comandamenti. Un padrone pianta nella sua vigna un fico. Viene a cercare i frutti, ma non ne trova. Dona ordine al contadino che tagli quella pianta. È da tre anni che cerca frutti su di essa, ma non ne trova. A che serve lasciare in vita un albero, se esso non dona alcun frutto? Si taglia, si lascia libero il terreno, se ne pianta un altro che darà i suoi frutti a suo tempo. Ora interviene la misericordia del contadino. Questi chiedi al padrone di lasciarlo ancora per un anno. Lui si impegnerà a curarlo con ogni attenzione. Farà tutto ciò che è possibile perché il fico produca. Se poi, nonostante tutte le cure, esso rimarrà ancora sterile e infruttuoso, allora lui lo potrà tagliare. Non si tratta di una misericordia infruttuosa, inefficace, che lascia l´albero abbandonato a se stesso. Ci troviamo dinanzi ad una misericordia che mette ogni impegno per aiutare l´albero perché produca. Sempre a noi è chiesta questa misericordia efficace. Quando possiamo dire che la nostra misericordia è efficace? Quando tutto ciò che dipende da noi è stato fatto. Solo allora saremo senza alcuna colpa dinanzi a Dio. Se invece noi nulla abbiamo fatto, o lo abbiamo fatto male, allora siamo colpevoli dinanzi a Dio per la nostra omissione. Ogni discepolo di Gesù è obbligato a vivere di misericordia efficace in relazione al sacramento da lui ricevuto, ai doni dello Spirito Santo di cui è stato arricchito, alla particolare missione che è stata posta sulle sue spalle. Non vi è una misericordia universale, uguale per tutti. La misericordia è specifica, personale, ordinata, particolare. Se l´ordine stabilito da Dio, che è prima di ogni altra cosa ordine sacramentale e pneumatologico e carismatico, viene meno, se in questo ordine si crea confusione perché vi è scambio di ruoli e di mansioni, la misericordia sarà sempre inefficace. Un contadino e un falegname trattano tutti e due il legno. Il contadino lo tratta per farlo vivere e fruttificare. Il falegname lo tratta per trasformalo in mobile o altro. Il contadino usa misericordia efficace per farlo vivere. Il falegname per trasformarlo in cose utili per la casa. Vi è differenza tra una scienza per un legno vivo e una scienza per un legno morto. Così vi è differenza tra la misericordia efficace di un vescovo che deve dare verità e Spirito Santo e quella di un cresimato che è testimone.

20 marzo 2019      notizia del 20/03/2019

Sempre nel salone parrocchiale, dalle h.21.15 continua la catechesi biblica parrocchiale col vangelo di san Luca

20 marzo 2019      notizia del 20/03/2019

In occasione dell´arrivo della Primavera da 20 anni L´Unesco ha dichiarato il 21 marzo GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA. Nel salone parrocchiale lo festeggeremo questa sera dalle h.17.30 con la recita di alcune poesie intervallate da alcuni canti

DOMENICA 17 MARZO 2019      notizia del 16/03/2019

Commento alla II Domenica di Quaresima: Lc 9,28-36 colui che vuole incontrare Dio, colui che vuole sentirsi bene realmente ha questa soluzione: Guardare Gesù. SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00 Non c´è persona umana su questa terra che non desideri, non voglia con tutte le sue forze, stare bene, poter gioire della pace interiore, della serenità, quindi di poter vivere con gioia. E un desiderio normale, legittimo e molto profondo del cuore umano. Per avere questo stato di bene, si cercano con tutte le forze, metodi, mezzi e situazioni che “ricarichino le batterie”, come siamo soliti dire. Di fatto, desiderare di star bene, di sentirti bene, è un gran segno che siamo persone umane. Coloro che hanno dimenticato questa cosa o coloro i quali si sono autoconvinti che la vita è solo sofferenza, rischiano di diventare mostri... o almeno persone che faranno soffrire se stessi e, cosa ancora più grave, che possono far soffrire gli altri, talvolta senza alcun motivo serio. L´esperienza mostra che in questa ricerca che l´uomo intraprende per sentirsi bene, molte volte sceglie cose, situazioni che in realtà non portano alla vera e piena felicità. Di fatto, quasi tutti i metodi che usiamo nella ricerca della felicità, hanno anche qualcosa di difettoso. Un semplice esempio, magari banale: si cerca di riprendersi partecipando ad una festa dove si mangia e si balla. Chi osa dire che non c´è bisogno di feste? É normale che le vogliamo! Ma solitamente queste feste predispongono a golosità, che tante volte richiedono giorni “per smaltire” e il ballo magari porta la stanchezza alle gambe! Il vangelo di oggi racconta che Pietro, Giacomo e Giovanni hanno il privilegio di una felicità autentica, profonda... divina. Fanno parte di quel momento nel quale “gli si aprono gli occhi” come si deve e vedono lo splendore di Dio sul volto di Gesù: “è bello/buono che siamo qui” reagisce Pietro istintivamente. Una gioia indescrivibile ha riempito il loro cuore e la loro vita. E non si è mai persa, magari si è un po´ diluita perché i tre non avevano ancora imparato appieno a guardare Gesù “come si deve”, non avendo capito ancora che la risurrezione... esiste. La prova che questa gioia non si è mai persa ce la da Pietro stesso, nella sua seconda lettera: “non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. 17 Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». 18 Questa voce noi l´abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte”. La gioia del Tabor darà poi la possibilità a Pietro, dopo il rinnegamento di Gesù, di piangere amaramente come pentimento e diventi così il testimone proprio di questa gioia. Il libro degli Atti degli apostoli ce lo dimostra: “dite voi se è giusto obbedire a voi piuttosto che a Dio”, dirà Pietro con coraggio a coloro che volevano proibirgli di parlare di Gesù. Ecco quindi da dove viene la vera gioia: “è bello, e bene, che noi siamo qui”. Non c´è gioia vera che nell´incontro con Dio. Le altre gioie ben vengano, ma non saranno mai piene. E dove lo possiamo incontrare Dio? Ce lo insegna lo stesso episodio del vangelo di questa domenica. Dove lo hanno visto? Come se ne sono accorti? Il testo ci dice che le vesti di lui sono diventate candide, molto bianche. L´evangelista Marco è meno dettagliato sulla scena, Matteo aggiunge che il suo volto brillò come il sole, cosa che lascia intendere anche Luca. Dunque, i tre hanno incontrato Dio nel volto umano di Gesù e mediante i suoi vestiti. Pertanto, Dio lo incontriamo anzitutto nel volto delle persone umane e in ciò che essi sono. I tre hanno aperto i loro occhi per vedere lo splendore sul volto dell´uomo Gesù. Hanno corretto il modo di guardare, si sono ricordati come si incontrano i volti umani. Di fatto, la prima conseguenza del peccato è che esso altera, quasi distrugge, la nostra capacità di guardare come Dio guarda. Non sappiamo più dove, cosa e come guardare: non focalizziamo più correttamente. Oppure come direbbe la terminologia biblica: peccando, manchiamo la mira. Vale a dire, guardiamo altrove, non dove dovremmo guardare. E per questo l´uomo diventa infelice, scontento. Ed è chiaro che, tenendo conto che guarda da un´altra parte, sente il bisogno di dover ricordare, oppure di farsi ricordare da qualcuno, dove, cosa e come deve guardare. In questo senso, ai tre del Tabor gli viene detto: “Questi è il mio figlio prediletto: Ascoltatelo!”. Dunque, colui che vuole incontrare Dio, colui che vuole sentirsi bene realmente ha questa soluzione: Guardare Gesù. Ascoltarlo, lui che parla attraverso il Vangelo e mediante coloro che lui invia. Pietro, come pure gli altri apostoli, hanno sbagliato anche dopo quell´esperienza. Ma non hanno sbagliato mai così tanto da dimenticare che anche solo guardando Gesù si fa l´esperienza della vera gioia. E tanto meno hanno dimenticato che, pur sbagliando, c´è la possibilità, con il pentimento, di tornare a guardare il volto splendente di Dio in Gesù. Volto che, non dimentichiamo mai, ha brillato sul monte santo, luogo dell´incontro con Dio, che oggi noi chiamiamo “chiesa”. Per questo è bene, è bello andare costantemente, regolarmente in chiesa: ricordiamoci questo. É bello, è bene che tutte le volte che veniamo in chiesa possiamo sperimentare e far sperimentare la realtà che “è bello/fa bene per noi stare qui”.

DOMENICA 10 MARZO 2019      notizia del 09/03/2019

Commento alla I Domenica di Quaresima (Anno C) Lc 4,1-13: Gesù entra nei deserti di ogni persona SS. Messe h. 9.00 - 10.30- 12.00 e 19.00 Inizia la Quaresima, tempo forte dell´anno liturgico, tempo di grazia per noi cristiani, tempo favorevole che ci richiama alla conversione, alla riconciliazione, ad un ritorno a Dio. La Quaresima ci fa riscoprire la nostra situazione di infedeltà o di non piena aderenza al vangelo e perciò ci richiama a riflettere sulle scelte che spesso facciamo. A volte - purtroppo - ci comportiamo in maniera diversa da ciò che il Signore ci dice; ci comportiamo e viviamo come se il Signore non esistesse! Abbiamo bisogno di impostare meglio la nostra vita orientandola verso il Signore e, per tale motivo, tutti siamo invitati a convertirci. La parola conversione in latino significa: «voltarsi, tornare sui propri passi»; in greco invece: «cambiamento, trasformazione». Conversione, dunque, per noi, significa che dobbiamo volgere il nostro sguardo al Signore che spesso dimentichiamo! Quante volte voltiamo le spalle al Signore! Quante volte ci lasciamo sedurre dalla tentazione! Fino a quando non ci comporteremo secondo l´esempio e l´insegnamento di Gesù non possiamo dichiararci pentiti e convertiti. Il nostro pellegrinaggio terreno è un tempo di lotta spirituale, cioè di autenticità verso noi stessi e verso Dio. Il vangelo di questa prima domenica di Quaresima ci parla delle tentazioni che Gesù affronta nel deserto. L´evangelista Luca dice: «Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto». Perché il deserto? Il deserto, da non intendere quello di sabbia, indica il silenzio, luogo di solitudine, il ritrovarsi solo davanti a Dio. Oggi il mondo ha paura del deserto, del silenzio! Viviamo in una società dove c´è tanto rumore, dove si parla di tante cose inutili e poco di Dio! Nei vangeli leggiamo che Gesù spesso cerca momenti di silenzio per pregare. Sorge spontanea una domanda: quando preghiamo, quando andiamo a messa, cerchiamo di fare silenzio? Durante la celebrazione eucaristica la liturgia prevede momenti di silenzio. Li facciamo? Quando andiamo in chiesa per partecipare alla santa messa, dovremmo andarci con lo spirito ben disposto ad ascoltare la Parola di Dio. Lo facciamo? Quando entriamo in chiesa, purtroppo, molte persone non vedono l´ora che termini il tutto. Abbiamo fretta! Non abbiamo molto tempo da dedicare al Signore! Soprattutto quando il celebrante inizia a commentare la Parola di Dio in tanti guardano continuamente l´orologio. Molti si annoiano e lo dimostrano sbadigliando! Che desolazione! Che sofferenza! Che tristezza! Ritornando al vangelo l´evangelista annota dicendo che Gesù «per quaranta giorni, [fu] tentato dal diavolo». Questo fatto un po´ ci meraviglia: Cristo tentato! Sì, realmente Gesù è stato tentato! Il Signore Gesù non sarebbe stato pienamente uno di noi se non avesse vissuto la tentazione. Ma quali sono le tentazioni di Gesù? Luca esemplifica in numero di tre le tentazioni subite da Cristo. La prima tentazione: «Se tu sei Figlio di Dio, di´ a questa pietra che diventi pane». Apparentemente sembra una richiesta innocua. Invece c´è dietro una paurosa falsità: c´è l´idea che l´unico problema dell´uomo sia il pane da mangiare ossia sfamare il proprio corpo. Inoltre, la pietra, di cui ci parla Luca, rappresenta il possesso delle cose, cioè vivere la nostra vita in senso egoistico, materialista. Ci preoccupiamo di star bene più che di far bene, di avere più che di essere. Quante volte chiediamo a Dio cose superflue, insignificanti, assurde! A queste nostre richieste Dio risponde con le stesse parole dette dal suo Figlio Gesù al demonio: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l´uomo”». La seconda tentazione: «Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: “Ti darò tutto questo potere e la loro gloria... se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me”». L´avversario (è il significato dell´ebraico satana) propone a Gesù il dominio sugli uomini. Prostrarsi davanti al demonio simboleggia il cedimento a seguire il padre della menzogna che propina illusioni, solleticando la sete di potere sugli altri. Il Signore Gesù non si lascia trascinare dal delirio dell´onnipotenza, dal fascino perverso del tutto e subito ed è per questo che risponde: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Purtroppo l´uomo di oggi adora non Dio ma il potere, il denaro, il successo, la gloria. Nessun uomo deve adorare un altro uomo, né farsi adorare da un altro uomo. Davanti ai potenti noi chiniamo il capo, li aduliamo. Ma l´uomo non ha capito che senza Dio non può vivere perché i beni di questo mondo rappresentano una felicità effimera, i potenti non ci salveranno. La vera felicità è Dio. Senza Dio l´uomo è dannato. La terza tentazione: «Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Satana offre al Signore non solo il dominio sulle forze misteriose del creato, i puri spiriti, ossia gli angeli, ma anche il successo. Buttarsi giù dal punto più alto del tempio indica un gesto straordinario che avrebbe indotto la gente a credere in lui. Al demonio che gli cita una frase tratta dai Salmi, Gesù risponde: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Ebbene, tentato dal divisore (è il significato del termine greco diavolo, colui che vuol dividere l´uomo da Dio), Gesù reagisce attraverso un atteggiamento di radicale obbedienza a Dio e soprattutto resta con i piedi per terra. Gesù, infatti, risponde al Tentatore citando, per ben tre volte, il libro del Deuteronomio. Il demonio cerca di strumentalizzare la Parola, ci tenta, ci seduce. San Pietro nella prima lettera scrive: «Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede» (1Pt 5, 8-9). Purtroppo la nostra fede spesso è vacillante per questo il cristiano deve lottare, essere temperante e vigilare ogni giorno. Chiediamo al Signore di restare con noi nell´ ora della prova e cerchiamo di credere più in Dio e meno in noi stessi perché, scrive san Paolo: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato» (II Lettura).

6 marzo 2019      notizia del 06/03/2019

Commento al vangelo di oggi : Mt 6, 1-6.16-18: cammino di Quaresima con lo sguardo Verso la Pasqua Sembra che l’unica preoccupazione nell’iniziare il cammino quaresimale, debba essere quella del digiuno, del magro e della penitenza. Mi pare importante che questa preoccupazione, forse l’unica rimasta nella nostra mente, sia ben compresa. L’inno dell’inizio della preghiera della quaresima inizia dicendo “protesi alla gioia pasquale”. Ciò che viviamo nel tempo quaresimale non ha nulla a che vedere con l’avere gli occhi bassi o essere tristi, tutto quanto viviamo va vissuto con il cuore che batte nella gioia pasquale. Quella è la meta del nostro cammino. Un secondo suggerimento lo prendiamo dalla ripetitività con cui il vangelo di oggi ci parla dell’ipocrisia. Tutto quello che fate non fatelo come gli ipocriti. Il primo digiuno, la prima preghiera, la vera elemosina è vivere non in ipocrisia ma in verità. Non essere ipocriti significa non dire a squarciagola tutto quello che ci passa in testa, come tante volte noi pensiamo. Io dico tutto, come un bambino, perché sono sincero. Niente di più falso: tu dici tutto perché nella tua infantilità non sai essere sincero con te stesso e vero e non riesci a tenere nulla: l’altro è una cloaca su cui riversare tutto quanto ti passa per la testa e per la pancia. Il non avere barriere psicologiche non lo possiamo confondere con il non essere ipocriti: il confine è piccolo, ma c’è differenza. Non vivere in ipocrisia significa rendere vero quanto facciamo. La direzione è la gioia pasquale, lo abbiamo già detto. Ma tutto quello che facciamo non può essere fine a se stesso ma deve essere vissuto in un orizzonte più vero. Pensiamo a cosa potrebbe essere il digiuno, al di là di quello a cui lo abbiamo ridotto. Ci dice il profeta Isaia (58, 1-12): “Non digiunate più come fate oggi. È forse questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica?”. Digiunare, continua il profeta, non è piegare il capo come un giunco, non è usare sacco e cenere per letto. Il digiuno che voglio, dice Dio grazie alla voce del profeta è “sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo”. Ancora “non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire chi è nudo?”. Il digiuno è vero se “toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno” allora la luce brillerà di luce vera. Così la preghiera non sarà nulla per far vedere che preghiamo e non avrà come base l’ipocrisia. La preghiera diverrà un parlare bene a Dio del prossimo per potere vivere bene per il prossimo il nostro digiuno. Così l’elemosina non sarà tale ma sarà un cuore che ama e che tende una mano a chi è nel bisogno, non perché debbo fare chissà che per guadagnarmi chissà che cosa. Sarà bello così perchè così posso digiunare dalle mie ingiustizie che sempre accompagnano le nostre giornate. Un digiuno siffatto, pieno di verità e di giustizia, non può che esprimersi in una carità di amore che diventa preghiera perché relazione vera con noi stessi e, di conseguenza, con Dio e il prossimo. Un digiuno così vissuto farà risuonare in noi il vangelo di Matteo che ci dice che “avevo fame e mi avete dato da mangiare; ero nudo e mi avete vestito; ero carcerato e siete venuti a visitarmi; ero assetato e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto” (25, 31-46). Se il nostro cuore sarà vita di gioia perché proteso alla gioia pasquale. Se la nostra gestualità e le nostre azioni saranno protese a questo. Allora il vero digiuno diverrà un inno di gioia. Il cammino quaresimale la cosa più bella da potere vivere. I quaranta giorni diverranno vita, diverranno 40 anni, diverranno la vita intera. È un modo di essere e di vivere che dà gioia mentre camminiamo perché la condivisione di vita con i nostri fratelli e col Padre è il dono più bello che ci possa capitare. Così la penitenza e il digiuno non avranno nulla a che vedere con l’ipocrisia. Così la smetteremo di volere comprare Dio con la nostra preghiera. Così la carità che è giustizia e condivisione, sarà la cosa più bella che potremo vivere in comunione con i nostri fratelli. Questo è il digiuno che voglio, dice il Signore!

MERCOLEDI´ DELLE CENERI : 6 marzo 2019      notizia del 06/03/2019

Buongiorno. Oggi 6 marzo, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. La Quaresima si conclude il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini (in cui si fa memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e in cui si svolge il rito della lavanda dei piedi) che apre il Triduo Pasquale. Quest’anno la Pasqua viene celebrata il 21 aprile. Come dice san Paolo, la Quaresima è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è «un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini», ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2019. Il numero 40 Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame». Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona. Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo.Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011. Le ceneri Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza. Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formala rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La Parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità. I segni: digiuno, elemosina, preghiera Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Esso «costituisce un’importante occasione di crescita», ha spiegato papa Francesco, perché «ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario» e «ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame». Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone ». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi». Il conteggio dei giorni Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell’originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale. La liturgia Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”. Tuttavia la quarta domenica di Quaresima, quella chiamata del “Laetare”, vuole esprimere la gioia per la vicinanza della Pasqua: perciò nelle celebrazioni è permesso di utilizzare gli strumenti musicali, ornare l’altare con i fiori, le vesti liturgiche sono di colore rosa. Le letture delle Messe domenicali della Quaresima 2019 In questo Anno liturgico (ciclo C) la prima domenica di Quaresima rimanda ai quaranta giorni di Cristo nel deserto durante i quali il Signore viene tentato da Satana (Luca 4,1-13). In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica di Quaresima è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Luca 9,28b-36). La terza domenica di Quaresima riporta la parabola dell’albero di fichi che il vignaiolo intende tagliare ma viene esortato a «lascialo ancora quest’anno» per vedere «se porterà frutti per l’avvenire» (Luca 13,1-9). La Chiesa in questa domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica di Quaresima presenta la celebre parabola del Figliol prodigo, detta anche del Padre misericordioso (Luca 15,1-3.11-32). Nella quinta domenica di Quaresima si narra l’episodio della lapidazione dell’adultera con la frase di Cristo: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei» (Giovanni 8,1-11). Infine c’è la Domenica delle Palme in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo. Quaresima e Battesimo Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana. Francesco: vivere da figli di Dio fa bene anche al creato Ha per tema un versetto della Lettera di san Paolo a Romani “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2019. A fare da filo conduttore il creato. «Se l’uomo vive da figlio di Dio – scrive il Pontefice –, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione». Invece, quando non viviamo da figli di Dio, «mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature». Così «l’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare». Dal momento che la causa di ogni male è il peccato, allora «rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere», sottolinea il Papa. Si tratta di «quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri». Pertanto, aggiunge Bergoglio, «il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio». E «con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”». Secondo il Pontefice, la Quaresima è occasione «per portare la speranza di Cristo anche alla creazione». Da qui l’invito: «Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù».

