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ORARIO LITURGIE

Periodo Estivo
   12/06 - 06/10 2007

SS Messa/Feriale
 h 8.30 h 19.00

SS Messa/Festivo
 h 8.30 h 11.00 h 19.00

Periodo Invernale
   07/10 - 11/06 2008

SS Messa/Feriale
  h 8.00 h 9.00 h 18.00

SS Messa/Festivo
  h 8.00 h 9.00 h 10.30
  h 12.00 h 18.00
 

DOMENICA 30 APRILE

III DOMENICA DI PASQUA SS. MESSE H. 9.00 - 10.30 - 12.00 e 19.00
 
 :: ULTIMI AGGIORNAMENTI al 29/04/2017

SABATO SANTO      notizia del 29/03/2013

Una lunga veglia notturna, un fuoco che arde nel buio della notte, un cero che squarcia le tenebre, tutta la storia dell´umanità raccontata da Dio stesso agli uomini, un canto di giubilo, un inno di Gloria, mai così opportuno, ed è mattino, luce piena, è la Pasqua di Risurrezione. Una luce e un mattino che da sempre l´uomo attende, da quando ha avuto la prima percezione del peccato e la certezza di non essere stato abbandonato dal suo Dio. I tunnel e i meandri della vita, i peccati degli uomini scavano tombe e sepolcri per i viventi e nulla rende più tetra l´esistenza del male che s´incarna nel cuore, rendendolo incapaci di palpiti di amore o che l´acceca fino ad oscurargli il vero bene. Una tragedia che avrebbe seminato solo morte se Dio non avesse ricambiato l´offesa con l´infinita misericordia ed il perdono dandoci il suo Figlio da immolare sulla croce. Questa è la Pasqua dei credenti, il felice ritorno dalle tombe, la luce nuova che illumina gli inferni costruiti sulla terra, la pace già compromessa dall´odio. La fratellanza riscoperta con il dono della vita e le lacrime asciugate con il sorriso del Vivente. Cristo è la Pasqua! E´ Lui che ci dà gioia, è Lui il motivo perenne della festa. Ormai il male è uscito per sempre dai sepolcri, la morte ha ritrovato finalmente la sua vita e il peccato è stato cancellato dall´Amore. Buona pasqua a Tutti, cari amici, doniamoci la gioia che solo Cristo ci sa dare! E´ l´annuncio che aspettavamo, ancora siamo increduli per la sua straordinaria bellezza. Parole umane non possono esprimere questo dilatarsi di cuori, la gioia di tale certezza! Forse il silenzio è la risposta migliore di fronte a tanta bellezza, il silenzio per contemplare questa luce, un silenzio di stupore, di adorazione e di commozione. La luce della Resurrezione ci riempie di felicità, fa sparire tutte le ombre che così foscamente si erano addensate nei giorni precedenti, quando Gesù parlava di questo evento con parole che allora sembravano incomprensibili ed ora brillano di nuova luce. Questa luce rischiara la Passione che Cristo ha subito e consola anche noi che ricordiamo queste ore drammatiche e possiamo sopportarle solo per la certezza della Resurrezione. Trasformiamo quindi lo stupore di Pietro nel vedere il sepolcro vuoto nella nostra gioia per vedere i cuori pieni. Sappiamo bene cosa significa la gioia della Resurrezione e come possa essere vera gioia! Sappiamo che questo significa un nostro impegno quotidiano nella vita di tutti i giorni che sembra non avere luci di riferimento, quando non punta su traguardi eterni e vanno oltre le mode, oltre i nostri egoismi, oltre il tempo. Come è bella questa notte in cui avviene l´incontro col nostro Salvatore; come è gloriosa, cara e bella; in essa si radunano giovani e vecchi, portando lampade e cantando inni; il battesimo è pronto come una sposa gloriosa e dà la vita a coloro che vi si tuffano e rinascono, alleluia, dal suo seno puro.

VENERDI´ SANTO      notizia del 29/03/2013

Entriamo nel Venerdì Santo: IL MIO SGUARDO ALLA CROCE

Siamo chiamati a vivere la croce, non sei venuto a sopprimere la sofferenza ma a riempirla della Tua presenza. Siamo chiamati ad essere le tue mani, in un reale lasciato in balia di onde tra discordie, odio e dimenticanze. Siamo chiamati ad essere la mani del tuo Amore a riconoscere il volto del tuo dolore in uno sguardo verso i nostri fratelli in un volto straniero ma pronto ad essere un nostro nuovo amico. Siamo ciò che siamo perché tu ci hai voluto. Tu ci hai amati e dal cuore desiderati. Siamo la tua carezza sul volto di un bambino che piange, sua una madre sola, sui calli del palmo delle mani di un padre, su un fratello che si è allontanato. Siamo un tassello di un mosaico nuovo che tu disegni ogni giorno. Siamo la più bella icona che come il monaco pittore con amore disegni. Nel mistero dei colori che insieme ci hai unito col sangue Tuo versato, con amore nuovo hai rinnovato. Quando ho scritto questa preghiera che poi mi sono proposto come meditazione quotidiana per la quaresima, leggendola con calma,. Noteremo come essa è la sintesi delle domeniche e feste che hanno precede tuo la festa della Pasqua, dal tempo di Natale fino ad ora. Siamo chiamati a vivere la croce, non sei venuto a sopprimere la sofferenza ma a riempirla della Tua presenza: Un pensiero questo di Claudel che ho spesso ripreso perché la centralità del sacrificio è la Croce. Siamo chiamati ad essere la mani del tuo Amore Siamo i protagonisti della nostra fede, il segno dei mattoni aggiunti ogni domenica di quaresima, in riferimento ai 50 anni della nostra comunità, un chiesa fatta di persone e non di spettatori. in un reale lasciato in balia di onde tra discordie, odio e dimenticanze la realtà in cui viviamo è questa, come abbiamo meditato la 3^ domenica di quaresima, la parabola del fico che anche se non dà frutti, il padrone, dà la possibilità di essere ancora coltivato. in un volto straniero ma pronto ad essere un nostro nuovo amico:uno slogan, più volte ripetuto in occasione della festa del "migrantes" Siamo ciò che siamo perché tu ci hai voluto. Tu ci hai amati e dal cuore desiderati: In riferimento alla festa della 35^ giornata della vita e l´ultima cena, riprendendo un pensiero del Papa Benedetto XVI, nessuno è un caso, siamo voluti, abbiamo un destino, Cristo ci insegna, cioè ci fa strada sulla nostra via alla realizzazione del nostra vocazione. Siamo la tua carezza sul volto di un bambino che piange, su una madre sola,sui calli del palmo delle mani di un padre, su un fratello che si è allontanato: la fede si deve tradurre in carità, che è quella di accogliere la vita, il perdonare il fratello, e come abbiamo meditato nella festa di San Giuseppe, amare il silenzioso lavoro dei nostri padri. Siamo un tassello di un mosaico nuovo che tu disegni ogni giorno. Siamo la più bella icona che come il monaco pittore con amore disegni. Nel mistero dei colori che insieme ci hai unito pensiamo alla meditazione sul libro di Don Puglisi, il laico si deve impegnare a vivere il Vangelo per quello che è, nella sua radicalità, siamo protagonisti di una comunità, di questa comunità ideale e reale. col sangue Tuo versato, con amore nuovo hai rinnovato la sua morte ha in significato, legato all´efficacia della conversione, come abbiamo meditato per tutta la quaresima, alla conversione della nostra vita. Una morte, quella di Cristo, che è donazione completa. Cristo è l´amore vero, per questo lo sguardo alla croce è l´incontro con l´Amato. "E´ vero che saremo giudicati sull´amore, ma è altrettanto fuori dubbio che saremo giudicati dall´Amore, il quale altro non è che Dio stesso"(Julien Green)

GIOVEDI´ SANTO      notizia del 27/03/2013

Gesù li ama: "Io credo in te. Io so che tu puoi cambiare ed essere diverso. Io so che tu puoi essere un uomo migliore e non mi stancherò di dirti che lo puoi diventare. Io so che tu puoi guarire dai tuoi mali, io so quanta bellezza c´è dentro di te; io vedo cosa puoi essere. Io voglio che tu sia ciò che puoi essere anche se tu non credi di poter esserlo".

domenica delle palme      notizia del 23/03/2013

La liturgia di oggi ci presenta la storia della passione di Gesù secondo l´evangelista Luca. Ogni evangelista ci mostra un volto diverso di Gesù. E´ lo stesso racconto, ma ognuno ne sottolinea un versante, un punto di vista, un immagine di Gesù. Questo ci ricorda che i racconti della passione, più che verità storiche, sono esperienze, racconti con cui chi ha scritto voleva dirci chi era Gesù per lui.

Per Marco Gesù è l´abbandonato. Tutti lo abbandonano, ma proprio tutti. I discepoli dal monte degli Ulivi in poi lo abbandonano: mentre Gesù prega si addormentano per ben tre volte (14,32-42); Pietro impreca e nega di conoscerlo (15,66-72), Giuda addirittura lo tradisce (14,43-46). Tutti fuggono: uno perfino lascia lì la veste pur di allontanarsi da Gesù (14,52). Romani e Giudei sono cinici: lo lasciano appeso alla croce sei ore (15,25.33) e durante tutto questo periodo lo prendono in giro e lo deridono (15,29-32). Perfino quando Gesù muore: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (15,34) lo deridono (15,36). Eppure il velo del tempio si squarcia e il centurione afferma: "Veramente quest´uomo era figlio di Dio" (15,39). Sono due segni chiari che attestano che, nonostante l´abbandono in cui Gesù è lasciato, Gesù non è un falso profeta. La passione di Marco mi aiuta quando mi sento solo, quando tutti mi sono contro, quando io stesso credo di aver sbagliato tutto o di essere io stesso sbagliato. Guardo Gesù e lo vedo disperato: perfino i suoi amici più cari, quelli più intimi, quelli con i quali aveva condiviso le gioie e le fatiche, quelli che avevano detto: "Noi, non ti abbandoneremo mai; noi ci saremo sempre per te; su di noi puoi contare", perfino quelli adesso se ne sono andati. Ma ciò che è più drammatico è che perfino il suo Dio non parla, è in silenzio, tace. Forse anche lui lo ha abbandonato? Forse Gesù ha davvero sbagliato tutto? In certi momenti della vita ci capiterà di credere di aver sbagliato tutto. Ci capiterà di aver voglia di farla finita, di toglierci di mezzo; ci capiterà di sentirci soli, abbandonati e traditi. Ci capiterà di essere additati, ridicolizzati, presi in giro, beffeggiati e umiliati. Eppure Gesù non si sbagliò. Guardando a Lui, che credette in ciò che aveva dentro al di là di tutti i venti contrari, voglio credere in me e in ciò che ho dentro. Guardando a Lui vado avanti. Quando leggo il vangelo di Marco osservo cosa può produrre la paura nelle persone: ti fa abbandonare, tradire, negare chi ami. Nessuno si schierò con Gesù; nessuno prese le sue parti, nessuno si espose. Tutti ritennero più opportuno rimanerne fuori, non impicciarsi, non cercarsi rogne. Magari lo amavano; magari lo sentivano veramente come la loro vita, ma la paura li portò a negare i loro sentimenti d´amore.

Matteo, che in parte ricalca Marco, si pone una grande domanda: chi è il colpevole della morte di Gesù? Per Matteo tutti contribuiscono a loro modo alla morte del Signore. Tutti ne hanno una parte: chi direttamente, chi indirettamente; chi agendo chi non agendo. Giuda? Giuda s´impicca perché si rende conto di essere stato un burattino in mano ai sommi sacerdoti (27,3-10). Giuda è nient´altro che una piccola pedina di uno scacchiere molto più grande. E´ un fantoccio che per denaro, per opportunità, vende il Signore e tutto sommato se stesso. Poi schiacciato dal senso di colpa, non regge e si uccide. Giuda sono tutti quegli adulti che vendono ciò che hanno di più bello alla causa del lavoro, del denaro e dei soldi. Lavorano sempre, fanno orari impossibili, perché "otterranno". Con i loro soldi poi comprano regali ai figli (senso di colpa!) e fanno le vacanze in posti speciali, perché loro se lo possono permettere! Ma non si accorgono che stanno vendendo l´anima; non si accorgono che mettono prima dello spirito e dell´animo sempre qualcos´altro. Così un giorno si svegliano e si accorgono di essere vuoti, insoddisfatti, senza niente. Ma sono troppo deboli, troppo senza personalità per cambiare vita. Così si lasciano andare alla deriva, lasciano che il tempo passi finché un giorno la morte li coglierà (ma tanto sono già morti!). Pietro? Pietro è l´uomo del grande entusiasmo (26,35): "Io non ti rinnegherò mai". Pietro fa grandi proclami, ma poi si sciolgono come neve al sole e per ben tre volte tradirà il suo maestro e amico (26,69-75). Pietro sono tutti coloro che non si conoscono, ma che credono di spaccare il mondo. Allora fanno grandi proclami, allora si augurano amore eterno, allora si giurano che saranno sempre fedeli e lo credono per davvero. Ma c´è tanta innocenza o troppa presunzione o semplicemente ignoranza: non si conoscono. Non conosco le esigenze della fedeltà. Tutti coloro che si sposano si giurano amore eterno l´un l´altro. Ma poi... Tutti coloro che fanno la Cresima dicono che Gesù sarà il centro della loro vita. Ma poi... Quanti dopo un incontro, un ritiro, un corso, dicono che cambieranno la loro vita. Ma poi... Quanti promettono che cambieranno, che non lo faranno più, che smetteranno, che saranno diversi. Ma poi... Si diceva che il grande maestro orientale Li Chin avesse centomila o forse centocinquantamila monaci. Quando, intervistato, gli fu chiesto il numero esatto lui disse: "Quattro, forse cinque!". Pilato? Pilato se ne lava le mani e con questo gesto crede di tirarsi fuori, di essere esente da responsabilità (27,11-26). La sua stessa moglie lo aveva pregato di non avere a che fare con quell´uomo (27,19). Pilato sono tutti quelli che dicono: "Io non c´entro", e si credono a posto, si sentono tranquilli. Se c´è un problema in classe, se non riguarda mio figlio, me ne lavo le mani. Se c´è un problema in parrocchia o nel mio condominio, ma non mi riguarda, meglio lavarsene la mani. Se c´è chi soffre cosa c´entro io? Che ci pensino quelli delegati e preposti a questo! Davanti alla porta del Paradiso tutti erano in fila per entrare. Si avvicinarono alle porte un gruppo di amici dello stesso paese. Costoro avevano abusato di una ragazza. "Ma come credete di entrare qui dentro con quello che avete fatto? Fuori, qui non c´è spazio per voi!" tuonò S. Pietro. E, infatti nessuno di loro entrò. Subito dopo si presentò un uomo sempre di quello stesso paese. Era sicuro di entrare. Lui infatti non c´entrava con ciò che era successo; lui aveva visto da lontano e se ne era stato zitto per non correre rischi. "Ma come pensi di entrare?", tuonò S. Pietro. "Ma io non ho fatto niente!", rispose l´uomo. "Appunto! Perché non sei intervenuto? Fuori!". E la folla? La folla è "il popolo bue" che si lascia condizionare dall´ultima moda e tendenza (27,20-23). I sacerdoti e gli anziani la persuadono ad urlare: "Barabba" (27,20-23). E così quando Pilato chiede: "Chi dei due volete che vi rilasci?", la folla in maniera imbecille e inconsapevole urla: "Barabba!".

La folla rappresenta tutte le persone che si lasciano condizionare, influenzare. Sono tutti quelli che non hanno un pensiero proprio, che vivono di frasi fatte, preconfezionate o di quello che si sente dire in giro. Sono quelli che non riescono a sostenere una posizione o un´idea. Sono tutte quelle persone che credono al politico di turno: "Meno tasse per tutti; un milione di posti di lavoro; più occupazione; più benessere; più economia e salari più alti, ecc". Sono tutte quelle persone che credono ingenuamente che tutto il mondo sia Amici, il Grande Fratello, ecc. Sono tutte quelle persone che corrono dietro all´ultima moda o all´ultimo prodotto. La folla non ha personalità: vive solo come insieme, ma non come singolo. Nessuno di loro è il diretto responsabile della morte di Gesù, eppure proprio loro lo hanno condannato a morte. Mt attraverso i suoi personaggi dice: "Siete tutti colpevoli, direttamente o no, perché tutti per paura o per interesse l´avete tradito e non avete preso le sue parti". Luca mostra invece Gesù come colui che perdona tutti. Luca edulcora i vari personaggi: i discepoli sono rimasti fedeli a Gesù nelle prove (22,28); nel Getsemani si addormentano solo una volta e non tre (22,39-46) ed è un sonno di tristezza; i nemici non presentano falsi testimoni come negli altri vangeli (22,66-70; Mt 26,60-62); Pilato per ben tre volte tenta di liberarlo perché è innocente (23,13-25); il popolo è addolorato per ciò che succede (23,27) e perfino uno dei due ladroni è buono (23,39-43). In Lc Gesù si preoccupa di tutti: guarisce l´orecchio del servo durante l´arresto (22,50-51), si preoccupa per la sorte delle donne mentre sale sul Calvario (23,28-31), perdona i suoi crocefissori (23,34) e promette il paradiso al ladrone pentito (23,43). Gesù in Luca è colui che capisce i suoi nemici: fanno così perché vivono nel buio e nelle tenebre, altrimenti non potrebbero agire così. Questo vale sempre: la gente è cattiva non perché sia cattiva, ma perché dentro è arrabbiata; la gente è nervosa, "scattosa", suscettibile, perché dentro è inquieta e non riesce a dar voce ai turbamenti interni; la gente è giudicante perché non conosce la misericordia con sé, non conosce la tenerezza, non conosce l´amore; la gente disprezza gli altri e umilia perché non sa andare dentro il cuore degli uomini. Gesù li perdona non perché sia giusto ciò che fanno. Gesù li perdona perché sono ciechi, non ci vedono, scambiano il male per il bene e il bene per il male; credono di essere religiosi e invece sono atei; credono di rendere omaggio a Dio e uccidono suo Figlio; credono nelle regole perché non hanno coscienza; credono di sapere e vivono nell´ignoranza totale.

Quanta gente vive così! Credono di essere liberi e, invece, sono così condizionati che neppure se ne accorgono. Credono di essere i padroni della loro vita e invece sono seduti su di un treno. Dicono: "Io faccio la mia vita", e non si accorgono che è il treno che li porta. Credono di conoscersi, ma non sanno dire cosa sono; credono di conoscere Dio perché hanno letto qualche libro o visto qualche documentario o trasmissione, per cui basta un libro di Dan Brown per metterli in confusione. Dio li perdonerà un giorno. Ma nessuno si giustifichi perché l´ignoranza (soprattutto quella "vestita" da sapere) uccide, distrugge, umilia e compie le peggiori atrocità.

Per Giovanni, invece, Gesù è l´uomo consapevole che va incontro volontariamente al suo destino. Anche se viene giustiziato in realtà è Lui il vero re. E´ sovrano di se stesso e lancia una sfida: "Io offro la mia vita per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie" (10,17-18). I soldati romani e le guardie del tempio che vanno ad arrestare Gesù cadono a terra tramortiti quando Gesù dice la frase: "Sono io" (18,6). Nel Getsemani Gesù non prega di essere liberato dall´ora della prova e della morte, come negli altri vangeli, perché quell´ora costituisce lo scopo di tutta la sua vita (12,27). Gesù è così sicuro di sé che il sommo sacerdote si sente offeso (18,22). Pilato ha paura di fronte al Figlio di Dio che gli dice: "Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse dato dall´alto" (19.8.11). Giovanni non parla di Simone di Cirene: è Gesù stesso che porta la propria croce (19,17). La sua regalità è confermata in tre lingue (19,20). Gesù non è solo, perché con lui, ai piedi della croce, c´è sua madre e il discepolo che egli amava (19,25-27). Gesù non grida: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato", perché il Padre è sempre con lui (16,32); le sue ultime parole esprimono, invece, una decisione solenne: "Tutto è compiuto" (19,30). Perfino la sua morte è fonte di vita perché da lui sgorga acqua viva (7,38-39). La sua sepoltura non è improvvisata, come negli altri vangeli; grazie a Nicodemo, il corpo è cosparso di cento libbre di mirra e aloe, come si conviene ad un re (19,38-42). Il Gesù di Giovanni è l´uomo che è pienamente consapevole di ciò che succede. Per questo è il vero re. E´ il vero re perché è lui che domina la scena, è lui che "vuole" la sua morte. Non che Gesù voglia morire, ma non si vuole sottrarre alla fedeltà di ciò che crede e di ciò che sente. Per questo va fino in fondo, con grande dignità e regalità. Il Gesù di Giovanni smaschera i falsi re di questo mondo: le veline, i politici, i calciatori, i potenti, gli uomini di successo. Come Pilato e i sommi sacerdoti, credono di gestire e di dominare il mondo. Si sentono forti e chissà chi. Ma la vera regalità non è mai legata a ciò che fai o a ciò che hai; la vera regalità è legata alla persona che sei. Regalità è Gino Strada, Alex Zanotelli e tanti altri che lottano per la verità e che hanno il coraggio di schierarsi e di mettersi in prima linea. Regalità è lottare per ciò che si crede e rimanere fedeli a ciò che si dice di credere. Regalità è andare fino in fondo e pagare di persona.

Perché quattro storie della passione? Non c´è stata un´unica passione? Ciascuno ha visto con i propri occhi quanto accaduto e tutto questo ha parlato al cuore di ognuno in maniera diversa. Anche quest´anno mi accosto alla lettura della passione: non sono come l´anno scorso, né sarò così l´anno prossimo. Quest´anno mi parlerà in maniera diversa, quest´anno mi identificherò più in un personaggio che non in un altro; quest´anno emergerà più forte un sentimento che non un altro. In silenzio, nel silenzio del mio cuore leggo e mi ascolto. In silenzio, nel silenzio di chi sa di trovarsi di fronte alla vicenda del Figlio di Dio, ma anche alla vicenda di ogni uomo, lascio che queste parole mi entrino nell´anima. In silenzio, nel silenzio del mio cuore leggo questa vicenda e osservo dove sono io.

V DOMENICA DI QUARESIMA      notizia del 16/03/2013

L´evangelista Luca, con le sue parabole sulla misericordia e sulla pazienza di Dio nei nostri confronti, in queste domeniche ci aveva davvero abituati bene...

Non stiamo dando frutti, nonostante lui ci dimostri il suo continuo amore? Non importa: egli continua a insistere e a darci l´opportunità per tornare a lui con tutto il cuore. Ci allontaniamo da lui perché pensiamo (nonostante diciamo di volergli bene) che possiamo benissimo cavarcela da soli, stante poi il fatto che rinsaviamo e capiamo che senza di lui siamo davvero perduti? Egli è lì, paziente, ad attenderci con speranza e fiducia; e vuole far festa con noi, anche se a volte ce la prendiamo perché la sua misericordia è senza limiti verso chi - secondo noi - non meriterebbe misericordia. Che bella, questa festa del perdono! Che respiro ci offre, quest´aria nuova in cui non si sente più la pesantezza delle colpe che ci portiamo dietro, ma la leggerezza dello Spirito che ci riprende per mano e ci dice che - nonostante tutto - Dio continua per noi ad essere Padre e ci permette di camminare con fiducia e speranza nella vita di ogni giorno! "Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?". In questi giorni, nella Chiesa, credo che tutti (non solo per i romani) respiriamo un´aria nuova. Un´aria fresca, un´aria leggera. Un´aria che - respirandola a pieni polmoni - ci fa tornare a dire che è bello non solamente credere in Gesù Cristo (su quello, penso non ci siano mai stati dubbi), ma che è altrettanto bello (perché ancora possibile) credere che la Chiesa è comunque una, santa, cattolica e apostolica nonostante i suoi tanti problemi e i suoi tanti acciacchi. A nessuno, credente o meno, è sfuggita la semplicità e l´umiltà di un Papa che ha fatto del proprio nome - Francesco - non solo un distintivo personale, ma la sintesi del programma di governo pastorale e della sua figura all´interno del popolo di Dio. Non è tanto la figura di Jorge Mario Bergoglio (uomo come tutti noi, e magari straordinario proprio per quello) che vogliamo esaltare in questi giorni e - ce lo auguriamo - per molti altri a venire; vogliamo invece esultare perché lo Spirito Santo ha dato un "colpo d´ala" alla sua Chiesa, offrendole l´opportunità di tornare ad essere credibile in una dimensione (quella della misericordia e della vicinanza agli ultimi) nella quale in questi anni si è giocata e purtroppo pure sporcata la reputazione.

