Nella Solennità di Tutti Santi vengono proclamate le Beatitudini:
La “beatitudine” (o felicità) è il fine della vita umana, è ciò che più profondamente desideriamo per noi e per gli altri.
Parlando delle beatitudini in Matteo, possiamo dire che:
- Sono la proposta di Dio vivere in comunione con Lui, di partecipare alla vita stessa della Trinità. Le beatitudini non sono delle cose da fare, né dei frutti di ascesi o di sforzo solo nostro. Sono la conseguenza dell’opera dello Spirito in noi. È lo Spirito che ci può rendere miti, pacifici, puri di cuore, misericordiosi…Il nostro sforzo è nell’accogliere l’azione dello Spirito in noi, di obbedire a Dio.
Quanto la persona accoglie e segue lo Spirito che elargisce i suoi doni (fortezza, scienza, sapienza, intelletto, consiglio, pietà, timor di Dio) tanto è capace di viverele beatitudini.
- Le beatitudini sono la vita stessa di Cristo, Lui le ha vissute. Per questo, il nostro aderire ad esse ci inserisce nella vita di Cristo, ci unisce strettamente a Lui, ci uniforma a Lui.
- Le beatitudini non sono categorie sociali.
Per esempio: cosa significa essere poveri? È il riconoscersi nella propria realtà di creature dinanzi a Dio aprendosi alla relazione con Lui. Significa prima di tutto sapere chi siamo; riconoscere che Dio ci ha chiamati alla vita e ci mantiene in vita.
Sono degli atteggiamenti interiori, disposizioni della persona ad aderire a Dio.
Persone che vivono la povertà, la mitezza, persone che patiscono afflizione non per condizione di vita ma per fedeltà a Dio e all’uomo.
Il Signore vuole che realmente collaboriamo con lui, dove la Sua e la nostra azione si incontrano. Collaboriamo alla “costruzione” di noi stessi. Infatti ci troviamo ad essere ciò che facciamo. Quando per fare si intende un operare, un lavorio interiore, espresso anche attraverso atti concreti che ci fanno crescere in quanto costruiamo, così, in noi “un modo di essere”.
Il premio delle beatitudini è Dio stesso: è lui la sazietà della nostra fame, la terra, la misericordia, il Regno…: è la beatitudine, la vera felicità.