LUNEDI´ 4 marzo 2019      notizia del 04/03/2019

Oggi è il 40 mo anniversario della consacrazione della nostra chiesa che , in modo solenne , ricorderemo questa sera nella SS. Messa delle h.19.00 presieduta dal cardinal vicario mons. Angelo De Donatis. saranno presenti anche p. Livio Guerra (il primo parroco nella nuova chiesa) e p.Andrea Meschi, due parroci quali, parafrasando un po´ il vangelo, ..."io non sono degno neppure si slacciare i sandali". La loro presenza e il loro impegno in questa parrocchia sono ancora della fondamenta solide sulle quali stiamo crescendo. Sarà presente anche don Marco, parroco di san Saturnino e nostro Prefetto della VII Prefettura Dovevano esserci anche il consiglio generale e il padre provinciale, ma sono impegnati in un convegno a Battipaglia, Mons. Guerino Di Tora, impegnato in altra riunione fuori Roma e p. Francesco Rossi che, purtroppo, non riuscirà esserci...ma tutti sono presenti con la loro preghiera. Personalmente devo dire il mio grazie a tutti sacerdoti e laici che hanno lavorato e stanno lavorando al servizio di questa parrocchia. Mi scuso se non sono stato sempre all´altezza di guidare e servire questa comunità parrocchiale. Ognuno fa ciò che è nelle proprie possibilità , anche con i propri limiti. L´unica cosa certa che so è di avere una coscienza pulita nell´avere fatto ciò che potevo e con quel amore di cui sono capace. siete una grande comunità di laici impegnati e avete dimostrato, al di là dei parroci, che cambiano nella logica delle congregazioni religiose, di essere la colonna portante della comunità parrocchiale, com´ è giusto che sia. Mi auguro che continuate ad esserlo anche quando sarà il momento che io me ne vada e arrivi il nuovo parroco. Quello che vi ho sempre detto: "i parroci cambiano, voi rimanete" Grazie di tutto , a tutti e sempre vicino a voi con la mia preghiera

DOMENICA 03 MARZO 2019      notizia del 02/03/2019

Commento alla VIII Domenica del Tempo Ordinario : Lc 6,39-45 :Ogni lavoro fatto con amore, passione e donazione porta il frutto che ci si aspetta SS. MESSE h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 La parola di Dio di questa ottava domenica del tempo ordinario si ci concentra u alcuni concetti: guide, maestri e frutti buoni. Partendo dal Vangelo, tratto da San Luca, questo riporta alcune espressioni di Gesù molto adatte a descrivere questo nostro tempo: "Può forse un cieco guidare un altro cieco?.. Il discepolo non è più del maestro...Togli la trave dal tuo occhio. Non c´è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Si tratta del celebre discorso che Gesù pronuncia in pianura, dopo aver trascorso la notte in preghiera e dopo aver chiamato i Dodici ad essere suoi apostoli. Gran parte delle frasi sono state pronunciate da Gesù in altre circostanze, che però Luca le unificato in un solo grande discorso di nostro Signore. Gesù racconta una parabola ai discepoli: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt´e due in una buca?». Una parabola di una sola riga rivolta agli animatori delle comunità che si considerano padroni della verità, superiori agli altri. Per questo motivo sono guide cieche. Seguono poi alcune considerazioni che Gesù fa sulla figura del maestro e di conseguenza di quella del discepolo. E afferma che «Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro». Gesù è il Maestro che non impartisce lezioni, ma vive con i suoi discepoli. La materia del suo insegnamento è lui stesso, la sua testimonianza di vita, il suo modo di vivere le cose che insegna. Gesù in questo discorso, fa riferimento poi a riconoscere i propri grandi difetti e non ad evidenziare i piccoli difetti altrui, al punto tale che parla di pagliuzza nell´occhio del fratello che si vede perfettamente e di trave nel proprio occhi che non si vede affatto. Come dire che i difetti minimi degli altri subito si evidenziano; mentre i propri gravi difetti non si vedono. Gesù definisce ipocriti coloro che si comportano così ed invita tali soggetti a togliere prima la trave dal proprio occhio per vederci bene e poi, eventualmente, togliere la pagliuzza dall´occhio del proprio fratello. In altri termini, Gesù chiede un atteggiamento creativo che ci renda capaci di andare incontro all´altro senza giudicarlo, senza preconcetti e razionalizzazioni, accogliendolo da fratello. Infine, con la parabola dell´albero che dà buoni frutti e quello cattivo frutti pessimi, Gesù vuole indirizzare la riflessione dei suoi ascoltatori sulla coerenza. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo». Una persona ben formata alla scuola dell´amore fa crescere dentro di sé una buona indole che la porta a praticare il bene, cioè «trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore»; mentre la persona che non fa attenzione alla sua formazione avrà difficoltà a produrre cose buone. Anzi, «dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore». E allora c´è da domandarsi: "Chi sono oggi le guide cieche?". Chi oggi può essere "un riferimento che sia come un faro della vita da seguire"? Le guide cieche sono quelle persone che non vedono con gli occhi della fede e di Dio ciò che succede, e che conducono gli altri ad allontanarsi dall´ idea stessa di Dio, della vita oltre la vita, del bene, della giustizia, della rettitudine, della vera morale e non dell´ipocrisia più totale. Un giusto punto di riferimento, oggi, per seguire la luce del Vangelo, è il Santo Padre, Papa Francesco, ma sono pure tutti quei pastori che hanno a cuore il bene dei fedeli, che vivono santamente e coerentemente la loro fede, che non danno scandalo, come pure tutti i consacrati che si sono votati a Dio con la mente, il cuore e tutta l´esistenza e che seguono la via stretta dei consigli evangelici. Sono soprattutto quei genitori, adulti, educatori, a vario livello, che hanno a cuore il vero bene dei piccoli, dei giovani e dei grandi, bisognosi di essere guidati, mediante un opportuno discernimento della propria vocazione, partendo da una prospettiva di fede, che deve indirizzare le scelte. In questo discernimento ci aiuta il testo della prima lettura di questa ottava domenica, tratta dal libro del Siràcide, noto come uno dei libri sapienziali dell´Antico Testamento, più seguito ed apprezzato per il suoi contenuti dottrinali ed operativi. Leggiamo, infatti, in esso che quando si scuote il setaccio restano i rifiuti ed è così per l´uomo quando parla e discute. Allora ne appaiono i difetti. Un esempio di come vanno vagliate le persone ci viene dal ceramista che mette a prova il valore della fornace, con la cottura dei vasi. Se essa è buona non rovina il cotto, ma se non è buona brucia il tutto. Così è anche per l´uomo. Se sa ragionare, diventa per lui il banco di prova del suo equilibrio mentale ed interiore. Altro esempio ci viene dalla coltivazione degli alberi. Se esso è coltivato bene, dà frutti adeguati, ma se è trascurato non produce nulla. Così avviene per chi usa la parola e il linguaggio umano. Se esso è coltivato bene esprime giusti pensieri del cuore, ma se non è coltivato, non dice nulla o dice cose assurde. A conclusione di tutta questa esemplificazione c´è un suggerimento molto utile da tenere in dovuta considerazione: “Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini”. Il valore della comunicazione è qui messo in risalto per dire che ogni persona che si relaziona ad altre deve essere accorta al modo di dire e a cosa dire. Perciò, l´Apostolo Paolo nel testo della seconda lettura di questa domenica, tratto dalla sua prima lettera ai Corìnzi, ci invita a rimanere saldi e irremovibili nella fede, progredendo sempre più nell´opera del Signore, sapendo che la nostra fatica non è vana nel Signore. Ogni lavoro fatto con amore, passione e donazione porta il frutto che ci si aspetta per il proprio bene spirituale. Una bellissima poesia del poeta romano Trilussa, adattata da me, dice: "Nella notte in cui mi sono perso in mezzo al bosco, incontrai una vecchietta cieca che mi disse: “Se la strada non la conosci ti ci accompagno io, che la conosco. Se hai la forza di venirmi dietro, di tanto in tanto, ti darò una voce, fino arrivare in fondo, dove c´è un cipresso o fino alla cima dove c´è una croce. Io risposi: Sarà, ma la trovo strana una simile proposta da chi non ci vede per niente. La cieca, allora, mi prese la mano e mi disse: guarda avanti e cammina con me accanto. Capii subito momento che si trattava di una cosa importante a tenermi per mano, a guidarmi nel buio della notte e nello smarrimento più totale. Era la fede che mi prese per mano in quel momento e poi mi guidò per sempre. Con grande senso di responsabilità ci rivolgiamo a Dio con queste parole della colletta di oggi: “La parola che risuona nella tua Chiesa, o Padre, come fonte di saggezza e norma di vita, ci aiuti a comprendere e ad amare i nostri fratelli, perché non diventiamo giudici presuntuosi e cattivi, ma operatori instancabili di bontà e di pace”. Amen.

DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019      notizia del 23/02/2019

Commento alla VII Domenica del Tempo Ordinario ( Lc 6,27-38 )...il distinguo cristiano la forza e il coraggio di perdonare e amare il nemico L´insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato nel vangelo di oggi, anche da molti che si dicono cristiani, è ritenuto impossibile da realizzare. Riusciamo noi a perdonare a chi ci fa del male? Riusciamo ad amare coloro che ci odiano? Riusciamo a benedire chi ci maledice e pregare per coloro che ci trattano male? Umanamente parlando queste affermazioni di Gesù sembrano irrealizzabili. Fare del bene a colui che ci sta facendo il male, è infatti impossibile alle forze umane! Il cristiano, il vero cristiano, può essere odiato, ma lui non può odiare: esattamente come accade per Dio. Quante volte offendiamo Dio con il nostro comportamento! Però come un Padre misericordioso ci perdona perché ci ama! Il momento della massima vita cristiana non è, allora, il momento in cui tutto va bene e tutti ci rispettano: nei momenti di tranquillità non si vede e non si può vedere che cosa c´è nel cuore di una persona. Il momento della massima vita cristiana è il momento in cui l´odio di qualcuno ci raggiunge, ci offende, ci fa soffrire: questo è il momento in cui appare chiaramente che cosa c´è nel cuore; appare chiaramente se siamo dei veri cristiani o degli ipocriti. Se siamo discepoli di Cristo, noi all´ odio dobbiamo rispondere con l´amore. Siamo capaci di rispondere con l´amore? Se abbiamo accolto il Signore nel nostro cuore siamo capaci, altrimenti siamo ancora pagani nel cuore. Il primo libro di Samuele (I Lettura) presenta un episodio della storia di Israele in cui l´invito «amate i vostri nemici» è vissuto in modo esemplare. Il re Saul era invidioso del giovane Davide, futuro re d´Israele, cui andava la simpatia della gente, e il re decise di ucciderlo. Scese in campo con tremila uomini per dargli la caccia, ma le circostanze si svolsero in modo che fu invece Davide ad avere la possibilità di uccidere Saul, ma lo risparmiò, anzi, gli offrì la sua amicizia. Davide diventa l´esempio per ogni ebreo, come per ogni cristiano, a perdonare, ad amare i nemici come ha fatto Gesù che ha perdonato a chi gli sputava in faccia, a chi lo crocifiggeva. Il Signore Gesù, con questi gesti, ha reso visibile il grande amore che Dio ha per noi. Nel salmo responsoriale, infatti, abbiamo letto «la bontà e l´amore» di Dio nostro Padre. Gesù, nel vangelo, dice: «benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l´altra». Evidentemente queste non sono affermazioni da prendere alla lettera e da applicare materialmente. Gesù stesso quando ricevette uno schiaffo dal soldato, non porse materialmente l´altra guancia. E allora cosa significano queste parole di Gesù? Significano, e soprattutto sottolineano, lo spirito con cui bisogna reagire a chi ci fa del male: il male subìto non deve far scattare in noi il desiderio della vendetta, ma il desiderio di amare e pregare di più, perché sventurato non è chi subisce un torto ma chi lo fa. Pensiamo a san Francesco d´Assisi, san Massimiliano Maria Kolbe, san Pio da Pietrelcina e tanti altri santi. L´evangelista, inoltre, annota che il Maestro continua il suo discorso dicendo: «Se amate quelli che vi amano, che meriti ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso». Ciò significa che l´offesa dà al cristiano la possibilità di amare senza ricompense, senza contraccambio; l´offesa dà l´occasione di perdonare come perdona Dio. Per chi crede ci può essere una gioia più grande? Gesù conclude dicendo: «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro». Queste sono le parole chiave di tutto l´insegnamento e di tutto il comportamento di Gesù. Gesù perdona, perché il Padre perdona; Gesù cerca i peccatori, perché il Padre cerca i peccatori; Gesù è misericordioso, perché il Padre è misericordioso. Il cristiano, ci ricorda san Paolo nella prima lettera ai Corinzi (II Lettura), unito al Signore diventa uomo nuovo. Cosa significa? Significa che il cristiano deve diventare una cosa sola con Cristo, deve essere immagine, icona di Gesù misericordioso. Alla luce di questo vangelo, ci sentiamo tutti poco cristiani, ma Dio conosce il nostro cuore, le nostre fragilità, le nostre debolezze e dunque ci aspetta. Quando cadiamo è sempre pronto a rialzarci. Purtroppo il nostro cuore è ancora malato di odio, vendetta, e porta le cicatrici di tanti rancori, ma Dio, se noi vogliamo, può guarirlo. Al bene si deve giungere attraverso il bene, attraverso il perdono. Concludo con le parole che si leggono nella Preghiera eucaristica II della riconciliazione: «Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese, l´amore vince l´odio e la vendetta è disarmata dal perdono».

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019      notizia del 16/02/2019

Commento alla VI Domenica del T.O. (Lc 6,17.20-26): Beati coloro che confidano nel Signore SS. Messe h.9.00 - 10.0- 12.00 e 19.00 Il cuore di Dio, in certi momenti, attraversa crisi profonde. Prende atto della cattiveria dell´uomo che confida in se stesso e non sa vedere, oltre se stesso, alcuna risorsa per vivere il bene. Quest´uomo autosufficiente, presuntuoso, chiuso nel suo mondo, solitario nella sua idolatria, rassomiglia, secondo Dio, alle piante della steppa, condannate ad essere sempre sterili, in un deserto arido, in una terra salata e ingrata, dove nessuno e niente può vivere. Dove si colloca l´uomo che si ritiene Dio, soltanto perché possiede un po´ di beni, un po´ di potere, un po´ di crudeltà, un po´ di consenso? Nelle fauci di un deserto senz´acqua. Annaspa, morendo di sete, stremato dai suoi bisogni, rimanendo senza risposte, abbandonato a se stesso, povero granellino che nessuno riesce a vedere. E´ diventato un nulla. Mi sembra la sorte di tanti uomini e donne che, secondo me, non appartengono alla mia esperienza. Eppure quante volte anche io mi sono sentito più grande di Dio, senza desiderio di Dio, senza aspirazioni verso Dio, ripiegato su me stesso, a piangere sulla mia imminente distruzione! Io deserto in una comunità deserto. Io arido in una comunità arida. Chi può avventurarsi nella bocca di questo fuoco inestinguibile, inesorabile? Soltanto l´uomo, che ha il potere di tenere Dio lontano, Dio senza parola, Dio senza stupore agli occhi di coloro che lo cercano con ansia, da tempo, come un bisogno irrefrenabile. E´ questa l´unica sorte dell´umanità? Il testo di Geremia spalanca davanti a noi un altro mondo: quello che piace a Dio, quello che pensa Dio, quello che Dio vuole continuamente. I suoi abitanti sono uomini e donne che confidano nel Signore e pongono in lui la loro fiducia. Sono i poveri di Dio, ospitati nel cuore di Dio. Sono i poveri che crescono come l´albero piantato lungo i corsi d´acqua sempre abbondante, che irrorano le loro radici. Sono i poveri che non temono il caldo, perché, anche nell´arsura, le loro foglie rimangono verdi, e nell´anno della siccità non smettono di produrre frutti. In questo grande messaggio c´è tutto il cuore di Dio che mi dice: “Scegli, figlio mio, hai davanti il paradiso terrestre, con tutte le sue fatiche e le sue delizie, e dall´altra parte il deserto con la sua morte. Scegli, figlio mio se vuoi essere felice”. Questa voce del Signore si lancia nell´universo e trova un eco altrettanto potente, se non più potente, nel Figlio di Dio diventato nostra carne. Una voce che dice alla grande moltitudine di gente anonima, i poveri appunto, di lasciarsi guardare dagli occhi commossi di Gesù. Gesù, guarda questa marea di persone e mentre continua a riscaldarla col suo sguardo e col suo cuore, pronuncia le parole della liberazione. “Beati, voi poveri. Vi appartiene il mio regno, la mia gioia senza fine, l´appagamento dei desideri, dei vostri desideri sempre disattesi. Beati, voi poveri che avete fame. Vi troverete tra le mani, le ceste piene fino alla sovrabbondanza per oggi, per domani, per dopodomani. Beati, voi poveri che piangete e conoscete il gusto salato e amaro delle vostre lacrime. Io ve lo posso dire: riderete, sarete nel gaudio, contemplerete il sorriso di Dio. Beati, voi poveri quando vi odieranno, e sarete fatti oggetto di scherno e di disprezzo per il mio nome. Sappiate che non scomparirete, ma troverete la vostra ricompensa nel cielo”. Ma. Ma. Quando ascolto i “ma” di Dio mi attraversa un brivido. Penso sempre all´amore rifiutato dall´uomo. Penso sempre alla mia ingratitudine. Penso sempre alla facciata apparente delle nostre comunità. Ed ecco i retroscena del “ma” di Gesù, Figlio di Dio. Guai a voi, ricchi, che avete il ventre sazio fino alla nausea. Avrete fame di tutto: di cibo, di amici, di compagnia, di persone che hanno condiviso le vostre stoltezze. Guai, a voi ricchi. La vostra consolazione è arrivata al culmine. Adesso inizia la caduta precipitosa. Guai, a voi che ora ridete, alle spalle di chi è miserabile alla vostra porta, implorante, bisognoso di tutto. Le vostre baldorie sono finite, sarete nel dolore e piangerete. Piangerete quelle lacrime che non vi hanno commosso quando le avete viste rigare il volto dei “poveri cristi”. Guai, quando tutti sentiranno il bisogno di portarvi alle stelle, di parlare bene di voi. E´ tutta un´illusione, sperimenterete l´illusione. Nessuno vi riconoscerà più. Nessuno si ricorderà più di voi se non per dire: “il suo passaggio è stato una disgrazia!”. Gesù è inesorabile e dolcissimo sia quando dice beati perché sta abbracciando la sofferenza umana; sia quando dice guai, perché sta lanciando una scialuppa di salvataggio a coloro che hanno occhi e non vedono, orecchie e non odono, mani e non palpano, olfatto e non odorano, piedi e sono paralizzati. Il Signore ci investe con le sue domande implicite. Investe me, che ancora non ho avuto il coraggio di schierarmi definitivamente dalla parte del suo amore. Investe le nostre comunità, che ancora guardano con occhi miopi i piccolissimi orizzonti privi di visione e quindi poveri di entusiasmo nel cuore. Eppure Gesù è risorto. Con lui risorgono i morti. Se per un attimo azzerassimo la parola della nostra fede: “Credo nella resurrezione dei morti”, nemmeno Gesù sarebbe risorto e noi saremmo portatori di una speranza cieca, ingannevole, vuota. Saremmo da commiserare più di tutti glia altri uomini che non credono. Ma Cristo è Risorto dai morti, primizia di tutti noi che moriremo e saremo, alla fine, coinvolti nella sua Pasqua. Gesù, mi viene voglia di ribellarmi quando dici: “beato” e intendi una beatitudine diversa da quella che io desidero. Tu, Gesù, sai dare gioia nel cuore, nelle profondità del nostro essere, nelle nostre viscere vitali, nei nostri uteri fecondi. Anche nei nostri volti segnati dalle rughe e sempre affascinanti, perché portano la dolcezza inspiegabile della tua persona. Gesù, in certi momenti, sento veramente le vampe soffocanti del deserto e non ho il coraggio di dirti: “Dammi della tua acqua”. In certi momenti sento la morte che incombe mentre cammino nel deserto, e non ho il coraggio di dirti: “Se tu fossi stato vicino a me non sarei morto”. Eppure tu sei la Risurrezione e la vita. Gesù, quanto mi piace possedere tutto, godere tutto, appropriarmi di tutto, senza pensare mai che rischio di avere vergogna di te, perché mi sono ritrovato nudo. Gesù, rivestimi del tuo manto di giustizia, della tua tunica di salvezza. Inondami col tuo sangue doloroso e soave. Se lo vuoi, trasmettimi il grido di ribellione: “Dio mio, perché mi hai abbandonato!”. Ma riempi le mie parole anche con lo splendore della speranza. Fammi sentire povero che ha ancora la forza di dire: “Nelle tue mani affido il mio spirito”. Orientami, Gesù, verso i terreni fecondi, come il pastore che ama le sue pecore. Quelle piante ricche di frutti sono il segno della tua tenerezza. Gesù, aiutami a non scappare dalle tue parole esigenti, dalle tue domande inquietanti. Fammi comprendere, sempre, che in ogni tuo gesto, che in ogni tua sillaba, che in ogni tuo sguardo c´è soltanto l´amore del Risorto, che non sarà mai pienamente felice finché non farà di me, di tutti noi, di ogni uomo, una cosa sola unita nell´amore.