Che la Chiesa fosse una "casta adultera" lo sappiamo fin dai tempi di Ambrogio, che la definì tale perché il suo "concedersi a tutti e raggiungere tutti" lo fa per cercare di portare tutti alla salvezza; ma che in maniera esagerata apparisse al mondo più come adultera che come casta, ci ha veramente fatti rabbrividire, soprattutto negli ultimi tempi in cui, nonostante le sue molte magagne, ha spesso avuto la scarsa sensibilità di atteggiarsi ad autoritaria maestra dell´umanità, anche quando aveva perso l´autorevolezza. Il gesto sconvolgente delle dimissioni di Benedetto XVI prima, e l´elezione di un uomo dal volto e dallo stile misericordioso come Francesco poi, ci hanno ridonato speranza. Permettetemi il paragone forse azzardato, ma è la stessa speranza che presumo albergasse nel cuore dell´adultera del Vangelo di oggi quando, dalla folla di benpensanti e di arrabbiati giudici pronti a lapidarla secondo loro in maniera legalmente giustificata, ella vede emergere un uomo che si sbarazza di quell´integerrimo tribunale con poche parole pronunciate e poi scritte sulla sabbia, che le parla di perdono e di misericordia, e che le dice di andare avanti per la sua strada cercando di non peccare più.

Ma tale deve potersi sentire pure l´umanità verso la quale siamo chiamati ad andare, in mezzo alla quale siamo chiamati a stare, in compagnia della quale siamo chiamati a camminare. Si deve poter sentire così perché così dobbiamo essere noi uomini e donne credenti di ogni parte del pianeta: misericordiosi, perché Dio con noi ha usato misericordia. Ora questo non ce lo ricorda più solamente il Vangelo: ce lo ricorda pure un uomo come tanti altri che, chiamato ad essere Pastore Universale di questa Chiesa, ha finora testimoniato questa misericordia tra le case, lungo le strade e in mezzo alla gente di una megalopoli che è il microcosmo dell´umanità, ricca, opulenta, variopinta, allegra ma anche piena di drammi e di una storia drammatica e ancora difficile da dimenticare. Tra le omelie più belle dell´allora cardinale Bergoglio, che vengono riportate c’è quella a Buenos Aires nel novembre 2012. In quell´incontro, l´arcivescovo di Buenos Aires diceva ai suoi fedeli di aver assistito allo spettacolo poco edificante e certamente non misericordioso di alcuni sacerdoti della sua Diocesi che avevano rifiutato il battesimo al figlio di una ragazza madre perché da lei concepito "fuori dalla santità del Matrimonio". Ai tempi di Gesù, costoro avrebbero raccolto le pietre per lapidare l´adultera del Vangelo di oggi.

Il cardinale non nascose il suo pensiero al riguardo. Preferisco citare le sue parole, che ritengo emblematiche e significative più di ogni altra cosa: "A coloro che si scandalizzavano quando Gesù andava a mangiare con i peccatori e i pubblicani, Gesù dice: "I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno dei Cieli". Questi sono coloro che, oggi, vogliono clericalizzare la Chiesa; sono gli ipocriti di oggi, quelli che allontanano il popolo di Dio dalla salvezza. Questa povera ragazza, che potendo addirittura scegliere di rimandare al mittente il bambino che aveva in grembo, ha avuto il coraggio di farlo venire al mondo, è costretta a girare di parrocchia in parrocchia per trovare chi glielo battezzi [...]. Noi dobbiamo dire "sì" alla vicinanza al popolo, "sì" a camminare con il popolo di Dio, "sì" ad avere tenerezza specialmente con i peccatori, con quelli che sono più lontani, sapendo che Dio vive in mezzo a loro. Che Dio ci conceda la grazia della vicinanza, quella che salva la Chiesa da qualsiasi atteggiamento manageriale, mondano, proselitista, clericalista, e che la avvicini alle sue vie e al santo e fedele popolo di Dio".

A chiunque, presto, nella Chiesa, passerà la voglia di scagliare contro di chicchessia la prima pietra.

E´ morto don Albino Marin      notizia del 12/03/2013

Oggi alle ore 14,30 è ritornato alla casa del Padre Don Albino Marin, che molti di voi hanno conosciuto.

Era Nato ad Arcore (Vi) il 27/10/1937. Era entrato da noi a Cadellara nel 1949. Era

4a domenica di quaresima      notizia del 09/03/2013

il figlio dissoluto non è effettivamente ancora pentito del male commesso. Cerca solamente un riparo dal freddo per la notte, una scodella di minestra calda, un pagliericcio... Insomma è più la situazione di indigenza che lo conduce a fare ritorno a casa che non il debito ravvedimento. Ma questo non importa: il solo atto di incamminarsi alla casa del Padre gli merita molti atti di affetto. Solo Dio può avere un amore di Padre nei confronti di un figlio quale viene descritto da questa parabola. Solo gli uomini possono invece mostrare reazioni di sdegno e di disappunto quale quella che si descrive nel fratello maggiore, impertinente e invidioso, che riflette la categoria dei cosiddetti "presunti giusti" che ostentano falsa perfezione e in realtà necessitano di un serio cammino di perfezione. Tale reazione mi ricorda il pensiero immaturo del manzoniano Don Abbondio, mentre questi viaggia in compagnia dell´Innominato su incarico del Cardinale Borromeo: anziché considerare la gioia che suscita un grande malfattore ora recuperato alla vita e alla carità, disprezza il Cardinale perché ha mostrato premura e amore nei suoi confronti anziché "verso un povero curato che lo ha sempre servito e riverito." A volte la conversione diventa imperativo per quanti si configurano più con il fratello maggiore che con il piccolo dissoluto ed è proprio vero che non possiamo presumere di essere migliori degli altri quanto al progresso spirituale. L´uomo si gioca il proprio destino quando fa pessimo uso del suo libero arbitrio, ma la misericordia di Dio supera anche la nostra ostinazione e il nostro orgoglio. L´ostinazione al peccato è sinonimo di dispregio della nostra libertà e della volontà di emancipazione perché al peccato l´uomo viene asservito e sottomesso, ma la grazia di Dio interviene e libera definitivamente. Perché siamo liberi per sempre.>

III DOMENICA DI QUARESIMA      notizia del 02/03/2013

E´ una riflessione...lunga, lo so, ma non è facile spiegare il vangelo di domani che ci chiede di cambiare idea di una educazione nella quale siamo cresciuti. Dobbiamo toglierci dalla mentalità del Dio che punisce e castiga, mandandoci sofferenze e morte, per i nostri peccati...Dio non è né uomo, nè vendicativo...è pienezza d´amore e ci è vicino anche quando noi ci allontaniamo da Lui. Anche la frase" Cristo è morto per i nostri peccati" non è pienamente corretta...é morto per vincere la morte e donarci la vita che va oltre la morte...la risurrezione..gratuitamente e solo per amore

II DOMENICA DI QUARESIMA      notizia del 24/02/2013

l monte della Trasfigurazione è il Tabor. Tabor vuol dire ombelico, centro: lì viene comunicato l´essenziale. L´essenziale è: 1. Abbiamo il diritto e il dovere di essere felici. 2. Felicità non è avere, ma è far vivere la luce, la missione, la vita, le doti, che sono dentro di noi. Dio è in noi e chiede di essere manifestato. 3. La felicità è poter scorgere la luce e il divino che risiedono in ogni cosa. Noi siamo in Dio e non c´è nulla da temere perché siamo al sicuro. Un giorno un ciliegio disse ad un mandorlo: "Parlami di Dio!". E il mandorlo fiorì!... trasfigurazione!

I DOMENICA DI QUARESIMA      notizia del 16/02/2013

In questi giorni non possiamo non pensare a tutto quel che sta succedendo nella vita della Chiesa. Il papa ha deciso di lasciare e ritirarsi. Molti mi hanno chiesto cosa ne penso, e io a mia volta ho chiesto cosa ne pensa colui o colei che me lo chiede. Vedo per adesso un uomo, prima di tutto un uomo, Joseph Ratzinger, che sente il peso degli anni e del fisico che gli rendono ogni cosa più difficile e dolorosa. Nel deserto della vita ci sono situazioni nelle quali non possiamo fare a meno di verificare i nostri limiti fisici umani. Mi sento davvero di ammirare profondamente questo uomo che riconosce quello che è, senza far finta o nascondere le proprie difficoltà. Lo stesso fece anche il suo predecessore, il papa Giovanni Paolo secondo, che abbiamo visto davvero limitato nel proprio corpo. Penso che papa Benedetto con la sua storica decisione di lasciare l’incarico, ha superato anche la seconda tentazione raccontata da Luca. Per anni Ratzinger è stato rivestito di un potere non piccolo nel mondo cristiano, e più di una volta lo abbiamo visto vestito e rivestito dei simboli di questo potere che affonda nei secoli la propria tradizione. Il fatto che per il bene più grande della Chiesa, che in questi tempi difficili ha bisogno di una guida forte e sicura, lui lascia il potere con i suoi simboli, mi ha davvero colpito e trovo che incarni la pagina del vangelo di Luca. Nel suo discorso in Sala Nervi, il giorno dopo l’annuncio dell’abbandono del ministero papale, Ratzinger ha detto una cosa fondamentale, cioè che “Gesù non farà mancare alla sua Chiesa la sua cura e la sua guida”. E’ Gesù che guida la sua Chiesa. E’ Lui il vero pastore che dura in eterno. Tutti gli altri sono sempre precari e vengono dopo. Benedetto XVI ha dimostrato che solo Dio ha il primato dell’eternità, e solo a Lui bisogna rendere gloria per sempre. In un epoca come la nostra nella quale molti cedono facilmente alla tentazione di raggiungere ad ogni costo il potere e a non mollarlo mai (anche a costo di ingannare e fare violenza), Benedetto ha avuto la forza di scendere e lasciare il posto ad altri. Ritornando allora ancora alla memoria di quelle poche ma intense ore di cammino nel deserto di Giuda, sento che anche in questi giorni nel quali inizio il mio cammino quaresimale, sono chiamato a non aver paura delle tentazioni e delle fatiche. Anche io come Gesù sono da un lato inevitabilmente tentato più volte in molti modi di lasciare il cammino e di non fidarmi più di Dio, ma sono anche continuamente sorretto dallo Spirito. E proprio ora che papa Benedetto rinuncia, lo sento come esempio e testimonianza di fede: Cristo, mio Signore, non mi farà mai mancare la sua guida e la sua cura…. Anche questa consapevolezza mi accompagna e mi ispira nei primi passi dentro i 40 giorni quaresimali.

MERCOLEDI´ DELLE CENERI      notizia del 13/02/2013

La liturgia del mercoledì delle ceneri apre il nostro cammino verso la Pasqua con Gesù. La Quaresima, non è solo una data, ma un avvenimento di salvezza che agisce in noi, alla maniera di un sacramento. E’ un tempo opportuno! Paolo insiste “ vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2 Cor. 5,20-6,2). La Quaresima, che significa 40 giorni, inizia con l’invito solenne alla conversione. La Parola di Dio in Quaresima è abbondante e appropriata e ci serve come insegnamento. Solo se ascoltiamo questa parola possiamo intraprendere il cammino di salvezza. Gesù dice che la Parola è vita. Per accompagnare e dar spazio alla conversione propone tre punti chiave: elemosina, orazione e digiuno. Questi temi li incontreremo ancora nella prima domenica di Quaresima, nel racconto delle tentazioni di Gesù. Prima di mostrarci le tentazioni, ci insegna come vivere in modo da vincerle. Se saremo capaci di condividere, vinceremo la tentazione del guadagno, dell’avere ma senza criterio. Se facciamo una vita di orazione, possiamo vincere l’orgoglio del potere e della vanità della vita. Per dominare l’ansia del piacere, potremmo farlo con l’equilibrio dei nostri desideri. Inoltre Gesù comanda che sia fatto tutto nella discrezione e nel silenzio. Egli rimproverava l’abitudine di ostentazione dei farisei. La discrezione e il silenzio sono il modo più eloquente di parlare. S. Ignazio di Antiochia scrive agli Efesini così: “È bello insegnare se chi parla opera. Uno solo è il maestro e ha detto e ha fatto e ciò che tacendo ha fatto è degno del Padre. Chi possiede veramente la parola di Gesù può avvertire anche il suo silenzio per essere perfetto”. Impariamo dalla Parola a vivere e a celebrare la Pasqua di Risurrezione che ci dà la Vita. BUONA GIORNATA A TUTTI....e questo inizio di Quaresima ci porti a Pasqua col sorriso sule labbra, negli occhi quale riflesso di gioia vera che abbiamo nel cuore

V Domenica del tempo ordinario      notizia del 09/02/2013

Lc inizia dicendo che siamo presso il lago di Genesaret. E´ una semplice indicazione di luogo? No. Lago=scombussolamento (Mc 4,35-41; 6,45-52), rovesciamento, tempesta: un "rabbalton"! Come a dire: "Attento che succede qualcosa di forte". Ma il lago indica anche la loro condizione di vita. La superficie del lago è liscia, immobile, tranquilla. La vita di questi pescatori è così: sono sempre le solite cose che ogni giorno si fa. E´ una vita sulla superficie del lago, è simbolo di una vita di superficie. Non sono cattivi, non è gente di malaffare, tant´è vero che concedono a Gesù di usare la sua barca. Pensano che la vita sia tutta qui. Pensano che questo sia vivere. Neppure sanno come si può vivere! "Avere la salute, padre, perché quando si ha quella si ha tutto": e perché tanti di quelli che hanno la salute sono tristi, depressi, insoddisfatti e arrabbiati? E´ vero che basta la salute? O forse:, è una condizione ma non basta affatto. "Avere un buon lavoro... stare in pace con tutti": molta gente mira al massimo a questo. "La vita è fatta di gioie e di dolori": in genere vuol dire che la vita è solo una sofferenza. "La quotidianità del vivere": in genere vuol dire che si fan sempre le stesse cose senza entusiasmo. "Non si può avere tutto dalla vita": in genere vuol dire che non si ha niente. "La vita è questa; siamo tutti nella stessa barca": in genere vuol dire che siamo tutti abbastanza insoddisfatti, abbastanza delusi e che "tiriamo avanti". Ma la vera domanda, quella dura, quella a cui non si può scappare è: "Ma io sono davvero felice?". C´è fuoco, c´è passione nel tuo agire? C´è luce nei tuoi occhi? C´è sole nel tuo viso? C´è profondità nelle tue parole? "Maestro abbiamo pescato tutta la notte e non abbiamo preso nulla" (5,5). Come a dire: "Faccio tante cose, corro tanto e sempre, ma dentro non "si pesca", non mi riempie niente". La realtà è che se tu vivi nella superficie non puoi essere felice: lì, a quel livello, no.

IV DOMENICA del T. O.      notizia del 02/02/2013

Lc con questo episodio iniziale non fa altro che anticipare quello che sarà il destino di Gesù. Fin dall´inizio Gesù è stato rifiutato dalle persone religiose e pie. Questo perché Gesù è venuto a distruggere le basi stesse della religione, con le categorie del merito e delle virtù, dei buoni e de cattivi, del paradiso e dell´inferno, dei fedeli e degli infedeli. Gesù proclama un Dio che dimostra il suo amore a tutti quanti, perché non ha altra maniera di essere; essendo un Dio d´amore, ogni sua manifestazione sarà soltanto d´amore. E questo suscita il risentimento da parte di tutti i religiosi. Cosa può dire a noi questo vangelo? L´"oggi" (semeron) di questo vangelo in Lc ricorre 7 volte. 7 "oggi" come 7 i sacramenti o i 7 giorni della settimana. Lc vuol dire: "Dio lo devi sperimentare oggi, adesso, qui, nel tuo presente. Perché Dio è Vivo, è Vivente: Lui viene, Lui opera, Lui c´è, Lui ti incontra oggi". Non si può credere in Dio se mai nell´"oggi" lo si incontra. Dio non è domani, Lui è prima di tutto oggi. Lui è Vivo adesso, ora, non solo quando andremo di Là.

III Domenica del tempo ordinario      notizia del 26/01/2013

Gesù chiude il tempo dell´attesa. L´attesa si compie oggi. Basta posticipare, basta rimandare, basta sperare che accada chissà cosa. Io lo faccio oggi. C´è uno "scusa" che dovrei dire a qualcuno? Lo faccio "oggi". C´è una scelta difficile che dovrei fare? La faccio oggi: prendo il coraggio e scelgo. C´è una prigione da cui devo uscire? Qualunque sia il costo, lo faccio oggi. C´è una cosa che dovrei vedere o ammettere? Smetto di raccontarmela, di nascondermela, lo faccio oggi. C´è un "sì" che dovrei dire a qualcuno? Anche se ho paura, lo faccio oggi. C´è un "no" che dovrei dire a qualcuno? Anche se vuol dire conflitto o tensione, lo dico oggi. Mi accorgo che la vita mi sta scappando? Devo cambiare oggi. Domani in genere è mai. Domani è solo una illusione per dirsi "no" rivestita da "sì". L´anno di grazia del Signore, se scelgo, è "oggi". La scelta cambia il caso in destino. Durante gli esercizi spirituali ci hanno fatto fare questo esercizio: "Dovete morire fra due giorni: cosa fate?". E ciascuno ha detto e scritto cosa avrebbe fatto. Il giorno dopo alla mattina ci hanno detto: "Bene adesso avete questa giornata per farlo". E l´abbiamo fatto. E´ stato meraviglioso: cose che si rimandavano (e non si sa perché) le abbiamo fatte "oggi". E la domanda che c´è rimasta è: "Ma perché qualcuno ci deve costringere? Perché non farlo da noi?". Pensate alla cosa più urgente della vostra vita? Pensata...? Fatela oggi. E´ l´azione, l´oggi, che cambia la direzione della mia vita.

II Domenica del tempo ordinario      notizia del 19/01/2013

Questa domenica cade nel bel mezzo dell´annuale Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani, che a sua volta si colloca nell´Anno della fede. Queste coincidenze conferiscono alla festa odierna una valenza particolare: invitano per esempio a riflettere sulla fede che insieme si professa nel corso della Messa, confrontata con quella dei "fratelli separati" (ortodossi, anglicani, valdesi, protestanti delle varie denominazioni). Per secoli si è battuto e ribattuto su quello che ci separa; da qualche tempo invece si preferisce mettere in evidenza quello che ci accomuna, scoprendo con gioia che è molto, molto di più. Siamo tutti cristiani, e lo siamo perché condividiamo non solo i capisaldi dottrinali del cristianesimo (Dio Uno e Trino; Gesù vero Dio e vero uomo, redentore di tutti; il battesimo; la vita eterna; la Bibbia quale Parola di Dio: eccetera) ma anche, nei suoi tratti basilari, lo stile di vita che ci dovrebbe caratterizzare, derivante dal precetto dell´amore per Dio e per il prossimo. Riconoscere reciprocamente quanto c´è di bello e di buono nel modo di vivere la fede promuove la piena unità e già ora rende gloria a Dio, perché lo riconosce Autore di ogni bene, come richiama la seconda lettura (1Corinzi 12,4-11): "Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti". Il vangelo odierno (Giovanni 2,1-11) torna, come già nelle due scorse domeniche, a celebrare l´Epifania, cioè il fatto che Gesù si manifesta per come è e non solo per come appare. Con una singolarità: questa Epifania è stata, per così dire, un "fuori programma". Si tratta del primo miracolo compiuto da Gesù nel corso del suo ministero pubblico: invitato con sua madre e alcuni discepoli a un matrimonio nel villaggio di Cana, egli non disdegna di mantenere viva la festa cambiando l´acqua nel vino venuto a mancare. Nell´episodio si distingue la figura di Maria: è lei ad accorgersi della difficoltà in cui stanno per incorrere gli sposi, e subito, prima che il problema si manifesti, se ne fa carico, segnalandolo a chi sa che lo può risolvere. "Non hanno più vino", dice al Figlio. Questi le risponde in modo a prima vista duro: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Quell´accenno alla sua "ora" sottintende che Gesù aveva un programma da seguire nella sua auto-rivelazione, un piano d´azione in cui un intervento a Cana non era compreso; tuttavia la sollecitazione della Madre basta a farglielo cambiare. Anche in base a questo episodio si è diffuso nei secoli il ricorso a Maria da parte dei cristiani, fiduciosi che ella possa continuare ad ottenere il benefico intervento del suo Figlio. Inoltre dovrebbe far riflettere quanti hanno del cristianesimo una cupa visione di penitenze e rinunce. Gesù compie un miracolo - e per di più il primo, che è in certo modo programmatico - per un motivo apparentemente futile: fornire altro vino a chi pure ne aveva già bevuto. Dovrebbe far riflettere: quel gesto la dice lunga su come Gesù intenda la vita degli uomini. Egli non li vuole certo tristi: guarisce i malati perché siano in buona salute; nei suoi insegnamenti indica come vivere in armonia; e non è affatto contrario alla festa di chi banchetta in compagnia. Una gioia perseguita senza malizia dà agli uomini la percezione di come sarà la vita eterna, la felicità piena e senza fine che Dio assicura agli eletti. Già Isaia (25,6) l´aveva annunciata con l´esempio di un banchetto: il Signore preparerà per tutti i popoli "un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati". E lo stesso Gesù ha ripreso il concetto, come si legge in Matteo 8,11: "Ora io vi dico che molti verranno dall´oriente e dall´occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli".

Battesimo di Gesù      notizia del 12/01/2013

Cosa mi dice questo vangelo? Mi dice: "Vivi!". Dio non vuolela morte ma la vita. Cosa ha fatto Gesù in tutto le pagine del vangelo? Aiutavala gente a vivere per davvero. Se uno era cieco: "Apri gli occhi non nasconderti la verità" ="Puoi vivere di più". Se uno era paralitico: "Smettila di piangerti addosso... alzati inpiedi... affronta le difficoltà e fai la tua strada. = Vivi in prima persona,perché ne sei capace". Se uno era morto (tipo l´amico Lazzaro): "Vieni fuori. Smettila di morire:vivi... senti... emozionati... slegati da ciò che ti fa morire... esprimiti...realizzati". Se uno era imprigionato dalla religione come la povera donna che va a gettare idue spiccioli (tutto quello che aveva per "guadagnarsi Dio"), Gesù lediceva: "Vivi. Dio non vuole da te che ti sveni; Lui non è sanguinario,Lui vuole la vita". Se uno era imprigionato dai sensi di colpa per la sua vita, come la peccatrice,Lui le diceva: "Vivi. Avrai sbagliato, ma tu sai amare. Adesso torna adamare perché tu lo puoi". Se uno era ingabbiato da tristi e ottuse leggi religiose, Lui gli diceva:"Vivi! La religione, il sabato, le regole religiose sono fatte per l´uomoe non l´uomo per il sabato". Se uno era insoddisfatto, Lui: "Vivi! Seguimi! Se vuoi la vera felicitàdevi trovare un senso alla tua vita e un modo per spendere ciò che sei emetterlo a servizio degli altri". Se il tuo rapporto con Dio ti spegne questo non è il Dio del vangelo.

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO      notizia del 08/01/2013

Iscrizione al nuovo corso in preparazione al matrimonio Su questo sito della parrocchia o in segreteria sono disponibili le schede per l’iscrizione del nuovo corso in preparazione al matrimonio che inizierà: Venerdì 15 FEBBRAIO alle h.21.00 Nel sito e in segreteria sono disponibili anche le schede per l’iscrizione alla cresima degli adulti

EPIFANIA DEL SIGNORE      notizia del 04/01/2013

Scriveva don Tonino Bello: "Oggi è l´Epifania, festa della universalità della Chiesa. Festeggiamo cioè una Chiesa che si allarga a tutti i popoli: che non si chiude nel suo campanile, non rifiuta l´altro, ma ha le porte e le finestre aperte, anzi spalancate. La festa della Epifania ci ricorda che non siamo un insieme di persone chiamate a raccolta per giustificarci. La Chiesa è il popolo di Dio che annuncia la salvezza e lo fa con estrema liberalità, accettando la diversità. Accettare la diversità è una cosa grande. Mi sembra sciocco avere paura dell´irruzione dei terzomondiali perché sono maomettani. Ma che paura avete? Alcuni dicono, rimproverando noi vescovi o il Papa, di essere troppo solleciti nella accoglienza; dicono che stiamo imbarbarendo la cristianità. Ma che paura avete? Abbiamo avuto la grazia dal Signore di essere suoi fedeli, di stare al suo servizio. Nostra missione è di testimoniare Lui, il Risorto. Qualche volta con la parola, ma soprattutto con i gesti, con la vita. Se sono gesti buoni la gente lo vede. E´ impossibile che non li veda". Non resta che ringraziare Dio che noi siamo stati chiamati al suo Regno, appena è iniziata la vita, nel Battesimo. Non ci resta che fare della nostra vita un continuo cammino e una appassionata ricerca per trovare e vivere in Gesù e con Gesù. Questo è il senso vero della nostra appartenenza alla Chiesa di Dio. Non resta che dire a tutti voi: FACCIAMO DELLA NOSTRA VITA, come i Magi, UNA CONTINUA RICERCA DI GESÙ, PER CONOSCERE E SPERIMENTARE LA VERA GIOIA. Auguri.

1 GENNAIO 2013: Maria Madre di Dio      notizia del 31/12/2012

Da diversi decenni, oramai, il nuovo anno si apre all´insegna della preghiera e della riflessione sul tema della pace. E da altrettanto tempo, questo tema viene affrontato nel tradizionale Messaggio che il Papa rivolge alla Chiesa Universale in forma strettamente connessa al tema della giustizia, al punto che si può veramente parlare con tranquillità di Giornata di Preghiera per la Pace e la Giustizia nel mondo. È superfluo rammentare l´assenza di una pace duratura sul nostro pianeta: le guerre in atto, forse più civili che militari, sono ancora molte, e l´immediatezza dei mezzi di comunicazione ce le pone davanti agli occhi come pane quotidiano in tempo reale e nella loro cruda realtà, purtroppo spesso senza adeguati filtri di pudore e di buon senso. Cosa, questa, che se da un lato risponde al criterio di dovere di cronaca, dall´altro di certo non contribuisce alla creazione di una cultura e di una mentalità pacifista delle quali del resto tutti avremmo un po´ bisogno. Ed è abbastanza assodato, oramai, che non si può pensare alla pace solo come ad un´assenza di conflitti, anche se questo già rappresenterebbe una grande conquista: non si può parlare di pace là dove non si pensi innanzitutto alla creazione di un contesto di giustizia sociale. Alla base di ogni conflitto, infatti, anche laddove sia facilmente identificabile la parte del torto o della ragione, dell´oppressore o dell´oppresso, troviamo una o più situazioni di ingiustizia, di disuguaglianza, di scarsa fratellanza e di assenza totale di dialogo su temi fondamentali quali il diritto alla terra, alla casa, al lavoro, all´educazione, alla salute. Troppo spesso i conflitti nascono perché c´è chi possiede tutto e c´è chi non ha nulla: e finché chi ha tutto ritiene che il suo benessere coincida con una situazione di pace, avremo per contro sempre un esercito di gente che non ha nulla e che giustamente reclama il proprio accesso almeno alle elementari condizioni di vita dignitosa. Ma nel messaggio che Benedetto XVI ha promulgato per la Giornata di quest´anno possiamo scorgere in maniera palese un elemento di novità già a partire dal titolo: Educare i giovani alla giustizia e alla pace. Credo sia la prima volta in cui un Papa diriga e dedichi il Messaggio dell´1 Gennaio al mondo giovanile. Ed è interessante pure che lo formuli in chiave educativa, sia perché ci fa comprendere come la pace e la giustizia rappresentino un compito fondamentale della società, al punto da diventarne un elemento pedagogico; sai perché si colloca molto bene nel solco tracciato dai Vescovi Italiani che hanno deciso di dedicare gli orientamenti pastorali per il decennio in corso esattamente al tema dell´educazione alla "vita buona" insegnata nel Vangelo. Al di là del contesto e della giusta collocazione del Messaggio, la ricchezza del testo proposto da Benedetto XVI si evince già dall´inizio del messaggio. Il Papa inizia (e non potrebbe essere altrimenti, credo) dalla lettura della particolare situazione di crisi finanziaria, sociale ed economica nella quale il pianeta si trova immerso. "Sembra quasi che una coltre di oscurità - cito testualmente - sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno". Tuttavia, Benedetto XVI cerca subito di innestare una marcia "controcorrente", ovvero la marcia della "speranza". In una situazione come l´attuale abbiamo bisogno di buone dosi di entusiasmo: e chi maggiormente può aiutare il mondo a guardare al futuro con speranza sono coloro a cui il futuro è inevitabilmente affidato, ossia le giovani generazioni. Certo, vedendo la realtà giovanile che ci circonda, in ogni città e ad ogni latitudine, verrebbe da dire che grandi elementi di speranza non ce ne sono: ma invece di additare i giovani esclusivamente come cattivi, senza valori e incapaci di pensare a ideali alti, è giunto il momento di costruire per loro e intorno a loro un ambiente che li stimoli a prendere in mano seriamente il loro presente perché possano assicurare al nostro pianeta un futuro che, nella situazione attuale, ci pare molto incerto. Come fare? Il Papa vede in un´instancabile azione educativa l´elemento chiave. Parlando di educazione, non si rivolge solo alle classiche istituzioni educative (famiglia e scuola), che rimangono comunque le istanze principali. Si rivolge anche ai responsabili politici e al mondo dei "media" perché facciano degli sforzi significativi che vadano in questa direzione. L´istituzione famiglia nel senso classico del termine è fortemente in crisi; la scuola lo è ancora di più. Se quindi i responsabili dei governi - continua il Papa - si danno da fare per attuare delle strategie politiche di supporto alla maternità e alla paternità, di accesso all´istruzione gratuita per tutti, di ricongiungimento delle famiglie separate a causa della necessità di trovare mezzi di sussistenza, e per avviare meccanismi di purificazione della politica da un´immagine di corruzione e di immondezza, certamente le giovani generazioni si sentirebbero maggiormente stimolate a guardare alla famiglia e alla società civile come a un punto di riferimento importante dal punto di vista valoriale. E poi, cita la funzione fondamentale dei mezzi di comunicazione, che messi a servizio dell´istituzione educativa scolastica possono veramente aiutare in tempi brevissimi ed in maniera efficacissima a creare cultura e valori, invece di diventare un elemento di confusione e di diversione sociale che spesso sfocia anche in atti di incontrollabile violenza. La ricchezza dell´anelito alla libertà, ma anche l´escalation di violenza ad esso connessa che hanno contraddistinto, ad esempio, la cosiddetta "primavera araba" sono il risultato di un movimento creato in gran parte dai nuovi mezzi di comunicazione sociale, che attraverso la rete dei social - network hanno portato alla diffusione delle idee ad essa sottostanti: questa è la dimostrazione palese delle potenzialità che questi mezzi hanno su intere masse di giovani, e non ne vanno viste solamente le potenzialità negative. È proprio alle potenzialità positive delle giovani generazioni che Benedetto XVI affida la concreta possibilità della costruzione di un futuro basato sulla giustizia e sulla pace: ma a condizione che ognuno di noi faccia la propria parte per educare i giovani alla giustizia e alla pace. Un percorso educativo deve passare attraverso l´educazione a due valori fondamentali: quello della verità e quello della libertà. L´anelito alla verità che è insito nel cuore di ogni uomo ci permette di incamminarci verso di essa nella misura in cui rinunciamo alle nostre posizioni individualistiche, sulle quali spesso ci arrocchiamo difendendo la nostra identità e rifiutando ogni forma di dialogo e di condivisione con l´altro (e i crescenti episodi di intolleranza che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente rappresentano un pericoloso campanello d´allarme che dobbiamo cercare di zittire con ogni mezzo). La libertà intesa come relativismo assoluto che mi permette di fare "quello che voglio perché sono io padrone del mio mondo" non aiuta certo un giovane a costruire una società basata sulla pacifica convivenza. È necessario quindi che tutti facciamo lo sforzo di essere per i giovani degli autentici testimoni (è di questo che essi hanno bisogno più che di sterili discorsi pseudo educativi): testimoni che con loro vita dimostrino la voglia di andare alla ricerca profonda di quei valori che la legge morale scritta nel cuore degli uomini e troppo spesso assopita dalla ricerca del successo facile, dei soldi e del mito dell´eterna giovinezza esteriore è ancora capace di annunciare. Per il cristiano, questo si specifica nella condivisione del dono più grande regalo fatto da Dio agli uomini: la carità concreta, spiccia, senza fronzoli e senza distinzioni. "Alzare gli occhi verso Dio", come chiede il Papa al termine del suo messaggio, permette non solo di non affogare nei problemi della nostra quotidianità, ma "di incontrare Gesù Cristo", fondamento della vera giustizia e della vera pace.

TE DEUM      notizia del 31/12/2012

I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell´uomo. Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria * nell´assemblea dei santi. Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato. Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato. Pietà di noi, Signore, * pietà di noi. Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno.

La sacra Famiglia      notizia del 29/12/2012

Cosa può dire a noi questo vangelo?
Io nasco da mio padre e mia madre: loro mi hanno dato la vita ma non sono la mia vita. Li ringrazio, li onoro per un dono che non potrò mai ricambiare ma io ho un compito e una missione.
E quando un genitore fa di suo figlio la sua ragione di vita vuol dire che lui ha perso la sua ragione di vita. Cioè: poiché non ha ragioni per vivere fa di suo figlio la sua ragione di vita. Ma fare di mio figlio la mia ragione di vita fa di me una persona senz´anima, senza missione, e di lui un dipendente a mio servizio (visto che la mia vita dipende da lui).
Noi abbiamo delegato la vocazione ad alcune persone (preti, suore, ecc.): come se solo loro avessero una chiamata. Così ci siamo messi a posto la coscienza ma non il cuore: perché siamo tutti così tristi? Io ho un´anima e la mia anima è qui per una missione, uno scopo. Tu sei chiamato.
Tu puoi raccontartela ma in ogni caso tu non sei qui a caso. Tu puoi far finta di niente e fare tutt´altro nella vita, ma la tua anima desidera essere/fare/vivere ciò per cui è creata.
La felicità è scoprire ciò per cui io ci sono: se sono un albero di mele la mia felicità sarà essere un albero di mele e se sono un albero di ciliegie quella sarà la mia unica felicità, la cosa che farò meglio e l´unica dove io darò veramente frutti.
Siamo infelici perché pensiamo di essere qui per caso (senza scopo). Siamo dispersi perché non sappiamo dove andare (una vocazione è un riferimento chiaro). Siamo annoiati, vuoti, perché scegliamo a casaccio, perché non sappiamo cosa ci serve per davvero, ciò che scegliamo. Siamo pieni di paura perché non abbiamo la forza della vocazione (tutto è possibile per chi sa dove andare).
Le persone fanno delle cose nella vita ma vivere la propria vocazione è un´altra cosa!

SANTO STEFANO      notizia del 26/12/2012

Santo Stefano Primo martire 26 dicembre † Gerusalemme, 33 o 34 ca Primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l´eredità spirituale diventando Apostolo delle genti. Patronato: Diaconi, Fornaciai, Mal di testa Etimologia: Stefano = corona, incoronato, dal greco Martirologio Romano: Festa di santo Stefano, protomartire, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, che, primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli come loro collaboratori nel ministero, fu anche il primo tra i discepoli del Signore a versare il suo sangue a Gerusalemme, dove, lapidato mentre pregava per i suoi persecutori, rese la sua testimonianza di fede in Cristo Gesù, affermando di vederlo seduto nella gloria alla destra del Padre.

GIORNO DI NATALE      notizia del 24/12/2012

In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

NOTTE DI NATALE      notizia del 24/12/2012

Dio nasce nella tua vita, in questa tua vita, di oggi. Accoglilo! Nonverrà come tu vuoi. Ma verrà proprio in questa tua vita di oggi. Natale è oggiin questa tua vita. Dio è qui. Ap 3,20: "Io sto alla porta e busso. Sequalcuno mi apre la porta...". Lui c´è! Lui è alla porta! Tu?
La crisi internazionale: Dio è qui. Nascosto, ma è Lui che viene. Come? Finorala politica, la finanza e gli stati (ma la politica e la finanza e gli statisono degli enti fatti da persone concrete: io, tu, lui, quell´altro...) hannolottato così: "Io contro di te". Ma se io sono contro di te, se unovince l´altro perde, sempre. Questo meccanismo non può funzionare di per sé.
E se noi lottassimo: "Io insieme a te". E se iniziassimo noi! Lebanche sono una contro l´altra. E se iniziassimo a lavorare insieme? Lapsicologia è una corrente contro l´altra. E se iniziassimo a lavorare insieme?Ognuno ha un po´ di verità. Le persone sono una contro l´altra: "Io hopiù; lui ha più; io non lo faccio perché c´è lui". E se iniziassimo alavorare insieme invece di uno contro l´altro? Le religioni sono una control´altra: "Io ho la verità, tu no". E se mettessimo in luce ciò che ciunisce invece di ciò che ci divide? E se iniziassimo a stimarci? E se lavorassimoinsieme?
Un persona che  abitava in Friuli nel1976, al tempo del terremoto, e mi raccontò questa cosa: "A volte solo unterremoto ti fa fare ciò che è logico fare ma che non si vuol fare. Io abitavoin un gruppo di quattro case, con un giardino in comune. Ognuno di noi eracontro l´altro: non ci si salutava, ci si faceva i dispetti e ognuno aveva dadire sul vicino. Un clima insopportabile. Addirittura due di noi erano in causagiudiziaria. Poi venne il terremoto e danneggiò gravemente le nostre case. Ecosa accadde? Accadde che iniziammo a lavorare: tu dai una mano a me e io una ate. All´inizio lo facemmo per necessità. Ci siamo aiutati e siamo diventatiamici. Il terremoto fece ciò che noi non riuscivamo a fare. E sai che ti dico?Benedetto terremoto!". Se non c´è un terremoto, una crisi, certe cose nonle impareremo mai
La gente pensa: "Non è possibile risolvere questa crisi!". Viracconterò una storia...
C´era un grande generale giapponese: Nobunaga. Si era prima di una grandebattaglia: il rapporto di forza con il nemico era 1 a 10: sembrava unasituazione disperata. Nobunaga disse: "Lancerò una moneta e se verrà testavinceremo, se verrà croce perderemo. Lanciò la moneta, venne testa e i soldatiproruppero in un urlo. Fecero la battaglia e... incredibilmente vinsero. Ilgiorno dopo un assistente disse a Nobunaga: "Nessuno può cambiare ildestino". "Giustissimo", disse Nobunaga, mostrandogli una monetache aveva testa su entrambe le facce. Se tu credi, sarà!
Virgilio disse una cosa meravigliosa: "Possono perché credono dipotere". Se tu non credi di potercela fare, non ce la farai. Natale: Luiviene, tutto è possibile.

IV DOMENICA DI AVVENTO      notizia del 22/12/2012

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell´adempimento di ciò che il Signore le ha detto

mons. Di Liegro      notizia del 15/12/2012

Un uomo che si sporcava le mani
di Federico Bonadonna


Sette anni fa moriva un uomo scomodo, che aveva dedicato la vita agli ultimi - tossici, malati di aids, homeless, marginali - facendo politica e scontrandosi con chiesa e stato.
Don Luigi Di Liegro morì il 12 ottobre del 1997, nel giorno in cui, a Trento, quattro ragazzi uccisero un barbone. Alcuni commentatori si stupirono dell’indifferenza e del compiacimento degli assassini, definiti «senza causa». Ma come devono reagire degli uomini che hanno appena massacrato a sprangate un altro uomo, finendolo col fuoco? Una parvenza di pentimento avrebbe forse alleviato l’orrore del gesto? Uno dei quattro, appena catturato, come in un videoclip, tirò fuori la lingua davanti alle telecamere. Il carcere probabilmente non servirà loro a migliorare, anzi. Forse, ne usciranno più indifferenti di prima. Don Luigi è morto a pochi giorni dal suo sessantanovesimo compleanno, proprio nel giorno in cui un barbone è stato trucidato. A questi estremi, che spesso si toccano e convivono, ai tossicodipendenti, ai malati di aids, ai migranti, alle persone senza fissa dimora, ai marginali, Don Luigi ha dedicato tutta la vita.
L’avevo conosciuto alla fine del’96, già provato da un ictus cerebrale. Mi aveva chiesto di lavorare sul suo archivio personale perché voleva tirarne fuori una pubblicazione sull’attività della Caritas a Roma da presentare, provocatoriamente, alla vigilia delle elezioni amministrative. Lui che aveva appoggiato la prima elezione a sindaco di Francesco Rutelli, creando qualche scompenso nella gerarchia ecclesiale prima del Grande Giubileo, e che era poi diventato molto critico rispetto all’attività «sociale» della giunta capitolina.
Dal suo archivio emergeva chiaramente il difficile rapporto con quelle gerarchie, con il cardinal Poletti e la città di Roma. Una Roma che lui amava profondamente e che sentiva imbarbarirsi ogni giorno. Sia chiaro: non era un tradizionalista, non pensava ad una città un tempo civile e oggi decaduta. Ne conosceva troppo bene i «mali» perché era un realista nel senso migliore del termine.

I mali di Roma

Nel 1974 fu tra i promotori di un convegno, ribattezzato appunto «i mali di Roma», il cui vero titolo era «La responsabilità dei cristiani di fronte alle attese di giustizia e di carità nella diocesi di Roma», destinato a cambiare le forme dell’associazionismo, e non solo di quello cattolico. In quel convegno, che seguiva di pochi anni l’inchiesta sulla fede religiosa tra i romani, emerse il profilo di una Roma dura, violenta, cinica.
I «mali» non erano solo morali, ma anche molto materiali come ad esempio la mancanza cronica di alloggi: le decine di migliaia di appartamenti sfitti (se ne stimano attualmente 150.000) a fronte di decine di migliaia di nuclei famigliari senza casa (circa 40.000), che vivevano (e vivono tuttora) nelle scuole occupate, nelle baraccopoli, in condizione di coabitazione.
Si può dire che fu da quel convegno che ebbe inizio l’avventura di Don Luigi nel mondo degli ultimi. La Caritas ancora non esisteva, almeno nelle forme in cui siamo abituati oggi a conoscerla: perché, anche se sembra che sia sempre esistita, la Caritas nasce solo alla fine degli anni `70.
Pragmatico nella sua solidarietà, nel 1985 realizza, a Villa Glori, nel cuore della Roma bene, i Parioli, un centro per malati affetti da Hiv. Forse non è chiara a tutti la portata del gesto. Parioli è il quartiere dei benpensanti e dei benestanti per antonomasia. Se infatti a Roma si vuole indicare una persona ricca, con atteggiamenti elitari, si dice che è un pariolino. Negli anni’70 Parioli fu un fulcro del movimento neofascista in doppio petto: Dio, Patria, Famiglia.
Ecco, in quel luogo, don Luigi ha realizzato un centro, il primo della città, per malati di Aids. Ci furono blocchi stradali, sorsero comitati dei cittadini, si raccolsero firme e petizioni. Medici e professionisti, copiosi nella zona, affermarono che c’era un pericolo di contagio per la popolazione intera. Luigi ricevette molte minacce (del resto, poche settimane prima di morire mi confessò di riceverne ancora, ora per gli zingari, ora per gli immigrati), ma non servirono a nulla e il centro si fece comunque.
Era un persona scomoda, che dava fastidio. Al suo funerale, molti rappresentanti delle istituzioni che in vita lo avevano avversato, e a volte anche insultato, lo hanno incensato, esaltandone addirittura la funzione di pungolo per l’amministrazione capitolina e per la chiesa. Ma don Luigi non era un pungolo, era un uomo dal pensiero libero, era un politico, nel senso completo del termine, pur essendo tormentato da questo ruolo. Sferzava la sinistra, poi l’Ulivo, la giunta rosso-verde, con critiche continue e pressanti. Ma non era etichettabile come uomo di sinistra e chiunque tenti di appropriarsi della sua memoria per fini strumentali compirebbe un grave errore intellettuale, un plagio morale e politico.
Io l’ho frequentato per un anno nella sua casa-studio di piazza Poli, lavorando sul suo archivio personale.Voleva scrivere un libro di memorie, un libro sull’altra Roma, quella degli esclusi. Viveva quasi in povertà, con lo stretto indispensabile. Nei ritagli dei ritagli di tempo, parlavamo di Internet, della necessità di entrare in rete. Cercare, sperimentare e poi ancora cercare, questo lo spingeva ad andare avanti. Diceva che per capire e intervenire sulla realtà bisognava sporcarsi le mani. Ma oltre ai tormenti dell’anima e della politica mi diceva di essere preoccupato dall’idea che la Caritas si trasformasse in un «ministero». Sentiva che si stava smarrendo la spinta propulsiva ed entusiasta delle origini.

Una donna, fuori dalla porta

Un giorno della sua ultima estate, il suo intimo amico Paolo mi raccontò che aveva incontrato Luigi alle tre di pomeriggio di una giornata infernale di fine luglio, di ritorno dal poliambulatorio della Caritas. Era andato in autobus perché non aveva trovato un taxi, ed era infuriato. I medici dell’ambulatorio avevano chiuso fuori dalla porta una donna africana incinta perché stavano in pausa pranzo. Lui non poteva comprendere; lui, un uomo sulla soglia dei settanta, gravemente malato e debilitato, reduce da un ictus, aveva preso un autobus all’ora di pranzo, con 40 gradi all’ombra, praticamente in apnea per il tasso di umidità superiore al 90%, per far riaprire l’ambulatorio e accogliere la signora.
Dopo la sua morte un amico comune, un giorno, mi raccontò un aneddoto. Due parenti prossimi di Luigi, che fino a quando era in vita non si erano frequentati tra loro, decisero di incontrarsi per scambiare alcuni effetti personali del congiunto. Poco prima di vedersi, uno dei due si era fermato in un bar per bere un cappuccino e, soprapensiero, aveva appoggiato su un tavolino le voluminose buste di plastica nelle quali erano contenuti gli effetti. Era quindi uscito dal bar dimenticando le buste, ma dopo poche centinaia di metri se n’era accorto e aveva fatto ritorno verso il bar, scoprendo che le buste erano scomparse. Il barista gli disse di aver visto una barbona allontanarsi con due grosse buste di plastica bianche tra le mani.
Forse quest’articolo dovrebbe finire così. Il fatto è che quando si parla di Luigi il rischio di scadere nella retorica compiaciuta è sempre molto alto. Come le proposte che emersero nei giorni immediatamente successivi alla sua morte. Ci si chiedeva come rendergli omaggio. Qualcuno pensò di cambiare il nome a piazza Poli, dove c’era il suo studio, e intitolarla a lui. La toponomastica mi ha sempre lasciato indifferente, i busti mi sembrano roba per piccioni e immagino come lo stesso Luigi la prenderebbe. Certo sarebbe triste se un giorno qualcuno dicesse: «piazza don Luigi Di Liegro? Chi era costui?». Dipenderà da molti di noi, che l’hanno conosciuto o no, portare avanti parte della sua opera, perché delle cose non abbiamo solo il nome.


III DOMENICA DI AVVENTO      notizia del 15/12/2012

Siamo tutti cercatori di felicità.
La nostra vita si consuma dietro l´affannosa ricerca della gioia e possiamoleggere le nostre vite proprio dal desiderio che portiamo in noi stessi didimorare nella gioia.
Tutti, bene o male, cerchiamo la felicità ma non sappiamo bene a chi dareretta.
Anche la Bibbia ha qualcosa da dirci: nella Scrittura si usano più diventicinque termini per descrivere la felicità! E questo per smentire chi pensache la religione sia un´esperienza mesta e dolorante... (e per invitare icattolici che vivono la fede come crocifissione a convertirsi!).
E in questa terza domenica di avvento, in attesa del Signore, è proprio lagioia ad essere la protagonista della liturgia.
Sofonia esulta perché davanti alla disastrosa indifferenza di Israele ilSignore, invece di scatenare la sua legittima ira, promette una nuova alleanza.Paolo invita i Filippesi a gioire per la presenza del Signore che continuamenteviene a visitarci là dove siamo.
Ma è il Battista, protagonista del tempo di avvento, a osare di più

DON BRUNO NICOLINI      notizia del 08/12/2012

Una vita spesa accanto ai nomadi. Perché diventassero protagonisti della loro storia. Don Bruno Nicolini, morto a Roma all’età di 85 anni, li aveva accompagnati anche in sala stampa vaticana, nel 2006 quando erano stati presentati gli Orientamenti per una pastorale zingara. Era contento, don Bruno, mentre parlava con un giovane sacerdote di etnia rom, uno dei primi a essere ordinato.