11 febbraio 2019      notizia del 11/02/2019

essaggio per la Giornata del malato 2019 Il testo integrale del messaggio di Papa Francesco per la XXVII Giornata mondiale del malato, che si celebrerà l´11 febbraio 2019 a Calcutta (India). OGGI alle h.18.00, in parrochia, SS. MESSA con l´unzione dei malati «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8) Cari fratelli e sorelle, «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). Queste sono le parole pronunciate da Gesù quando inviò gli apostoli a diffondere il Vangelo, affinché il suo Regno si propagasse attraverso gesti di amore gratuito. In occasione della XXVII Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà in modo solenne a Calcutta, in India, l’11 febbraio 2019, la Chiesa, Madre di tutti i suoi figli, soprattutto infermi, ricorda che i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. La cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è “caro”. La vita è dono di Dio, e come ammonisce San Paolo: «Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto?» (1 Cor 4,7). Proprio perché è dono, l’esistenza non può essere considerata un mero possesso o una proprietà privata, soprattutto di fronte alle conquiste della medicina e della biotecnologia che potrebbero indurre l’uomo a cedere alla tentazione della manipolazione dell’“albero della vita” (cfr Gen 3,24). Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture. Il dialogo, che si pone come presupposto del dono, apre spazi relazionali di crescita e sviluppo umano capaci di rompere i consolidati schemi di esercizio di potere della società. Il donare non si identifica con l’azione del regalare perché può dirsi tale solo se è dare sé stessi, non può ridursi a mero trasferimento di una proprietà o di qualche oggetto. Si differenzia dal regalare proprio perché contiene il dono di sé e suppone il desiderio di stabilire un legame. Il dono è, quindi, prima di tutto riconoscimento reciproco, che è il carattere indispensabile del legame sociale. Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio, che culmina nell’incarnazione del Figlio Gesù e nella effusione dello Spirito Santo. Ogni uomo è povero, bisognoso e indigente. Quando nasciamo, per vivere abbiamo bisogno delle cure dei nostri genitori, e così in ogni fase e tappa della vita ciascuno di noi non riuscirà mai a liberarsi totalmente dal bisogno e dall’aiuto altrui, non riuscirà mai a strappare da sé il limite dell’impotenza davanti a qualcuno o qualcosa. Anche questa è una condizione che caratterizza il nostro essere “creature”. Il leale riconoscimento di questa verità ci invita a rimanere umili e a praticare con coraggio la solidarietà, come virtù indispensabile all’esistenza. Questa consapevolezza ci spinge a una prassi responsabile e responsabilizzante, in vista di un bene che è inscindibilmente personale e comune. Solo quando l’uomo si concepisce non come un mondo a sé stante, ma come uno che per sua natura è legato a tutti gli altri, originariamente sentiti come “fratelli”, è possibile una prassi sociale solidale improntata al bene comune. Non dobbiamo temere di riconoscerci bisognosi e incapaci di darci tutto ciò di cui avremmo bisogno, perché da soli e con le nostre sole forze non riusciamo a vincere ogni limite. Non temiamo questo riconoscimento, perché Dio stesso, in Gesù, si è chinato (cfr Fil 2,8) e si china su di noi e sulle nostre povertà per aiutarci e donarci quei beni che da soli non potremmo mai avere. In questa circostanza della celebrazione solenne in India, voglio ricordare con gioia e ammirazione la figura di Santa Madre Teresa di Calcutta, un modello di carità che ha reso visibile l’amore di Dio per i poveri e i malati. Come affermavo in occasione della sua canonizzazione, «Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. […] Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini […] della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il “sale” che dava sapore a ogni sua opera, e la “luce” che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza. La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri» (Omelia, 4 settembre 2016). Santa Madre Teresa ci aiuta a capire che l’unico criterio di azione dev’essere l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, etnia o religione. Il suo esempio continua a guidarci nell’aprire orizzonti di gioia e di speranza per l’umanità bisognosa di comprensione e di tenerezza, soprattutto per quanti soffrono. La gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano. Ringrazio e incoraggio tutte le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto e soccorso dei pazienti, quelle che provvedono alle donazioni di sangue, di tessuti e organi. Uno speciale ambito in cui la vostra presenza esprime l’attenzione della Chiesa è quello della tutela dei diritti dei malati, soprattutto di quanti sono affetti da patologie che richiedono cure speciali, senza dimenticare il campo della sensibilizzazione e della prevenzione. Sono di fondamentale importanza i vostri servizi di volontariato nelle strutture sanitarie e a domicilio, che vanno dall’assistenza sanitaria al sostegno spirituale. Ne beneficiano tante persone malate, sole, anziane, con fragilità psichiche e motorie. Vi esorto a continuare ad essere segno della presenza della Chiesa nel mondo secolarizzato. Il volontario è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni; attraverso l’ascolto egli crea le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie. Il volontariato comunica valori, comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare. È anche così che si realizza l’umanizzazione delle cure. La dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare, sia nelle zone più avanzate che in quelle più disagiate del mondo. Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone. Vi esorto tutti, a vari livelli, a promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto. Le istituzioni sanitarie cattoliche non dovrebbero cadere nell’aziendalismo, ma salvaguardare la cura della persona più che il guadagno. Sappiamo che la salute è relazionale, dipende dall’interazione con gli altri e ha bisogno di fiducia, amicizia e solidarietà, è un bene che può essere goduto “in pieno” solo se condiviso. La gioia del dono gratuito è l’indicatore di salute del cristiano. Vi affido tutti a Maria, Salus infirmorum. Lei ci aiuti a condividere i doni ricevuti nello spirito del dialogo e dell’accoglienza reciproca, a vivere come fratelli e sorelle attenti ai bisogni gli uni degli altri, a saper donare con cuore generoso, a imparare la gioia del servizio disinteressato. A tutti con affetto assicuro la mia vicinanza nella preghiera e invio di cuore la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 25 novembre 2018

DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019      notizia del 09/02/2019

Commento alla V Domenica del Tempo Ordinario ( Lc 5,1-11) : Isaia si sente un uomo "dalle labbra impure" , San Paolo si sente "un aborto" e san Pietro " un peccatore"...non importa chi siamo è il nostro sì a Dio che ci cambia SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 La liturgia odierna ci presenta, nelle tre letture, tre differenti vocazioni: quella di Isaia, quella di Paolo e quella di Pietro. Ogni vocazione è una storia unica e irripetibile. È difficile, e forse non è neppure bene, fare dei confronti. Tuttavia possiamo osservare alcuni elementi comuni alle tre chiamate, che possono farci del bene e aiutarci nella riflessione: La coscienza del peccato Isaia, chiamato da Dio ad essere profeta, esclama: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito!”. Paolo, scelto per essere apostolo dei pagani, scrive: “Cristo risorto apparve a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto”. Pietro, invitato da Gesù in persona a diventare pescatore di uomini, gli risponde: “Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore!”. Definire se stesso come “un uomo dalle labbra impure”, o “un peccatore” o addirittura “un aborto” è qualcosa che fa riflettere profondamente. Innanzitutto dimostra che c´è una auto-conoscenza matura. Quando ci dichiariamo peccatori, diciamo la verità su noi stessi. La confessione dei peccati è l´unico processo in cui colui che si dichiara colpevole viene assolto: esattamente l´opposto di ciò che accade nei processi umani. La nostra condizione di peccato non deve essere un ostacolo nell´accogliere l´amore di Dio. La Bibbia ci dice che proprio gli uomini e le donne che più hanno sperimentato il peso e l´oltraggio dei propri peccati, hanno maggiormente fatto esperienza dell´amore di Dio. Una prima riflessione per noi potrebbe essere questa: per incontrare Dio non devo avere paura dei miei limiti, non occorre che li nasconda o che indossi una maschera per apparire migliore. “Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l´ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch´io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici”. Quell´avverbio “anzitutto” vuol dire prima di tutto, per prima cosa. In questa antichissima professione di fede, che Paolo scrive ai Corinzi, forse il primo Credo della Chiesa apostolica, si dice la cosa fondamentale, cioè che Cristo morì per noi peccatori. Il riconoscimento della nostra condizione di peccato non è solamente il primo passo che noi facciamo verso Dio, ma anche il primo passo che Dio fa verso di noi. L´individualità della scelta Isaia si sente rivolgere una domanda precisa da Dio: “Chi manderò e chi andrà per me?”. Paolo sente la voce di Gesù che lo chiama ad essere apostolo tra le genti, e in virtù di questa chiamata avverte di essere il più piccolo tra gli apostoli, indegno perfino di essere chiamato apostolo perché ha perseguitato la Chiesa di Dio. Pietro riceve l´invito chiaro del Cristo: “D´ora in poi sarai pescatore di uomini”. Che si tratti di diventare profeta, apostolo delle genti o pescatore di uomini, all´origine di ogni vocazione c´è sempre una chiamata intima e personale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della chiamata individuale che tutti abbiamo ricevuto, mediante il Battesimo, in questi termini: “La Santissima Trinità dona al battezzato la grazia santificante, la grazia della giustificazione che: 1) lo rende capace di credere in Dio, di sperare in lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali; 2) gli dà la capacità di vivere e agire sotto la mozione dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo; 3) gli permette di crescere nel bene per mezzo delle virtù morali. In questo modo tutto l´organismo della vita soprannaturale del cristiano ha la sua radice nel santo Battesimo” (CCC 1266). Siamo stati chiamati, come Isaia, Paolo e Pietro, a credere nell´amore di Dio, sperare, amare. Possiamo agire sotto l´azione dello Spirito e crescere nel bene. Tutto questo si realizza all´interno di un rapporto personale, unico e irripetibile, basato sulla mutua conoscenza e sul dialogo interiore. La risposta personale Abbiamo ascoltato Isaia rispondere deciso: “Eccomi, Signore, manda me!”. Paolo scrive in una sua lettera “Ti rendo grazie perché sei tu che mi hai dato la forza, Gesù Cristo nostro Signore, perché mi hai giudicato degno di stima chiamandomi al ministero"” Pietro dichiara sinceramente a Gesù: “Signore, tu sai tutto, tu sai che io ti amo”. Tutti e tre questi personaggi hanno avuto il coraggio di dire “Sì” e di accettare la sfida. Scrive P. Rondet SJ: “I santi hanno cercato la volontà di Dio con tutto il loro cuore, hanno avuto una coscienza assai viva di essere stati prevenuti, preceduti dall´amore di Dio, un amore che non finiscono mai di riconoscere nell´azione della grazia. Nella loro scelta, essi hanno proceduto a tentoni, esitato, talvolta dubitato, per affidarsi infine allo Spirito che li guidava verso il Regno. Essi hanno saputo vedere la grazia negli eventi più disparati, glorificando Dio nella prova come nel successo. La risposta alla chiamata di Dio recherà il segno del materiale utilizzato, ma più ancora quella dell´architetto che noi siamo e che ne è responsabile. Non si può far tutto con tutto, ma si può sempre fare di una vita un´opera. L´amore può far scaturire la santità nei peggiori contesti umani: la testimonianza di coloro che hanno consacrato la loro vita all´amicizia degli emarginati, dei diseredati, degli esclusi, non cessa mai di ricordarcelo. Ci chiediamo se si possa parlare di una volontà particolare di Dio su ciascuno di noi. La Chiesa, facendoci vivere la comunione dei santi, ci ricorda che sarebbe più esatto parlare di una risposta personale da parte di ognuno di noi al desiderio di Dio”. L´esperienza del perdono “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato”. “Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e il suo perdono in me non è stato vano”. “Non temere, Pietro!”. I tre personaggi che sono al centro della liturgia di oggi hanno fatto esperienze forti di perdono e sono diventati a loro volta annunziatori del perdono. Ci sarebbero varie citazioni che si potrebbero fare, a questo proposito. Ne scegliamo tre. “Venite, e discutiamo, dice il Signore; anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana” (Is 1, 18). “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati” (Col 1, 13-14). “Fatevi battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti e la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore, Dio nostro” (At 2, 38-39). È vero che nel Padre nostro diciamo “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, per cui se vogliamo essere perdonati da Dio, dobbiamo noi per primi perdonare. Ma è vero anche il contrario: solo ci ha ricevuto il perdono di Dio può perdonare veramente gli altri. Isaia, Paolo e Pietro ci insegnano proprio questo: dopo aver sperimentato di essere peccatori, chiamati individualmente, capaci di accettare la chiamata, essi di dicono che il perdono ricevuto diventa in noi sorgente di vita nuova nei confronti degli altri. Preghiamo perché possiamo essere fedeli alla nostra vocazione battesimale e possiamo imitare questi esempi biblici, che la liturgia pone davanti ai nostri occhi.

DOMENICA 3 febbraio 2019      notizia del 02/02/2019

Commento alla IV Domenica del Tempo Ordinario Lc 4,21-30 : la difficoltà di riconoscere Dio in mezzo a noi,non ferma il piano salvifico del Padre per tutta l´umanità SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 «Non è costui il figlio di Giuseppe?» Contrariamente a Matteo (13,53-58) e Marco (6,1-6) che riportano la reazione negativa degli abitanti di Nazareth - ambedue dicono che l´atteggiamento di Gesù era per loro motivo di scandalo - Luca sembra invece raccontarci un atteggiamento all´inizio positivo: descrive la meraviglia per le parole di grazia - espressione assai forte - che uscivano dalla bocca di uno che avevano sempre conosciuto, il figlio di Giuseppe. È proprio l´origine di Gesù, la sua familiarità, il motivo di scandalo riportato da Matteo e Marco. Per Luca lo scandalo viene più tardi, quando Gesù sembra intuire un atteggiamento possessivo dei suoi compaesani, lo si comprende dalla reazione del Signore e dal comportamento provocatorio che ne consegue. Dopo il proverbio e aver messo a nudo la pretesa di tenere per sé il figlio di Giuseppe scoperto come un taumaturgo guaritore, Gesù cita due episodi della Scrittura (1Re 17 e 2Re 5) in cui la grazia di Dio va oltre i confini d´Israele, non tiene conto né della geografia, né della appartenenza. Questa citazione, propria di Luca, non solo mette in guardia i concittadini di Gesù provocando la loro reazione, ma anche i cristiani per cui l´autore del vangelo scrive e soprattutto noi che lo stiamo ascoltando oggi. Nella tua patria! L´esperienza religiosa sembra essere una sorta di appartenenza sociale, culturale, più che una esperienza di fede; investe più l´aspetto identitario delle persone che quello trascendente. L´ascesa dei movimenti sovranisti e dei nazionalismi nel continente europeo e in quello americano sta facendo emergere il senso della identità culturale, non sempre completamente intesa, a cui anche quella religiosa appartiene. La religione è considerata come un fenomeno pubblico, la fede popolare non sempre legata alle istituzioni religiose (appartenere e credere ma non per forza comportarsi in maniera religiosa - Grace Davie, sociologa inglese -) è facilmente utilizzata anche nella ricerca di consensi politici. Si è creato un curioso connubio fra realtà sovraniste e cattolicesimo conservatore, tendenzialmente lontano della linea del pontificato di papa Francesco. La difesa dei simboli religiosi come il Presepe o il Crocifisso negli uffici pubblici è vista come tutela della storia e della cultura occidentale, anche se nella realtà della vita si pensa e si agisce in modo contrario. Tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno al sentire come la Grazia di Dio aveva raggiunto la vedova di Sidone o il dignitario siriano: sono stati provocati nella loro identità insieme politica e religiosa. Lo cacciarono fuori della città Lo cacciarono fuori dalla sinagoga, eppure, lì era stato iniziato alla fede. Lo cacciarono fuori dal territorio dove era cresciuto, dovette sentirsi un po´ straniero, anche in mezzo ai suoi. Era troppo diverso: aveva la pretesa di inaugurare un inizio di regno di Dio sulla terra, una speranza per tutti, anche per i peccatori e i disperati, per i poveri e gli oppressi, coloro che i benpensanti avevano già scartato. Se vogliamo conoscere, capire l´azione di Dio dobbiamo uscire dai nostri confini, andare Sarèpta di Sidòne o incontrare Naamàn, il Siro. Dobbiamo uscire, andare fuori. La parola ciglio è espressa con il termine greco ofrýs, vocabolo che significa, in modo traslato “alterigia, orgoglio”. Simbolicamente Nazareth è una città costruita sull´orgoglio, è il simbolo delle nostre città costruite su una identità alterata, falsificata, con una religione colma di sentimenti e privata di fede, che non dà spazio a Gesù e il suo Vangelo. Passando in mezzo a loro La furia dei nazareni sembra diventare impotente di fronte a Gesù che passa e si incammina, passa nel mezzo, attraversa la storia e le pretese degli uomini, trapassa l´esperienza culturale o religiosa, va oltre la sinagoga, un tempio o una chiesa, non cerca consensi, passa dentro la vita di ciascuno, senza alcun giudizio; privo di pregiudizi passa in mezzo al cuore, alla mente alle idee di ciascuno, senza calpestare, senza invadere ma con rispetto e amore infinito. Sappiamo bene dove sta andando, dove il rifiuto dell´umanità lo conduce, tuttavia continua ad amare tutti, nessuno è escluso

domenica 27 gennaio 2019      notizia del 28/01/2019

Commento della Domenica (Luca 1,1-4; 4,14-21) :Dio è vicino e ci ama SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Luca, accingendosi a scrivere il suo vangelo, lo vuole dedicare a un personaggio di nome Teofilo. È un personaggio vero o simbolico? Teofilo è una parola greca che significa «amante di Dio». Il mondo è pieno di Teofili, di cercatori del volto di Dio. Luca, discepolo di Paolo, sembra rivolgersi a tutti quelli che sono alla ricerca di questo Dio ignoto per dire loro che il suo volto ci è stato rivelato da Gesù. E si preoccupa subito di collocare Gesù in un preciso contesto storico e geografico per sottrarlo all´indefinibile dimensione dei mito e restituirlo alla storia concreta degli uomini («al tempo di Erode, re della Giudea» (1,5). E Gesù ha una patria precisa, tanto che non si può parlare di lui se non chiamandolo Gesù di Nazareth. Proprio a Nazareth di Galilea, il villaggio oscuro «dove era stato allevato», Gesù inizia la predicazione per annunciare la novità di Dio che abita in lui. Perché questo inizio a partire dalla Galilea, considerata dai giudei terra di eretici (si diceva: «Tutto ciò che non è giudeo, è eretico»), e in particolare da Nazareth da cui, secondo la tradizione, non sarebbe potuto uscire nulla di buono? Fosse stato uomo di potere, Gesù avrebbe scelto Gerusalemme per dare risonanza alle sue parole. Ma Gesù vuole essere piuttosto dalla parte di coloro che, privi di ogni potere, sono costretti a subire ogni sorta di umiliazioni e di sopraffazioni. Per questo incomincia la sua missione dalla Galilea e, nella sinagoga di Nazaret, applica a se stesso un passo di Isaia: egli è stato mandato per annunciare un anno giubilare da parte del Signore, un anno di grazia e di liberazione per la terra e per tutti gli uomini. A chi è rivolto in particolare il suo annuncio? Ai poveri, ai prigionieri e agli oppressi, a coloro che soffrono di cecità fisica e a coloro che soffrono di cecità morale. È interessante osservare che a un certo punto, citando Isaia, Gesù tronca il testo prima dei versetto che dice: «Un giorno di vendetta per il nostro Dio» (Is 61,2). Gesù non si sente mandato ad annunciare la vendetta di Dio, ma la promessa di una nuova nascita. E per questo annuncio che si crea nell´assemblea una profonda emozione, tanto che, come dice il vangelo, «gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui». Si tratta di un fatto veramente straordinario. Credevano di conoscere bene Gesù che avevano visto crescere sotto i loro occhi a Nazareth, e s´accorgono ora di avere davanti un personaggio nuovo, capace di esprimere una forza morale insospettata. Potrebbero ancora chiamarlo il «figlio del carpentiere», ma riconoscendo subito che ogni indicazione legata al passato sarebbe troppo riduttiva rispetto alla novità rappresentata da quel fuoco segreto che lascia trasparire da tutto il suo essere. Come spiegare il mistero che lo avvolge, lo compenetra, lo investe di un´autorità che nessuno prima avrebbe potuto riconoscere in lui? La possibilità di entrare in questo mistero ci è data dal testo di Luca, là dove si legge che «Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito santo». Se fosse tornato con un titolo accademico conseguito presso la più prestigiosa scuola rabbinica non avrebbe lasciato nei suoi ascoltatori la stessa impressione che invece riesce a ottenere presentandosi con le umili apparenze di un tempo. Se Gesù riesce a suscitare nella sinagoga una grande emozione, è perché non si limita a leggere e a commentare quel testo che i presenti tante volte forse avevano già ascoltato: quel testo lo legge saldandolo strettamente alla sua persona, come se ogni parola fosse una fibra del suo essere o una particella del suo mondo più segreto. È significativo un particolare del racconto: Gesù, dopo aver letto, «arrotolò il volume, lo consegnò all´inserviente». Se la parola profetica si è incarnata in lui, non c´è più bisogno di leggerla nel rotolo della sinagoga. È lui ormai il libro sempre aperto, è lui la parola da ascoltare. Se fossimo capaci, contemplando oggi la dolcezza e la forza dello sguardo di Gesù, di sentire la passione che brucia il suo cuore, saremmo pronti anche ad ascoltare un appello che intende rivolgere al Teofilo che è in noi: «Se vuoi amare Dio, cerca di avvicinare i poveri, quelli che sono oppressi, quelli che in qualche modo si sentono prigionieri dentro situazioni penose e umilianti, e porta a tutti questo messaggio di speranza: “Dio è vicino e ti ama”. Ma questa parola, perché sia credibile, deve essere testimoniata con gesti d´amore. Allora non avrai nemmeno bisogno di parlare, ma tutto il tuo essere, anche il tuo silenzio, diventerà parola».

Domenica 20 gennaio      notizia del 19/01/2019

Commento alla liturgia della domenica ( Gv 2, 1-11): ..il vino nuovo che è avere la fiducia in Dio anche nei momenti peggiori SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 Dopo la domenica del battesimo, in cui abbiamo visto lo Spirito scendere su Gesù e abbiamo sentito la voce del Padre che lo presenta come il figlio amato, oggi meditiamo il primo “segno” che Gesù compie all´inizio del suo ministero di maestro secondo il vangelo di Giovanni. Siamo nel contesto di una festa di nozze, durante la quale ad un certo punto finisce la scorta del vino. Nella cultura e religione di Gesù (quella ebraica) il matrimonio era molto importante: oltre ad essere la struttura sociale fondamentale, era anche segno della benedizione di Dio sul mondo, perché l´uomo e la donna con la loro alleanza di amore portavano avanti il disegno divino della creazione. Ogni festa di nozze per i giudei rendeva visibile l´alleanza di amore sponsale tra Dio e l´umanità (che la prima lettura di Isaia canta in modo stupendo) e al tempo stesso tiene viva l´attesa del Messia. Considerando questo capiamo che non a caso Giovanni apre la missione di Gesù con questa scena. Nel racconto di Giovanni la festa di quella coppia di Cana fa da sfondo a quello che vediamo accadere in primo piano: non ci dice nulla degli sposi né della festa. La storia comincia quando in quella festa finisce il vino. Conosciamo quasi a memoria cosa avviene: Maria prende l´iniziativa facendo notare a Gesù la mancanza del vino; Gesù le risponde, in un modo che ci appare difficile capire; poi Gesù dà un ordine ai servi (e continuiamo a non capire); l´acqua che i servi portano in tavola diventa un vino così buono che il dirigente del banchetto fa i complimenti allo sposo per averlo riservato per la fine. Grazie a Gesù, una festa di nozze che stava per fallire si conclude meglio di tutte le possibili previsioni. Il “vangelo”, la buona notizia presente in questa storia non è semplicemente che lo sposo ha evitato una gran brutta figura. Dobbiamo ripercorrere di nuovo con attenzione quello che accade nella scena, per scorgere il messaggio che l´evangelista rivolge ai suoi lettori, quello che riguarda noi oggi. Dopo l´osservazione di Maria (non hanno più vino) Gesù in un primo momento prende le distanze dalla madre (cosa c´è tra me e te, donna?), poi sembra voler negare il suo aiuto (non è ancora giunta la mia ora). A giudicar da come è andata si direbbe che Maria ha interpretato la risposta di Gesù in modo diverso da come la capiamo noi; ordina infatti i servi di prestare attenzione e eseguire quello che Gesù avrebbe detto loro; e Gesù non si fa pregare oltre per agire. Guardando a quanto accade non possiamo pensare che Gesù agisca solo per compiacere la madre, quasi contro la sua volontà. Gesù sa cosa fa e agisce in piena libertà. Il breve dialogo tra Maria e suo figlio ha messo in luce una cosa importante: non è ancora giunta l´ora di Gesù. Ma questa frase, invece di sottolineare la mancanza, sottolinea l´inizio di un processo che arriverà al suo compimento. Quanto avviene a Cana diventa il preludio di qualcosa che è già annunciato e accadrà in futuro. L´evangelista ci avvisa che quello di Cana è stato l´inizio dei segni; significa che ne seguiranno altri. Fin dalla prima pagina del vangelo si parla di una “ora” che sta per venire. Il contesto di una festa di nozze ci fa comprendere che la storia di Gesù riguarda una alleanza di amore, che la sua missione è attratta da una “conclusione” che sarà segnata dall´arrivo di quella “ora”. Questo fa nascere in noi delle domande: cosa segna quell´ora? Quando arriverà? Quali sono i segni che sta per giungere? A queste domande risponde la storia che Giovanni racconta (che però noi non seguiamo in modo continuo durante le domeniche dell´anno liturgico). L´ora arriva durante il terzo pellegrinaggio di Gesù a Gerusalemme. Nella cena pasquale ci sarà ancora il vino, simbolo dell´amore, che Gesù offre come anticipo della sua morte e risurrezione; presso la croce ci sarà ancora Maria, che Gesù chiama (come a Cana) “donna”, donandole come nuovo figlio il discepolo amato. Così l´inizio e il compimento si corrispondono e ci fanno comprendere che la missione di Gesù è rinnovare l´alleanza di amore di Dio con l´umanità mediante il dono della sua vita. Gesù offre se stesso come il vino dell´amore, che rinnova la gratitudine e la gioia per il dono della vita. Chi accoglie questo dono e lo ridona a sua volta è capace di vincere la paura, va oltre la morte. Essere cristiani è questo: fidarci di Gesù, anche e soprattutto nei momenti difficili; chiedere a Lui che cosa possiamo fare per ritrovare la fiducia. Lui può trasformare la nostra acqua nel vino della gioia e di una vita piena di bellezza. Non ci chiede gesti straordinari, ma solo di imitare quello che ha fatto Lui, aprirci agli altri invece di aspettare che gli altri si accorgano di noi. Chiediamo a Gesù il vino nuovo che Egli può dare, perché non manchi mai la fiducia in Dio e la forza di vincere le nostre chiusure per donarci agli altri, perché è questo amore che vince la morte

DOMENICA 13 GENNAIO 2019      notizia del 12/01/2019

Commento della domenica: Battesimo del Signore (Luca 3,15-16.21-22): Col battesimo Gesù ci dice che vuole essere come noi in mezzo a noi SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 l proverbio richiamato lo scorso 6 gennaio: “l´Epifania tutte le feste si porta via!” non è esatto... Il tempo di Natale si conclude oggi con la solennità del Battesimo di Gesù....E il Battesimo di Gesù inaugura la sua vita pubblica. Il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo. Attesa e ricerca sono i due atteggiamenti del popolo. Chi attende è in ricerca di una soluzione, chi si pone domande attende risposte. Questa attesa e questa ricerca possono essere pericolose e fonte di fraintendimenti. Ti è mai successo di attendere un mezzo pubblico? Lo vedi in lontananza, pensi che sia quello giusto ma poi, quando si avvicina, capisci che non è il bus che stavi aspettando. Il popolo attende il Cristo, cioè l´unto, il consacrato del Signore; i profeti avevano lavorato bene nel corso dei secoli, e tutti vivevano questa attesa, questo desiderio. Oggi: attendiamo ancora? Oppure siamo tutti spenti, delusi e disillusi? Ormai cataloghiamo tutto come favola, mito, siamo guardinghi e in continua difensiva. In questa modalità la vita diventa un baratro, e quello da cui vorremmo difenderci sarà il nostro destino: vivremo una vita inconcludente e vuota, perché non attendiamo, non ricerchiamo, non desideriamo. Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Giovanni mette subito in chiaro che non è lui la persona che il popolo attende, ma aggiunge dei dettagli molto importanti che invitano chi ascolta a continuare la ricerca, a perseverare nell´attesa, a nutrire il desiderio. Parla di battesimi, uno di acqua e uno di fuoco, dicendo che il Cristo è più forte di lui, come il fuoco è più forte dell´acqua. Tra i due battesimi ci mette un paio di sandali da slegare; tutti questi simboli e metafore sono usati da Giovanni per dire che lui è strada, non traguardo, servo, non padrone, preparazione, non compimento. Un popolo che attende, ricerca, desidera, è aiutato da Giovanni, che diviene sia per il popolo che per Gesù stesso il servo umile che accompagna e indica il cammino. Come è bello non sentirsi Dio, sempre stressati da missioni impossibili e poi atterriti dalla nostra impotenza, dal nostro limite creaturale. Com´è liberante essere semplici creature, servi della gioia, senza stress, senza ansie che rendono la vita una gabbia senza uscita. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba. L´attesa del popolo viene innaffiata dal battesimo di Giovanni, il quale immerge ognuno nell´acqua pulita di una vita che desidera Dio, e a Dio conduce. Gesù stesso desidera riceverlo. Spesso oggi moduliamo le nostre vite sulla ricerca dello sconto, del bonus e dell´esonero, giocando sul meno, non investendo energie e risorse. Gesù, con questa scelta di ricevere il battesimo d´acqua di Giovanni, ci dice non solo la sua vicinanza alla nostra vita, ma la sua volontà precisa e forte; Lui VUOLE essere uno con te e per te. Il Figlio di Dio vive questo battesimo nella dimensione della preghiera. Il vangelo ci fa vedere Gesù che prega, Gesù che sa trovare i suoi tempi per stare con Dio. Queste foto sono una lezione di vita su come vivere la relazione con Dio, non una relazione formale e giuridica, ma una necessità vitale e irrinunciabile. una relazione affettiva, forte, passionale, che trasforma la tua vita. Questa preghiera del Signore diventa un cielo che si apre (in contrapposizione alle gabbie di tanti nostri giorni); la preghiera apre il cielo, e questo non è un miracolo, un prodigio, ma una semplice conseguenza: se mi relaziono con qualcuno, le nostre vite si aprono all´altro, ricevendo e donando ciò che si è. Dio dona se stesso il suo soffio vitale, la sua presenza. Ecco perché la preghiera è trasformante: attraverso di essa ci poniamo nelle mani del Creatore, che ci plasma e ci rinnova, e il Creatore si pone nelle nostre mani, per essere accolto, amato, e sì, anche coccolato. Scrive santa Teresa d´Avila: “Per me l´orazione non è altro se non un rapporto d´amicizia, un trovarsi frequentemente da soli a soli con chi sappiamo che ci ama!” (Teresa d´Avila, Libro della Vita) Venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l´amato: in te ho posto il mio compiacimento». Lascia per un attimo il vangelo, e vai davanti a uno specchio. Guardati e sentiti dire queste parole: Tu sei il figlio mio, non mio figlio, possessivo, ma il figlio mio, donativo, affettivo. Tu sei l´amato. Mentre ti guardi allo specchio medita su questo essere il figlio suo, il centro del suo amore. Tu non sei frutto del caso, o peggio ancora della colpa. Tu sei stato voluto, e ancora oggi Dio ti vuole, ti desidera, fa pazzie per te. In Te ho posto il mio compiacimento: la voce del Padre ribadisce il suo amore per il Figlio. Gesù è il Figlio, ma anche tu lo sei, grazie a Lui. Spesso la gente ti fa sentire sbagliato, fuori posto, inadatto, non idoneo. Altrettante volte tu stesso vivi questa emozione negativa, e questa ombra si stende sui tuoi giorni, sui tuoi anni, rendendo tutto opaco e spento. Sei sempre davanti allo specchio? Bene. Ora ascolta cosa ti dice il Padre: tu sei la mia gioia, la mia delizia, mi compiaccio di te, ti amo follemente. Mi vai bene così, sennò ti avrei fatto in modo diverso. Lascia che io viva in te, accetta di vivere in me, staremo bene insieme, ne sono sicuro. Ti amo. Lascia che questi pensieri ti invadano, e si trasformino in un abbraccio di Dio per te, vivi questo momento bello di intimità e guarigione profonda, stai con Dio.

INCONTRI IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO      notizia del 07/01/2019

Sta per iniziare il nuovo coro in preparazione al matrimonio Nel momento in cui i fidanzati chiedono di celebrare il sacramento del matrimonio fanno due ammissioni: 1) confermate la Vostra fede in Gesù Cristo e nella Chiesa; 2) date testimonianza della vostra fede davanti alla comunità dal momento che il matrimonio è celebrato nella comunità dei fedeli. Se immaginiamo la vita come una traversata oceanica a bordo di una nave, fino ad ora ognuno di voi ha fatto il passeggero, si è lasciato trasportare per cui non avete avuto bisogno di consultare le carte nautiche per tracciare la rotta, di informarvi sulle condizioni meteorologiche, di prevenire ed evitare burrasche, uragani, trombe marine. Anche se molti di voi hanno già vissuto l’esperienza della convivenza, solo adesso che vi approssimate al matrimonio è indispensabile cambiare ruolo: dovete diventare nocchieri e questo è umanamente impossibile senza un´adeguata preparazione, che deve comprendere oltre alla conoscenza teorica di carattere generale anche conoscenze specifiche, esperienze, tirocinio. Se, poi, confrontiamo il mondo che ci circonda con quello di alcuni decenni or sono, possiamo proseguire nella nostra metafora nautica. Ieri la nave, che veniva affidata alla coppia all’inizio e durante la vita in comune, era servita da una strumentazione efficiente con carte nautiche particolareggiate, con precisi punti di riferimento, con una rotta tracciata, con adeguati soccorsi così che il viaggio poteva dirsi sicuro ed organizzato. Oggi, invece, è più facile pensare che anziché su un transatlantico la coppia salga a bordo di un’imbarcazione di fortuna, una zattera, una barca a vela, con la quale si affronta da soli il mare aperto, si può essere trascinati dalle correnti, si cambia spesso rotta o si finisce per bloccarsi per mancanza di vento. In questa solitudine in mare aperto, con la paura di perdersi, è assolutamente indispensabile trovare un accordo su turni, soste e ruoli, nulla essendo preordinato. Due scogli sono sempre in agguato: l’idealizzazione che accentua il sogno dell’innamoramento e, al contrario, l’enfatizzazione degli insuccessi, che finisce per far dimenticare che la maggior parte delle coppie non scoppia! Gli sposi dovranno imparare a comunicarsi desideri e paure, dovranno conoscersi a fondo. E se durante il viaggio scoprite che il/la vostro/a compagno/a soffre di mal di mare o non sa nuotare? Il viaggio, dunque, dipende dal coraggio della coppia, dal desiderio di raggiungere la meta (e questo è tanto più forte quanto più unica-esclusiva e coinvolgente tutta la persona è la meta), desiderio che però diventa fragile nei momenti di stanchezza e di noia. È allora necessario, ogni tanto, attraccare in qualche porto sicuro dove poter riposare e riprendere vigore prima che sia troppo tardi e si faccia naufragio. Da questa metafora emerge il bisogno crescente di soggettività, del dovere-diritto a scelte personali nell’esperienza d’amore, quando le spinte socio-culturali di questo mondo intaccano alle radici ogni tipo di relazione con l’altro. Oggi, in non pochi casi, si assiste ad un accentuato deterioramento della famiglia e ad una certa corrosione dei valori del matrimonio. In numerose nazioni, soprattutto economicamente sviluppate, l´indice di nuzialità si è ridotto. Si suole contrarre matrimonio in un´età più avanzata e aumenta il numero dei divorzi e delle separazioni, anche nei primi anni di tale vita coniugale. Tutto ciò porta inevitabilmente ad una inquietudine pastorale, mille volte ribadita: Chi contrae matrimonio, è realmente preparato a questo? Il problema della preparazione al sacramento del Matrimonio, e alla vita che ne segue, emerge come una grande necessità pastorale innanzitutto per il bene degli sposi, per tutta la comunità cristiana e per la società. Perciò crescono dovunque l´interesse e le iniziative per fornire risposte adeguate e opportune alla preparazione al sacramento del Matrimonio. La preparazione al matrimonio costituisce un momento provvidenziale e privilegiato per quanti si orientano verso questo sacramento cristiano. È un Kayrós, cioè un tempo in cui Dio interpella i fidanzati e suscita in loro il discernimento per la vocazione matrimoniale e la vita alla quale introduce. Il fidanzamento si iscrive nel contesto di un denso processo di evangelizzazione. Di fatto confluiscono nella vita dei fidanzati, futuri sposi, questioni che incidono sulla famiglia. Essi sono pertanto invitati a comprendere cosa significhi l´amore responsabile e maturo della comunità di vita e di amore quale sarà la loro famiglia, vera chiesa domestica che contribuirà ad arricchire tutta la Chiesa

DOMENICA 6 GENNAIO 2019      notizia del 05/01/2019

Commento alla liturgia di domani, L´Epifania del Signore ( Mt 2,1-12 ) Incontrarci con Lui per esserne rivestiti di luce SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 “Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce”, inizia con queste consolanti parole del profeta Isaia la prima lettura di questa solennità dell´Epifania del Signore, che quest´anno 2019, capita nella prima domenica del nuovo appena da pochi giorni iniziato. Migliore auspicio per tutti non può essere che questo invito da accogliere e da mettere in pratica. L´invito a rialzarsi è rivolto a tutti gli uomini di buona volontà che desiderano ardentemente costruire un mondo migliore, partendo proprio dal messaggio del Redentore, in quella grotta di Betlemme a cui fa riferimento il profeta, tanti secoli prima della venuta di Cristo sulla terra. Il rialzarsi è quello della condizione di chi vive nell´errore e nel peccato o è scoraggiato dalla vita, per una molteplicità di motivi, compresi quelli del dolore, della malattia, della delusione, della depressione. La ragione profonda di questa urgente ripresa che tutti dobbiamo attuare è il fatto che viene a noi la luce di Cristo e la gloria del Signore incomincia a brillare sopra di noi. Gesù la nostra speranza, apre nuovi orizzonti di vita spirituale, umana, sociale e mondiale, in quanto le genti cammineranno alla luce della buona notizia della venuta del salvatore e le tenebre scompariranno dal mondo, per tutti i popoli vedranno la gloria di Dio. Chiaro riferimento alla manifestazione di Cristo, quale Salvatore, a tutta l´umanità con l´arrivo dei Magi, di cui oggi la chiesa fa memoria nella liturgia dell´Epifania. A raccontarci lo storico avvenimento dell´arrivo dei Magi, prima e Gerusalemme e poi a Betlemme è l´evangelista Matteo che nel brano del Vangelo di oggi ci informa che al tempo del re Erode, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme per conoscere il re dei Giudei. Questi scienziati e scrutatori del cielo avevano, infatti, visto spuntare la stella del nuovo Re, cosicché si avviarono dal lontano Oriente verso la città santa, guidati dalla stella cometa. Cosa che avvenne regolarmente, non senza aver superato l´ostacolo del Re Erode, che voleva eliminare il bambino appena nato. I Magi saggiamente non diedero informazioni al Re, una volta che ebbero la possibilità di seguire il tracciato del cielo per andare dritto al luogo prescelto dal Figlio di Dio per venire alla luce: quel villaggio di Betlemme, sconosciuto fino allora e divenuto famoso per la nascita di Gesù e per la diffusione della notizia che gli stessi Magi portarono nel loro viaggio di ritorno. L´evangelista Matteo, mette in evidenza che i Magi, dopo un tempo di oscuramento della stella, provocato dal contatto con un Re assassino e criminale, videro di nuovo la stella, che avevano visto spuntare. Questa luce nel cielo li precedeva li accompagnava nel cammino e li illuminava nella notte, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Di fronte a questa indicazione sicura che il cielo inviava loro, i Magi al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Per cui non si fermarono, ma proseguirono oltre, per giungere esattamente ne posto dove il Signore li stava indirizzando e chiamando, in quella grotta in cui li aveva attesi. Essi, quindi, entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. L´atto di devozione e di ossequio viene espletato in tutte le modalità e formalità, trovandosi loro davanti al Re e come tale Gesù viene adorato. Gli stessi doni portati dai Magi esprimevano questo significato della regalità di Cristo sulla terra della Palestina e del resto del mondo. L´incontro con Gesù Bambino permise a questi scienziati e astrologi di ritornare direttamente al loro paese senza dare informazione ad Erode che attendeva una risposta. Infatti, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un´altra strada fecero ritorno al loro paese. Scelta saggia e intelligente per evitare ogni compromesso con il male e il potere distruttivo della politica del tempo. Ecco perché san Paolo nella seconda lettura di oggi, tratta dalla sua lettera agli Efesini sottolinea l´importanza della sua missione tra le genti pagane, alle quali si rivolge per far conoscere il mistero della salvezza operata di Cristo. Tale mistero che non era stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni viene rivelato in questo preciso tempo della venuta di Gesù sulla terra. E questo mistero consiste essenzialmente nel fatto che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. Nessuno quindi è escluso dalla salvezza divina, ma tutti sono chiamati a salvarsi allontanandosi dal male, dalle temere del peccato, per seguire la luce radiosa del Cristo Redentore. Non a caso nel prefazione dell´Epifania ci rivolgiamo a Dio con queste parole: Oggi in Cristo luce del mondo tu o Dio hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza e in Lui, apparso nella nostra carne mortale, ci hai rinnovati con la gloria dell´immortalità divina. In fondo, la missione di Cristo è quella di portare a salvezza eterna tutti i suoi figli, tutti gli esseri umani, perché nessuno di esso vada perduto, allontanandosi dall´amore redentivo e misericordioso di Dio, fattosi bambino nel grembo purissimo della Beata Vergine Maria.

1 GENNAIO 2019      notizia del 01/01/2019

commento alla liturgia di martedì 1 gennaio: Maria Santissima Madre di Dio : Lc 2,16-21 Lasciamoci condurre, durante il nostro pellegrinaggio terreno, dall´esempio di Mari a diventare attenti discepoli del Signore, portatori di pace e gioia. SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00 La prima lettura che la liturgia della parola ci propone, è un testo di benedizione, è un´invocazione a Dio, affinché faccia brillare il suo volto sul popolo e lo protegga: «Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». Questa benedizione deve essere per noi un monito: mentre inizia il nuovo anno non affidiamoci agli astri, all´oroscopo, ai maghi, ma a Dio e soltanto a Dio. Oggi, purtroppo, è diffuso il ricorso alle forze occulte, ai cartomanti. Questo comportamento da parte nostra sta ad indicare lo sbandamento delle coscienze. Ci affidiamo agli uomini e ai loro riti magici e implicitamente rifiutiamo Dio. Chiediamo perdono al Signore ogni volta che lo rinneghiamo! Torniamo a Lui, invochiamo il Suo nome! All´inizio di ogni nuovo anno viene celebrata la giornata mondiale della pace. Chiediamo al Signore e a Maria Santissima, Madre di Dio, affinché i nostri cuori diventino puri e capaci di perdonare ed annunciare la pace. In questo primo giorno dell´anno il Vangelo ci conduce ancora una volta alla stalla di Betlemme, dove è deposto Gesù appena nato: i pastori, dopo aver contemplato la scena di quel bambino avvolto in fasce, subito diventano testimoni e cominciano a glorificare e a lodare Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com´ era «stato detto loro». L´evangelista Luca prosegue dicendo che «Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Maria, dunque, ascolta. Ascolta perché è umile. Ascolta perché il suo cuore è libero, è puro. Nell´annunciazione Maria dice poche ed essenziali parole; a Betlemme nessuna parola; a Cana pochissime parole; nella vita pubblica e ai piedi della croce nessuna parola! Perché? Perché Maria è una donna che ama ascoltare, è una donna attenta a cogliere tutti i segnali della volontà di Dio per rinnovare quotidianamente il sì gioioso della sua obbedienza. Del resto tutti obbediamo a qualcuno o a qualcosa: c´è chi obbedisce ai propri datori di lavoro, c´è chi obbedisce al proprio egoismo, chi alla propria vanità, chi al proprio orgoglio, etc. Maria, invece, obbedisce a Dio. Che grande lezione di sapienza ha dato Maria a noi tutti! Maria, nella stalla di Betlemme, accanto al suo bambino Gesù, è l´immagine della gioia. Infatti, quando c´è Dio, si può vivere in un tugurio ed essere contenti; quando c´è Dio, si può essere poverissimi ed essere contenti come san Francesco d´Assisi, quando c´è Dio c´è gioia, quando nel nostro cuore c´è Dio c´è tutto. Perché oggi c´è tanta tristezza? Perché manca Dio nella nostra vita, l´abbiamo rifiutato. Con il benessere, con il potere non si risolve il problema della gioia. Molte persone sono tristi perché sono vuote dentro, sono vuote di Dio! Nell´ultimo versetto del brano evangelico leggiamo: «Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall´angelo prima che fosse concepito nel grembo». È meditando su queste parole che possiamo approfondire la nostra contemplazione del mistero del Natale, il mistero del Verbo fatto carne che è venuto ad abitare in mezzo a noi. Otto giorni dopo la sua nascita, Gesù viene circonciso. Questo gesto lo rende appartenente al popolo dell´alleanza santa stipulata con Abramo. Insieme alla circoncisione, Gesù riceve anche il nome, che si rivela conforme all´annuncio dell´angelo. Giuseppe e Maria lo chiamano, appunto, Gesù, Jeshu´a, che significa «il Signore salva» e, quindi, Salvatore: questo nome è dato da Dio stesso, non dagli uomini! È per opera dello Spirito Santo che Maria è diventata gravida, è per volontà di Dio che ha partorito quel Figlio che solo Dio poteva donare all´umanità. Il frutto benedetto del ventre di questa donna è Gesù. San Paolo, nella lettera che scrive ai Galati, dice: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Gesù è nato da una donna, quella donna è Maria, la vergine di Nazaret scelta da Dio. Essere Madre di Dio comportava per lei seguire la via di Dio, ossia la via del dolore, della sofferenza. Lungo questa via Maria non ha mai esitato: ha fatto tutto il pellegrinaggio terreno santificando ogni giorno della sua vita. Lasciamoci condurre, durante il nostro pellegrinaggio terreno, dall´esempio di Maria, Madre di Gesù, Regina della pace, a diventare attenti e docili discepoli del Signore, portatori di pace e gioia.