Fondatore dell’Opera Nomadi, grande amico della comunità di Sant’Egidio, don Bruno, con la sua caparbietà, era riuscito nel 1984 persino a combinare un incontro tra Giovanni Paolo II e il capo del campo nomadi di Tor Bellamonica la domenica nella quale il Papa era atteso in una delle parrocchie del quartiere. Si era poi anche battuto, positivamente, perché i nomadi di Roma avessero un luogo di culto. «Prima che fosse inaugurata la cappella intitolata al nostro martire Zeffirino, partecipavamo alla messa solo quando don Bruno veniva a celebrare al campo», spiegano i nomadi.

Don Bruno, che a lungo ha vissuto nei campi con loro, ha sempre tenuta alta la memoria dei campi di concentramento dove persero la vita mezzo milione di zingari, e si è sempre impegnato perché i nomadi avessero un loro spazio nel contesto della vita sociale e civile. Aveva iniziato a occuparsi di sinti e rom fin dal 1958 quando era vice parroco a Bolzano. Nella sua diocesi aveva fondato l´Opera Nomadi. Fu poi chiamato a Roma nel 1964 da Paolo VI per continuare a occuparsi della pastorale dei Rom nella capitale e per organizzare, a Pomezia nel 1965, il primo grande incontro europeo tra il popolo Rom e il Papa. L’ultimo di questi incontri, con Benedetto XVI è avvenuto in piazza San Pietro nel giugno del 2011. Don Bruno, dalla fine degli anni Ottanta responsabile per la diocesi di Roma della cappellania per la pastorale dei Rom e Sinti, non era mancato all’incontro. Noto anche per aver fondato il Centro studi zingari, punto di riferimento culturale per la comprensione della lunga storia dei Rom in Europa, negli ultimi tempi don Nicolini era stato ospitato in una casa della Comunità di Sant’Egidio.

II domenica di AVVENTO      notizia del 08/12/2012

Vangelo: Lc 3,1-6

Nel vangelo di oggi l´evangelista Luca offre una lunga serie di precise informazioni per dirci quando Dio è uscito allo scoperto, in quale preciso momento, in che luogo, in quale contesto sociale Dio si è coinvolto nella storia dell´uomo.
Certamente non era un bel periodo, se pensiamo ai governanti del tempo nominati nel vangelo, caratterizzati non certo dalla loro integrità morale, e così pure i capi religiosi che si avvalevano di atteggiamenti di ambiguità e di favoritismi di parentela per curare i propri interessi personali.

Tutto questo ci può riportare anche ai nostri giorni, a ciò che stiamo vivendo in questo momento difficile della storia, dove sembra che l´uomo abbia perso la sua centralità, e la sua importanza, ma dove agli idoli viene concesso ampio spazio, e i dritti fondamentali delle persone vengono disattesi. Questa situazione porta molte persone ad un atteggiamento di pessimismo, scoraggiamento, passività, sembra che il darsi da fare per gli altri non serva a nulla, perché tanto i ‘giochi sono fatti´ e non c´è niente di nuovo sotto il sole. Sembra che nemmeno nella chiesa non ci sia nessuna voce profetica in grado di alzarsi per difendere i più deboli, parlare per chi non ha voce, ammonire i falsi profeti. Adesso, come allora, sembra che i prepotenti possano averla sempre vinta. Ma il mondo non è il teatro dei violenti vincitori, perché non esistono situazioni in cui Dio non possa entrare per risanare dalle ferite e rinfrancare dalle umiliazioni e dalle ingiustizie coloro che ne sono stati vittime.

Come a quel tempo Dio si è avvalso della rozza, umile e fedele figura di Giovanni il Battista, per denunciare i soprusi del tempo e indicare la via della conversione per godere della sua misericordia, così oggi, in tante parti del mondo, si alzano voci sgradite ai potenti, perché la Buona Novella che annunciano li schiera a fianco dei poveri.

In contesti di assoluta povertà, dove il deserto delle opportunità di riscatto e di affermazione dei diritti fondamentali della persona umana si estende alla dimensione spirituale e morale, molti missionari fanno sentire il loro grido di denuncia e di speranza. Alcuni di loro pagano anche con il sacrificio estremo della vita, da veri martiri della fede, i "favoritismi" nei confronti dei poveri. La loro è una opzione preferenziale, prioritaria e incondizionata per la giustizia, che vuole restituire dignità ai poveri, agli oppressi, agli emarginati, affinché anche i ricchi, i potenti, gli oppressori possano riacquistare la loro stessa dignità alla quale volontariamente rinunciano perseguendo in modo esclusivo il proprio benessere e profitto.


Passando attraverso questo "battesimo di conversione" ogni cristiano si impegna attivamente a "preparare la via del Signore", nello stile dei profeti che proprio nell´arida solitudine del deserto si dissetano con la parola di Dio per annunciare al mondo che "Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio".

IMMACOLATA CONCEZIONE      notizia del 07/12/2012

E´ Maria. L´evangelista Luca, raccontandoci il suo incontro personale con Dio, cerca in modo sintetico di presentarci non solo l´avvenimento, ma anche le sue emozioni.

La sorpresa e il dubbio.
Maria non si aspetta nulla da Dio e tanto meno di esser coinvolta in modo così profondo nei piani dell´Onnipotente sull´umanità. Non può che esser sorpresa e disorientata, come qualsiasi persona difronte a esperienze inattese e non programmate. E la sorpresa genera il dubbio, la domanda e la ricerca... con il tempo che richiede. Essere sorpresi e farsi mille domande e coltivare anche gli interrogativi è segno di una vera umanità e non di mancanza di fede.

La paura
L´angelo dice chiaramente a Maria di non avere paura. E´ infatti questo il sentimento che segue la sorpresa. E questa sua paura legittima le nostre quando affrontiamo qualcosa di più grande di noi, quando la vita riserva strade non previste e che non ci è chiaro dove conducono. La paura è anch´essa parte del cammino umano di chi crede...
Maria dunque arriva al suo "eccomi..." attraversando sentimenti ed emozioni che sono umanissimi e quindi anche nostri.
Un immediato "si" all´annuncio dell´angelo pronunciato senza emozioni e sentimenti contrastanti e senza un cammino interiore, sarebbe inumano e davvero irreale.

Rallegrati Maria... anche se la sorpresa, il dubbio e la paura si rincorrono nella tua mente e nel tuo cuore.
Rallegrati perché il Signore è con te, nella tua umanità e proprio attraverso di essa.
Non sei una statua fredda e impassibile, ma una donna vera e calda. Hai paure come le mie paure che spesso mi bloccano difronte alle grandi scelte della vita, e hai dubbi e domande simili a ai dubbi e domande che si aggirano nella mia mente e che non trovano sempre immediate e definitive risposte.
Sei una donna vera e per questo ti sentiamo tutti più vicina.
Sei così vicina a noi che il "rallegrati" rivolto a te dall´angelo lo sentiamo all´orecchio anche noi... e dall´orecchio scende nel cuore e ci dà forza. Come a te!

TESTIMONI DI FEDE e CARITA´      notizia del 02/12/2012

Terzo figlio di unmuratore e di una casalinga e fratello minore di due sorelle, Andrea Santoroentrò adolescente in seminario, dove divenne compagno di Vincenzo Paglia, cofondatore della Comunità di Sant´Egidio eattuale vescovo di Terni. Nel 1970 Andrea finì gli studi di teologia alla Pontificia UniversitàLateranense e il 18 ottobre dello stesso anno divennesacerdote nella parrocchia dei santi Marcellino e Pietro Ad Duos Lauros.

Sin dall´ordinazionesacerdotale, don Andrea esercitò il suo ministero in realtà popolari della periferiaromana. Nella sua cura pastorale si preoccupava dei più piccoli e poveri. Dopoil diploma al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d´Islamistica, nel 1980soggiornò per sei mesi in Oriente, ospite di istituti religiosi. Per lui capiree vivere ıl Medıo Orıente era capire meglio l´uomo e le sue contraddizioni, erapoi un´esperienza per penetrare più profondamente il testo della Bibbia.La sua spiritualità si avvicina a quella di Charles de Foucauld.

Al suo ritorno nel 1981fu trasferito, dalla parrocchia della Trasfigurazione, a Monteverde, dove eraviceparroco, nel quartiere di Verderocca, dovefondò la Chiesa di Gesù di Nazarethche divenne sede parrocchiale e fece edificare la chiesa e un eremodedicato ad Abramo. Vi rimase parroco per 12 anni. Il 25 settembre 1993 lasciò Verderocca per trascorrere altricinque mesi come pellegrino in Medio Oriente.

Nel 1994divenne parroco presso la parrocchia dei Santi Fabiano eVenanzio a Villa Fiorelli, nel quartiere Tuscolano a Roma.

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In quegli anni conobbeanche il vescovo Franceschini, Vicario Apostolicodell´Anatolia. Grazie anche alle richieste di quest’ultimo don Andrea ottenneil permesso di partire per la Turchia l´11 giugno 2000 quale sacerdote fidei donum, cioè concesso dalla diocesi di Roma alla Chiesa turca comesostegno pastorale. L´11 settembre Santoro raggiunse Şanlıurfa (antica Edessa) che sarebbe divenuta il luogo dellasua prima residenza in Turchia. Prima dı partire per la Turchia don Andreafondò a Roma l´assocıazıone “Finestra per il Medio Oriente”, finalizzata allapreghiera e al sostegno della missione in Turchia. Dopo essere vissuto in unmodesto appartamento, in accordo con il vescovo don Andrea prese in affitto unanuova casa in stile armeno che fece chiamare “La casa di Abramo” e adibì adalloggio per piccoli gruppi di pellegrini.

Durante il soggiornoa Şanlıurfa, don Andrea si prese cura anche della comunità cattolica di Trabzon(Trebisonda), dove dal 2001 non c´era più un sacerdote. Nel 2003vi si trasferì stabilmente affrontando l´urgente restauro della chiesa edell´ex-convento dei cappuccini: l´apertura quotidiana della chiesa permise amolti abitanti del luogo, che non conoscevano il Cristianesimo di incontrarlo per fargli domande. Tale aperturatuttavia divenne presto causa di screzi con alcuni giovani, che spessogettavano sporcizia e oggetti verso la chiesa e disturbavano don Andrea, fino aminacciarlo. Anche il restauro del cimitero cristiano fu ostacolato: la riparazione delle mura dicinta, ritenute giuridicamente un monumento storico, fu interrotta dai BeniCulturali. Poco dopo il cimitero cristiano venne profanato, le lapidi divelte,altre parti distrutte; i vicini vi ricavarono pezzi di orto; su metà dell´areafu costruita una scuola, in un´altra porzione una scalinata e una piazza. DonAndrea non rivolgeva la propria attenzione solo alla piccola comunità cattolicadi Trabzon, ma anzi prese a cuore anche la situazione delle donne ortodossevenute dalla Georgia, spesso vittima della prostituzione.

Nel pomeriggio didomenica 5 febbraio 2006, mentre don Santoro si trovava in chiesa con il suogiovane aiutante turco, entrarono in chiesa tre ragazzi che iniziarono acomportarsi con fare arrogante. I ragazzi uscirono di chiesa. Don Andrea simise a pregare ed invitò il suo aiutante a fare altrettanto. Mentre stavanopregando un uomo entrò in chiesa: don Andrea vide che una pistola era puntataalle sue spalle e gridò al suo aiutante di buttarsi a terra; l´uomo gridò agran voce “Allah è grande” e sparò due colpi di pistola, trafiggendo i polmonidel sacerdote, che rimase ucciso. L´uomo scappò quindi attraverso il cortiledella chiesa gridando ancora “Allah è grande” e sparando un terzo colpo dipistola in aria.

In seguito vennearrestato e condannato per il delitto un giovane di 16 anni, Ouzhan Akdil, checonfessò di aver ucciso don Santoro perché sconvolto dalle vignettesatiriche su Maometto apparse mesi prima su un quotidiano danese edi recente salite alla ribalta nel mondo islamico.[1]

 

I DOMENICA DI AVVENTO      notizia del 01/12/2012

2 dicembre – Prima domenica di Avvento
Vangelo Lc 21,25-28,34-36
La vostra liberazione è vicina.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l´attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell´uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all´improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell´uomo».

L’Avvento inizia con l’invito urgente di Gesù a dare un senso cristiano alla storia che stiamo vivendo. Ci pare di essere in un’epoca di cambiamenti troppo rapidi, di crisi e quasi di svolta dell’umanità. Quando ce ne accorgiamo, quando ne cogliamo i segni quale pensiero ci coglie per primo: quello di capire come salvare il salvabile, come superare il momento? Quello di cogliere il progetto di Dio su questi strani eventi? Ci chiediamo che senso ha questo momento storico agli occhi di Dio? Che cosa sta costruendo e che cosa ci chiede?
Gesù ci suggerisce un cammino per vigilare con fede in questi momenti e non farsi cogliere dal panico. Il primo passo è guardare questi cambiamenti in tutta la loro drammaticità e guardare gli uomini che li stanno vivendo con compassione per la “paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere”. Gli uomini d’oggi sono pieni di paura, una paura che anche noi che pur siamo sostenuti dalla fede, facciamo fatica a scacciare.
Poi Gesù ci dice che è proprio in questo passaggio di grande paura e attesa, si farà vedere “il Figlio dell’Uomo con grande potenza e gloria”. Significa che per noi credenti, questo momento di grande sbandamento, è il momento buono per mettersi a cercare l’opera potente di Dio, piuttosto che difendere posizioni o attaccare nemici sconfitti. E’ vero che ci sono nuove ondate di persecuzione o di sfiducia nella fede, ma a noi è chiesto di alzare il capo, perché il nostro tempo è pieno di buone occasioni per incontrare il Signore.
Il Signore conclude con alcuni suggerimenti su come attendere, su come rimanere pronti. Fare attenzione che i nostri cuori “non si appesantiscano in dissipazioni”. Non dobbiamo credere che un cuore che cede al “così fan tutti” sia un cuore in grado di rimanere libero. Potremmo essere storditi dall’ubriachezza o troppo preoccupati negli affanni per accorgerci del suo passaggio. Vegliare e pregare, è il ritornello con cui tutto si conclude. Vegliare e pregare umilmente attenti a non seguire troppo il cuore preoccupato, ma di più lo spirito fedele e pieno di speranza.

CRISTO RE DELL´UNIVERSO      notizia del 24/11/2012

Cosa dice il vangelo di oggi? Gesù fu un uomo libero: se vuoi esserefelice, sii libero anche tu.
Per molte persone, banalmente, la libertà è fare quello che si vuole.
Per altre è dire le cose in faccia: ma non sono liberi, sono solo aggressivi.Si giustificano con questa frase: "Io le cose le dico in faccia" perlegittimarsi di ferire l´altro.
Ma per il vangelo la libertà è vivere nella verità: "La verità vi faràliberi" (Gv 8,32). Ciò vuol dire che si diventa liberi facendo verità sudi sé (la libertà è un cammino, un processo). E più si diventa liberi e più sidiventa re, sovrani, della propria vita. Gesù in croce è il re perché nessunoha avuto potere su di lui: né i nemici esterni (scribi, farisei, ecc.), néquelli interni (paure, ecc.).
Ogni verità fa un po´ più liberi e ogni libertà fa un po´ più felici.


XXXIII Domenica del T. O      notizia del 17/11/2012

Mc 13, 24-32

Le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte

Il genere letterario apocalittico sembra essere lontanissimo dalla nostra cultura moderna, improntata com´è al progresso, lo sviluppo... sembra che non ci siano limiti alla scienza che riesce a scandagliare fino alle radici profonde della vita, a prolungarla, a renderla agevole. Forse la letteratura Fantasy di questa nostra postmodernità si avvicina con un stile alquanto mitologico alle manifestazioni celesti della apocalittica. Ma la caratteristica vera della apocalittica è quella di interpretare la fine delle cose, i tempi ultimi. L´uomo viveva con il senso della provvisorietà mentre oggi l´aspirazione è quella della stabilità, della definitività.
I tempi recenti, la crisi economica mondiale, il terrorismo diffuso, la precarietà del lavoro, la meteorologia alterata, i movimenti tellurici sembrano riportare alla attenzione delle coscienze il senso del provvisorio. Provvisorio è l´ambiente in cui viviamo, provvisoria è la nostra stessa vita, come provvisoria è l´umanità e i poteri che la animano.

Allora vedranno il Figlio dell´uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
Ogni religione ha cercato forza sui timori degli uomini: il giudizio, la condanna... Anche i poteri politici ed economici usano la tecnica della paura per mantenere se stessi.
Ma Gesù è venuto a portare un Vangelo, una Notizia Buona. Lui è la buona notizia e verrà sulle nubi. La nube è il luogo della manifestazione del divino, ma anche del suo nascondimento, ci racconta il suo mistero. Gesù verrà "sulle" nubi nella pienezza della rivelazione per portare a compimento il Regno. Quel regno che è già in mezzo a noi, così come lo è il Cristo, fino alla consumazione del mondo (Mt 28,20). Il regno è già dentro di noi, in questa nostra storia.

Dalla pianta di fico imparate la parabola
Ecco, dobbiamo imparare ad osservare, a leggere i segni dei tempi. Non sono le catastrofi o i fatti eclatanti, ma il semplice intenerirsi del ramo e il timido spuntare delle gemme. Non abbiamo necessità di scrutare il futuro, ma discernere il presente, comprenderne il senso, scoprine la vitalità, cogliere l´eternità presente, la resurrezione in atto. La parola del vangelo è guardare per scoprire i segni di quello che sta cominciando, non di quello che termina. è la differenza tra la buona e la cattiva notizia. Questa è la fede, capace di guardare, discernere e muovere la storia. E non siamo soli perché sappiamo che egli è vicino, è alle porte. Dobbiamo amare la terra e la sua storia e abitarla diversamente con speranza e forza illuminati dalla Parola.

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
La sua Parola è per sempre, ascoltarla e vivere e come costruire una casa sulla roccia (Mt 7,21-27) e non ci saranno eventi apocalittici che potranno distruggerla.

XXXII DOMENICA del T.O.      notizia del 10/11/2012

Il Vangelo di questa domenica che arriva, ci ripropone, sia pur in forma diversa, il tema dell´amore e della carità. E lo fa esaminando la condotta di una povera vedova. Come noto, secondo la tradizione ebraica, orfano, straniero e vedova, per la loro situazione disagiata, erano le categorie meritevoli di solidarietà. In questo caso, mentre i maggiorenti e le persone abbienti, nel tempio, donano molto denaro, la vedova, nella sua miseria, getta tutto quello che ha.  Gesù apprezza la condotta della povera vedova. Non bada alla quantità dell´offerta, ma all´animo e alla qualità di come si dona. In che senso? "i ricchi, gli abbienti sicuramente hanno dato molto di più, ma hanno donato quello che avanzava loro, il superfluo, quello di cui non avevano bisogno. La vedova, va un poco più in avanti. Si priva del necessario, si toglie quello che ha per donarlo agli altri. Gesù loda questa condotta, perché è la vera ... solidarietà. La carità non è donare il superfluo, ma donare quello che abbiamo nei limiti della prudenza. La carità costa sacrificio e ricordiamoci che i poveri non sono una discarica ai quali donare tutto quello che è vecchio ed inutile. I poveri hanno una dignità che merita rispetto e dunque la nostra carità, sia impostata al loro rispetto".

Il Signore premia dunque chi dona con generosità:

"il Signore vede nel nostro cuore, sa leggere le intenzioni, se doniamo con bontà o per interesse o per metterci in evidenza. La carità deve essere silenziosa, disinteressata e senza secondi fini, la destra non sappia Il Vangelo della quello che fa la sinistra. Oggi, spiacevolmente, siamo lontani da questo ideale e dovremmo tutti imitare quella povera vedova. Dare tutto quello che possiamo, privandoci non del superfluo, da di quello che ci costa anche sacrificio".

CORSO PREMATRIMONIALE      notizia del 09/11/2012

QUESTA SERA, ALLE H: 21.00, INIZIA IL NUOVO CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO IN PARROCCHIA

XXXI Domenica del tempo ordinario      notizia del 03/11/2012

Qualche domenica fa Gesù aveva proposto il suo messaggio ad un ricco: ma il ricco aveva rifiutato. Era troppo difficile per lui staccarsi dai suoi beni, dalla sua "roba", dalle sue certezze materiali. Non era lui che possedeva le ricchezze ma erano le ricchezze che possedevano lui.
Oggi il vangelo ci propone un altro elemento di resistenza a Gesù: le credenze religiose. Una certa religione è nemica di Dio, anzi è impedimento per arrivare a Lui. Quindi quando le persone dicono: "Io credo", non vuol dire che siano cristiane. "Ok, credi, ma in cosa?". L´uomo del vangelo di oggi era un supercredente ma questa sua fede era avversaria di Gesù.
Anzi il vangelo ha un paradosso che sembra strano: più uno è lontano dalla religione e più gli è facile accogliere Dio; e più uno è vicino o imbevuto di religione e più gli è difficile accoglierlo.
Quali saranno i luoghi più pericolosi per Gesù? Le chiese! In una sinagoga verrà presa la decisione di assassinarlo (Mc 3,1-6) e nel tempio tenteranno di lapidarlo (Gv 10,31-33). La sua condanna sarà emanata dalla più alta carica religiosa: il sommo sacerdote e il sinedrio, le persone cioè più pie e religiose, la confermeranno, gli sputeranno in faccia, lo schiaffeggeranno, lo bastoneranno e lo irrideranno (Mt 22,65-68). Vedete l´ideologia religiosa: in nome di Dio hanno ucciso Dio.

Un´idea religiosa è una credenza il cui rischio è quello che diventi verità assoluta. Poiché è religiosa, cioè viene attribuita a Dio, allora diventa inconfutabile, incontrovertibile, allora ci appare come la verità, l´unica verità, l´assoluta verità. Spesso però le idee religiose nascondono ben altro.

Commemorazione dei defunti      notizia del 01/11/2012

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.” (Sant´Agostino)

indulgenza plenaria per i nostri defunti      notizia del 31/10/2012

INDULGENZA PLENARIA

 

per i nostri defunti

 

Possiamo acquistare a favore delle anime del Purgatorio l´indulgenza plenaria (una sola volta) dal mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto a tutto il giorno successivo nel modo seguente:

 

vistando una chiesa

e recitando il Credo e il Padre Nostro

 

Sono inoltre da adempiere queste tre condizioni:

 

*confessione sacramentale

Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo. Con una confessione si possono acquistare più indulgenze plenarie, purché permanga in noi l´esclusione di qualsiasi affetto al peccato, anche veniale.