31 DICEMBRE 2018      notizia del 31/12/2018

Buongiorno a tutti. Questa sera alle h. 18.00 saluteremo il 2018 con TE DEUM. Solitamente viene cantato a cori alterni: presbitero o celebrante e il popolo...ma non aspettatevelo da me...ormai mi conoscete. Tra i tanti limiti che ha il vostro parroco che ha , vi è anche quello canoro... e quindi quando canto io non si può proprio dire : " chi canta bene prega due volte" È l´inno cristiano di ringraziamento per eccellenza e viene cantato tradizionalmente la sera di San Silvestro per ringraziare il Signore dell’anno appena trascorso. Attribuito a San Cipiriano, è stato musicato da diversi autori, da Palestrina a Mozart fino a Verdi. Compare nel finale del primo atto della Tosca di Puccini e anche nella colonna sonora del film "Il gobbo di Notre Dame" ll Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, "Dio ti lodiamo") è un inno cristiano di ringraziamento che viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell´anno appena trascorso durante i primi vespri della solennità di Maria Ss. Madre di Dio oppure in altre particolari occasioni solenni come nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave oppure a conclusione di un Concilio. CHI L’HA SCRITTO? Sono diversi gli autori che si contendono la paternità del testo. Tradizionalmente veniva attribuito a san Cipriano di Cartagine, oggi gli specialisti attribuiscono la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana (Dacia inferiore) alla fine del IV secolo. Secondo una leggenda (risalente al più tardi a una cronaca milanese del sec. XI falsamente attribuita al vescovo Dacio) il Te Deum è stato intonato da Sant’Ambrogio e Sant’Agostino il giorno di battesimo di quest´ultimo, avvenuto a Milano nel 386, per questo è stato chiamato anche "inno ambrosiano". CHI L’HA MUSICATO? Il Te Deum è stato musicato da diversi autori: Giovanni Pierluigi da Palestrina, de Victoria, Händel, Mendelssohn, Mozart, Haydn e Verdi. Da sempre la musica del Te Deum è stata utilizzata in diverse occasione: il preludio del Te Deum H. 146 di Charpentier viene usato come sigla di inizio e fine delle trasmissioni in Eurovisione ed è anche suonato alla fine di tutti i concerti dei Nomadi. Il Te Deum viene anche intonato dal coro nel finale del primo atto della Tosca di Giacomo Puccini. Alcuni versi del testo sacro sono stati usati per la colonna sonora del film “Il gobbo di Notre Dame” della Disney, in particolare nel pezzo “Rifugio (Sanctuary!)”, che accompagna la scena in cui Frollo sta per uccidere Esmeralda sul patibolo e le scene dell´assalto alla cattedrale. QUAL È IL CONTENUTO? L´inno si può dividere in tre parti: -La prima, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile ad un´anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus. -La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore. -L´ultima, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. Solitamente viene cantato a cori alterni: presbitero o celebrante e il popolo.

DOMENICA 30 DICEMBRE : LA SACRA FAMIGLIA      notizia del 29/12/2018

Commento alla liturgia della domenica :Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe Lc 2,41-52 :L´obbedienza alla volontà di Dio passa attraverso l´obbedienza alla volontà degli uomini SS. MESSE h. 9.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00 Auguri a tutte le famiglie! Oggi è la festa della Santa Famiglia di Nazareth, e dunque, festa di tutte le famiglie. Il Vangelo di Luca è l´unico a riportare una scena di vita familiare che ha come protagonisti Maria, Giuseppe e Gesù: alcuni scrittori spirituali si sono cimentati nella riflessione sulla psicologia di Gesù dodicenne è hanno scritto interessanti studi che potrebbero aiutare le famiglie ad affrontare questa difficile e delicata stagione della vita dei loro figli, quale è, appunto, la preadolescenza e l´adolescenza. Non pensiamo che il Signore, a quell´età, fosse tanto diverso dai ragazzini d´oggi: primi turbamenti ‘ormonalì -, primi dissensi in famiglia, prime insofferenze contro l´autorità paterna... A questo stato psicologico-emotivo-affettivo, nella persona di Gesù si aggiungevano anche i primi segni di quella che, nei secoli a venire, sarebbe stata definita la coscienza messianica del Figlio di Dio. Un altro mito da sfatare - ma credo che sia già sfatato da tempo! - è quello secondo il quale Gesù sarebbe stato consapevole della sua identità di vero uomo e di vero Dio fin dalla nascita: dal punto di vista umano, il Signore era in tutto e per tutto uguale a noi, escluso il peccato, come scrive san Paolo; come noi, visse tutte le fasi della crescita fisica e dello sviluppo intellettuale, secondo i tempi naturali, senza dare segni apparenti di diversità, rispetto ai suoi coetanei. San Luca introduce un primo indizio di autocoscienza in un momento che rappresenta per ogni israelita il passaggio dalla fanciullezza alla maturità; secondo la Legge ebraica, al compimento del dodicesimo anno, ogni figlio maschio doveva essere ‘introdotto´ alla conoscenza delle SS. Scritture e della liturgia ebraica; imparava a leggere i testi in pubblico e indossava il “Tallit”, il tipico scialle maschile di preghiera. Possiamo bene intuire la trepidazione di mamma Maria e di papà Giuseppe, mentre salivano al Tempio, per presentare il figlio in pubblico, e ascoltarlo mentre proclamava un salmo, o leggeva una profezia... Certamente i due genitori non immaginavano che cosa stava accadendo nel cuore e nella mente del fanciullo e che cosa sarebbe accaduto di lì a poco... Mi permetto di sottolineare che, di tutti e quattro i Vangeli, questa è l´unica pagina ove siamo testimoni della vita quotidiana di questa singolare famiglia; una famiglia che, fino a quel momento, se si eccettuano le vicende tragiche accadute 12 anni prima - fuga in Egitto e relativo ritorno a Nazareth - di singolare non aveva proprio niente. Ebbene, Luca riporta il resoconto di quella che potremmo tranquillamente definire una solenne litigata tra due genitori e il loro figlio unico. Agli occhi della madre e del padre, il giovane Gesù aveva combinato una bravata, una di quelle da togliergli lo smartphone per un mese... e sarebbe ancora stato poco! un ragazzo di dodici anni scompare per tre giorni... Mamme, papà, se fosse capitato a voi, a un vostro figlio della stessa età di quella di Gesù,... che cosa avreste provato? Sgomento, disperazione,... Ma poi, ascoltando le ragioni di vostro figlio: “Perché mi cercavate? non sapevate che devo fare le cose del Padre mio?”, in altre parole: “Devo fare i fatti miei!”... come avreste reagito? La vita ci insegna che si dimentica presto. Dodici anni non sono molti, ma non sono neanche pochi. Se, nell´arco di questi dodici anni, non capita nulla che abbia il benché minimo riferimento con quanto accadde prima, chi si ricorda più di quei fatti drammatici? Fu lo stesso per Maria e Giuseppe; ma questo episodio non li riportò solo indietro nel tempo, alla scena del presepio con tutto ciò che seguì; la perdita e il ritrovamento nel Tempio di Gesù costituirono per i due santi genitori una prova ulteriore che il loro destino faceva parte di un disegno assai più grande, pensato e realizzato da Dio, con o senza il loro consenso! Chi, infatti, accetterebbe volontariamente, di buon grado, di perdere suo figlio? Non si dimentichi che nel linguaggio lucano, perdere è sinonimo di morire. Il racconto è ricco di particolari che vanno interpretati, per capire che ciò a cui stiamo assistendo non è solo un banale litigio familiare, ma il passaggio capitale, il giro di boa, la fine dell´innocenza e l´inizio del compimento... Ma i giorni della passione gloriosa di Gesù erano ancora lontani. Altri vent´anni sarebbero trascorsi in una apparente normalità anonima e nascosta, durante i quali il figlio dell´Uomo avrebbe maturato la Sua vocazione, passando forse attraverso un´esperienza di ascesi nel deserto, l´occasione per conoscere Giovanni il precursore, e farsi conoscere da lui. Da questa esperienza dolorosa, Maria e Giuseppe uscirono più confusi e disorientati di prima... Luca afferma che non capirono le parole di Gesù. Ma il Vangelo di oggi ci dice anche un´altra cosa: il ragazzo se ne tornò a casa con i genitori e stava loro sottomesso; quando la vita di un uomo, di una donna, intercettano la vita stessa di Dio, il tempo umano deve fare i conti con i tempi di Dio. È Lui, Dio, a segnare il cammino e a scandire i giorni. Nel quarto Evangelo, più volte il Signore risponde a sua madre, ma anche ad altri interlocutori: “la mia ora non è ancora giunta!”; neppure Lui, che era il Figlio di Dio, consustanziale al Padre, conosceva la tempistica del piano celeste che era venuto a realizzare facendosi uomo nel grembo verginale di sua madre. Intanto? Intanto si obbedisce! L´obbedienza alla volontà di Dio passa attraverso l´obbedienza alla volontà degli uomini. Dirò di più: si impara ad obbedire a Dio obbedendo ai propri genitori. Sono loro, i genitori, i primi maestri di obbedienza. Così come furono i genitori, segnatamente Maria, ad insegnare a Gesù a pregare... L´Incarnazione si nasconde nella quotidianità. L´Incarnazione si rivela nei fatti ordinari della vita. Fu così per il Signore; è così anche per noi. Dio ci sfida a riconoscerne i segni, per convertire la nostra storia in storia di salvezza in atto

NATALE. 25 dicembre 2018      notizia del 25/12/2018

Commento Natale del Signore - Messa del Giorno Gv 1,1-18 :La via della fragilità è dunque la via maestra attraverso la quale Dio è venuto a noi e (attraverso la quale) noi possiamo andare a Lui. SS. Messe h. 9.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00 Buon Natale! Questo grande affresco che Giovanni evangelista dipinge sul mistero dell´Incarnazione risente della riflessione filosofica e teologica del suo tempo, una riflessione non priva di accenti polemici. Si parla di luce e di tenebre, di Verità e di menzogna; di testimonianza e di rifiuto della testimonianza; si parla di inizio e di compimento; si parla della legge di Mosè e di grazia e verità di Cristo. Si parla soprattutto di carne, della nostra carne e della carne di Gesù: Dio sceglie di farsi vicino, di entrare in comunione con noi, assumendo la nostra carne e facendola sua; ciò che lascia spiazzati è che in Dio, la nostra carne non diventa forte, almeno non subito, ma resta fragile, per tutta la durata della (sua) vicenda terrena... La via della fragilità è dunque la via maestra attraverso la quale Dio è venuto a noi e (attraverso la quale) noi possiamo andare a Lui. Il desiderio di amicizia, di sintonia, di prossimità, quel desiderio che nasce dalla paura di rimanere soli e non amati, trova nel Natale la risposta più esaltante e più commovente. Ok per il desiderio di amicizia, di affetto, desiderio di amare e di essere amati,... è un desiderio naturale, quasi istintivo; ma ce la sentiremmo di dichiarare che il nostro desiderio di affetto coincida con il desiderio di Dio? Se ci domandassero: “Ma tu, ti senti amato dal Signore? ami il Signore? che cosa provi ad amare il Signore?”. Perdonate se insisto: almeno oggi che è Natale, almeno qui in chiesa, proviamo a mantenere l´attenzione sul mistero che ha dato origine a questa festa... Anche noi corriamo il rischio di perdere di vista il motivo di tanta gioia,... contagiati forse dall´euforia dei bambini... Non dico che i bambini non meritino la nostra attenzione... Tuttavia, evitiamo, se possibile, si sottoscrivere anche noi, esplicitamente o implicitamente, l´idea che il Natale sia la festa dei bambini! Con tutto il rispetto per i bambini, il Natale non è la festa dei bambini. Natale è una festa per adulti, adulti maturi! Con la nascita di Gesù si sono compiute le profezie, la storia ha segnato una svolta per chi crede e anche per chi non crede; il peso di questo evento è tale che il computo del tempo fu e sarà sempre ripartito in “a.C., avanti Cristo” e “d.C., dopo Cristo”. Se questa precisa connotazione del tempo, della storia, è così importante, a maggior ragione, per noi che crediamo, l´incarnazione del Signore acquista un valore assoluto, l´unico valore dal quale possiamo attingere tutti gli altri valori umani, a motivo dell´umanità di Cristo, e cristiani, a motivo della divinità del Cristo. E, a proposito di divinità, oggi la liturgia ci esorta a riconoscere in quel bambino che giace nella mangiatoia la Persona del Figlio di Dio! Ci vuole una bella fede! Non cadiamo nella trappola delle emozioni! La fede che intendo è molto di più che la semplice compunzione del cuore alla vista del presepio. Partiamo pure dal presepio... che cosa vediamo? solo un bambino! non ha una casa, sua madre è poco più che una ragazzina e suo padre non è nemmeno suo padre - beh, da questo punto di vista, Gesù è un bambino come ce ne sono tanti al giorno d´oggi... -. Ebbene, in quell´esserino bisognoso di tutto, noi adoriamo Colui che è sceso dal Cielo per darci tutto... Cos´è, uno scherzo? a fatica riusciamo a cacciare il sospetto che la nostra preghiera non sia stata capita da Dio... E una domanda impertinente quanto drammatica si insinua nella mente: colui che abbiamo atteso, che - almeno così ci hanno assicurato i profeti - avrebbe finalmente portato la gioia, la pace, la realizzazione di ogni (nostro) desiderio di bene, è proprio questo Gesù? Oppure questo Gesù bisognoso, lui per primo, di gioia, di pace, di pane, di calore umano... ci chiede senza parlare - del resto, come potrebbe, in quelle condizioni? - di rivedere le nostre attese, e di fare spazio per un altro desiderio? Forse, a pensarci bene, non è un altro desiderio, non è un desiderio in più; è un desiderio che c´era già, che c´è sempre stato, ma che abbiamo emarginato, dimenticato, ucciso e seppellito... Emarginato, dimenticato, ucciso e seppellito: particolari, questi verbi, non vi sembra? qualcuno li ha già usati parlando di una persona... e questa persona è proprio Lui, Gesù di Nazareth. Ogni volta che eliminiamo il Signore dalla classifica dei nostri valori, di più, dal podio della classifica, di più, dal primo posto in classifica, anche noi facciamo quello che fecero i Giudei e non solo loro, duemila anni or sono: “Venne tra i suoi, ma i suoi non l´hanno accolto; il mondo non lo riconobbe...”. Lo sappiamo bene: per far fuori una persona, non è necessario usare la pistola... basta dimenticarci di lei, di lui. Se il ricordo di questo Natale non svanirà nel giro di qualche giorno, sarà la prova che la nostra fede è reale, che la nostra vita è cristiana, che il nostro desiderio di Dio è autentico; e che questo desiderio si è realizzato davanti a quel bambino deposto in una mangiatoria. Auguri a tutti.

24 DICEMBRE 2018      notizia del 24/12/2018

commento al Natale del Signore - Messa della Notte: Lc 2,1-14 : i tre segni di pace annunciati dal profeta Isaia: i simboli della schiavitù spezzati, le calzature dei soldati bruciati per ripristinare la pace e l´annuncio della nascita del "Emmanuele " il Dio con noi" SS. Messa della natività alle h. 24.00 Torniamo a custodire in noi le parole di gioia associate alla pace, che ci vengono offerte da Dio per mezzo del profeta Isaia. Questa Parola di Dio ci introduce alla «grande gioia» dell´annuncio della nascita di Gesù, fatto dall´angelo ai pastori, cioè agli esclusi, ai poveri, ai lontani dalla comunità religiosa di quel tempo. Intuiamo qualcosa di bello che sta avvenendo. Anche se non siamo più abituati a paragonare la nostra gioia a quella dei contadini che mietevano il grano a mano o ai soldati antichi che si spartivano il bottino della vittoria, ci fa bene riascoltare quel canto di gioia proclamato dal profeta Isaia, rivolto a Dio: «Hai moltiplicato la gioia! Hai aumentato la letizia! Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si divide il bottino» (Is 9,2). È la super gioia della festa del raccolto dopo tanta fatica nel lavoro manuale dei campi e la super gioia della vittoria dopo la dura lotta in guerra. In ambito rurale, la gioia del raccolto era associata ad un tempo meritato di riposo e di festa, segni di un tempo di pace. Anche la fine di una guerra portava la gioia di un tempo di pace. La gioia è profondamente associata alla pace. Bellissimi i tre segni della pace proclamati dal profeta Isaia: il primo segno è costituito dal bastone e dal giogo, simboli di schiavitù e oppressione, che sono spezzati, perché è cessata la sottomissione umiliante del più debole sotto il più forte; il secondo segno è dato dalle calzature da soldato e dai mantelli macchiati di sangue, che diventano materia prima di un grande falò, il fuoco della pace, ripristinata dopo un tempo buio di guerra; il terzo segno è dato dall´annuncio della nascita di un bambino della dinastia regale della casa di Davide: «Un bambino è nato per noi. Ci è stato dato un figlio» (Is 9, 5a). Isaia gioiva per la nascita di Ezechia, venuto al mondo in un tempo di tenebre per tutto il popolo a causa della prepotenza degli Assiri che promuovevano guerre per assoggettare sotto il loro dominio tutti i popoli circostanti. Le parole a seguire riecheggiano l´intronizzazione del re bambino appena esaltato nell´atto della sua nascita, perché sembra che questo bambino sia rivestito del manto regale: «Sulle sue spalle il segno della sovranità» (Is 9, b). Poi viene il rito dell´imposizione di quattro titoli che esaltano la sua regalità: «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace» (Is 9, 5c). L´antico protocollo di intronizzazione di un re egiziano prevedeva l´acclamazione di cinque nomi. Il quinto nome attribuito a questo re bambino Isaia lo aveva già annunciato: «La vergine concepirà e partorirà un figlio che chiammerà Emmanuele» (Is 7,14b) «il Dio con noi» (Mt 1,23). Ma cosa hanno da dire a noi queste parole antiche del profeta, che vogliono essere Parola di Dio per noi oggi? Dio c´è in questa nostra storia complicata, che si ripete con il susseguirsi di guerre, di superpotenze di turno, di strategie di potere per controllare e sfruttare popoli interi. Al tempo di Isaia dominavano gli Assiri, al tempo di Gesù erano i Romani. I censimenti promossi dall´imperatore erano finalizzati al controllo della popolazione e al loro sfruttamento mediante le tasse da imporre. Gesù nasce a Betlemme ed è intronizzato come un re bambino, e il suo trono è una «mangiatoia», citata ben tre volte dall´evangelista. Il «Salvatore, che è Cristo Signore» annunciato dall´angelo ai pastori, motivo di «grande gioia per tutto il popolo», è lo stesso che Paolo, come angelo, annuncia a Tito, suo collaboratore fedele: è il «nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo», il quale ha già «dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone» (Tt 2,14). Il trono regale della mangiatoia di Betlemme è preannuncio del trono regale della croce, ed è per noi cristiani oggi l´altare sul quale Gesù Cristo Signore si dona per noi con il suo corpo e con il suo sangue nel Sacramento dell´Eucarestia. Le fasce che avvolsero il fanciullo diventano allora preannuncio del sudario che avvolse quello stesso corpo diventato adulto, segnato dai segni dei chiodi e delle percosse, ma destinato ad essere trasfigurato dalla sua risurrezione. I presepi tingono l´atmosfera di tanta poesia. Ma cosa vuol dire che i primi destinatari dell´annuncio della nascita del bambino Gesù e i suoi primi adoratori furono dei pastori? Perché Dio Padre mandò il suo angelo a dare l´annuncio a pastori considerati gente impura, poco affidabili nella loro esperienza di fede, esclusi dal tempio e dalla sinagoga? Immedesimarsi in loro in questa notte di Natale è una scomoda responsabilità. Il regno di Dio, di cui questo bambino, intronizzato in una mangiatoia, è re, appartiene ai poveri, agli ultimi, agli esclusi, ai lontani, a coloro che fanno fatica ad essere accettati nella cerchia delle nostre belle e animate comunità cristiane. Se il cuore di Dio non esclude nessuno, ma vuole arrivare fino al più piccolo di questa terra, ci siamo dentro tutti nel Padre, per mezzo del Figlio, per il dono dello Spirito Santo, come figli amati. È questa la comunione / pace fonte di grande gioia! È lo Spirito Santo, forza vitale di questo re bambino, intronizzato in una mangiatoia, simbolo del dono gratuito di sé, a dare la forza a ciascuno di noi, credente, per vivere l´esperienza di sentirsi degni di avere accanto a noi, accolto con lo stesso cuore dilatato del Padre, qualcuno segnato nella sua vita dalla povertà più grande della nostra e dall´esclusione sociale e religiosa.