*comunione eucaristica 

La stessa facoltà alle medesime condizioni è concessa nei giorni dal 1° all´ 8 novembre al fedele che devotamente visita il cimitero e anche soltanto mentalmente prega per i fedeli defunti

 

 

 

TUTTI I SANTI      notizia del 31/10/2012

Santi nello Spirito delle Beatitudini
Tutti i Santi
Vangelo: Mt 5,1-12

Quando ascoltiamo un brano come quello delle Beatitudini di Matteo, possiamo correre diversi rischi.
Un primo rischio è quello di interpretarle come un´aspirazione futura, come un destino al quale tendere in un mondo che non è certo l´attuale, e in attesa del quale siamo invitati a vivere le differenti situazioni di prova e sofferenza con pazienza e sopportazione, certi che verrà, un giorno, un mondo migliore nel quale ci potremo dire "beati" proprio a causa di queste situazioni.
Un altro rischio è quello opposto, ossia quello di strumentalizzare queste dichiarazioni di Gesù dando ad esse un carattere assertivo, quasi dogmatico, interpretando la "beatitudine" come una sorta di dichiarazione di bontà, di "attestato del Buon Cristiano", autorizzato a sentirsi in una situazione di superiorità morale rispetto a un mondo cattivo dal quale solo ci si possono attendere contrasti e persecuzioni.
A me non pare che lo spirito delle Beatitudini possa dirsi rappresentato in alcuno di questi due modelli, né in quello della nostalgia per un mondo migliore che verrà né in quello della bontà dichiarata del cristiano rispetto al mondo; modelli che sfociano entrambi in un´unica definizione comportamentale, ossia quella della sopportazione in vista di un bene futuro, magari visto sotto forma di "premio" per la costanza nelle difficoltà. Quasi a dire: "Dai, cristiano, vai avanti così che sei bravo! È il mondo a non capirti, e se non ti capisce è perché è cattivo! Ma tu sopporta, perché vedrai che presto godrai di una felicità senza fine che non è degna delle cose di questo mondo!".
E sfido chiunque a dire di non aver mai ascoltato una predicazione di questo stile o di non aver mai ricevuto esortazioni spirituali che andavano in questa direzione. Soffriamo ancora molto del "retaggio" di una tradizione spirituale basata sul dualismo "bene - male", "anima - carne", "terra - cielo", "mondo - Dio", che parte da molto lontano, addirittura previa al cristianesimo, ma che poi nel corso dei secoli si è accresciuta grazie anche alle continue avversità (e ai conseguenti atteggiamenti di difesa) che la religione cristiana ha dovuto affrontare.
Ma vediamo se riusciamo a ritornare allo spirito originario delle Beatitudini, per cercare di capire se bene si sposi con questa annuale ricorrenza di Tutti i Santi che ci ricorda il nostro impegno a vivere la dimensione quotidiana della santità.
Gesù, nel Vangelo di Matteo, pronunzia queste parole all´inizio del cosiddetto "Discorso della Montagna", che è da considerarsi una sorta di documento programmatico della sua attività di predicazione e di insegnamento; ossia, con il Discorso che inizia al capitolo 5 di Matteo, Gesù vuole offrire una sorta di "assaggio" di ciò che sarà la sua missione, incentrata sulla necessità di instaurare un genuino rapporto con Dio, basato non sulla sterile osservanza della Legge di Mosè, ma sulla relazione di figliolanza di ogni uomo con Dio Padre. E laddove c´è figliolanza con Dio, laddove si avverte la presenza di Dio nella nostra vita non come giudice severo, ma come padre premuroso, attento e tenero verso i suoi figli, è fuori discussione che i sentimenti che albergano nel cuore dei credenti siano di serenità, di pace, di giustizia basata sulla misericordia, una misericordia ricevuta e offerta; in altre parole, di felicità. Quello che Dio vuole da ognuno dei suoi figli che credono in lui è che si sentano bene e che siano felici; e la felicità - qui descritta come beatitudine - è la dimensione spirituale che più di ogni altra caratterizza la vita di coloro che hanno posto tutta la loro fiducia in Dio e che oggi, in un´unica celebrazione liturgica, veneriamo e invochiamo come "Santi".
Questa annuale celebrazione ci ricorda più di ogni altro momento dell´anno liturgico la vera dimensione della santità, che è, appunto, quella della beatitudine, della felicità, dell´entusiasmo che ci viene - lo dice la parola stessa - dallo "stare con Dio"; in ogni istante della nostra vita, nelle cose belle e in quelle meno belle, nei momenti di prosperità e nei momenti di crisi economica, nella salute e nell´infermità, nel successo e nelle delusioni, nell´amore ricevuto e donato e nella solitudine sofferta…saremo suoi discepoli e quindi beati, e quindi santi, nella misura in cui in ogni situazione della vita manterremo una dimensione di serenità e, possibilmente, anche di felicità esteriormente espressa.
Basta con quelle espressioni di santità (oserei dire di "presunta tale") basate su una rigidezza anche esteriore che non denota affatto rigorismo morale, bensì infelicità interiore e quindi, forse, lontananza da Dio! Basta con quei modelli di santità che fanno dell´osservanza dei precetti e delle norme la via privilegiata a Dio, il quale guarda più allo Spirito con cui si osservano le leggi che ai nostri integerrimi atteggiamenti di sudditanza alle norme! Basta soprattutto con quelle idee confuse e fuorvianti che ci mostrano la santità come qualcosa riservato esclusivamente a esponenti del clero, a fondatori e fondatrici di istituti e movimenti, a monaci e monache rinchiusi in luoghi che certamente trasudano fede e spiritualità ma che non possono avere la pretesa dell´esclusiva su Dio!
La grande quantità di santi e beati ufficialmente proclamati dalla Chiesa in questi ultimi tre decenni, senza contare tutti coloro che non avranno mai la possibilità di essere elevati alla gloria degli altari ma avranno comunque e sempre portato nel cuore la felicità di essere discepoli del Risorto, sta ad indicarci ulteriormente che la santità è qualcosa di possibile e di accessibile a tutti, in ogni stato di vita, in ogni condizione, con ogni tipo di inclinazione spirituale e qualunque sia il nostro carattere, e soprattutto nonostante i nostri limiti e le nostre incoerenze.
Purché siamo "beati"; purché siamo felici di stare con Dio, e lo esprimiamo anche visivamente con gesti concreti di carità, di mitezza, di giustizia, operando misericordia e pace intorno a noi.
Allora saremo chiamati, e lo saremo realmente, Figli di Dio. E perciò, Santi.

xxx DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO      notizia del 27/10/2012

Il grido
XXX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Vangelo: Mc 10,46-52

Era cieco
Gesù sta lasciando Gerico per salire inesorabilmente verso Gerusalemme e di lì sul Calvario. La folla e i discepoli lo stanno seguendo… ma come e fino dove? Quel tale cercava il paradiso a buon mercato, Giacomo e Giovanni cercavano una porzione di potere… non erano capaci di vedere. Lungo quella strada, sul ciglio dell´emarginazione, c´era anche Bartimèo a mendicare. Lungo la strada: dove il seme non attecchisce e gli uccelli lo portano via. La sua cecità non gli impedisce di essere attento con l´udito. Tutto inizia proprio dall´ascolto: sta passando il Nazareno e si sta allontanando, occorre cogliere quell´attimo per cambiare la propria vita.

«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»
Bartimèo grida per farsi sentire, è il grido di ogni sofferente, di ogni emarginato, di ogni perdente, di coloro che si trovano bloccati - o costretti - sul ciglio della strada della storia. Come Israele che grida a Dio dalla propria schiavitù. Il suo grido chiede a Gesù solo pietà per la sua condizione: di non passare oltre, di fermarsi di fronte al suo dolore, di fargli sentire la giusta compassione (Eb 5,2).

Molti lo rimproveravano perché tacesse
Ci sono sempre i benpensanti che si preoccupano che non sia turbato l´andare della vita; come può il maestro (o comunque chi ha un certo potere) essere importunato impegnato com´è in cose importanti? Così anche la comunità cristiana spesso impedisce l´incontro fra l´uomo che ha bisogno e il Dio della vita. Nelle nostre chiese impera il silenzio ed il raccoglimento, le grida degli uomini devono rimanere fuori, non riguardano Dio, non pacificano l´anima come la melodia di un organo.
Gesù ascolta quel grido e si ferma e coinvolge coloro che gli stavano d´intorno e che nascondevano la sua presenza: «Chiamatelo!». Le barriere devono saltare e gli animi si devono raccordare, il grido dell´uno non può che essere il grido dell´altro.

Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi
Il cambiamento è immediato e radicale: balza in piedi e getta il mantello, si toglie dal ciglio della strada e getta via il simbolo della sua condizione di mendicante. Quell´uomo è ancora cieco, ma libero.
Mosso dalla libertà ritrovata si mette in cammino verso Gesù. Il suo cammino inizia al buio come ogni cammino di fede, sorretto dagli altri. La vita riprende possesso di Bartimèo, il Nazareno diventa Rabbunì (mio maestro) e la richiesta di pietà acquista un significato preciso: la vista.

E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada
La fede compie il suo miracolo: gli apre gli occhi e lo mette in movimento. Bartimèo si mette a seguire Gesù su quella stessa strada che lo aveva tenuto seduto ai margini a mendicare. La fede diventa il punto per una nuova partenza, di una dinamica nuova della vita.

 

XXIX DOMENICA del tempo ordinario      notizia del 20/10/2012

Una vera grandezza: servire!

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Vangelo: Mc 10,35-45

La chiesa ha la missione di servire il mondo e noi siamo nella Chiesa a servizio gli uni degli altri. Solo così la Chiesa realizza la sua missione, solo così noi realizziamo la nostra vocazione cristiana.
Nel vangelo viene riportato un tentativo malriuscito di assicurarsi un posto di potere nel mon­do nuovo che sta per cominciare, un modo scoperto per raggiungere disinvoltamente una posizione di vantaggio. Da che mondo è mondo ci sono stati «rampanti» disposti a dare la scalata alle poltrone più im­portanti. E da che mondo è mondo sono stati ripagati con lo sdegno e l´irritazione di chi li circonda. Gli apostoli non sembrano costituire un´eccezione. Chi legge il Vangelo di quest´oggi non può fare a meno di percepi­re la solitudine di Gesù che va verso Gerusalemme, luogo di passione e di morte, e si trova a far fronte a richieste di questo genere. Non sem­bra proprio che l´abbiano capito.
Quello che domandano, del resto, fa uno strano effetto a chi sa co­me va a finire il racconto. Senza saperlo Giacomo e Giovanni stanno domandando di stare accanto a Gesù sulla croce, perché è proprio quello il luogo della gloria e della manifestazione... Senza saperlo, con un pizzico di presunzione, si dicono disposti ad affrontare quel grumo consistente di violenza che si rovescerà sul Maestro e anche su di loro. I fatti, lo sappiamo, sono andati ben diversamente!
Gesù tronca in modo netto con tutte queste aspirazioni a gradi e galloni e posti importanti: «Tra voi non è così».
Se nella società le cose vanno in questo modo, nella comunità cri­stiana sono ben altri i criteri di funzionamento. Il posto d´onore è quel­lo del servo. Chi vuole primeggiare si mette al servizio di tutti. Chi vuo­le emergere cerca di assicurare le mansioni meno gradite e meno in vi­sta. Troppo duro? Troppo esigente? Ma non è questo, in fondo, quello che ha fatto Gesù? Egli non ha chiesto la vita dei suoi, ma ha offerto la sua. Non si è fatto servire (come faceva ogni maestro dell´epoca), ma si è messo al servizio di tutti...
Strano Maestro, strano Messia, strano Figlio di Dio... da cui do­vrebbe venir fuori una strana società, quella della Chiesa. Non corri­spondente all´immagine delle altre società. Non appesantita dai giochi del potere. Non funestata dalla corsa alle onorificenze.
Una fraternità contrassegnata dall´amore, dallo spirito di servizio, dalla generosità. Una fraternità resa limpida dalla disponibilità. Una fraternità che fa avvertire il profumo del vangelo.
Saremo in grado di ritrovare questo profumo? Saremo in grado di diffonderlo? Corriamo un rischio alto, quello di diventare sale senza sapore, lievito che non fa levare la massa della pasta. Perché, senza il vangelo, quale Chiesa possiamo diventare?
Servire nella Chiesa, servire il mondo perché abbia la salvezza del Signore: è il senso profondo della Giornata Missionaria

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA      notizia del 20/10/2012

In questo giorno i fedeli di tutti i continenti sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di tutte le giovani Chiese

 

Nel 1926, l’Opera della Propagazione della Fede, su suggerimento del Circolo missionario del Seminario di Sassari, propose a papa Pio XI di indire una giornata annuale in favore dell’attività missionaria della Chiesa universale. La richiesta venne accolta con favore e l’anno successivo (1927) fu celebrata la prima “Giornata Missionaria Mondiale per la propagazione della fede”, stabilendo che ciò avvenisse ogni penultima domenica di ottobre, tradizionalmente riconosciuto come mese missionario per eccellenza.

In questo giorno i fedeli di tutti i continenti sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di tutte le giovani Chiese. Vengono così sostenuti con le offerte della Giornata, progetti per consolidare la Chiesa mediante l´aiuto ai catechisti, ai seminari con la formazione del clero locale, e all’assistenza socio-sanitaria dell’infanzia.

 

L’Ottobre Missionario attualmente prevede un cammino di animazione articolato in cinque settimane, ciascuna delle quali propone un tema su cui riflettere.

• Prima settimana: Contemplazione, fonte della testimonianza missionaria

• Seconda settimana: Vocazione, motivo essenziale dell’impegno missionario

•Terza settimana: Responsabilità, atteggiamento interiore per vivere la missione

• Quarta settimana: Carità, cuore della missionarietà

• Quinta settimana: Ringraziamento, gratitudine verso Dio per il dono della missione

 

XXVIII domenica del tempo ordinario      notizia del 14/10/2012

Il peso della tristezza e la gioia della vita

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Vangelo: Mc 10,17-30

Un tale rivolge a Gesù una precisa domanda: «Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Colui che parla è un credente, uno che crede nella risurrezione e nella vita futura con Dio, uno che vuole raggiungerla; ma è anche uno che non la considera un puro dono, come di fatto è ogni eredità. Egli la vuole meri­tare; per questo si rivolge a Gesù, che lo rimanda ai coman­damenti; non a tutti i comandamenti, ma solo a quelli che parlano delle relazioni con il prossimo, e quel tale non si ac­corge che Gesù ha toccato il punto critico. I comandamenti che riguardano Dio sono facili da praticarsi se si prescinde dai secondi. Ma solo chi si esamina sui secondi con serietà può dire se ha osservato i primi.
Quel tale rispose che li aveva osservati sin dalla giovinez­za. Gesù lo guardò con affetto. Nella sua situazione, lo vedeva bene intenzionato e allora cercò di fargli capire che per osservare i secondi non basta, per esempio, non rubare (aspetto negativo), ma si tratta di condividere (aspetto posi­tivo). Gli dice infatti: «Va´, vendi quanto hai, donalo ai po­veri e avrai un tesoro in cielo, poi vieni e seguimi».
La via della vita consiste nell´arricchirsi davanti a Dio, nel diventare discepoli di Gesù e intraprendere quel cammi­no che ora si fa´, in un certo senso, martirio, dono di sé fino alla morte. Solo chi sa perdere la vita in questo mondo, la ritroverà nella vita eterna.
Quello si fece scuro in volto e se ne andò! L´espressione: aveva troppe ricchezze dà davvero l´impressione di un enorme macigno che ostaco­la il cammino verso la vita; è davvero uno scandalo, un osta­colo, sulla via della vita eterna.
Se ne andò rattristato. Gesù si guardò attorno. Si vi­de solo con i suoi discepoli e disse loro: «Com´è difficile per coloro che hanno ricchezze entrare nel Regno di Dio», cioè ereditare la vita, salvarsi. La si compera con i soldi solo quan­do questi vengono dati ai poveri, non a chi chiama.
I discepoli si spaventarono. E Gesù, solo qui in Marco, li chiama Figlioli, una parola che ha un valore affettivo e che indica la commozione di chi parla in una determinata situa­zione e il suo legame nei confronti dei discepoli: sono lì spa­ventati, ma non se ne vanno. Gesù sta soffrendo per l´allon­tanamento di colui che aveva guardato con affetto e a cui ave­va proposto invano il suo ideale di vita. Eppure egli è venuto a indicare con verità la via, e lo fa anche con i suoi discepoli, ripetendo per la seconda volta: «Com´è difficile entrare nel Regno di Dio», a cui aggiunge: «È più facile che un cammel­lo passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno di Dio».
I discepoli sono lì allibiti: «Ma allora, chi potrà salvar­si?». Gesù li fissò e disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio. Tutto è possibile a Dio».
Salvarsi non è in potere dell´uomo. La salvezza è un do­no gratuito di Dio e non può essere meritata. Solo quando già si è accolto il Vangelo e si è nell´ordine della grazia, allo­ra quello che si fa´, porta alla vita eterna; si cammina verso la vita perché sostenuti dalla forza di Dio che è in noi.
Gesù dopo aver denunciato con estrema chiarezza l´iniquità dell´idolatria del denaro, invita alla fiducia: "Tutto è possibile presso Dio".
Si tratta allora di riflettere sul vero valore della vita e sul significato di tutte le cose che sono e devono essere un mezzo per la vita nostra e degli altri.
Che cosa è importante nella vita dell´uomo? La Bibbia risponde che la cosa più importante è la sapienza della vita: cioè il vivere la vita cercando i valori più grandi sia sulla terra, sia per l´eternità. "Di fronte alla sapienza, la ricchezza è un nulla; tutto l´oro è come un po´ di sabbia o di fango..."
Certo, molti di noi non solo non sono ricchi, ma soffrono per tanti problemi. Ma per tutti si tratta di non attaccarsi alle tante cose della terra, che possono illudere, ma che non sono di aiuto. Si tratta di pensare anche a tutti coloro che nel mondo sono veramente in situazioni di povertà estrema e di impegnarsi per la giustizia, la dignità, la pace. Si può ricordare la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro: tante situazioni sulla terra oggi sono come le descrive quella parabola.
Il vangelo che poteva sembrare duro e pessimista si conclude invece con l´esperienza meravigliosa degli apostoli e dei discepoli di Gesù.
Il giovane ricco non riesce a seguirlo, ma gli apostoli e tanti discepoli ci sono riusciti. E tantissimi ci sono riusciti lungo la storia; anche oggi ci sono tanti bravi cristiani, che vivono, lavorano, si impegnano per il bene degli altri, che reagiscono alle tentazioni delle cose materiali, che vivono nella bontà, nell´amore e nel sacrificio per la famiglia, nell´impegno per chi ha più bisogno materialmente e nell´affrontare la vita con sapienza.
E Gesù promette tutte le cose più belle a costoro e anche a noi, quando ci mettiamo su questa strada.
"Pietro gli disse: Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Gesù
rispose: "Chi avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi... per me, riceverà già al presente cento volte tanto, anche se ci sono a volte sacrifici, e la vita eterna: un tesoro in cielo!"
Per comprendere questo, diciamo: Donaci, Signore, la sapienza del cuore!

SABATO 30 MARZO 2013      notizia del 13/10/2012


h. 8.30 : Lodi - 22.30 Veglia e SS. Messa di ressurezione


a 50 anni dall´apertura del Concilio Vaticano II      notizia del 10/10/2012

Ai fedeli della Diocesi di Roma

Carissimi,

il prossimo 11 ottobre il Santo Padre aprirà ufficialmente l’Anno della Fede. Egli ha scelto questa data per ricordare il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, di cui tutti ancora oggi sperimentiamo la ricchezza dottrinale e pastorale.

Cinquanta anni fa i fedeli di Roma e i pellegrini presenti nella nostra città diedero luogo a una fiaccolata che illuminò in maniera assai suggestiva Piazza San Pietro. Il Beato Giovanni XXIII volle salutare quanti erano convenuti davanti alla Basilica di San Pietro e tenne il famoso discorso divenuto celebre per la carezza che il Papa mandava ai bambini di Roma.

Per ricordare quello straordinario evento e per aprire ufficialmente l’Anno della Fede la nostra Diocesi in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana ha organizzato per giovedì 11 ottobre prossimo alle ore 19,30 una fiaccolata da Castel S. Angelo a Piazza San Pietro, dove Papa Benedetto XVI parlerà ai presenti.

Desidero invitarvi a partecipare numerosi a questo significativo appuntamento ecclesiale, per ringraziare il Signore del dono del Concilio Vaticano II. In modo particolare incoraggio ad essere presenti i membri delle Associazioni e dei Movimenti ecclesiali che sono stati uno dei frutti del Concilio.
Con i miei più cordiali saluti.

Roma, 18 settembre 2012

san Gaspare Bertoni      notizia del 09/10/2012

Ricordiamo nella preghiera tutti gli amici e i collaboratori stimattini nel giorno in cui ricordiamo san Gaspare Bertoni, fondatore della nostra  Congregazione, che nacque  a Verona il 9 ottobre del 1777

XXVII domenica del tempo ordinario      notizia del 08/10/2012

L´uomo non separi ciò che Dio ha congiunto

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Vangelo: Mc 10,2-16

Prosegue, con la pericope evangelica odierna, la serie di insegnamenti che Gesù offre alla folla e ai discepoli circa varie questioni e problemi che possono nascere nella vita e nella comunità cristiana, serie iniziata in Luca 9,33.

L´occasione è data, in questo caso, da una domanda-trabocchetto dei farisei, che gli chiedono: "E´ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?" (v.2); che il ripudio fosse ammesso dalla legislazione mosaica era cosa pacifica; non si era d´accordo invece sull´interpretazione dell´espressione "se il marito ha trovato in lei qualcosa di vergognoso" (Deut.24,1); che cosa poteva essere definito tale, così che "il marito scriva per lei un libello di ripudio (o atto di divorzio) e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa" (Deut.24,1)?

Sulla questione si contrapponevano soprattutto due famose scuole rabbiniche: quella, assai rigorista, di Rabbì Shammai, che ammetteva la liceità del divorzio solo in caso di adulterio della donna, e quella, più lassista, di Rabbì Hillel, che aggiungeva al primo grave motivo "qualsiasi altra cosa che potesse dispiacere al marito";
ad esempio: "quando l´uomo non trovava più qualcosa di bello e di gradito in lei"; o anche se la moglie non gli faceva da mangiare regolarmente; se sbagliava a cuocere la minestra; se bruciava una vivanda…..; addirittura poteva bastare un qualunque difetto della donna, anche involontario, o la noia di vedere tutti i giorni la stessa faccia! Secondo Rabbi Akkiba poi una ragione sufficiente per il ripudio era perfino il fatto di aver trovato un´altra donna più bella.

Ora, poiché pare che a quel tempo la maggior parte della gente seguisse l´orientamento del grande Hillel e della sua scuola, praticamente non c´era moglie che non potesse venire legalmente allontanata con un atto di ripudio!

Si è detto che i farisei, come altre volte, pongono questa domanda a Gesù "per metterlo alla prova" (v.2), cioè per vedere da che parte si schiera circa la questione, o forse perché prenda posizione di fronte al re Erode, che aveva ripudiato la prima moglie per sposare Erodiade, cosa già fortemente biasimata da Giovanni Battista (cfr. Marco 6,18); se infatti la Legge consentiva quanto sopra riportato dal libro del Deuteronomio, persisteva in Israele una corrente profetica che condannava vivamente il divorzio, come si vede dal seguente passo di Malachia: "Non fece Dio un essere solo dotato di carne e soffio vitale?…Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore Dio" (Mal.2,15-16)

Ma Gesù, come tutte le altre volte in cui è coinvolto in un dibattito, supera le strettoie del legalismo; non risponde direttamente alla domanda; osserva piuttosto che la prescrizione di Deut.24,1 circa l´atto di ripudio è stata resa necessaria "dalla durezza del cuore" degli Ebrei, espressione classica dell´A.T. per indicare l´insensibilità della coscienza, la fragilità peccatrice, l´ostinata infedeltà a Dio. "Ma all´inizio della creazione, - prosegue il Maestro - Dio li creò maschio e femmina…e i due saranno una carne sola….L´uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto" (vv. 6-8).
Ecco la risposta di Gesù: Egli recupera il progetto originario del Creatore, mirabilmente descritto nella prima lettura di oggi, tratta dal libro della Genesi. Per ovviare alla solitudine dell´uomo, il Signore Dio crea un essere del tutto diverso dagli altri, tratto dalla carne stessa di Adamo; quindi c´è un legame
profondo tra i due, che li distingue nettamente sia dal mondo animale che da quello divino e nello stesso tempo li accomuna in modo tutto particolare, tanto che, quando Dio conduce la donna all´uomo, questi manifesta uno stupore gioioso perché riconosce l´altra come parte di sé, della sua stessa natura, ben diversa da quella degli animali; e nell´incontro con lei nasce anche la possibilità della comunicazione: per la prima volta infatti Adamo parla!

"Per questo - prosegue il testo di Genesi citato da Gesù - l´uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" (Gen.2,24). E´ da notare che i due verbi ebraici usati per indicare l´unione tra uomo e donna non significano solo l´unione sessuale, ma molto di più: dicono l´aderire ad una persona con tutto se stesso, in un rapporto di profonda amicizia e solidarietà; è la reciproca donazione totale, fino ad essere una cosa sola, una sola persona, in un´unità che non si spegnerà neppure con la morte, perché "forte come la morte è l´amore" (Cant.8,6)

Nella sua risposta il Nazareno aveva citato anche Gen.1,27: "Dio creò l´uomo a sua immagine, maschio e femmina lì creò"; cioè: la coppia umana in quanto tale è "immagine di Dio"; nella sua unione essa esprime addirittura quella realtà dell´alleanza che è il dono più grande fatto da Jahvè agli uomini e non a caso la predicazione profetica richiamava spesso questa dimensione: "Ti farò mia sposa per sempre, - dice ad esempio Dio ad Israele in Osea 2, 21-22 - ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell´amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore".

La volontà creatrice di Dio cui Gesù si rifà è creare l´uomo a sua immagine come maschio e femmina e quindi fondare l´unità indissolubile del matrimonio: "L´uomo dunque - conclude Gesù - non separi ciò che Dio ha congiunto" (v.9)

Questa è la visione del matrimonio che la comunità delle origini aveva dedotto dall´insegnamento del Nazareno e che la differenziava nettamente dal giudaismo; questa è la dottrina che la Chiesa ha poi sempre annunciato e insegnato; ma - viene spontaneo chiedersi - come riproporla oggi, in una società in cui negli ultimi dieci anni separazioni e divorzi sono aumentati in Italia più del doppio? E dove alcuni anni fa solo l´11% degli italiani si è dichiarato d´accordo con il papa Giovanni Paolo II° circa la negatività del divorzio?

Una risposta la possiamo trovare nella stessa pagina evangelica; è da notare infatti che l´insegnamento sul matrimonio non è dato da Gesù nella prima predicazione in Galilea al tempo delle parabole (Mc.4), né insieme alle controversie con i farisei (Mc.7), ma solo dopo che Egli è stato riconosciuto come Messia, come Figlio dell´Uomo chiamato al dono di sé fino alla croce (cfr. Marco 8, 30-32, vangelo della 24° domenica B); come dire che tale insegnamento va inserito nella globale proposta della vita cristiana, che comporta anche difficoltà, sofferenze, "croci". Nel caso specifico dei coniugi, queste consistono nella fatica di trovare sempre accordo, comprensione e disponibilità l´uno verso l´altra; di ricominciare ogni volta che qualcosa si incrina o addirittura si spezza. Ma il Cristo ha più volte ripetuto di essere insieme a noi, con la sua grazia, con il dono del suo Spirito. Scrive il padre Cantalamessa in un suo commento a questo passo: "Gesù fece il suo primo miracolo, a Cana di Galilea, per salvare la felicità di due sposi. Cambiò l´acqua in vino e tutti alla fine si trovarono d´accordo nel dire che il vino servito per ultimo era stato il migliore. Gesù è pronto anche oggi, se lo si invita alle proprie nozze, a operare questo miracolo e a far sì che il vino ultimo - l´amore e l´unità degli anni della maturità e della vecchiaia - sia migliore di quello della prima ora".

 

Giornata del ciclamino      notizia del 29/09/2012

Lotta alla sclerodermia, al via le Giornate del ciclamino

Sabato 29 e domenica 30 settembre i volontari  saranno presenti nella nostra parrocchia per informare e raccogliere fondi, con la vendita di ciclamini, per la ricerca su questa patologia

 

Cos´è la Sclerosi Sistemica

Etimologicamente significa “pelle dura” ed è una malattia autoimmune, cronica ed evolutiva caratterizzata da un indurimento ed ispessimento della cute. Si associa a iperattività del sistema immunitario a danno delle cellule endoteliali, che formano il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e all´aumento di una proteina costituente il tessuto connettivo, detta collagene.

La sclerodermia o sclerosi sistemica, in base all’ entità dell’ interessamento cutaneo, viene distinta in una forma limitata caratterizzata da esordio graduale, fenomeno di Raynaud di lunga durata, interessamento della cute delle dita, degli avambracci e del viso; frequente in questa entità l’ ipertensione arteriosa polmonare mentre è raro l’interessamento renale e di moderata entità la fibrosi polmonare.

La
forma diffusa invece ha più spesso un esordio brusco con ispessimento cutaneo esteso a tutto il corpo e un coinvolgimento più precoce degli organi interni. Nel 15% dei casi è presente interessamento delle arterie renali.

Un subset di pazienti con la variante limitata presenta Calcinosi, fenomeno di Raynaud, dismotilità Esofagea, Sclerodattilia, Teleangectasie. Questa costellazione di segni è indicata con il termine
CREST. Questi aspetti sono però rinvenibili anche nella forma diffusa.

Dalla sclerodermia/sclerosi sistemica sopra descritta vanno tenute distinte la
morfea e la sclerodermia lineare.

La morfea è caratterizzata da lesioni cutanee localizzate e dure, spesso di colore biancastro, circondate da un alone rossastro. La sclerodermia lineare, invece, si manifesta con lesioni lineari o a stria più frequenti a livello degli arti o della nuca. Queste forme vanno distinte dalla sclerosi sistemica poiché non determinano sofferenza degli organi interni. La morfea può invece determinare grave limitazione della motilità articolare nell´arto coinvolto dalla chiazza sclerodermica o problemi estetici.

La sclerodermia localizzata non si trasforma nella sclerosi sistemica.

COME SI RICONOSCE la sclerosi sistemica (sclerodermia)?

I segni più caratteristici sono indurimento e ispessimento della cute.
Esordisce in genere a livello delle mani, soprattutto delle dita (sclerodattilia), per estendersi in seguito ad altre aree. Sono frequenti ulcerazioni alle nocche e alla punta dei polpastrelli delle dita.
La pelle presenta perdita di peli sulle zone interessate, aspetto lucente, aderenza ai piani sottostanti, scomparsa graduale delle rughe, discromie.

Altri sintomi sono:
• fenomeno di Raynaud;
• teleangeactasie (piccoli vasi che divengono visibili sulla cute);
• calcinosi;
• artrite e debolezza muscolare;
• difficoltà a inghiottire cibo;
• rallentata motilità gastrointestinale con difficoltà digestive;
• secchezza di occhi e bocca;
• interessamento cardio polmonare;
• interessamento renale.
Spesso gli esami di laboratorio generali non sono molto indicativi, mentre sono presenti autoanticorpi (anticorpi antinucleo o anti-centromero o anti-Scl70).

CHI SI AMMALA?

La SSc ha una prevalenza compresa fra 10-20 casi per 100000 persone, un’incidenza di 1-2 casi per 100000 abitanti per anno , colpisce per lo più il sesso femminile (F:M=10:1 nell’età compresa fra i 15 ed i 44 anni) con variazioni relative all’età ed alla razza.

PERCHÉ CI SI AMMALA?

La causa è ancora ignota. In alcuni pazienti, sindromi analoghe sono scatenate dall´esposizione ad alcune tossine o dal trapianto di midollo ematopoietico.

COME SI CURA?

Non esiste una cura radicale ma esistono provvedimenti per controllare i vari aspetti della patologia, tra cui:

terapia medica: per infiammazione e artralgie, pirosi gastrica, fenomeno di Raynaud ed eventualmente per gli interessamenti d´organo;
terapia fisica: per mantenere e sostenere il tono muscolare e la funzionalità articolare.
E’ stata dimostrata l´utilità della somministrazione endovenosa di analoghi delle prostacicline.
Più recentemente è stata provata l’efficacia di nuovi farmaci nel trattamento delle complicanze più gravi della malattia, in particolare il bosentan, sitaxentan, ambrisentan (inibitori recettoriali dell’endotelina) nel trattamento dell’ipertensione polmonare. Il Bosentan si è anche dimostrato efficace per la prevenzione delle nuove ulcere nei pazienti Sclerodermici. Ricordiamo anche il Sildenafil già ampiamente usato nell’ipertensione polmonare ed il Tadalafil ancora in fase di studio. Gli Ace-inibitori sono i farmaci antiipertensivi da molti anni impiegati per il trattamento della crisi renale sclerodermica. Nella fibrosi polmonare, ha una certa efficacia un farmaco citostatico, la ciclofosfamide, ed è in fase di studio l’imatinib mesilato, un inibitore delle tirosinchinasi che potrebbe essere efficace per la terapia della fibrosi cutanea e polmonare. Indispensabile a questo proposito l’esito degli studi in corso.
In alcuni casi selezionati, è stato tentato il trapianto di midollo autologo con cellule staminali periferiche.

CHE RUOLO HA LA PREVENZIONE?

In realtà, non essendo nota la causa della malattia sclerodermica, è difficile se non impossibile parlare di prevenzione. Senza dubbio l’approccio più importante è rappresentato dalla diagnosi precoce e quindi, trattandosi di una malattia rara, dal riconoscimento tempestivo dei primi sintomi come il fenomeno di Raynaud.
Il fenomeno di Raynaud è il sintomo che si riscontra in circa il 95% dei pazienti. Si tratta di un disturbo vasospastico scatenato dall’esposizione alle basse temperature e/o da stati emotivi, ed è caratterizzato da pallore a cui segue cianosi e rossore. Coesistono torpore e parestesie, si localizza alle mani, piedi, naso ed orecchie.
In presenza di questi sintomi è consigliabile rivolgersi a medici specialisti reumatologi o immunologi dei Centri di riferimento. Bastano pochi esami diagnostici per escludere o confermare la Sclerodermia.

 

XXVI Domenica del tempo ordinario      notizia del 29/09/2012

Una Chiesa accogliente
Vangelo: Mc 9,38-43.45.47-48

"Chi non è con me, è contro di me": la persona di Gesù è "segno di contraddizione", e suscita da sempre contrasti. Di fronte a Gesù occorre prendere posizione, fare una scelta, e non può trattarsi di una scelta di compromesso. O con lui, o contro di lui, senza vie di mezzo. Per quel che riguarda la comunità dei discepoli di Gesù, il discorso è più sfumato. I discepoli non possono pretendere la stessa autorevolezza e forza discriminante del maestro. "Chi non è contro di noi, è per noi". La Chiesa deve fare attenzione ad essere comunità accogliente, non giudicante. Sarà Gesù a giudicare, e nemmeno un bicchiere d´acqua dato nel suo nome sarà dimenticato.

Non clericale

A ben vedere il criterio discriminante resta sempre Gesù: l´esorcista che sta al di fuori del gruppo dei discepoli, visto che agisce bene nel nome di Gesù, non potrà parlare male di lui. Ciò che importa qui non è un generico "fare il bene", ma il farlo nel nome di Cristo, e il non danneggiare il suo nome. Questa pagina del Vangelo, che sembra molto aperta, molto poco ecclesiastica e clericale, è in realtà abbastanza rigorosa. Invita il gruppo dei discepoli a non essere un gruppo chiuso, esclusivista, depositario assoluto delle parole e dei gesti di amore del Maestro. Ma nello stesso tempo insiste sull´agire "in nome di Gesù".

Ma nel suo nome

Veniamo dunque a noi, alla nostra situazione di Chiesa del terzo millennio. E´ molto facile essere esclusivisti, chiusi, pretendere che le proprie idee pastorali o spirituali siano le migliori: accade tra preti, tra catechisti, all´interno delle parrocchie e dei movimenti, nel rapporto tra preti e laici, nelle comunità religiose... e anche nei confronti di chi al di fuori della Chiesa opera per la pace e la giustizia l´atteggiamento prevalente è spesso di diffidenza, di sospetto, di svalorizzazione. Perché il punto di riferimento è il proprio ruolo, il proprio gruppo, la propria associazione, la propria opera... e qualunque altro soggetto diventa un intruso, un concorrente, uno di cui diffidare. Gesù invita a spostare il nostro centro di misurazione: è in riferimento a lui che dobbiamo valutare. Chi agisce bene nel suo nome deve essere accolto, non disprezzato.

Per i piccoli

E sempre prendendo il Cristo e la fede in lui come criterio fondamentale comprendiamo anche la severità della parole di Gesù contro lo scandalo, il recare inciampo alla fede, soprattutto dei più deboli. Chi va contro la fede dei piccoli, va contro Cristo stesso. E anche chi va contro la propria stessa fede. Il discorso qui si fa paradossale: "Se il tuo occhio ti scandalizza, càvalo". Non è certamente un invito all´automutilazione. Ma è un invito ad essere attenti alla propria coscienza e alla propria vita spirituale, prima di permettersi di giudicare i fratelli. Il brano comincia con i discepoli che giudicano quel tale; si conclude con Gesù che si rivolge al discepolo, e lo invita a giudicare prima se stesso, a spostarsi dal centro di attenzione, a lasciarsi guidare dal Maestro.


PRIMA LETTURA

"Discese nella nube...". Il libro dei Numeri descrive il cammino del popolo di Israele nel deserto, dopo aver ricevuto al Sinai il dono della Legge. Simbolo della presenza di Dio in mezzo al popolo è la nube, che costantemente li accompagna. Ogni volta che Israele è fedele alla Legge e si fida di Dio, il suo andare ha successo; ma non appena Israele dubita di Dio, va incontro al fallimento.
"... prese lo spirito che era su di lui...". Questo brano è inserito nel contesto dell´episodio delle quaglie. Il popolo si lamenta perché è disgustato dalla manna, e rimpiange il cibo della schiavitù; Dio risponde mandando la carne, ovvero una incredibile migrazione di quaglie. Ma prima della narrazione dell´arrivo delle quaglie, si inserisce l´episodio del dono dello spirito ai settanta anziani che coadiuvano Mosè.
"...si misero a profetizzare nell´accampamento": prima di donare il cibo materiale, Dio conferisce lo Spirito ad una porzione eletta del popolo. In effetti, ciò di cui il popolo ha bisogno non è semplicemente l´esaudimento dei suoi capricci materiali, ma lo sguardo di fede, capace di riconoscere la presenza di Dio nella storia.
"Mosè Signor mio, impediscili!": le parole ingenue di Giosuè tradiscono la sua fedeltà istintiva e generosa nei confronti di Mosè, che resta invece pur sempre uno strumento di Dio in favore del popolo.
"Volesse il Signore dar loro il suo spirito!": le parole di Mosè sono cariche di velata amarezza. Il popolo non è in grado di accogliere nel suo insieme il dono dello Spirito, che resta riservato agli intermediari. Le sue parole diventano supplica e profezia del dono dello Spirito, che si compie dopo la risurrezione di Gesù.

SECONDA LETTURA

"Le vostre ricchezze sono imputridite... avete accumulato tesori per gli ultimi giorni... vi siete ingrassati per il giorno della strage...": una serie di espressioni in questo brano di Giacomo fa pensare al giudizio finale. In un simile contesto va dunque letto tutto il brano: chi scrive si pone nella prospettiva del giudizio finale, in cui chi ha accumulato beni in abbondanza, trascurando il resto, si ritrova di colpo senza sostanze.
"La loro ruggine si leverà a testimonianza contro di voi, e divorerà le vostre carni come il fuoco": la ruggine è il simbolo (già nel Vangelo di Matteo) della transitorietà dei beni anche su questa terra. Giacomo ne fa un´immagine potente: nel giorno del giudizio diventa testimone a carico, e strumento di condanna.
"Il salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida...": è evidente il riferimento ad una ricchezza accumulata con l´ingiustizia, che viene alfine svelato e messo a nudo.
"Vi siete saziati di piaceri": il fine ultimo dell´accumulo smodato è il piacere personale, che alla fine non varrà nulla. Il brano insiste su un continuo rovesciamento dei valori, per cui tutto quello che nella nostra prospettiva quotidiana ci può apparire desiderabile e ricercabile, perde completamente valore. E anche quelli che nella nostra visione mondana giustifichiamo come mali inevitabili, di cui non siamo responsabili e per i quali non possiamo fare nulla (le guerre, le ingiustizie, la corruzione...), appaiono improvvisamente in tutta la loro gravità. Lo scopo è appunto quello di scuotere, di provocare una reazione, di far prendere coscienza della propria libertà anche di fronte ai meccanismi economici e anche di fronte alla ricchezza, al consumo e all´accumulo di beni.

XXV Domenica dle tempo ordinario      notizia del 23/09/2012

PRIMA LETTURA
Dal libro della Sapienza (2,12.17-20)

Il peccatore interpreta la legge a suo piacimento ed è indotto a ridicolizzarla perché propone uno stile di vita che non vuol accettare. Perciò giunge a ritenere il giusto un essere pericoloso per la sua testimonianza e giunge a perseguitarlo.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 53
In questo salmo si invoca il Signore affinché venga a capovolgere la situazione attuale, strappando al nemico chi crede in Lui e facendo così trionfare la Sua giustizia. Solo allora chi era perseguitato potrà rendere gloria a Dio.

SECONDA LETTURA
Dalla lettera di S. Giacomo apostolo (3,16-4,3)

Siamo tutti impegnati a pretendere la pace, ma spesso a nostro profitto e perciò ci facciamo guerra, ponendo noi stessi al centro del mondo e non potendo sopportare gli altri. Solo quando potremo accettare pienamente la saggezza che viene da Dio, allora sarà possibile la pace. Perché il nostro cuore sarà trasformato.


VANGELO
Dal vangelo secondo Marco (9,30-37)

Chi vuol essere il primo…
Gesù si sta dirigendo verso Gerusalemme, è il viaggio che lo porterà alla passione e Marco lo ricorda con questo secondo annunzio. L´incomprensione dei discepoli è sempre più profonda ed il vangelo la sottolinea con il contrasto tra Gesù che va per diventare "l´ultimo degli ultimi" ed i discepoli che stanno discutendo su chi sia il più grande. La loro visione della salita messianica di Gesù a Gerusalemme è infatti trionfalistica e corrisponde al tipo di attesa del popolo ebraico di allora. Per questo appare chiaro perché Gesù introduca proprio qui il discorso sull´autorità come servizio. Gesù è venuto per servire ed il cuore del suo servizio all´umanità è costituito dalla passione. Chi vuol seguirlo deve soprattutto imitarlo in questa disponibilità di servizio disinteressato. Bisogna lasciarsi alle spalle l´immagine del messia trionfatore, legato al potere ed ai forti, per accogliere quella di un Cristo debole tra i deboli e piccolo tra i piccoli. Ma, proprio per questo suo comportamento, vero figlio di Dio. Si tratta di un insegnamento particolarmente solenne, come sottolinea Marco, descrivendo Gesù come un Maestro assiso in mezzo ai suoi allievi. E´ infatti a loro, ai Dodici, che Gesù si rivolge! E´ un fatto raro in Marco, nel quale Gesù parla alle folle o all´insieme dei discepoli. Gli insegnamenti rivolti "ai Dodici" toccano il cuore del messaggio, ciò che fonda e caratterizza la Chiesa. Gesù infatti sceglie coloro che ne saranno le colonne (Mc 3,13) e li invia solennemente in missione (Mc 6,7). Qui abbiamo invece la definizione delle condizioni basilari per costruire la Chiesa e la prima è l´impegno concreto di ognuno per mettersi all´ultimo posto: il posto del servo. Gesù definisce così la sua Chiesa, non secondo una logica di potere e di gerarchia basata sulla forza, ma all´opposto secondo una logica di servizio e di conseguenza proponendo una gerarchia basata sulla disponibilità a servire. E´ d´altra parte la logica normale su cui è fondata la famiglia. Nella famiglia più i genitori si pongono in una condizione di servizio, di disponibilità e di aiuto nei confronti dei figli, più diventano il vero centro della vita della famiglia. In essa infatti ci si rivolge spontaneamente e liberamente verso chi si pone a servizio, verso chi opera per il bene di tutti. Così si costruiscono con naturalezza le gerarchie interne. Si tratta certo di un progetto esigente, che richiede una dedizione profonda da parte di chi vuol mettersi a servizio nel difficile compito di condurre il gregge di Dio. Si tratta di diventare ultimi, come era "ultimo" nella società di quel tempo il bambino, considerato soltanto quando era utile, quando poteva servire. Poi relegato in un angolo, perché le sue opinioni non meritavano di esser ascoltate dagli adulti e le sue rivendicazioni non avevano alcun tipo di forza per imporsi. Un radicale capovolgimento delle logiche umane che interroga direttamente chiunque è posto in una condizione di autorità, di potere. C´è una sola via cristiana per essere assieme "primi di questo mondo" e veri discepoli di Cristo ed è mettersi a servizio del più debole, farsi ultimi per condividere le speranze e le sofferenze dell´ultimo.

 

 

Corso in preparazione la matrimonio      notizia del 19/09/2012

Incontri in preparazione al matrimonio  inziano venerdì 9 novembre alla 21.00. Le schede di iscrizione, entro il 4 novembre, le potete trovare all´interno di questa notizia, con tutto il programma, o presso la segreteria della parrocchia: h. 9.30 - 12.00 e 17.00 -19.00

XIV domenica del tempo ordinario      notizia del 15/09/2012

L´amore non pone condizioni. L´amore non dice: "Io ti amo ma tu devi essere bravo… in grazia… o così come dico io… così non lo devi fare… se fai così allora io non ti voglio più… se fai così hai chiuso con me…". L´amore dice: "Io ti amo, cioè, io ci sono per te… io ti amo per quello che sei… io non ti voglio cambiare

XXIII Domenica del tempo ordinario      notizia del 08/09/2012

La nostra vita di fede ha bisogno di segni, di concretezza, di sacramenti

 
Vangelo: Mc 7,31-37

Essere sordi, nella Bibbia, significa non accogliere il messaggio di salvezza di Dio.
È Israele, di solito, a manifestare sordità, come ci ricorda la prima lettura di Isaia.
Anche noi, travolti dalla mille cose da fare, attorniati da rumori, da chiacchiere, da opinioni, fatichiamo ad ascoltare il desiderio profondo di senso che portiamo nel cuore, fatichiamo a cercare Dio.
Proprio come accade al protagonista del vangelo di oggi, un sordo muto. Meglio, nel greco particolare di Marco, un sordo/balbuziente, che non riesce a farsi capire, che stenta a relazionarsi, destinato ad una chiusura al mondo esterno.
Immagine dell´uomo contemporaneo, solo e narcisista, smarrito e alla ricerca di una qualche visibilità, tutto incentrato nella propria (improbabile e sempre più inaccessibile) realizzazione.
L´insoddisfazione è la caratteristica principale dell´uomo post-moderno.
E la nostra.

Fuori dal recinto
Al tempo di Gesù, si credeva che la santità fosse inversamente proporzionale alla distanza da Gerusalemme. La Giudea poteva ancora salvarsi, ma la Galilea e la Decapoli, oltre la Samaria, zone di confine, abitate da popolazioni miste, erano decisamente perdute.
La Decapoli: dieci città a maggioranza pagana che Roma aveva voluto autonome dall´amministrazione ebrea, nella perfida politica del dividi et impera. I pii israeliti, per scendere a Gerusalemme, passavano oltre il Giordano, sulla strada che attraversava i territori pagani, ma senza mai entrare nelle città considerate perse.
Gesù, invece.
Inizia la sua predicazione proprio da lì, dalle tribù di Zabulon e Neftali, le prime a cadere sotto gli Assiri, seicento anni prima. Perché egli è venuto per i malati, non per giusti.
Non fugge gli impuri e li condanna, come fanno i Perushim, i farisei.
Li salva.
La guarigione del Vangelo di oggi, fa esclamare alla folla: ha fatto bene ogni cosa, ha fatto vedere i ciechi, ha fatto udire i sordi!.
Solo chi non si aspetta la salvezza sa gioire così tanto della salvezza inattesa!

Guarigioni
È condotto da amici, il sordo/balbuziente.
Sono sempre altri a condurci a Cristo, a parlarci di lui, a indicarcelo.
La Chiesa, a volte incoerente e fragile, è la compagnia di coloro che conducono a Cristo.
È questa la funzione della Chiesa, a questo "serve"la Chiesa: a rendere testimonianza al Maestro.
Ma, lo sappiamo, ci vuole umiltà per farsi condurre.
Il nostro mondo ha fatto dell´arroganza uno stile di vita: trovo molte persone che sanno tutto, che pontificano, che giudicano, specialmente le cose concernenti la fede, ma che non sanno davvero mettersi in discussione.
Del vangelo sappiamo già tutto: ci siamo sorbiti quattro anni di catechesi, cosa c´è altro da imparare?
Nulla, perché la fede è anzitutto incontro. E dopo l´incontro, l´amore spinge alla conoscenza.
Ma per incontrare occorre muoversi, uscire dalle proprie presunte certezze acquisite.
Gesù porta il sordo/balbuziente in un luogo riservato.
In mezzo al caos quotidiano e alla folla non riusciamo davvero ad ascoltare.
La ricerca di fede avviene personalmente, cuore a cuore, in un atteggiamento reale di accoglienza. Dio ci parla ma, per accoglierlo, occorre zittirci.

Gesti
Gesù compie dei gesti di guarigione: sospira, tocca la lingua del malato.
Allora si pensava che la saliva contenesse il fiato, Gesù intende trasmettere il proprio spirito all´uomo, e vi riesce.
La nostra vita di fede ha bisogno di segni, di concretezza, di sacramenti.
La fede scoperta è vissuta e celebrata, fatta si gesti in cui riconosciamo l´opera del Signore per noi, per l´umanità. Ma, e accade, se siamo guariti è per annunciare agli altri la nostra guarigione profonda.
In Marco, però, Gesù impone il silenzio.
Perché?
Gli esegeti ci suggeriscono che, forse, Gesù non voleva essere scambiato per un guaritore qualunque. La guarigione è sempre segno ed esplicitazione di qualcosa di profondo.
Aggiungo io, birichino, che se dietro Marco c´è Pietro, allora forse ci vuole dire di non professare il messianismo di Gesù se prima non si è passati attraverso la croce.
Abbiamo bisogno di cristiani guariti, di annunciatori di speranza, di credenti riconciliati.
Noi che abbiamo udito le meraviglie di Dio possiamo proclamare come la folla: ha fatto bene ogni cosa.