 
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-------------------------- 29/06/2019

DOMENICA 30 GIUGNO 2019

-------------------------- 22/06/2019

Domenica 23 giugno 2019

-------------------------- 15/06/2019

Domenica 16 giugno: SS. TRINITA´

-------------------------- 08/06/2019

DOMENICA 9 GIUGNO 2019

-------------------------- 01/06/2019

ASCENSIONE del SIGNORE 2/6/19

-------------------------- 31/05/2019

Venerdì 31 maggio 2019

-------------------------- 25/05/2019

DOMENICA 26 MAGGIO

-------------------------- 18/05/2019

DOMENICA 19 MAGGIO 2019

-------------------------- 11/05/2019

Domenica 12 maggio 2019

-------------------------- 08/05/2019

MERCOLEDI´ 08 MAGGIO 2019

-------------------------- 04/05/2019

DOMENICA 05 MAGGIO 2019

-------------------------- 27/04/2019

DOMENICA 28 APRILE 2019

-------------------------- 20/04/2019

DOMENICA DI PASQUA 2019

-------------------------- 13/04/2019

DOMENICA delle Palme

-------------------------- 06/04/2019

Domenica 07 aprile 2019

-------------------------- 30/03/2019

sabato 30 e domenica 31 marzo 2019

-------------------------- 30/03/2019

domenica 31 marzo 2019

-------------------------- 23/03/2019

DOMENICA 24 MARZO 2019

-------------------------- 20/03/2019

20 marzo 2019

-------------------------- 20/03/2019

20 marzo 2019

-------------------------- 16/03/2019

DOMENICA 17 MARZO 2019

-------------------------- 09/03/2019

DOMENICA 10 MARZO 2019

-------------------------- 06/03/2019

6 marzo 2019

-------------------------- 06/03/2019

MERCOLEDI´ DELLE CENERI : 6 marzo 2019

-------------------------- 04/03/2019

LUNEDI´ 4 marzo 2019

-------------------------- 02/03/2019

DOMENICA 03 MARZO 2019

-------------------------- 23/02/2019

DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019

-------------------------- 16/02/2019

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

-------------------------- 11/02/2019

11 febbraio 2019

-------------------------- 09/02/2019

DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019

-------------------------- 02/02/2019

DOMENICA 3 febbraio 2019

-------------------------- 28/01/2019

domenica 27 gennaio 2019

-------------------------- 19/01/2019

Domenica 20 gennaio

-------------------------- 12/01/2019

DOMENICA 13 GENNAIO 2019

-------------------------- 07/01/2019

INCONTRI IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 05/01/2019

DOMENICA 6 GENNAIO 2019

-------------------------- 01/01/2019

1 GENNAIO 2019

-------------------------- 31/12/2018

31 DICEMBRE 2018

-------------------------- 29/12/2018

DOMENICA 30 DICEMBRE : LA SACRA FAMIGLIA

-------------------------- 25/12/2018

NATALE. 25 dicembre 2018

-------------------------- 24/12/2018

24 DICEMBRE 2018

-------------------------- 23/12/2018

LUNEDI´ 24 DICEMBRE

-------------------------- 22/12/2018

DOMENICA 23 DICEMBRE 2018

-------------------------- 15/12/2018

DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

-------------------------- 08/12/2018

DOMENICA 9 DICEMBRE 2018

-------------------------- 07/12/2018

SOLENNITA´ DELL´IMMACOLATA

-------------------------- 30/11/2018

DOMENICA 2 DICEMBRE 2018

-------------------------- 24/11/2018

DOMENICA 25 Dicembre 2018: SOLENNITA´ di CRISTO RE

-------------------------- 17/11/2018

Domenica 18 novembre 2018

-------------------------- 10/11/2018

DOMENICA 11 NOVEMBRE 2018

-------------------------- 03/11/2018

DOMENICA 4 Novembre 2018

-------------------------- 01/11/2018

RICORDO DEI DEFUNTI

-------------------------- 01/11/2018

COMMEMORAZIONE DI TUTTI DEFUNTI

-------------------------- 31/10/2018

SOLLENNITA´ DI TUTTI I SANTI

-------------------------- 27/10/2018

torna l´ora solare

-------------------------- 20/10/2018

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 20/10/2018

DOMENICA 21 OTTOBRE 2018

-------------------------- 13/10/2018

DOMENICA 14 OTTOBRE 2108

-------------------------- 06/10/2018

DOMENICA 7 ottobre 2018

-------------------------- 03/10/2018

inizio anno pastorale 2018/19

-------------------------- 29/09/2018

Domenica 30 settembre 2018

-------------------------- 22/09/2018

Domenica 23 settembre 2018

-------------------------- 21/09/2018

iban parrocchia

-------------------------- 19/09/2018

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 15/09/2018

DOMENICA 16 SETTEMBRE 2018

-------------------------- 08/09/2018

DOMENICA 9 settembre 2018

-------------------------- 30/08/2018

DOMENICA 2 settembre 2018

-------------------------- 25/08/2018

DOMENICA 26 AGOSTO 2018

-------------------------- 18/08/2018

Domenica 20 agosto 2018

-------------------------- 14/08/2018

ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO

-------------------------- 04/08/2018

DOMENICA 5 AGOSTO 2018

-------------------------- 28/07/2018

DOMENICA 29 LUGLIO 2018

-------------------------- 21/07/2018

DOMENICA 22 LUGLIO 2018

-------------------------- 14/07/2018

DOMENICA 15 Luglio 2018

-------------------------- 07/07/2018

domenica 8 LUGLIO 2018

-------------------------- 30/06/2018

DOMENICA 1 LUGLIO 2018

-------------------------- 28/06/2018

VENERDI´ 29 GIUGNO 2018

-------------------------- 23/06/2018

DOMENICA 24 GIUGNO 2018

-------------------------- 16/06/2018

DOMENICA 17 giugno 2018

-------------------------- 09/06/2018

DOMENICA 10 GIUGNO 2018

-------------------------- 02/06/2018

3 Giugno 2018: CORPUS DOMINI

-------------------------- 02/06/2018

3 Giugno 2018: CORPUS DOMINI

-------------------------- 26/05/2018

DOMENICA 27 maggio: SS: TRINITA´

-------------------------- 19/05/2018

DOMENICA 20 maggio: PENTECOSTE

-------------------------- 12/05/2018

DOMENICA 13 MAGGIO . ASCENSIONE di GESU´

-------------------------- 08/05/2018

8 maggio 2018

-------------------------- 05/05/2018

DOMENICA 6 MAGGIO 2018

-------------------------- 28/04/2018

DOMENICA 29 APRILE 2018

-------------------------- 21/04/2018

DOMENICA 22 APRILE 2018

-------------------------- 14/04/2018

DOMENICA 15 Aprile 2018

-------------------------- 07/04/2018

DOMENICA 8 APRILE 2018

-------------------------- 31/03/2018

DOMENICA di PASQUA 2018

-------------------------- 31/03/2018

VEGLIA DI PASQUA

-------------------------- 24/03/2018

DOMENICA DELLE PALME 2018

-------------------------- 17/03/2018

DOMENICA 18 MARZO 2018

-------------------------- 10/03/2018

DOMENICA 11 marzo 2018

-------------------------- 03/03/2018

DOMENICA 4 marzo 2018

-------------------------- 03/03/2018

DOMENICA 4 marzo 2018

-------------------------- 24/02/2018

DOMENICA 25 FEBBRAIO 2018

-------------------------- 17/02/2018

DOMENICA 18 FEBBRAIO 2018

-------------------------- 14/02/2018

MERCOLEDI´ delle CENERI 2018

-------------------------- 10/02/2018

GIORNATA del Malato

-------------------------- 10/02/2018

DOMENICA 11 FEBBRAIO 2018

-------------------------- 03/02/2018

DOMENICA 04 FEBBRAIO 2018

-------------------------- 02/02/2018

2 febbraio 2018

-------------------------- 27/01/2018

DOMENICA 28 GENNAIO 2018

-------------------------- 20/01/2018

DOMENICA 21 GENNAIO 2018

-------------------------- 13/01/2018

DOMENICA 14 GENNAIO 2018

-------------------------- 06/01/2018

DOMENICA 7 GENNAIO 2018

-------------------------- 05/01/2018

6 gennaio 2018

-------------------------- 03/01/2018

FESTA degli Sposi

-------------------------- 03/01/2018

corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 31/12/2017

1 gennaio 2018

-------------------------- 30/12/2017

DOMENICA 31 DICEMBRE 2017

-------------------------- 23/12/2017

DOMENICA 24 DICEMBRE 2017

-------------------------- 16/12/2017

DOMENICA 17 DICEMBRE 2017

-------------------------- 09/12/2017

DOMENICA 10 DICEMBRE 2017

-------------------------- 02/12/2017

DOMENICA 3 DICEMBRE 2017

-------------------------- 25/11/2017

DOMENICA 26 Novembre 2017

-------------------------- 18/11/2017

DOMENICA 19 DICEMBRE 2017

-------------------------- 11/11/2017

DOMENICA 12 NOVEMBRE 2017

-------------------------- 04/11/2017

DOMENICA 5 NOVEMBRE 2017

-------------------------- 02/11/2017

2 novembre 2017

-------------------------- 31/10/2017

MERCOLEDI´ 1 NOVEMBRE 2017

-------------------------- 28/10/2017

DOMENICA 29 OTTOBRE 2017

-------------------------- 21/10/2017

DOMENICA 22 OTTOBRE 2017

-------------------------- 14/10/2017

DOMENICA 15 OTTOBRE 2017

-------------------------- 07/10/2017

DOMENICA 8 OTTOBRE 2017

-------------------------- 05/10/2017

Corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 30/09/2017

Domenica 01 Ottobre 2017

-------------------------- 23/09/2017

DOMENICA 24 Settembre 2017

-------------------------- 16/09/2017

DOMENICA 17 settembre 2017

-------------------------- 09/09/2017

DOMENICA 10 SETTEMBRE 2017

-------------------------- 02/09/2017

Domenica 3 settembre 2017

-------------------------- 26/08/2017

Domenica 27 agosto 2017

-------------------------- 05/08/2017

DOMENICA 6 AGOSTO 2017

-------------------------- 29/07/2017

DOMENICA 30 LUGLIO 2017

-------------------------- 22/07/2017

DOMENICA 23 Luglio 2017

-------------------------- 15/07/2017

DOMENICA 16 luglio 2017

-------------------------- 08/07/2017

DOMENICA 9 luglio 2017

-------------------------- 01/07/2017

DOMENICA 2 LUGLIO 2017

-------------------------- 28/06/2017

SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 26/06/2017

anno catechistico 2017 /18

-------------------------- 24/06/2017

Domenica 25 Giugno 2017

-------------------------- 10/06/2017

DOMENICA 11 Giugno 2017

-------------------------- 03/06/2017

DOMENICA 4 GIUGNO : PENTECOSTE

-------------------------- 27/05/2017

DOMENICA 28 MAGGIO 2017

-------------------------- 20/05/2017

DOMENICA 21 MAGGIO 2017

-------------------------- 13/05/2017

domenica 14 maggio

-------------------------- 06/05/2017

DOMENICA 7 MAGGIO 2017

-------------------------- 29/04/2017

DOMENICA 30 APRILE 2017

-------------------------- 22/04/2017

DOMENICA 23 APRILE 2017

-------------------------- 15/04/2017

15 aprile : SABATO SANTO

-------------------------- 14/04/2017

VENERDI´ 14 : VENERDI´ SANTO

-------------------------- 13/04/2017

Giovedì santo ...13 aprile 2017

-------------------------- 08/04/2017

DOMENICA 9 APRILE: DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 01/04/2017

DOMENICA 2 APRILE 2017

-------------------------- 25/03/2017

DOMENICA 26 marzo 2017

-------------------------- 18/03/2017

III DOMENICA di Quaresima: 19 marzo

-------------------------- 11/03/2017

II DOMENICA DI QUARESIMA ..12 marzo

-------------------------- 04/03/2017

I Domenica di Quaresima 05 marzo 2017

-------------------------- 01/03/2017

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 25/02/2017

DOMENICA 26 FEBBRAIO

-------------------------- 04/02/2017

DOMENICA 5 FEBBRAIO

-------------------------- 02/02/2017

Presentazione al tempio di Gesù

-------------------------- 28/01/2017

DOMENICA 29 Gennaoi 2017

-------------------------- 21/01/2017

III Domenica T.O 22/01/17

-------------------------- 17/01/2017

benedizone degli animali

-------------------------- 17/01/2017

SANT^ANTONIO ABATE

-------------------------- 14/01/2017

DOMENICA 15 GENNAIO 2017

-------------------------- 09/01/2017

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 07/01/2017

DOMENICA 8 gennaio 2017

-------------------------- 06/01/2017

EPIFANIA 6 gennaio 2017

-------------------------- 31/12/2016

1 gennaio 2017: MARIA MADRE DI DIO

-------------------------- 31/12/2016

31 dicembre 2016

-------------------------- 25/12/2016

25 dicembre 2016

-------------------------- 23/12/2016

SS. Messa della natività di Gesù

-------------------------- 17/12/2016

DOMENICA 18 Dicembre 2016

-------------------------- 07/12/2016

Concerto di Beneficenza

-------------------------- 07/12/2016

GIOVEDI´ 8 DICEMBRE 2016

-------------------------- 03/12/2016

II DOMENICA DI AVVENTO- 4 /12/16

-------------------------- 26/11/2016

I DOMENICA d´AVVENTO 27 novembre

-------------------------- 19/11/2016

DOMENICA 20 Dicembre : CRISTO RE

-------------------------- 12/11/2016

DOMENICA 13 OTTOBRE 2016

-------------------------- 05/11/2016

DOMENICA 6 Novembre 2016

-------------------------- 02/11/2016

Commemorazione di Tutti Defunti

-------------------------- 31/10/2016

1 Novembre 2016

-------------------------- 29/10/2016

TORNA L´ ORA SOLARE

-------------------------- 29/10/2016

DOMENICA 30 ottobre 2016

-------------------------- 22/10/2016

DOMENICA 23 Ottobre 2016

-------------------------- 22/10/2016

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 15/10/2016

DOMENICA 16 Ottobre 2016

-------------------------- 08/10/2016

VENDITA dei CICLAMINI...

-------------------------- 08/10/2016

DOMENICA 9 OTTOBRE 2016

-------------------------- 04/10/2016

3 ottobre 2016

-------------------------- 01/10/2016

DOMENICA 2 Ottobre

-------------------------- 24/09/2016

DOMENICA 25 Settembre 2016

-------------------------- 17/09/2016

RACCOLTA FONDI TERREMOTO

-------------------------- 17/09/2016

DOMENICA 18 Settembre 2016

-------------------------- 10/09/2016

DOMENICA 11 SETTEMBRE 2016

-------------------------- 03/09/2016

DOMENICA 4 settembre 2016

-------------------------- 27/08/2016

DOMENICA 28 AGOSTO 2016

-------------------------- 20/08/2016

DOMENICA 21 AGOSTO 2016

-------------------------- 14/08/2016

ASSUNZIONE di MARIA AL CIELO

-------------------------- 13/08/2016

Domenica 14 agosto 2016

-------------------------- 06/08/2016

DOMENICA 07 AGOSTO 2016

-------------------------- 30/07/2016

DOMENICA 31 LUGLIO 2016

-------------------------- 23/07/2016

Domenica 24 luglio 2016

-------------------------- 16/07/2016

Domenica 17 luglio 2016

-------------------------- 09/07/2016

DOMENICA 10 LUGLIO 2016

-------------------------- 02/07/2016

DOMENICA 02 LUGLIO 2016

-------------------------- 01/07/2016

ISCRIZIONE CATECHISMO 2016/2017

-------------------------- 29/06/2016

SOLENNITA´ dei SS. PIETRO e PAOLO

-------------------------- 25/06/2016

DOMENICA 26 GIUGNO 2016

-------------------------- 18/06/2016

DOMENICA 19 Giugno 2016

-------------------------- 11/06/2016

DOMENICA 12 GIUGNO 2016

-------------------------- 28/05/2016

CORPUS DOMINI -domenica 29 maggio

-------------------------- 21/05/2016

SOLENNITA´ della SS. TRINITA´

-------------------------- 14/05/2016

Domenica di Pentecoste 2016

-------------------------- 07/05/2016

Solennità dell´Ascensione di Gesù

-------------------------- 30/04/2016

UNZIONE DEGLI INFERMI

-------------------------- 30/04/2016

domenica 1 Maggio 2016

-------------------------- 23/04/2016

V DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 16/04/2016

DOMENICA 17 APRILE 2016

-------------------------- 09/04/2016

DOMENICA 10 Aprile 2016

-------------------------- 02/04/2016

DOMENICA 03 APRILE 2016

-------------------------- 28/03/2016

Lunedì dell´Angelo

-------------------------- 27/03/2016

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 26/03/2016

27 Marzo: DOMENICA di PASQUA

-------------------------- 26/03/2016

SABATO 26 MARZO

-------------------------- 25/03/2016

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 24/03/2016

Altare delle Reposizione

-------------------------- 24/03/2016

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 19/03/2016

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 12/03/2016

Domenica 13 marzo 2016

-------------------------- 05/03/2016

domenica 06 marzo 2016

-------------------------- 27/02/2016

DOMENICA 28 febbraio

-------------------------- 20/02/2016

UNITALSI

-------------------------- 20/02/2016

DOMENICA 21 FEBBRAIO 2016

-------------------------- 10/02/2016

mercoledì delle ceneri : 10 febbraio

-------------------------- 06/02/2016

domenica 7 febbraio 2016

-------------------------- 02/02/2016

2 febbraio 2016

-------------------------- 30/01/2016

Domenica 31 gennaio 2016

-------------------------- 24/01/2016

giubileo parrocchiale

-------------------------- 23/01/2016

Domenica 24 gennaio 2016

-------------------------- 16/01/2016

DOMENICA 17 GENNAIO 2016

-------------------------- 11/01/2016

corso matrimoniale

-------------------------- 09/01/2016

DOMENICA 10 GENNAIO 2016

-------------------------- 05/01/2016

Epifania di Gesù

-------------------------- 02/01/2016

DOMENICA 03 GENNAIO 2016

-------------------------- 01/01/2016

1 gennaio 2016

-------------------------- 26/12/2015

DOMENICA 27 DICEMBRE

-------------------------- 25/12/2015

25 Dicembre 2015

-------------------------- 24/12/2015

NOTTE DI NATALE

-------------------------- 19/12/2015

DOMENICA 20 DICEMBRE 2015

-------------------------- 12/12/2015

DOMENICA 13 DICEMBRE 2015

-------------------------- 07/12/2015

Immacolata concezione

-------------------------- 05/12/2015

domenica 6 dicembre 2015

-------------------------- 28/11/2015

Domenica 29 novembre 2015

-------------------------- 21/11/2015

DOMENICA 22 NOVEMBRE 2015

-------------------------- 14/11/2015

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015

-------------------------- 07/11/2015

DOMENICA 8 novembre 2015

-------------------------- 04/11/2015

4 novembre 2015

-------------------------- 01/11/2015

lunedì 2 novembre

-------------------------- 31/10/2015

INDULGENZA PLENARIA

-------------------------- 31/10/2015

TUTTI SANTI--Solennità 1/11/2015

-------------------------- 25/10/2015

domenica 25 ottobre

-------------------------- 17/10/2015

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 17/10/2015

DOMENICA 18 ottobre

-------------------------- 10/10/2015

Domenica 11 Ottobre 2105

-------------------------- 04/10/2015

Domenica 04 ottobre 2015

-------------------------- 26/09/2015

GIORNATA DEL CICLAMINO

-------------------------- 26/09/2015

Domenica 27 settembre

-------------------------- 19/09/2015

Domenica 20 settembre

-------------------------- 16/09/2015

corso per matrimonio

-------------------------- 12/09/2015

domenica 13 settembre 2015

-------------------------- 05/09/2015

DOMENICA 6 SETTEMBRE 2015

-------------------------- 29/08/2015

Domenica 30 agosto 2015

-------------------------- 22/08/2015

domenica 23 agosto 2015

-------------------------- 15/08/2015

S.Maria Assunta in Cielo

-------------------------- 15/08/2015

domenica 16 agosto 2015

-------------------------- 09/08/2015

domenica 9 agosto 2015

-------------------------- 01/08/2015

domenica 2 agosto

-------------------------- 25/07/2015

Domenica 26 luglio 2015

-------------------------- 18/07/2015

domenica 19 luglio 2015

-------------------------- 11/07/2015

Domenica 12 luglio 2015

-------------------------- 05/07/2015

DOMENICA 05 LUGLIO 2015

-------------------------- 27/06/2015

DOMENICA 28 GIUGNO 2015

-------------------------- 06/06/2015

Domenica 7 Giugno: Corpus Domnini

-------------------------- 30/05/2015

DOMENICA 31 Maggio

-------------------------- 23/05/2015

pentecoste

-------------------------- 16/05/2015

ASCENSIONE DI GESU´

-------------------------- 09/05/2015

Domenica 10 maggio 2015

-------------------------- 02/05/2015

Domenica 3 maggio

-------------------------- 18/04/2015

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 11/04/2015

DOMENICA 12 APRILE 2015

-------------------------- 06/04/2015

LUNEDI´ 6 APRILE

-------------------------- 05/04/2015

Domenica di Pasqua

-------------------------- 04/04/2015

SABATO SANTO

-------------------------- 03/04/2015

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 02/04/2015

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 29/03/2015

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 21/03/2015

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 14/03/2015

domenica 15 marzo 2015

-------------------------- 28/02/2015

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 21/02/2015

I Domenica di Quaresima

-------------------------- 14/02/2015

DOMENICA 15 FEBBRAIO 2015

-------------------------- 07/02/2015

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2015

-------------------------- 31/01/2015

DOMENICA 1 Febbraio 2015

-------------------------- 24/01/2015

Domenica 25 gennaio 2015

-------------------------- 17/01/2015

Domenica 18 gennaio 2015

-------------------------- 15/01/2015

NUOVO CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 10/01/2015

Battesimo di Gesù

-------------------------- 10/01/2015

DOMENICA 11 GENNAIO 2015

-------------------------- 05/01/2015

Epifania del Signore

-------------------------- 03/01/2015

DOMENICA 4 GENNAIO 2015

-------------------------- 31/12/2014

1 Gennaio 2015

-------------------------- 31/12/2014

31 dicembre 2014

-------------------------- 27/12/2014

DOMENICA 28 dicembre 2014

-------------------------- 25/12/2014

25 DICEMBRE 2014

-------------------------- 24/12/2014

24 dicembre 2014

-------------------------- 20/12/2014

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 13/12/2014

III Domenica di Avvento

-------------------------- 08/12/2014

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 06/12/2014

II Domenica di Avvento

-------------------------- 29/11/2014

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 22/11/2014

CRISTO RE

-------------------------- 15/11/2014

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/11/2014

DOMENICA 9 NOVEMBRE

-------------------------- 01/11/2014

2 novembre : Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2014

1 novembre 2014

-------------------------- 25/10/2014

Domenica 26 ottobre 2014

-------------------------- 18/10/2014

PAOLO VI PROCLAMATO BEATO

-------------------------- 18/10/2014

88 GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 18/10/2014

DOMENICA 19 OTTOBRE 2014

-------------------------- 11/10/2014

DOMENICA 12 OTTOBRE 2014

-------------------------- 04/10/2014

DOMENICA 5 OTTOBRE 2014

-------------------------- 27/09/2014

domenica 28 settembre

-------------------------- 20/09/2014

DOMENICA 21 SETTEMBRE

-------------------------- 13/09/2014

DOMENICA 14 SETTEMBRE

-------------------------- 12/09/2014

Incontri in preparazione al matrimonio

-------------------------- 06/09/2014

GIOVEDI´ SANTO 02 APRILE 2015

-------------------------- 06/09/2014

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/08/2014

DOMENICA 31 AGOSTO

-------------------------- 23/08/2014

DOMENICA 24 Agosto 2014

-------------------------- 16/08/2014

DOMENICA 17 AGOSTO

-------------------------- 14/08/2014

Solennità dell´Assunzione dell B. V. Maria

-------------------------- 09/08/2014

DOMENICA 10 Agosto

-------------------------- 02/08/2014

XVIII Domenica del T. O.

-------------------------- 26/07/2014

XVII Domenica del T.O.

-------------------------- 19/07/2014

XVI Domenica del T.O.

-------------------------- 12/07/2014

DOMENICA 13 LUGLIO

-------------------------- 05/07/2014

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/06/2014

mons Domenico Berni

-------------------------- 28/06/2014

Solennità SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 21/06/2014

CORPUS DOMINI

-------------------------- 14/06/2014

SS. TRINITA´

-------------------------- 10/06/2014

PENTECOSTE

-------------------------- 31/05/2014

Domenica 1 GIUGNO

-------------------------- 30/05/2014

Presentazione libro

-------------------------- 26/05/2014

incontro in parrocchia

-------------------------- 24/05/2014

VI Domenica di Pasqua

-------------------------- 17/05/2014

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 05/05/2014

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 25/04/2014

SAN MARCO

-------------------------- 20/04/2014

BUONA PASQUA

-------------------------- 19/04/2014

...Cristo risorge

-------------------------- 18/04/2014

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 17/04/2014

SS. MESSA IN COENA DOMINI

-------------------------- 12/04/2014

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 05/04/2014

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 29/03/2014

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 22/03/2014

III domenica di Quaresima

-------------------------- 15/03/2014

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2014

I Domenica di Quaresima

-------------------------- 02/03/2014

Domenica 2 marzo 2014

-------------------------- 22/02/2014

VII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/02/2014

VI Domenica del T.O.