Sogno e son desto
È per questo che Isaia, il grande e tenero Isaia, spalanca gli occhi davanti a un popolo rassegnato, sfiancato da settant´anni di prigionia a Babilonia, ormai convinto che Dio non ci sia più, e sogna. Sogna un ritorno, una terra in cui la sofferenza non esiste più e l´abbondanza delle acque che riempie i cuori.
Un sogno che è anche quello di Dio e che si avvererà per Israele con il ritorno a Gerusalemme e, per noi, con la venuta del Regno.
Questa salvezza, questa buona notizia, questo gioioso annuncio, ammonisce Giacomo, deve essere visibile sin d´ora nelle nostre comunità.
Se l´asfalto del conformismo ha appiattito l´attenzione al povero, Giacomo ci richiama con forza alle nostre responsabilità di salvati.
La Chiesa, che è il popolo di chi è stato sanato dalle proprie ferite con l´olio della consolazione di Gesù, imita lo stesso gesto verso l´umanità fatta a pezzi e ferita dall´odio e dal peccato.
Noi siamo il volto di Dio per il fratello perduto.



 

XXII Domenica del T.O.      notizia del 01/09/2012

Da chi andremo, Signore? Dopo l´estenuante riflessione scaturita dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci nel Vangelo di Giovanni siamo arrivati ad un bivio: lo vogliamo davvero un Dio così? Come Pietro siamo stati invitati ad andare all´essenziale della nostra fede, a chiederci se esiste, nella nostra vita, una concreta possibilità di vivere senza Cristo.
Siamo finalmente usciti dal pantano teologico di Giovanni per entrare nel vespaio di concretezza di Marco: forse era meglio prima! Un aspetto lega, però, i due autori: la descrizione di un Gesù esigente che non fa sconti a nessuno.
E la domanda, forte, imperiosa, che ci raggiunge: chi è davvero, Gesù di Nazareth?
Il tema del vangelo di oggi riguarda un atteggiamento spesso diffuso fra chi crede: la distinzione fra "puro" e "impuro".

Perushim
In Israele era fondamentale la distinzione fra ciò ch era legato a Dio e ciò che non lo era, fra il "puro" e ‘"impuro". A noi fa strano, oggi, ma era fondamentale capire cosa distingueva un atteggiamento che avvicinava alla luce da un altro che ne allontanava. E, così, le norme sulla purità rituali erano precise e minuziose, a volte anche troppo.
Il Levitico proibisce di raccogliere il frutto di una terra conquistata per almeno cinque anni, aspettando che si purifichi! Gesù, invece, pare poco sensibile a queste questioni rituali, accusando di ipocrisia chi le praticava. Gesù vede nella distinzione fa "puro" e impuro" alcuni grossi inconvenienti.

Rischi
Il primo è evidente. Se ci arroghiamo noi il diritto di distinguere, rischiamo di bollare le persone dall´esterno, di dividere il mondo far buoni e cattivi. Noi, casualmente, sempre dalla parte dei buoni.
Se pensiamo davvero di essere a posto, in regola, allora cogliamo in fallo coloro che sono fuori dalla regola. E li giudichiamo. Gesù, invece, chiede di astenersi dal giudizio, lasciandolo a Dio che, solo, conosce il cuore delle persone.
Gesù se la prende con i farisei, i buoni ebrei devoti suoi contemporanei, gli ultras della fede, i migliori, che lo accusano di non osservare scrupolose norme rituali prima del pranzo.
Gesù approfitta della provocazione per inquadrare la situazione: andate all´essenziale, ipocriti, è inutile osservare piccole scrupolose norme scordandosi la misericordia!
Per molti, ancora oggi, credere significa fare o, meglio non fare, qualcosa.
Sbagliato; credere è, anzitutto, incontrare una persona, Gesù, che sconvolge la vita e fa cambiare atteggiamento.
Gesù lo sottolinea: i farisei si impegolano in piccole cose rituali trascurando l´essenziale, filtrano il moscerino e ingoiano il cammello.

Parola di Dio?
Il secondo rischio è quello di spacciare le buone e sante tradizioni degli uomini come divine. Dei dieci precetti dati da Dio a Mosè se ne aerano aggiunti oltre seicento, così, per gradire. Gesù contesta le tradizioni volute dagli uomini e attribuite e Dio, per fare maggiore autorevolezza.
Il cuore puro è una richiesta divina, le estenuanti abluzioni, no.
Quante volte, ancora oggi, vedo nelle parrocchie persone che difendono le tradizioni (sane e sante) come volontà divina!
Dobbiamo saper distinguere bene cosa è Parola di Dio e cosa è abitudine consolidata, senza mai mescolare i piani.

L´impuro
Di più: se Dio è diventato uomo, come capiranno i discepoli, tutto è purificato.
Nessuna prescrizione o bevanda proibita, ma un cuore libero che incontra Dio è essenziale.
Gesù si mischia, si sporca le mani, gioisce di ogni legittima gioia godendone e ringraziando il padre, è accusato, addirittura, d essere un mangione un ubriacone…
La distinzione fra puro e impuro è colmata perché Dio l´ha colmata.
Tutto ci conduce a Dio, dipende dal cuore con cui lo viviamo.

Solo un cuore che veramente incontra Dio può, alla fine, porre gesti che desiderino realmente incontrarsi con Lui. Solo un cuore toccato diventa un cuore convertito. Allora, e solo allora, i gesti acquistano significato.
Allora, e solo allora potremo vivere la riconciliazione come festa, il perdono come regalo.
Ho davvero paura di una fede che si riduce a moralismo.
E credo che il grosso rischio della nostra fede, oggi, sia proprio questo, diventando perciò improponibile alle nuove generazioni.
Quando dico a un giovane: "non fare così", mi chiede sempre: "Perché no?".
Cosa rispondere? Perché è così e non si discute? Perché si è sempre fatto così?
No, non serve, non aiuta, butta ancora più nello scoraggiamento, allontana dalla fede.
L´unica risposta è: "perché Gesù è venuto a raccontarci il vero volto di Dio e il nostro vero volto, ci insegna ad essere autenticamente uomini e donne. Facendo ciò che stai facendo stai dando il peggio di te e, come se non bastasse, non ottieni la pienezza della felicità. Prova a scoprirlo da te, leggendo il Vangelo".
Il Signore non ha bisogno di belle mascherine, ma di figli, non di giusti ma di peccatori riconciliati.

XXI Domenica del T. O.      notizia del 26/08/2012

C´è una solitudine inevitabile nella vita.
Solitudine, dal latino solus, vuol dire che io sono solo. E´ così: io sono solo io.
I miei sentimenti, le mie emozioni, sono solo mie: le posso condividere ma non sono quelle degli altri. Le mie scelte e la mia vita è solo mia: posso parlarne, chiedere, ma nessuno può fare le mie scelte e nessuno può vivere la mia vita. I miei fantasmi, le mie paure, i miei dolori e le mie ferite sono solo mie: gli altri hanno le loro. Devo imparare io a starci con loro, a fargli compagnia, a conoscerle e a capirle.
Cioè: io devo imparare a stare con me. Perché se io non sono il mio migliore amico, nessuno lo potrà essere. Se io non so stare con me perché lo dovrebbero fare gli altri? Perché chiedo agli altri di fare ciò che io non voglio fare? E come posso stare con gli altri se non so stare con me? Come posso ascoltare gli altri se non so ascoltare me? Come posso accogliere il dolore altrui se non accolgo il mio? Come posso amare se non so amare e accogliere quello che c´è dentro di me?
La solitudine non è qualcosa di negativo, è la realtà che la mia vita è solo mia, come anche la mia morte è solo mia. La solitudine è la realtà che c´è qualcosa che è "mio" e di nessun altro. Nessuno può fare questo, nessuno può vivere questo, nessuno può sentire o provare questo perché è solo mio. E se non lo faccio io allora sì che sono veramente solo, isolato, alienato.
Solitudine = autonomia. Posso stare con me se sono in grado di stare da solo, se non dipendo dagli altri, se non ho bisogno di qualcuno per essere felice.
Chi ha una personalità ancora bambina, non sviluppata, è terrorizzato dalla solitudine: non è che ama stare con gli altri, è che non può stare senza gli altri, perché non sa stare con sé.
Quando facciamo gli esercizi spirituali diciamo: "Domani, dal risveglio e per tutto il giorno, notte compresa, ciascuno starà da solo". Alcune volte diamo pranzo a sacco e ciascuno sta con sé in mezzo al bosco fino a sera. Per alcuni è fantastico, ma per molti è un dramma: nessuno con cui parlare, nessuna radio, nessuna tv, nessun chiacchiericcio!
Perché allora emergono tutti i mostri, le paure, i fantasmi che abbiamo dentro. Allora tutto ciò che è sepolto e che non ascoltiamo piano piano emerge e ci fa paura. Allora ci accorgiamo di quanto spesso stiamo con gli altri e siamo sempre in attività proprio per fuggirci.
Gesù allora mi dice: "Impara a stare con te e ad amarti. Impara a stare e a conoscere il tuo mondo interiore. Non fuggirti. Stai solo con te e fatti compagnia".

E poi, la mia strada è solo mia. Quindi nessuno può fare la mia strada, per questo sono solo. E´ meraviglioso che io sia solo perché vuol dire che è solo "mia".
Il più grande dramma della vita è rinunciare alla propria missione per paura di rimanere da soli, di non essere capiti, di essere giudicati. E´ inevitabile: essendo la tua "strada, missione" sei da solo! Ovvio! Il più grande dramma della vita è non fare ciò che il cuore ci comanda di fare solo perché non lo fa nessuno: "Ma sono solo! Ma solo io? Nessuno vuole farlo?". Il più grande dramma della vita è non fare ciò che la nostra coscienza ci richiama a fare perché tutti fan diversamente: "Ma solo io sono l´unico stupido che deve fare così? Fan tutti così!".
Gesù ha guardato i discepoli in faccia e ha detto: "Io ho la mia strada. Non venite? Pazienza! Io devo andare". La risposta dei discepoli è bella: "Ma dove vuoi che andiamo Signore! Tu sei la Vita" (6,68).
Per adesso lo seguono. Verso la fine della sua vita Gesù è sempre più solo: molti se ne sono già andati, altri se ne vanno dopo le parole dette da Gesù, questi ancora rimangono. Ma non per tanto: Gesù morirà solo. Solo con il Padre.



 

XX Domenica del tempo ordinario      notizia del 18/08/2012

Il pane del cammino


Vangelo: Gv 6,51-58

Allacciarsi le cinture di sicurezza, se disabituati alle altezze; prudenza: pericolo di vertigini.
E di conversione.
Se avete seguito la soap opera delle scorse domeniche (Trasfigurazione a parte) e la spessissima teologia di Giovanni che emerge nel discorso di Gesù dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, sapete – più o meno – dove ci troviamo.
Il miracolo di Gesù si è rivelato un flop; la folla invece di cogliere il significato profondo del segno – occorre mettersi in gioco per affrontare i problemi e la fame di giustizia dell´umanità – ha capito l´esatto contrario: ecco qualcuno che ci riempie la pancia, finalmente un Dio che ci risolve i problemi.
Da questa reazione inattesa parte l´ardito discorso di Gesù, deluso e scoraggiato: la fame da saziare è un´altra, più profonda, più difficile, la fame del cuore che Dio solo può riempire; non un Dio qualsiasi ma il Dio che Gesù viene a svelare. Nella ricerca della vita vera, chiamata vita eterna, Gesù propone un pane, il pane del cammino, come il pane che aiutò Elia a superare il deserto e la propria frustrazione.

La presenza
Oggi, a sorpresa, Gesù parla di un pane di cui cibarsi, un pane che è la sua presenza.
Ci immaginiamo lo sguardo attonito dell´immensa folla di (ex) fans di Gesù che, ben sazi dopo il miracolo dei pani e dei pesci, si vedono ora chiamati a sperimentare una inaccettabile ed improbabile forma di cannibalismo.
A noi, oggi, tutto appare fin troppo chiaro: Gesù parte dal pane distribuito per parlare di un altro pane che lui darà e che è sua carne da mangiare per dimorare in lui.
Come non pensare all´ultima cena? Come non sentire rieccheggiare in queste parole il "fate questo in memoria di me" pronunciato dal Maestro prima di essere ucciso?
Gesù dice che cibarsi del pane che darà ci rende simili a lui, opera in noi una "cristificazione", un cambiamento.
Ci credo, amici, ci credo. Resto stupito, fatico, sono pieno di dubbi ma ci credo.

Eucarestie
Oggi Gesù parla di ciò che ogni domenica, stancamente il più delle volte, facciamo nelle nostre accaldate comunità. Ci credete, amici? Credete che, grazie alla preghiera della comunità, al dono dello Spirito e all´imposizione delle mani di un prete (spesso inconsapevole del potere che ha), Gesù si rende cibo?
Gesù parla di questo dono semplice e tremendo, gioioso e durissimo, che ci obbliga alla fede, che ci scardina dalle abitudini. Ogni domenica ci raduniamo per ripetere la cena, un gesto di caldo affetto e di obbedienza al Maestro, ogni domenica ci nutriamo del pane della Parola e del pane Eucaristico, custodiamo questo pane nelle nostre Chiese per i nostri malati, per segnalare una Presenza nel caos anonimo delle nostre città.
Siamo qui per questo, per questo ci raduniamo, perché affamati, perché abbiamo urgente bisogno di saziare il cuore, di illuminare il cammino, di credere, finalmente, senza ambiguità, senza ritrosia. Credere, fratelli, credere con tutto il cuore e con tutta l´anima.
Gesù svela un mistero: non solo cibarsi di lui ci nutre il cuore, non solo ci dona la vita vera, la vita eterna, ma cibarsene con consapevolezza ci porta a vivere per lui.
Lo vedo nella mia vita: più frequento il Vangelo e il Maestro Gesù e più ne resto affascinato, più ne sono innamorato, più imparo a conoscere me e gli altri.
Perciò san Paolo può dire che l´incontro col Maestro ti cambia la vita, ti cambia dentro. Che non fai più le cose di prima, per scelta, con gioia, non per un ipotetico moralismo che ti blocca e ti castra, ma per una conversione profonda che inizia con l´incontro con Cristo e che dura per tutta la vita. Così il libro dei Proverbi ci invita al banchetto di Dio, a mangiare insieme acquistando saggezza, acquistando intelligenza, l´intelligenza che ci permette di leggere la nostra vita con lo sguardo di Dio.
Fine del discorso, fine della provocazione.

Noi
Ora passiamo ai fatti e scaviamoci dentro.
Amico che leggi, cos´è l´eucarestia nella tua vita?
Hai ragione, le nostre messe sono stanche, non entusiasmanti, sono troppo rituali ed esteriori, non ci si conosce, le viviamo con un senso di abitudine e di noia.
È vero (e con quanto dolore dico queste parole!) che manca stupore a me e alla mia comunità nelle celebrazioni. Perché non cominciare noi? Perché non fare di quella cena il cuore della settimana, lo stimolo per la vita?
Confratello che leggi e che celebri l´eucarestia, perché non osare di più? Senza eccessi, senza formalismi o improvvisazioni, perché non riappropriarci dell´eucarestia, usare linguaggi nuovi, amare questo gesto, preparalo, con gioia, con serenità?
Ascoltiamoci, fratelli preti, mentre predichiamo: quanta rabbia nelle nostre parole, quanta frustrazione, quanta teologia incomprensibile! Con umiltà ascoltiamo la nostra gente, capiamo cosa vive oggi un fedele, interroghiamoci come discepoli, poiché uno solo è il Maestro, diamo – finalmente – buone notizie!
Facciamo diventare le nostre eucarestie un capolavoro di autenticità e di fede, di bellezza e lode, perché nessuno possa fare a meno di parteciparvi!

ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA IN CIELO      notizia del 14/08/2012

Credere nel Paradisio , significa non trasformare la terra in un inferno


Vangelo: Lc 1,39-56

Dag Hammarskjold, che è stato integerrimo segretario dell´ONU, un giorno disse: Quando l´uomo smette di credere nel Paradiso, trasforma la terra in un inferno: lo spettacolo che appare tante volte davanti ai nostri occhi.

Oggi il Paradiso da molti è ritenuto una favola, ma la conseguenza del taglio sul futuro dell´uomo si traduce in disorientamento, in sbandamento e, soprattutto, in accanimento nevrotico sul presente che, però non ha più senso e quindi non soddisfa e non rende felici: diventa, cioè un inferno!

Guardiamo cosa accade nel mondo: di giorno e soprattutto di notte e abbiamo davanti il quadro di una società vuota e infelice. Ringraziamo, allora, prima di tutto Dio per il dono della fede che illumina il nostro presente con la lampada del futuro (la lampada del Paradiso). E, proprio riguardo al presente, la prima lettura, tratta dall´ Apocalisse, ci informa che nel mondo si sta svolgendo una lotta drammatica: una lotta tra la donna vestita di sole che da alla luce un bambino destinato a regnare su tutte le nazioni e un enorme drago rosso, che vorrebbe uccidere il bambino e fermare il suo inarrestabile destino di Salvatore.

Il bambino destinato a regnare è Gesù; il drago rosso satana: nella storia c´è uno scontro tra Gesù e satana, che prende corpo e visibilità in un continuo confronto-scontro tra amore e odio, tra umiltà e orgoglio, tra perdono e vendetta, tra altruismo ed egoismo.

E questo scontro passa anche dentro di noi e ci chiama a prendere posizione, a scegliere il campo: o con Gesù, o col maligno!

Accanto al bambino, cioè accanto a Gesù, c´è una donna vestita, di sole: cioè, una donna con il cuore totalmente aperto a Dio. Questa donna è Maria. In lei il maligno non è riuscito a trovare alcun varco e, pertanto, Maria è decisamente l´avversaria di satana e la prima collaboratrice di Dio nella grande opera della salvezza dell´umanità.

Quale sarà l´esito di questa lotta, di questo scontro? L´esito è già annunciato e oggi è per noi motivo di festa e di consolazione: vince il Bambino (cioè Gesù) e vince la donna (cioè Maria) perché la sua anima è piena di sole, è piena di Dio.

E vince chiunque si schiera dalla parte del Bambino e della donna vestita di sole, vivendo le beatitudini, che sono l´opposto delle maledizioni di satana.

Oggi, quasi per gustare la vittoria di Gesù, il nostro sguardo si posa su Maria Santissima, Assunta in cielo: Maria è la primizia della vittoria di Cristo, Maria è il futuro verso il quale noi stiamo camminando.

E Maria oggi viene presentata mentre pronuncia il Magnificat, che è la più coraggiosa profezia contenuta nella Sacra Scrittura.

Il Magnificat inizia con una lode serena e sincera a Dio: lo sguardo di Maria è rivolto a Dio, perché Dio è la roccia sulla quale tutto poggia. Riconoscere questo è fondamentale per avere il senso delle proporzioni e per cogliere il significato della vita e della storia.

Maria prosegue e loda Dio per un motivo ben preciso: lo loda perché ha posato lo sguardo sulla piccolezza della serva. Questa certezza, la certezza che Dio è schierato dalla parte degli umili, da a Maria la certezza della vittoria degli umili; vittoria che, nel momento in cui pronunciava il Magnificat, Maria non vedeva, ma credeva!

E gli umili sono i poveri in spirito (coloro che sono liberi dell´idolatria della ricchezza), i miti, i misericordiosi, i puri di cuore, i pacifici, i perseguitati a causa del nome di Gesù. Dio è dalla loro parte e, pertanto, costoro usciranno vittoriosi dalla grande lotta della storia.

Maria però - si nota nel Magnificat - è consapevole che il mondo è pieno di superbi, potenti e prepotenti che si costruiscono i loro troni di orgoglio, è pieno di egoisti avidi e avari.

Però con la sicurezza della fede, Maria può annunciare: Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, Dio rovescia i potenti dai troni, Dio rimanda a mani vuote tutti gli egoisti avidi e insaziabili.

Possiamo dire: "Grazie, Maria, per averci avvisato! E grazie per averci detto con serena sicurezza che Dio innalza gli umili, cioè coloro che sono semplici, poveri, ospitali come la grottta di Betlemme: e accolgono il dono della salvezza, che soltanto Dio può dare".

Dio innalza gli umili: Maria Assunta in cielo ne è la prova!

Il suo canto può diventare il canto del nostro cuore e, soprattutto, può diventare il programma della nostra vita e l´ispirazione delle nostre scelte quotidiane per poter un giorno entrare nella casa del Magnificat, che è il Paradiso. (card. Comastri)

 

 

XIX DOMENICA del T.O.      notizia del 11/08/2012

Il pane che dà forze nuove
Vangelo: Gv 6,41-51
Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 6,41-51)

Nella prima lettura di questa domenica vediamo il profeta Elia che non ne può più: il mestiere di profeta è duro quando i risultati non ci sono e le parole annunciate sono come discorsi fatti al vento .Il popolo è di dura cervice e il profeta è tentato di gettare la spugna: "Ora basta Signore! Prendi la mia vita perché io non sono migliore dei miei padri". Ma ecco che dopo aver detto "non ce la faccio più" viene un angelo a dirgli:"su mangia perché è troppo lungo per te il cammino". E´ come se, attraverso l´angelo che è sempre un messaggero di Dio, il Signore stesso gli dicesse "non contare sulle tue forze che non ti basteranno per percorrere tutto il cammino che è ancora troppo lungo, ma conta su di me, sulla mia forza che ti darò giorno per giorno". Ed ecco allora che, improvvisamente, il profeta che non ce la faceva più, ce la fa di nuovo. Dopo aver riconosciuto la propria debolezza ecco che interviene la forza di Dio, ed Elia, dopo aver mangiato il cibo che, misteriosamente si trova davanti, riprende a camminare per quaranta giorni e quaranta notti, fino al monte di Dio.
E´ solo riconoscendo la propria debolezza davanti a Dio che si riacquistano forze nuove, mai sperimentate prima. "Quando sono debole, è allora che sono forte diceva già san Paolo. E io aggiungerei: è solo allora che sono forte perché sperimento la forza stessa di Dio, mentre se conto sulle mie povere forze, il cammino sarà troppo lungo e si esauriranno prima. L´importante è manifestare al Signore il proprio stato d´animo. Con Dio ci si può lamentare (Giobbe e Geremia ne sono gli esempi più forti): lamentarsi con gli altri non serve a niente perché si rimane tali e quali, ma con Dio serve eccome, perché dopo se ne esce diversi, tante cose cambiano. E forze nuove spuntano!…
Il Vangelo ci mostra ancora una reazione del Giudei alla rivelazione di Gesù: "I Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo". E dicevano. "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre, come può dunque dire: sono disceso dal cielo?" E dai che ci risiamo! Questi giudei, oltre che pescatori, di professione erano soprattutto mormoratori!… Ne avevano sempre una. E Gesù tenta, invano ahimè, di far cambiare loro mestiere e dice: "Non mormorate tra di voi(…) In verità vi dico chi crede ha la vita eterna".
Ecco cos´è la vita eterna: credere in colui che Dio ha mandato. Quindi la vita eterna non inizia dopo la morte, ma comincia nel momento stesso in cui crediamo in Gesù Cristo Figlio di Dio. "Questa è la vita eterna: che conoscano te l´unico vero Dio e colui che hai mandato".
E Gesù ribadisce ancora una volta a questo popolo di dura cervice, di essere lui il pane di vita, l´unico che sazia per sempre e dà la vita eterna. Sì, sì, i loro padri avranno anche mangiato la manna (era la mormorazione della volta scorsa, vi ricordate? "I nostri padri hanno mangiato la manna, e tu che segno fai…?"), ma erano poi morti lo stesso. "I vostri padri hanno mangiato la manna e sono morti. Io sono il pane vivo disceso dal cielo, perché chi ne mangia non muoia".
Ed è il pane che ci ridona forze nuove per riprendere il cammino.