-------------------------- 08/02/2014

V DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 01/02/2014

La presentazione la tempio di Gesù

-------------------------- 25/01/2014

III DOMENICA T.O.

-------------------------- 19/01/2014

II DOMENICA del T.O.

-------------------------- 11/01/2014

DOMENICA 12 GENNAIO

-------------------------- 05/01/2014

EPIFANIA DI GESU´

-------------------------- 04/01/2014

DOMENICA 5 GENNAIO 2014

-------------------------- 31/12/2013

1 GENNAIO 2014

-------------------------- 31/12/2013

TE DEUM

-------------------------- 28/12/2013

DOMENICA 29 DICEMBRE

-------------------------- 24/12/2013

24 dicembre

-------------------------- 22/12/2013

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 14/12/2013

III Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2013

8 dicembre

-------------------------- 30/11/2013

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 22/11/2013

DOMENICA 24 NOVEMBRE

-------------------------- 16/11/2013

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/11/2013

XXXII DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 03/11/2013

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 31/10/2013

1 novembre : Tutti i Santi

-------------------------- 26/10/2013

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

-------------------------- 26/10/2013

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 20/10/2013

DOMENICA 20 ottobre

-------------------------- 17/10/2013

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 12/10/2013

XXVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/10/2013

XXVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/09/2013

XXVI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/09/2013

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 14/09/2013

XXIV DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 07/09/2013

DOMENICA 08 SETTEMBRE

-------------------------- 31/08/2013

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/08/2013

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 17/08/2013

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 16/08/2013

Solennità dell´Assunzione dell B. V. Maria

-------------------------- 10/08/2013

DOMENICA 11 AGOSTO

-------------------------- 04/08/2013

XVIII Domenica del T. O.

-------------------------- 27/07/2013

XVII Domenica del T.O.

-------------------------- 20/07/2013

XVI Domenica del T.O.

-------------------------- 06/07/2013

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/06/2013

XI DOMENICA T. O.

-------------------------- 02/06/2013

ADORAZIONE EUCARISTICA

-------------------------- 01/06/2013

CORPUS DOMINI

-------------------------- 26/05/2013

SS. TRINITA´

-------------------------- 19/05/2013

Solennità di Pentecoste

-------------------------- 11/05/2013

SS. Messa col card. Vallini alle h.11

-------------------------- 11/05/2013

ASCENSIONE di Gesù

-------------------------- 04/05/2013

VI DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 27/04/2013

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 20/04/2013

IV DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 13/04/2013

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 06/04/2013

II Domenica di Pasqua

-------------------------- 01/04/2013

CRISTO E´ RISORTO

-------------------------- 29/03/2013

SABATO SANTO

-------------------------- 29/03/2013

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 27/03/2013

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 23/03/2013

domenica delle palme

-------------------------- 16/03/2013

V DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 12/03/2013

E´ morto don Albino Marin

-------------------------- 09/03/2013

4a domenica di quaresima

-------------------------- 02/03/2013

III DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 24/02/2013

II DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 16/02/2013

I DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 13/02/2013

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 09/02/2013

V Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/02/2013

IV DOMENICA del T. O.

-------------------------- 26/01/2013

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 19/01/2013

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 12/01/2013

Battesimo di Gesù

-------------------------- 08/01/2013

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 04/01/2013

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 31/12/2012

1 GENNAIO 2013: Maria Madre di Dio

-------------------------- 31/12/2012

TE DEUM

-------------------------- 29/12/2012

La sacra Famiglia

-------------------------- 26/12/2012

SANTO STEFANO

-------------------------- 24/12/2012

GIORNO DI NATALE

-------------------------- 24/12/2012

NOTTE DI NATALE

-------------------------- 22/12/2012

IV DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 15/12/2012

mons. Di Liegro

-------------------------- 15/12/2012

III DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 08/12/2012

DON BRUNO NICOLINI

-------------------------- 08/12/2012

II domenica di AVVENTO

-------------------------- 07/12/2012

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 02/12/2012

TESTIMONI DI FEDE e CARITA´

-------------------------- 01/12/2012

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 24/11/2012

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 17/11/2012

XXXIII Domenica del T. O

-------------------------- 10/11/2012

XXXII DOMENICA del T.O.

-------------------------- 09/11/2012

CORSO PREMATRIMONIALE

-------------------------- 03/11/2012

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 01/11/2012

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2012

indulgenza plenaria per i nostri defunti

-------------------------- 31/10/2012

TUTTI I SANTI

-------------------------- 27/10/2012

xxx DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 20/10/2012

XXIX DOMENICA del tempo ordinario

-------------------------- 20/10/2012

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 14/10/2012

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/10/2012

SABATO 30 MARZO 2013

-------------------------- 10/10/2012

a 50 anni dall´apertura del Concilio Vaticano II

-------------------------- 09/10/2012

san Gaspare Bertoni

-------------------------- 08/10/2012

XXVII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 29/09/2012

Giornata del ciclamino

-------------------------- 29/09/2012

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/09/2012

XXV Domenica dle tempo ordinario

-------------------------- 19/09/2012

Corso in preparazione la matrimonio

-------------------------- 15/09/2012

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/09/2012

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 01/09/2012

XXII Domenica del T.O.

-------------------------- 26/08/2012

XXI Domenica del T. O.

-------------------------- 18/08/2012

XX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/08/2012

ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA IN CIELO

-------------------------- 11/08/2012

XIX DOMENICA del T.O.

-------------------------- 04/08/2012

XVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/07/2012

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/07/2012

domenica 22 luglio 2012

-------------------------- 14/07/2012

DOMENICA 15 LUGLIO

-------------------------- 07/07/2012

Domenica 08 Luglio

-------------------------- 01/07/2012

DOMENICA 1 Luglio

-------------------------- 28/06/2012

SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 23/06/2012

Natività di Giovanni il Battista

-------------------------- 17/06/2012

XI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/06/2012

disponibilita´ per un servizio in parrocchia

-------------------------- 12/06/2012

san Gaspare Bertoni

-------------------------- 09/06/2012

CORPUS DOMINI

-------------------------- 06/06/2012

Incontro con il Prof. Andrea Grillo

-------------------------- 03/06/2012

50° della Parrocchia

-------------------------- 02/06/2012

SS.TRINITA´

-------------------------- 02/06/2012

2 giugno 2012

-------------------------- 01/06/2012

APPUNTAMENTI

-------------------------- 01/06/2012

inizio festa per il 50° della parrocchia

-------------------------- 28/05/2012

incontro con mons. Di Tora

-------------------------- 27/05/2012

PENTECOSTE

-------------------------- 23/05/2012

23 maggio

-------------------------- 23/05/2012

22 maggio

-------------------------- 19/05/2012

Solennitaà dell´ASCENSIONE

-------------------------- 12/05/2012

VI DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 05/05/2012

V DOMENICA di PASQUA

-------------------------- 28/04/2012

IV domenica di Pasqua

-------------------------- 21/04/2012

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 14/04/2012

II Domenica di Pasqua

-------------------------- 08/04/2012

BUONA PASQUA A TUTTI

-------------------------- 07/04/2012

SABATO SANTO

-------------------------- 06/04/2012

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 05/04/2012

giovedì santo

-------------------------- 31/03/2012

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 24/03/2012

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 19/03/2012

Solennità di SAN GIUSEPPE

-------------------------- 17/03/2012

IV domenica di Quaresima: domenica laetare

-------------------------- 10/03/2012

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 04/03/2012

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 25/02/2012

I Domenica di Quaresima

-------------------------- 22/02/2012

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 18/02/2012

VII domenica del Tempo ordinario

-------------------------- 17/02/2012

Corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 11/02/2012

VI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 04/02/2012

V Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 04/02/2012

DONAZIONE DEL SANGUE

-------------------------- 02/02/2012

presentazione al tempio di Gesù

-------------------------- 29/01/2012

festa SS. Sposi

-------------------------- 28/01/2012

FESTA dei Santi Sposi

-------------------------- 28/01/2012

4a domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/01/2012

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/01/2012

II Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 07/01/2012

Battesimo di Gesù

-------------------------- 05/01/2012

Epifania del Signore

-------------------------- 31/12/2011

45ma Giornata mondiale per la pace

-------------------------- 31/12/2011

1 GENNAIO 2012

-------------------------- 31/12/2011

TE DEUM

-------------------------- 30/12/2011

La Santa Famiglia di Nazaret

-------------------------- 28/12/2011

SANTI INNOCENTI

-------------------------- 27/12/2011

San Giovanni evangelista

-------------------------- 26/12/2011

SANTO STEFANO

-------------------------- 25/12/2011

SANTO NATALE

-------------------------- 24/12/2011

NATIVITA´ di GESU´

-------------------------- 17/12/2011

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 10/12/2011

III Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2011

8 DICEMBRE

-------------------------- 03/12/2011

II Domenica di Avvento

-------------------------- 26/11/2011

I Domenica di Avvento

-------------------------- 19/11/2011

SOLENNITA´ DI CRISTO RE

-------------------------- 12/11/2011

XXXIII Domenica del T. O.

-------------------------- 05/11/2011

XXXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/11/2011

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2011

Solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 29/10/2011

Ritorna l´ora solare

-------------------------- 29/10/2011

Sante Cresime

-------------------------- 29/10/2011

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 22/10/2011

XXX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/10/2011

XXIX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/10/2011

INIZIO ANNO PARROCCHIALE

-------------------------- 08/10/2011

234 anniversario dalla nascita di san G. Bertoni

-------------------------- 08/10/2011

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/10/2011

Polisportiva san Gaspare Bertoni

-------------------------- 07/10/2011

Scuola d´Italiano per stranieri

-------------------------- 05/10/2011

Corso in preparazione al Matrimonio

-------------------------- 01/10/2011

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/09/2011

XXVI domenica del T.O

-------------------------- 17/09/2011

XXV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/09/2011

XXIV Domenica T. O.

-------------------------- 10/09/2011

XXIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2011

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/08/2011

XXI Domenica T.O.

-------------------------- 13/08/2011

XX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 06/08/2011

XIX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/07/2011

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 23/07/2011

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 16/07/2011

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 09/07/2011

XV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/07/2011

XIV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 25/06/2011

ORARIO ESTIVO

-------------------------- 25/06/2011

Il CORPO e SANGUE di CRISTO

-------------------------- 18/06/2011

SS.TRINITA´

-------------------------- 12/06/2011

PENTECOSTE

-------------------------- 04/06/2011

ASCENSIONE di GESU´

-------------------------- 28/05/2011

VI DOMENICA di Pasqua

-------------------------- 21/05/2011

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 21/05/2011

IV Domenica di Pasqua

-------------------------- 07/05/2011

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 30/04/2011

II DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 24/04/2011

E´ RISORTO

-------------------------- 21/04/2011

la settimana santa

-------------------------- 16/04/2011

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 09/04/2011

V DOMENICA di QUARESIMA

-------------------------- 02/04/2011

IV DOMENICA di QUARESIMA

-------------------------- 26/03/2011

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 26/03/2011

Ritorna l´ora legale

-------------------------- 19/03/2011

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 12/03/2011

I domenica di Quaresima

-------------------------- 12/03/2011

Impegno Quaresima 2011

-------------------------- 26/02/2011

VIII Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 19/02/2011

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 12/02/2011

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/02/2011

V domenica del tempo ordinario

-------------------------- 29/01/2011

IVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/01/2011

corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 23/01/2011

III domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 15/01/2011

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/01/2011

Battesimo di Gesù

-------------------------- 04/01/2011

Epifania del Signore

-------------------------- 01/01/2011

II Domenica di Natale

-------------------------- 31/12/2010

1 Gennaio 2011: Maria Madre di Dio

-------------------------- 30/12/2010

TE DEUM

-------------------------- 25/12/2010

Sacra famiglia di Nazareth

-------------------------- 24/12/2010

NATALE 2010

-------------------------- 24/12/2010

SS. Messa della natività di Cristo

-------------------------- 18/12/2010

IV DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 11/12/2010

III DOMENICA D´AVVENTO

-------------------------- 06/12/2010

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 04/12/2010

II DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 28/11/2010

I Domenica di Avvento

-------------------------- 20/11/2010

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 13/11/2010

DOMENICA 14 Novembre

-------------------------- 04/11/2010

DOMENICA 7 Novembre

-------------------------- 31/10/2010

Solennità di Tutti Santi

-------------------------- 30/10/2010

TORNA L´ORA SOLARE

-------------------------- 30/10/2010

DOMENICA 31 OTTOBRE

-------------------------- 23/10/2010

84a Giornata Mondiale Missionaria

-------------------------- 23/10/2010

XXX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/10/2010

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 09/10/2010

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/10/2010

VENERDI´ 29 OTTOBRE 2010

-------------------------- 25/09/2010

GIORNATA DEL CICLAMINO

-------------------------- 25/09/2010

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/09/2010

XXV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/09/2010

Iscrizioni anno catechistico 2010/11

-------------------------- 11/09/2010

DOMENICA 12 SETTEMBRE

-------------------------- 06/09/2010

cresima adulti

-------------------------- 06/09/2010

Corsi in preparazione al matrimonio

-------------------------- 04/09/2010

domenica 5 agosto

-------------------------- 22/08/2010

XXI DOMENICA T.O.

-------------------------- 15/08/2010

MARIA SEGNO DI SALVEZZA

-------------------------- 07/08/2010

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 31/07/2010

Domenica 1 agosto 2010

-------------------------- 24/07/2010

Domenica 25 Luglio 2010

-------------------------- 17/07/2010

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 10/07/2010

XV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 03/07/2010

ORARI ESTIVI SS. MESSE

-------------------------- 03/07/2010

DOMENICA 04 LUGLIO 2010

-------------------------- 19/06/2010

Domenica 10 Giugno

-------------------------- 14/06/2010

XI DOMENICA dle tempo ordinario

-------------------------- 11/06/2010

OLTRE di giugno

-------------------------- 06/06/2010

CORPUS DOMINI

-------------------------- 01/06/2010

Festa della Repubblica

-------------------------- 29/05/2010

Festa della SS. Trinità

-------------------------- 22/05/2010

Solennità Pentecoste

-------------------------- 15/05/2010

ASCENSIONE DI GESU´

-------------------------- 08/05/2010

VI Domenica di Pasqua

-------------------------- 01/05/2010

V DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 24/04/2010

IV Domenica di Pasqua

-------------------------- 17/04/2010

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 14/04/2010

Comunicato stampa

-------------------------- 11/04/2010

Risurrezione

-------------------------- 11/04/2010

Domenica in albis

-------------------------- 06/04/2010

SOS da Kimbau- Congo

-------------------------- 05/04/2010

Lunedì dell´Angelo

-------------------------- 04/04/2010

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 03/04/2010

SABATO SANTO

-------------------------- 02/04/2010

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 01/04/2010

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 27/03/2010

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 27/03/2010

ATTENZIONE: TORNA L´ORA LEGALE !

-------------------------- 27/03/2010

ORARI SETTIMANA SANTA

-------------------------- 26/03/2010

Nuovo numero di OLTRE

-------------------------- 20/03/2010

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 15/03/2010

PONTI E NON MURI

-------------------------- 13/03/2010

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2010

GIORNATA DELLA DONNA

-------------------------- 06/03/2010

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 27/02/2010

II DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 24/02/2010

incontro col Vescovo

-------------------------- 20/02/2010

QUARESIMA 2010

-------------------------- 20/02/2010

I Domenica di Qaresima

-------------------------- 17/02/2010

MERCOLEDI DELLE CENERI

-------------------------- 16/02/2010

FESTA DI CARNEVALE

-------------------------- 13/02/2010

LE BEATITUDINI

-------------------------- 12/02/2010

INIZIO CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 11/02/2010

INCONTRO

-------------------------- 05/02/2010

RACCOLTA DEL SANGUE

-------------------------- 05/02/2010

V Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 04/02/2010

Comunicato stampa

-------------------------- 02/02/2010

Presentazione al Tempio di Gesù

-------------------------- 02/02/2010

Per la rassegna "PONTI e NON MURI"

-------------------------- 30/01/2010

4 Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/01/2010

HAITI

-------------------------- 23/01/2010

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/01/2010

Corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 16/01/2010

Terremoto di Haiti

-------------------------- 16/01/2010

Domenica 17 Gennaio

-------------------------- 09/01/2010

BATTESIMO DI GESU´

-------------------------- 04/01/2010

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 04/01/2010

intervista a Dio

-------------------------- 02/01/2010

II DOMENICA DI NATALE

-------------------------- 31/12/2009

1 GENNAIO 2010

-------------------------- 31/12/2009

FELICE ANNO NUOVO: 2010

-------------------------- 31/12/2009

TE DEUM

-------------------------- 26/12/2009

LA SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH

-------------------------- 25/12/2009

Auguri di Buon Natale

-------------------------- 18/12/2009

Oltre di Dicembre

-------------------------- 12/12/2009

III domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2009

Immacolata concezione

-------------------------- 05/12/2009

II DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 05/12/2009

LECTIO DIVINA

-------------------------- 28/11/2009

I Domenica di avvento

-------------------------- 28/11/2009

Avvento 2009

-------------------------- 21/11/2009

CRISTO RE DELL´ UNIVERSO

-------------------------- 18/11/2009

famiglie cristiane separate

-------------------------- 14/11/2009

Il nuovo numero di OLTRE...

-------------------------- 14/11/2009

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/11/2009

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 06/11/2009

CORSO PRE MATRIMONIALE

-------------------------- 02/11/2009

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2009

Solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 24/10/2009

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 24/10/2009

XXX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/10/2009

Questa notte torna l´ora solare

-------------------------- 22/10/2009

SABATO 31 ottobre

-------------------------- 18/10/2009

4a SETTIMANA Missionaria

-------------------------- 18/10/2009

celebrazione della Cresima

-------------------------- 17/10/2009

DOMENICA 18 Ottobre

-------------------------- 10/10/2009

XXVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/10/2009

corsi in preparazione al matrimonio

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 03/10/2009

SAN FRANCESCO D´ ASSISI

-------------------------- 03/10/2009

DOMENICA 4 Ottobre

-------------------------- 03/10/2009

Supplica alla Madonna di Pompei

-------------------------- 02/10/2009

SS. Angeli Custodi

-------------------------- 01/10/2009

Santa Teresa del Bambin Gesù

-------------------------- 29/09/2009

SS. Arcangeli RAFFAELE, GABRIELE e MICHELE

-------------------------- 26/09/2009

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 26/09/2009

Messaggio inizio parrocchiale 2009/2010

-------------------------- 26/09/2009

CAMBIANO GLI ORARI

-------------------------- 26/09/2009

SCLERODERMIA

-------------------------- 23/09/2009

SAN PIO da Pietralcina

-------------------------- 21/09/2009

SAN MATTEO APOSTOLO

-------------------------- 19/09/2009

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 19/09/2009

San Gennaro

-------------------------- 15/09/2009

BEATA VERGINE ADDOLORATA

-------------------------- 14/09/2009

esaltazione della croce

-------------------------- 12/09/2009

XXIVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

Sant´AGOSTINO

-------------------------- 27/08/2009

Santa Monica

-------------------------- 24/08/2009

SAN BARTOLOMEO APOSTOLO

-------------------------- 22/08/2009

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 22/08/2009

Maria Vergine Maria Regina

-------------------------- 21/08/2009

SAN PIO X

-------------------------- 20/08/2009

San Bernardo da Chiaravalle

-------------------------- 14/08/2009

CRISTO: mistero d´amore

-------------------------- 14/08/2009

Assunzione della Vergine Maria

-------------------------- 14/08/2009

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE

-------------------------- 11/08/2009

SANTA CHIARA

-------------------------- 10/08/2009

SAN LORENZO: Diacono e Martire

-------------------------- 08/08/2009

XIX DOMENICA ORDINARIO

-------------------------- 08/08/2009

San Domenico

-------------------------- 06/08/2009

Cosa significa risurrezione della carne?

-------------------------- 06/08/2009

TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE

-------------------------- 05/08/2009

Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

-------------------------- 04/08/2009

Il Curato d´Ars

-------------------------- 02/08/2009

perdono d´Assisi

-------------------------- 02/08/2009

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 01/08/2009

Sant´ Alfonoso Maria de Liguori

-------------------------- 31/07/2009

Sant´Ignazio di Lojola

-------------------------- 29/07/2009

SANTA MARTA

-------------------------- 25/07/2009

Domenica XVII del tempo ordinario

-------------------------- 25/07/2009

SAN GIACOMO

-------------------------- 18/07/2009

domenica 19 luglio

-------------------------- 14/07/2009

San Camillo de Lellis

-------------------------- 11/07/2009

DOMENICA 12 LUGLIO

-------------------------- 11/07/2009

san Benedetto da Norcia

-------------------------- 08/07/2009

Sant´Aquila e Priscilla

-------------------------- 07/07/2009

Caritas in Veritate

-------------------------- 04/07/2009

DOMENICA 5 LUGLIO

-------------------------- 03/07/2009

San Tommaso Apostolo

-------------------------- 28/06/2009

Solennità SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 27/06/2009

ORARIO SS. MESSE

-------------------------- 27/06/2009

XIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/06/2009

San Giovanni il Battista

-------------------------- 20/06/2009

XII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 19/06/2009

Oggi inizia l´anno sacerdotale

-------------------------- 17/06/2009

assasinio di un sacerdote stimmatino in Brasile

-------------------------- 13/06/2009

Corpus Domini

-------------------------- 13/06/2009

Sant´Antonio da Padova

-------------------------- 12/06/2009

SAN GASPARE BERTONI

-------------------------- 11/06/2009

Nuovo numero di "OLTRE..."

-------------------------- 06/06/2009

Solennità della SS. Trinità

-------------------------- 03/06/2009

I primi martiri canonizzati

-------------------------- 01/06/2009

Nuovo vescovo ausiliare per settore Nord

-------------------------- 30/05/2009

DOMENICA DI PENTECOSTE

-------------------------- 25/05/2009

Incontro di Ponti e non Muri

-------------------------- 23/05/2009

ASCENSIONE di N. S. GESU´ CRISTO

-------------------------- 16/05/2009

VI Domenica dopo Pasqua

-------------------------- 15/05/2009

ARRIVAAAAAAAAAAAA il GREST 2009

-------------------------- 11/05/2009

Minori e separazione

-------------------------- 09/05/2009

Va Domenica di Pasqua

-------------------------- 08/05/2009

Supplica alla Madonna di Pompei

-------------------------- 07/05/2009

APPUNTAMENTI e INCONTRI MESE DI MAGGIO

-------------------------- 02/05/2009

IV domenica di Pasqua

-------------------------- 01/05/2009

Maggio: mese mariano

-------------------------- 01/05/2009

SAN GIUSEPPE LAVORATORE

-------------------------- 30/04/2009

Festa dei lavoratori

-------------------------- 29/04/2009

SANTA CATERINA DA SIENA

-------------------------- 25/04/2009

3a Domenica di Pasqua

-------------------------- 25/04/2009

IV incontro di PONTI e NON MURI

-------------------------- 25/04/2009

SAN MARCO EVANGELISTA

-------------------------- 24/04/2009

Festa del 25 Aprile

-------------------------- 24/04/2009

BATTESIMO

-------------------------- 21/04/2009

2.762 anni fa nasceva ROMA

-------------------------- 18/04/2009

II domenica di Pasqua

-------------------------- 18/04/2009

Pasqua dei cristiani -ortodossi

-------------------------- 18/04/2009

Colletta nelle parrocchie per l´Abruzzo

-------------------------- 17/04/2009

Fotografie via Crucis 2009

-------------------------- 12/04/2009

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 11/04/2009

SABATO SANTO

-------------------------- 10/04/2009

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 09/04/2009

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 04/04/2009

Domenica delle Palme

-------------------------- 02/04/2009

4° anniversario dalla morte di G.PaoloII: GRAZIE

-------------------------- 30/03/2009

3° incontro di

-------------------------- 28/03/2009

5a Domenica di Quaresima

-------------------------- 28/03/2009

TORNA L´ORA LEGALE

-------------------------- 27/03/2009

TRE PAROLE: GESU´ E´ RISORTO

-------------------------- 25/03/2009

Annuciazione del Signore

-------------------------- 21/03/2009

IV domenica di Quaresima

-------------------------- 19/03/2009

Don Giuseppe Diana

-------------------------- 19/03/2009

FESTA di SAN GIUSEPPE

-------------------------- 14/03/2009

III DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 09/03/2009

CRESIMA ADULTI

-------------------------- 07/03/2009

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 07/03/2009

EMERGENZA GEORGIA

-------------------------- 28/02/2009

I DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 27/02/2009

INIZIO CORSO IN PREPARAZIONE AL MARIMONIO

-------------------------- 24/02/2009

digiuno cristiano

-------------------------- 24/02/2009

Mercoledì delle ceneri

-------------------------- 24/02/2009

festa di carnevale i parrocchia

-------------------------- 21/02/2009

3a edizione di "PONTI E NON MURI"

-------------------------- 21/02/2009

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/02/2009

Beato Angelico

-------------------------- 14/02/2009

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/02/2009

buon febbraio

-------------------------- 07/02/2009

5a Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/02/2009

DONAZIONE DEL SANGUE

-------------------------- 06/02/2009

3a Rassegna di PONTI e NON MURI

-------------------------- 02/02/2009

Presentazione di Gesù al Tempio

-------------------------- 31/01/2009

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 29/01/2009

incontri in preparazione al matrimonio

-------------------------- 28/01/2009

San Tommaso d´Aquino

-------------------------- 24/01/2009

III domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/01/2009

FESTA DEI SS.SPOSI GIUSEPPE e MARIA

-------------------------- 21/01/2009

Il discorso di insiedamento di Obama

-------------------------- 17/01/2009

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/01/2009

settimana di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 16/01/2009

immagini satellitari dellla Terra

-------------------------- 06/01/2009

Domenica 11 gennaio 2009

-------------------------- 05/01/2009

FESTEGGIAMO LA BEFANA IN PARROCCHIA

-------------------------- 05/01/2009

Epifania del Signore

-------------------------- 03/01/2009

II Domenica dopo Natale

-------------------------- 31/12/2008

GIORNATA MONDIALE PER LA PACE

-------------------------- 31/12/2008

1 GENNAIO 2009

-------------------------- 27/12/2008

Festa della Famiglia di Nazareth

-------------------------- 27/12/2008

San Giovanni Evangelista

-------------------------- 25/12/2008

SANTO STEFANO: il primo martire

-------------------------- 24/12/2008

E´ NATO ANCHE PER TE

-------------------------- 21/12/2008

ORARI CELEBRAZIONI NATALIZIE

-------------------------- 21/12/2008

OLTRE...

-------------------------- 20/12/2008

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 13/12/2008

Domenica della gioia

-------------------------- 13/12/2008

SANTA LUCIA

-------------------------- 13/12/2008

fiaba di S. Lucia per bambini

-------------------------- 12/12/2008

da "Vita Nuova"

-------------------------- 08/12/2008

Immacolata Concezione

-------------------------- 06/12/2008

II Domenica di Avvento

-------------------------- 06/12/2008

P. Anselmo è tornato al Padre

-------------------------- 01/12/2008

buon dicembre

-------------------------- 01/12/2008

INIZIATIVE per la lotta contro l´AIDS

-------------------------- 01/12/2008

21a Giornata per la lotta contro l´AIDS

-------------------------- 29/11/2008

PAOLA PROTOPAPA

-------------------------- 29/11/2008

DOMENICA 30 NOVEMBRE

-------------------------- 29/11/2008

COLLETTA ALIMENTARE

-------------------------- 29/11/2008

P. Marcellino si è trasferito a Parma

-------------------------- 22/11/2008

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 15/11/2008

Petizione per il Kivu

-------------------------- 15/11/2008

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/11/2008

Don Luigino Pizzo è tornato al Padre

-------------------------- 08/11/2008

Dedicazione della Basilica Lateranense

-------------------------- 04/11/2008

192° anniversario della nascita degli Stimmatini

-------------------------- 04/11/2008

san Carlo Borromeo

-------------------------- 03/11/2008

san Martino di Porres

-------------------------- 03/11/2008

buon novembre

-------------------------- 01/11/2008

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

-------------------------- 01/11/2008

SOLENNITA´ DI TUTTI SANTI

-------------------------- 25/10/2008

XXXa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 25/10/2008

82a Giornata Mondiale Missionaria

-------------------------- 25/10/2008

torna l´ora solare

-------------------------- 21/10/2008

Mons. Salvatore Boccaccio

-------------------------- 20/10/2008

ROBERTO SAVIANO

-------------------------- 19/10/2008

L´ottavo dono

-------------------------- 19/10/2008

XXIXa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/10/2008

San Luca evangelista

-------------------------- 17/10/2008

riprendono gli incontri per separati e divorziati

-------------------------- 17/10/2008

GRUPPO RECITAL

-------------------------- 17/10/2008

Sant´Ignazio d´ Antiochia

-------------------------- 15/10/2008

SANTA TERESA D´AVILA

-------------------------- 11/10/2008

DOMENICA 12 OTTOBRE

-------------------------- 07/10/2008

BEATA VERGINE DEL ROSARIO

-------------------------- 04/10/2008

DOMENICA 5 OTTOBRE

-------------------------- 04/10/2008

SAN FRANCESCO D´ASSISI

-------------------------- 03/10/2008

OLTRE...periodico di informazione...

-------------------------- 02/10/2008

Festa degli Angeli Custodi

-------------------------- 01/10/2008

buon ottobre

-------------------------- 01/10/2008

SANTA TERESA DI GESU´ BAMBINO

-------------------------- 29/09/2008

Festa dei santi arcangeli

-------------------------- 28/09/2008

XXVIa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/09/2008

Vendita ciclamini

-------------------------- 27/09/2008

San Vincenzo de´Paoli

-------------------------- 23/09/2008

San Pio da Pietrelcina

-------------------------- 21/09/2008

Sclerodermia: una ciclamino per la ricerca

-------------------------- 21/09/2008

XXVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/09/2008

Santi martiri coreani

-------------------------- 19/09/2008

san Gennaro martire

-------------------------- 11/09/2008

DOMENICA 14 SETTEMBRE

-------------------------- 08/09/2008

NATIVITA´ DELLA VERGINE MARIA

-------------------------- 06/09/2008

XXIIIa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/09/2008

BEATA TERESA DI CALCUTTA

-------------------------- 27/08/2008

XXII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2008

SANTA MONICA

-------------------------- 23/08/2008

lettera di Mons.Pasotto

-------------------------- 23/08/2008

XXIa Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 20/08/2008

San Bernardo da Chiaravalle

-------------------------- 16/08/2008

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 14/08/2008

ASSUNZIONE AL CIELO DELLA VERGINE MARIA

-------------------------- 14/08/2008

AUGURI DI UN BUON FERRAGOSTO

-------------------------- 14/08/2008

San Massimiliano Kolbe

-------------------------- 09/08/2008

XIX DOMENICA del tempo ordinario

-------------------------- 08/08/2008

PECHINO 2008

-------------------------- 06/08/2008

TRASFIGURAZIONE DI GESU´

-------------------------- 05/08/2008

Dedicazione di Santa Maria Maggiore

-------------------------- 02/08/2008

XVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/08/2008

2 agosto

-------------------------- 31/07/2008

Sant´Ignazio di Loyola

-------------------------- 26/07/2008

XVII Domenica: 27 luglio 2008

-------------------------- 25/07/2008

San Giacomo il maggiore

-------------------------- 20/07/2008

XVIa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/07/2008

Leonardo Tuzzi

-------------------------- 13/07/2008

XVa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 11/07/2008

San Benedetto da Norcia

-------------------------- 05/07/2008

domenica 6 luglio

-------------------------- 03/07/2008

San Tommaso apostolo

-------------------------- 01/07/2008

è terminato il Gr.est

-------------------------- 28/06/2008

SOLENNITA´ SS. PIETRO e PAOLO

-------------------------- 24/06/2008

NATIVITA´ DI GIOVANNI IL BATTISTA

-------------------------- 21/06/2008

domenica 22 giugno

-------------------------- 15/06/2008

domenica 15 giugno

-------------------------- 13/06/2008

13 giugno

-------------------------- 11/06/2008

12 giugno

-------------------------- 07/06/2008

domenica 8 giugno

-------------------------- 06/06/2008

nuovo numero di "OLTRE..."

-------------------------- 02/06/2008

Mons. Tonino Bello ai giovani

-------------------------- 01/06/2008

2 giugno

-------------------------- 01/06/2008

IX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/05/2008

31 maggio

-------------------------- 25/05/2008

Solennità del Corpus Domini

-------------------------- 18/05/2008

Solennità della SS.Trinità

-------------------------- 10/05/2008

Domenica di Pentecoste

-------------------------- 08/05/2008

8 maggio

-------------------------- 04/05/2008

Solennità dell´Ascensione di Gesù

-------------------------- 01/05/2008

1 maggio festa dei lavoratori

-------------------------- 01/05/2008

1 maggio: San Giuseppe lavoratore

-------------------------- 29/04/2008

SANTA CATERINA DA SIENA

-------------------------- 26/04/2008

DOMENICA 27 APRILE

-------------------------- 25/04/2008

SAN MARCO EVANGELISTA

-------------------------- 23/04/2008

grazie ai ragazzi di Parma

-------------------------- 23/04/2008

grazie ai ragazzi di Rieti

-------------------------- 23/04/2008

grazie al gruppo AHIMSA

-------------------------- 23/04/2008

25° di sacerdozio

-------------------------- 22/04/2008

SALVIAMO LA TERRA

-------------------------- 21/04/2008

nascita di Roma

-------------------------- 20/04/2008

Mons. Tonino Bello

-------------------------- 20/04/2008

Quinta domenica di Pasqua

-------------------------- 19/04/2008

25° di ordinazione padre lucio

-------------------------- 19/04/2008

pasqua ebraica

-------------------------- 13/04/2008

QUARTA DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 11/04/2008

unzione degli infermi

-------------------------- 05/04/2008

III domenica di Pasqua

-------------------------- 03/04/2008

poesia dedicata a papa Wojtila

-------------------------- 02/04/2008

3° anniversario dalla morte...

-------------------------- 31/03/2008

1° DI APRILE

-------------------------- 30/03/2008

Domenica in albis

-------------------------- 29/03/2008

torna l´ora legale

-------------------------- 27/03/2008

musica-poesia e solidarietà

-------------------------- 25/03/2008

L´annuciazione a Maria

-------------------------- 24/03/2008

Lunedì dell´Angelo

-------------------------- 23/03/2008

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 22/03/2008

SABATO SANTO

-------------------------- 21/03/2008

INCONTRO CON COLETTE

-------------------------- 21/03/2008

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 20/03/2008

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 16/03/2008

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 14/03/2008

dormire male è una malattia

-------------------------- 13/03/2008

ORARI SETTIMANA SANTA

-------------------------- 12/03/2008

"OLTRE..."n.2

-------------------------- 09/03/2008

quinta domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2008

Giornata della donna

-------------------------- 02/03/2008

benedizioni delle famiglie

-------------------------- 02/03/2008

aiutiamo l´UNITALSI

-------------------------- 02/03/2008

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 25/02/2008

Giornata mondiale della lentezza

-------------------------- 24/02/2008

III domenica di Quaresima

-------------------------- 22/02/2008

CATTEDRA DI SAN PIETRO

-------------------------- 17/02/2008

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 15/02/2008

M´ ILLUMINO DI MENO

-------------------------- 14/02/2008

CIAO, MIO CAPITANO

-------------------------- 14/02/2008

Auguri per San Valentino

-------------------------- 14/02/2008

San Valentino

-------------------------- 14/02/2008

SAN CIRILLO e METODIO

-------------------------- 13/02/2008

inizio catechesi parrocchiale

-------------------------- 11/02/2008

Apparizioni di Lourdes

-------------------------- 10/02/2008

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 09/02/2008

raccolta alimenti

-------------------------- 09/02/2008

RACCOLTA DI SANGUE

-------------------------- 06/02/2008

SARETE MIEI TESTIMONI

-------------------------- 06/02/2008

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 05/02/2008

disagio giovanile

-------------------------- 05/02/2008

LOCANDINA

-------------------------- 05/02/2008

FESTA DI CARNEVALE IN PARROCCHIA

-------------------------- 05/02/2008

STORIA DEL CARNEVALE

-------------------------- 05/02/2008

SANT´AGATA

-------------------------- 03/02/2008

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 03/02/2008

SAN BIAGIO

-------------------------- 02/02/2008

I giovani e le droghe

-------------------------- 02/02/2008

festa per gli anziani

-------------------------- 02/02/2008

PRESENTAZIONE AL TEMPIO DI GESU´

-------------------------- 02/02/2008

le nuove droghe

-------------------------- 31/01/2008

Il testo della lettera del card. Tettamanzi

-------------------------- 31/01/2008

Lettera del Santo Padre

-------------------------- 31/01/2008

San Giovanni Bosco

-------------------------- 31/01/2008

due minuti ...per un sorriso

-------------------------- 30/01/2008

PRO MEMORIA

-------------------------- 28/01/2008

San Tommaso d´Aquino

-------------------------- 27/01/2008

III domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/01/2008

GIORNATA DELLA MEMORIA

-------------------------- 25/01/2008

Conversione di San Paolo

-------------------------- 25/01/2008

25 gennaio

-------------------------- 24/01/2008

veglia di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 24/01/2008

24 GENNAIO

-------------------------- 23/01/2008

23 gennaio

-------------------------- 23/01/2008

Sposalizio di San Giuseppe e Maria

-------------------------- 22/01/2008

corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 21/01/2008

22 gennaio

-------------------------- 21/01/2008

Lettera del card.Dionigi Tettamanzi

-------------------------- 21/01/2008

Sant´Agnese

-------------------------- 21/01/2008

21 gennaio

-------------------------- 20/01/2008

2a Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/01/2008

20 gennaio

-------------------------- 19/01/2008

19 gennaio

-------------------------- 18/01/2008

preghiera : 18 gennaio

-------------------------- 18/01/2008

settimana di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 16/01/2008

Il testo del Papa a "La Sapienza"

-------------------------- 16/01/2008

vergogna italiana: rifiuti di Napoli

-------------------------- 16/01/2008

la mancata visita del Papa alla "Sapienza"

-------------------------- 15/01/2008

MARTIN LUTHER KING

-------------------------- 13/01/2008

BATTESIMO DI GESU´

-------------------------- 11/01/2008

preghiera con e per gli ammalati

-------------------------- 05/01/2008

Natale dei Cristiani Ortodossi

-------------------------- 05/01/2008

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 03/01/2008

la festa della befana in parrocchia

-------------------------- 01/01/2008

Maria Madre di Dio

-------------------------- 01/01/2008

Giornata mondiale per la pace

-------------------------- 01/01/2008

FELICE 2008 A TUTTI

-------------------------- 31/12/2007

31 DICEMBRE 2007

-------------------------- 30/12/2007

Festa della santa Famiglia

-------------------------- 28/12/2007

FESTA DEI SANTI INNOCENTI

-------------------------- 27/12/2007

SAN GIOVANNI APOSTOLO

-------------------------- 26/12/2007

SANTO STEFANO

-------------------------- 25/12/2007

GIORNO DI NATALE

-------------------------- 24/12/2007

e il Dio - con- noi...nacque tra gli uomini

-------------------------- 23/12/2007

SANTA NOTTE

-------------------------- 22/12/2007

Quarta domenica di Avvento

-------------------------- 22/12/2007

auguri...con un pizzico di ...nostalgia

-------------------------- 21/12/2007

Gruppo Musical

-------------------------- 21/12/2007

primi auguri..per tutti

-------------------------- 16/12/2007

la domenica della gioia

-------------------------- 13/12/2007

"OLTRE..." uno strumento in più per dialogare

-------------------------- 13/12/2007

una solidarietà che non si fermi al 26 dicembre

-------------------------- 10/12/2007

altra riflessione in merito alla

-------------------------- 08/12/2007

II Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2007

solennità dell´Immacolata Concezione

-------------------------- 07/12/2007

storia del dogma dell´Immacolata Concezione

-------------------------- 02/12/2007

l´enciclica "Spe Salvi"

-------------------------- 01/12/2007

I domenica di AVVENTO

-------------------------- 01/12/2007

una lettera per te

-------------------------- 01/12/2007

in preparazione all´Avvento

-------------------------- 01/12/2007

Giornata mondiale lotta contro l´AIDS

-------------------------- 24/11/2007

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 23/11/2007

SABATO 24/11..ALLO STADIO VINCE LA SOLIDARIETA´

-------------------------- 22/11/2007

RIETI GRANDE CUORE

-------------------------- 22/11/2007

proviamo a dialogare

-------------------------- 21/11/2007

il mondo solo in bianco e nero?

-------------------------- 17/11/2007

XXXIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/11/2007

RIFLLESSIONE ...COL VANGELO

-------------------------- 10/11/2007

XXXII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/11/2007

IRENNE CORONADO

-------------------------- 08/11/2007

Saluto ufficiale di mons. Bregantini

-------------------------- 08/11/2007

le prime reazioni di alcuni organi di stampa

-------------------------- 08/11/2007

dalla S. Sede

-------------------------- 08/11/2007

il congedo del vescovo operaio

-------------------------- 07/11/2007

Mons. Bregantini lascia la Calabria?

-------------------------- 07/11/2007

nel ricordo di leo

-------------------------- 06/11/2007

aumenta il senso di insicurezza

-------------------------- 06/11/2007

comunicato stampa

-------------------------- 04/11/2007

IRENE CORONADO in concerto

-------------------------- 04/11/2007

XXXI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/11/2007

CRESIME IN PARROCCHIA

-------------------------- 02/11/2007

2 novembre 2007

-------------------------- 01/11/2007

Oggi si celebra la solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 26/10/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 26/10/2007

FESTA DI TUTTI SANTI

-------------------------- 26/10/2007

2 novembre commemorazione dei defunti

-------------------------- 24/10/2007

single per scelta...?

-------------------------- 24/10/2007

il mondo giovanile

-------------------------- 23/10/2007

parliamo di famiglia

-------------------------- 20/10/2007

XXIX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/10/2007

Tra sabato 27 e domenica 28 torna l´ora solare

-------------------------- 17/10/2007

padre Joao Carlos Seneme nominato vescovo

-------------------------- 12/10/2007

Vangelo della XXVIII domenica

-------------------------- 12/10/2007

Ritorna il Musical : Teresa di Calcutta

-------------------------- 11/10/2007

immagini della festa di inizio anno 2007 /2008

-------------------------- 11/10/2007

foto ricordo ritiro 13 maggio 2007

-------------------------- 09/10/2007

230 anni fa

-------------------------- 08/10/2007

sabato 13 e domenica 14 vendita torte

-------------------------- 07/10/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 07/10/2007

settimana per la pace

-------------------------- 06/10/2007

una testimonianza dal Rwanda

-------------------------- 06/10/2007

ottobre missionario

-------------------------- 27/09/2007

Programma

-------------------------- 27/09/2007

Vangelo delle Domenica

-------------------------- 27/09/2007

DOMENICA 30 SETTEMBRE

-------------------------- 21/09/2007

Vangelo della Domenica

-------------------------- 21/09/2007

19 ottobre replica del musical

-------------------------- 21/09/2007

in preparazione al 7 ottobre

-------------------------- 18/09/2007

calendario parrocchiale 2007/2008

-------------------------- 16/09/2007

il vangelo della domenica

-------------------------- 14/09/2007

Aiutiamo la ricerca per vincere la SCLERODERMIA

-------------------------- 13/09/2007

l´impegno della Parrocchia per la famiglia

-------------------------- 13/09/2007

troppo silenzio attorno al mercato rionale

-------------------------- 12/09/2007

AUGURI PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

-------------------------- 12/09/2007

Per non dimenticare l´11 settembre 2001

-------------------------- 05/09/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 05/09/2007

Madre Teresa di Calcutta

-------------------------- 01/09/2007

Il vangelo della domenica

-------------------------- 01/09/2007

la mano assassina incendiaria

-------------------------- 30/08/2007

ALCLI: lotta contro le leucemie infantili

-------------------------- 29/08/2007

rispettiamo la natura

-------------------------- 25/08/2007

iscrizione corso di matrimonio

-------------------------- 24/08/2007

Messaggio di Benvenuto

-------------------------- 22/08/2007

ndrangheda

-------------------------- 13/08/2007

il distacco dei padri separati dai figli

-------------------------- 13/08/2007

Educazione alla fede ...e valore del matrimonio

--------------------------
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