XVIII Domenica del tempo ordinario      notizia del 04/08/2012

Pane di vita e di verità

Vangelo: Gv 6,24-35
Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 6,24-35)

Dopo aver sfamato migliaia di persone con il prodigioso miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù entra nel vivo del commento che accompagna questo atto e si intrattiene sulla necessità vitale del pane che non si consuma. Certo, l´alimento farinaceo materiale ha la sua importanza ed è indispensabile. Dio lo concede tutti i giorni agli uomini e anche Gesù lo ha procurato a coloro che erano disposti ad ascoltare la sua divina parola; nella preghiera del Padre nostro ci esorta a chiederlo a Dio Padre quale alimento indispensabile per il sostentamento quotidiano. Ma esiste anche un pane indissolubile, non si consuma e non perisce e che garantisce il nostro sostentamento per tutta la vita. Se il popolo d´Israele non poteva sopravvivere senza il pane provvidenziale del Cielo chiamato "manna", che è il lattice consolidato della corteccia di un albero della steppa (Ravasi), nessuno può sussistere senza il Pane Vivo disceso dal Cielo per la vita indefinita dell´uomo. Gesù precisa subito di cosa si tratta: "Io sono il pane vivo disceso dal cielo", definendo se stesso come il pane della vita che non esaurisce la sola fame momentanea ma che placa il desiderio di verità e di assoluto dell´ umanità intera, che imprime nella vita dell´ uomo per darle senso e fondamento e che viene concesso per pura gratuità e benevolenza divina.
Se Gesù viene visto semplicemente come il più grande uomo che sia mai esistito, non potrà mai essere differente dai tanti miti che spontaneamente si ergono sulle masse per poi capitolare trascinando anche queste nel baratro; se viene paragonato ad un leader sia pure carismatico e promettente, diventa un idolo evanescente e illusorio e se viene considerato come uno fra i tanti deluderà come qualsiasi espediente qualunquistico. Se invece Gesù viene accolto come è veramente, il Figlio di Dio fatto uomo, si riscontrerà in Lui la verità assoluta che soddisfa tutti e che rende tutti liberi (Gv 8, 32) e non si potrà fare a meno di lui come cibo che non perisce e che sostiene per la vita eterna. Se viene identificato come la Verità, certo Gesù verrà cercato e assimilato come cosa indispensabile e vitale, che si assume senza riserve e si deglutisce come un sono boccone a tavola, insomma come la Verità che si adotta ma che anche si "mangia". Non soltanto metaforicamente, ma anche materialmente, masticandola e nutrendoci di essa nel Sacramento vivo dell´Eucarestia. In Esso la Chiesa ci raduna settimanalmente da ogni luogo perché possiamo nutrirci dello stesso Signore pane vivo condividendo la sua mensa dopo aver compartito fra di noi la sua Parola e realizzato anche il vincolo di comunione e di condivisione che scaturisce immediatamente da essa. E appunto questo pasto eucaristico, che consiste nell´assumere il Cristo nel suo vero Corpo attraverso le specie del pane, eleva e fortifica il nostro spirito predisponendolo alle vicissitudini del quotidiano e dandoci forza e vigore nelle lotte e nelle difficoltà. Il pane vivo disceso dal cielo ci sostiene nella terra con le armi che provengono dal Cielo. La mensa eucaristica è luogo di comunione nel Sacramento che è riflesso della comunione che è in Dio e slancio della comunione fra tutti gli uomini, vicini e lontani.
Proprio l´Eucarestia è l´allusione principale del Vangelo di Giovanni del "mangiare la sua carne e bere il suo sangue" per avere in noi la vita, espressamente riportata soprattutto dai vv. 50 in poi dello stesso brano evangelico: cibarsi a nche materialemente di Cristo eqjuivale a cercare e ad assumere per intero la verità che ci libera e ci rinnova.
Il Gesù che ci si propone in questo senso è il Cristo della vita concreta che sostiene gli affanni quotidiani, colui che cerca spazio nella nostra vita e che vuol partecipare dei nostri problemi e delle nostre ansie, e tuttavia non è il solo Gesù della convivenza politica, economica e sociale ma resta sempre il Dio ineffabile Incarnato che è qualitativamente Differente da noi anche se di fatto ci si dimostra nostro simile e condividente, insomma il Dio con noi che è pur sempre Dio ineffabile.
Nell´episodio della moltiplicazione dei pani si era notato il lieto finale di ben 12 sporte di pane avanzato e raccolto dai discepoli, che rappresentava le 12 tribù di Israele, quindi l´intero popolo di Dio a cui è destinata la salvezza e quindi per inciso viene anche espressa la verità che il pane vivo disceso dal Cielo è destinato a risollevare le sorti dell´umanità intera che accoglie e assimila il Messia Salvatore con l´unica condizione che egli stesso pone di "credere in Colui che Dio ha mandato", accogliere e affidarsi alla verità rivelata nell´incarnazione.

XVII Domenica del tempo ordinario      notizia del 28/07/2012

Vangelo: Gv 6,1-15 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 6,1-15)

Questo racconto è ripetuto nei vangeli ben sei volte. Questo ci fa capire quanto lo ritenessero importante. Giovanni, ultimo a scriverlo, lo ambienta in un contesto pasquale e presenta Gesù come il nuovo Mosè, che prima attraversa il lago, che chiama mare, e poi sale sul monte, come Mosè.

Alla fine alza lo sguardo e vede un´umanità infinita affamata. Li fa sedere in un posto dove c´era molta erba; segno che è il buon pastore perché ha saputo guidare il suo gregge dove c´è pascolo abbondante.

Domanda a Filippo dove si può comperare il pane per tanta gente, per mettere in evidenza che certi problemi con i soldi non si riesce a risolverli. Lo vediamo anche oggi, con i problemi che affliggono l´Italia e tanti altri paesi; si cercano soldi dappertutto, ma il problema rimane.

Gesù aspetta una risposta vera, e alla fine arriva. Un ragazzino si è portato dietro la sua merenda, ragazzo sveglio e previdente che, sentendo la domanda di Gesù, invece di spaventarsi guardando all´ampiezza del problema che Gesù ha sollevato, invece di andarsi a mangiare la sua merenda di nascosto da qualche parte o di tenersela stretta perché si salvi chi può, la tira fuori, e tirandola fuori, quella piccola bisaccia, diventa la bandiera più grande che il mondo abbia conosciuto e che da allora ha salvato e aiutato milioni di persone e cambiato il mondo. Quella merenda è la risposta che Gesù aspettava e accoglie sorridendo. Questo ragazzo, di cui non conosciamo il nome, ha creduto in Gesù e cosi facendo ha innalzato la bandiera della solidarietà.

Pensate: Gesù afferma che duecento denari, cioè la paga di duecento giorni lavorativi, non son sufficienti per sfamare questa gente, mentre cinque pani e due pesci (5+2=7 numero perfetto) sono sufficienti e ci saranno anche avanzi, da raccogliere. Come è possibile ciò? Lo vediamo anche oggi che quando qualcuno crede nel Signore e nell´amore, parte una catena di solidarietà che è capace di smuovere il mondo e di cambiare il corso della storia.

Questo ha fatto Gesù quel giorno, grazie a quel ragazzo e questo possiamo fare noi anche oggi, li dove abbiamo il coraggio di alzare lo sguardo e vedere i problemi di chi ci sta intorno. Tanto è vero che già Eliseo lo fece molti anni prima di Gesù. Gli viene portato un regalo importante se se lo fosse mangiato da solo, ma che diventa una cosa ridicola se si mette nelle mani di tutti; eppure Eliseo, condividendo il dono con tutti, sfama tutti i presenti non con un miracolo, ma proponendo semplicemente di condividere il poco che ha. Questo, nell´economia spietata di mercato, non funziona, ma dove si lancia l´economia dell´amore funziona benissimo.

In sintesi diciamo che la proposta della condivisione del pane e il comandamento dell´amore, sono la stessa cosa, ed è questo che rende la religione concreta, fatta di fatti più che di riti, perché la preghiera e la messa ci vogliono e ci aiutano, ma è dalla solidarietà che nasce la fraternità che tutto vince. E´ la via concreta per rivelare che il Cristianesimo è una cosa da vivere. Essere cristiani significa camminare sulle orme di Gesù come questo ragazzo che sogna in un mondo migliore e tira fuori la sua merenda per vivere la gioia della condivisione.

domenica 22 luglio 2012      notizia del 21/07/2012

C´era tanta gente che non avevano neanche il tempo di mangiare. Gesù mostra u­na tenerezza come di madre nei confronti dei suoi disce­poli: Andiamo via, e riposa­tevi un po´. Lo sguardo di Ge­sù va a cogliere la stanchez­za, gli smarrimenti, la fatica dei suoi. Per lui prima di tut­to viene la persona; non i risultati ottenuti ma l´armo­nia, la salute profonda del cuore. E quando, sceso dalla barca vede la grande folla il suo primo sguardo si posa, come sempre nel Vangelo, sulla povertà degli uomini e non sulle loro azioni o sul lo­ro peccato. Più di ciò che fai a lui interessa ciò che sei: non chiede ai dodici di an­dare a pregare, di preparare nuove missioni, solo di pren­dersi un po´ di tempo tutto per loro, del tempo per vive­re. È un gesto d´amore, di u­no che vuole loro bene e li vuole felici. Scrive sant´Ambrogio: «Si vis omnia bene facere, aliquando ne feceris, se vuoi fare bene tutte le tue co­se, ogni tanto smetti di far­le», cioè riposati. Un sano at­to di umiltà, nella consape­volezza che non siamo noi a salvare il mondo, che le no­stre vite sono delicate e fra­gili, le energie limitate.
Gesù insegna una duplice strategia: fare le cose come se tutto dipendesse da noi, con impegno e dedizione; e poi farle come se tutto di­pendesse da Dio, con legge­rezza e fiducia. Fare tutto ciò che sta in te, e poi lasciar fa­re tutto a Dio. Un particolare: venite in di­sparte, con me. Stare con Ge­sù, per imparare da lui il cuo­re di Dio. Ritornare poi nel­la folla, portando con sé un santuario di bellezza che so­lo Dio può accendere. Ma qualcosa cambia i program­mi: sceso dalla barca vide u­na grande folla ed ebbe compassione di loro. Prendiamo questa parola, bella come un miracolo, come filo condut­tore: la compassione. Gesù cambia i suoi programmi, ma non quelli dei suoi ami­ci. Rinuncia al suo riposo, non al loro. E ciò che offre al­la gente è per prima cosa la compassione, il provare do­lore per il dolore dell´altro; il moto del cuore che muove la mano a fare.
Stai con Gesù, lo guardi agi­re, e lui ti offre il primo inse­gnamento: «come guarda­re», prima ancora di come parlare; uno sguardo che ab­bia commozione e tenerez­za, le parole e i gesti segui­ranno. Quando impari il sentimento divino della compassione, il mondo si in­nesta nella tua anima. Se an­cora c´è chi si commuove per l´ultimo uomo, questo uomo avrà un futuro.
Gesù sa che non è il dolore che annulla in noi la spe­ranza, non è il morire, ma l´essere senza conforto. Fac­ciamo in modo di non pri­vare il mondo della nostra compassione, consapevoli che «ciò che possiamo fare è solo una goccia nell´ocea­no, ma è questa goccia che può dare significato a tutta la nostra vita» (Teresa di Cal­cutta).

DOMENICA 15 LUGLIO      notizia del 14/07/2012

Tutti i credenti sono profeti e missionari: "ad ogni discepolo di Cristo incombe il dovere d diffondere, per quanto gli è possibile, la fede", così ci ha detto il Concilio.

Ciascuno è responsabile della Parola che il Signore gli affida e che è resa credibile dalla testimonianza dei suoi inviati; essa deve essere proclamata in obbedienza, e secondo le modalità e i tempi suggeriti dallo Spirito, che si serve delle capacità proprie dei singoli. Ogni cristiano è uno "strumento imperfetto": spesso si sente inadeguato, ma è pur sempre strumento eletto da Dio per rendere visibile la sua presenza e per compiere la sua opera nel mondo. Il punto di partenza dell´evangelizzazione è ben espresso dalla preghiera di oggi: Tutto l´impegno sgorga dal non aver nulla di più caro di Cristo. Prima di pensare ai mezzi e ai modi di evangelizzare è necessario essere innamorati di Lui, aver fatto esperienza della sua intimità. Tra la scelta e il mandato, si colloca il tempo in cui gli apostoli stanno con il Signore per apprendere il suo stile di vita e farlo proprio, per imparare a rileggere la storia personale e universale come storia di salvezza, per sperimentare "incarnato" e vero, il lieto messaggio che sono chiamati a proclamare. Il cristiano "missionario" sa di essere un povero e un misero, di possedere mezzi poveri. Egli sa di non poter contare sulle proprie forze, ma vive nella fede e nella speranza, poiché riconosce di essere benedetto da Dio che lo ha pensato e voluto da sempre, che lo ha amato fino ad arrivare a lavarlo nel sangue del suo Figlio. Per evangelizzare è necessario essere interiormente poveri, liberi da ogni condizionamento, da schemi o da interessi, per spendersi in una donazione totale nella fedeltà alla Parola, rispettosi della libertà degli altri che possono accogliere o meno il messaggio evangelico.

La Parola annunciata riceve testimonianza dall´esempio di vita e dalle opere
che il cristiano "missionario" compie. E sono veramente molti i cristiani che offrono esempi di amore, di opere buone, di giustizia, di pace, di santità

Domenica 08 Luglio      notizia del 07/07/2012

E’ il dramma di chi vive Dio, di tutti i profeti. Scontrarsi con persone che non sanno vedere la realtà.
Qui si usa il verbo thaumatizo, “meravigliarsi”. Altrove, ad es. in Mt 8,10 Gesù “si meraviglia” della fede di un pagano. Ma qui lo stupore di Gesù è ben diverso.
Gesù rimane costernato, incredulo, senza parole di fronte alla cecità di chi ha davanti. Gesù è traumatizzato di fronte alla cocciutaggine e all’irrigidimento di chi ha davanti.
Einstein – e se ne intendeva di queste cose – diceva: “E’ più facile spezzare l’atomo che il pregiudizio!”.

DOMENICA 1 Luglio      notizia del 01/07/2012

SS. Pietro e Paolo      notizia del 28/06/2012

Santi Pietro e Paolo Apostoli

29 giugno

m. 67 d.C.

Due apostoli e due personaggi diversi, ma entrambi fondamentali per la storia della Chiesa del primo secolo così come nella costruzione di quelle radici dalle quali si alimenta continuamente la fede cristiana. Pietro, nato a Betsaida in Galilea, era un pescatore a Cafarnao. Fratello di Andrea, divenne apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea e dopo aver assistito alla pesca miracolosa. Da sempre tra i discepoli più vicini a Gesù fu l´unico, insieme al cosiddetto «discepolo prediletto», a seguire Gesù presso la casa del sommo sacerdote Caifa, fu costretto anch´egli alla fuga dopo aver rinnegato tre volte il maestro, come questi aveva già predetto. Ma Pietro ricevette dallo stesso Risorto il mandato a fare da guida alla comunità dei discepoli. Morì tra il 64 e il 67 durante la persecuzione anticristiana di Nerone. San Paolo, invece, era originario di Tarso: prima persecutore dei cristiani, incontrò il Risorto sulla via tra Gerusalemme e Damasco. Baluardo dell´evangelizzazione dei popoli pagani nel Mediterraneo morì anch´egli a Roma tra il 64 e il 67.

Martirologio Romano: Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.

 

Il 29 di giugno la Chiesa commemora la solennità liturgica degli Apostoli:

San PIETRO
Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell´edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell´unità e della comunione nella fede e nella carità.


San PAOLO
Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l´avvocato dei pagani, l´apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo.

 Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l´anno 67, la loro testimonianza al Maestro

 

Natività di Giovanni il Battista      notizia del 23/06/2012

Celebriamo la solennità della nascita di Giovanni Battista. E´ l´uomo "mandato da Dio come testimone, venuto per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui" (Gv 1,6-7). Giovanni è la Voce che grida nel deserto: … Voce che dà voce alla Parola, che fa della sua stessa esistenza la proclamazione del primato di Dio. Voce, forte e umile insieme, alla quale Gesù stesso presta ascolto scegliendo di immergersi nell´acqua per ricevere da Giovanni il battesimo "perché conviene che sia adempiuta ogni giustizia" (Mt 4,15). Giovanni al quale Gesù rende a sua volta testimonianza, riconoscendone la grandezza e la piccolezza secondo la logica dell´economia salvifica di Dio, per cui Giovanni è il precursore, tanto fondamentale quanto incompiuto senza Colui che annuncia e di cui prepara la venuta: "Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Si, io vi dico, anzi, più che un profeta. (…) Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui" (Lc 7, 26-28).
Le letture che ci sono consegnate in questa festa raccolgono la vicenda di Giovanni intorno a 3 temi: il NOME, la PAROLA e il DESERTO.

Innanzitutto il NOME. Il vangelo fa risaltare come l´iniziativa di Dio trae dal nulla la vita. A chi si pensava immeritevole Dio ridona dignità, come a Zaccaria ed Elisabetta, avanti negli anni, che portavano il peso della sterilità. "Giovanni è il suo nome" (Lc 1,63). La consapevolezza che la vita è un dono e porta inscritta l´azione benevola di Dio restituisce la parola a Zaccaria che si scioglie in un rendimento di grazie.
Il nome Giovanni significa: Dio è favorevole, Dio fa grazia. Dentro alla storia siamo chiamati a vivere il dono che il Signore ci ha consegnato. Giovanni, nella sua singolarità e libertà, ha risposto alla vita rendendo testimonianza alla Luce e alla Verità. Il nome di Giovanni viene da Dio e così la sua vocazione, la sua missione.
Da sempre, fin dall´eternità, Dio ha pensato come portare il suo amore, come dire ciò che a Lui sta a cuore. E´ il Dio della vita. Siamo chiamati alla vita perché amati e conosciuti prima ancora di essere formati nel seno materno: "Fin dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome" (Is 49,1). Siamo chiamati, unici e irripetibili, ad essere portatori del pensiero del Padre: "Ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all´estremità della terra" (Is 49,6). Dio ci ha tratti dal nulla pronunciando il nostro nome, dicendoci chi noi siamo.

Giovanni è anche l´uomo della PAROLA. Nel suo vangelo, Luca ne scolpisce così l´identità: "Nell´anno quindicesimo dell´impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, (…), sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa´, la PAROLA DI DIO VENNE SU GIOVANNI… (Lc 3,1-2). E Giovanni diventa colui che fa risuonare questa Parola altra, dono ricevuto e missione a cui consacrare la vita. Annuncia, predica, esorta, invita, risponde alla fatica di comprendere degli uomini a cui si rivolge, propone un battesimo di conversione perché la vita si faccia spazio pronto ad accogliere la Parola e a lasciarsene coinvolgere… In sintesi, Giovanni evangelizza il popolo (Lc 3,18). Dunque, introduce nel mistero d´amore di Dio e predispone all´incontro con il Signore, Parola incarnata nella storia degli uomini… E può farlo perché plasmato da questa stessa Parola, immerso nella sua Verità.
Giovanni esprime con forza la centralità della Parola, tutta la sua esistenza è relativa a questo primato. Contempliamo con stupore la stessa tensione anche nella comunità cristiana che stiamo conoscendo qui in Camerun. Non c´è gruppo, incontro, attività che non abbia la sua partenza nell´ascolto della Parola, spesso riprendendo il Vangelo della domenica. Una lettura umile, ripetuta in francese e in fulfuldé, perché tutti possano accogliere l´annuncio e tentare di condividere qualcosa di ciò che lo Spirito suscita nell´intimo di ciascuno. E´ davvero la fede solida e pura dei semplici, che credono nel farsi presente del loro Signore ogni volta che, radunati nel suo nome, ne ascoltano la Parola e cercano di tradurne la carità.

Infine, Giovanni è l´uomo del DESERTO. La sua esistenza si accompagna quasi interamente alla vita nel deserto. "Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele" (Lc 1,80).
Il deserto è il luogo della solitudine, del silenzio, della prova, della paura, della purificazione… è il luogo che sembra contraddire la possibilità stessa della vita. L´uomo, nello spazio-tempo del deserto, affronta il suo limite, la sua fragilità… incontra la fatica e la sofferenza… fa i conti con se stesso. Ma l´essenzialità del deserto può anche avere l´effetto di semplificare, di aiutare a discernere e a scegliere il bene… può essere scuola di vita e di fede. Certo Giovanni ha vissuto l´austerità del deserto fin quasi al suo rigore estremo, trovando in esso la via che l´ha condotto a se stesso e a Dio. Quell´apparente luogo di morte è diventato il luogo in cui Giovanni è stato raggiunto da quella Parola che ha donato senso alla sua vita.
Nel nostro nuovo mondo, il deserto è realtà sei mesi all´anno. Tutto è secco, arido… solo terra e vento… La vita si addormenta: quella vegetale che soffre la mancanza d´acqua, e quella animale, che si trascina cercando di contrastare il caldo. Poi, però, le prime piogge ripropongono il miracolo della vita che esplode: tutto diventa incredibilmente verde, la terra si prepara alla semina, il fresco dona sollievo e sostiene un po´ di dinamicità in più. Basta qualche goccia di acqua per far fiorire il deserto. Basta l´ascolto della Parola e la docilità allo Spirito per far fiorire la vita. La propria e quella degli altri. Come Giovanni insegna.

XI Domenica del tempo ordinario      notizia del 17/06/2012

Accogliere la Parola di Dio, meditarla, pregarla, contemplarla, annunciarla, è grazia che fa bella la vita, come il Salmista canta: E´ bello dar lode al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte...
(sl 91); è grazia che rende giusto l´uomo, che lo sostiene lungo il corso della vita e lo accompagna fino alla vecchiaia.
Vivere della Parola di Dio è vivere di Cristo, lasciandoci condurre da lui sino all´incontro definitivo col Padre.
Vivere della Parola di Dio significa diventare fari che illuminano la Storia e che indicano agli uomini l´unica via di Salvezza: Cristo Parola eterna, unica Verità.
Il Regno di Dio viene a noi come dono e come dono gratuito; nessuno può salvarsi da se stesso, è Dio che salva; ma al dono di grazia, al dono dell´Amore che salva, è doveroso rispondere col dono di sé; così quel chicco di grano che è la Parola seminata in noi diventerà, anche con la nostra cooperazione, spiga ricca di altri chicchi; e quel minuscolo granello di senape, così piccolo e scuro, diventerà in noi e attraverso la nostra vita di fede operosa, albero robusto capace di accogliere, di dar riposo, conforto e luce, a quanti dovessero rivolgersi a noi.

disponibilita´ per un servizio in parrocchia      notizia del 14/06/2012

Scheda di disponibilità  per il servizio in parrocchia

 

CONSIGLIO PASTORALE                                                                                                       …………

ANIMAZIONE LITURGICA                                                                                                     …………

GRUPPO LITURGICO                                                                                                              …………

GRUPPO MISSIONARIO                                                                                                        …………

CATECHISTA                                                                                                                            …………

AIUTO CATECHISTA                                                                                                               …………

ANIMATORE                                                                                                                           …………

CATECHISTA BATTESIMI                                                                                                       …………

ANIMATORE PER FIDANZATI                                                                                               …………

CENTRO D’ASCOLTO                                                                                                              …………

GRUPPO SAMARITANO                                                                                                        …………

MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE                                                                …………

SERVIZO DI SEGRETERIA                                                                                                        …………

BANCO ALIMENTARE                                                                                                              …………

SCUOLA D’ITALIANO                                                                                                               …………

GRUPPO MISSIONARIO                                                                                                          …………

ATTIVITA’ ORATORIO e SPORTIVE                                                                                       …………

COLLABORAZIONE CON  OLTRE…                                                                                     …………

 

COGNOME _________________________________                       NOME______________________

EMAIL_____________________________________                        TEL. _______________________

 

La scheda va consegnata al parroco entro il 25 settembre 2012

 

san Gaspare Bertoni      notizia del 12/06/2012

 

Nato a Verona il 9 ottobre 1777, a 18 anni risponde alla chiamata al sacerdozio, ma proprio mentre inizia il corso di teologia la sua città subisce l´invasione straniera. Il giovane chierico si distingue per l´assistenza ai malati e ai feriti, entrando a far parte dell´«Evangelica Fratellanza degli Spedalieri». Ordinato sacerdote il 20 settembre 1800, gli viene affidata la cura spirituale della gioventù. Nel maggio 1808 viene chiamato a dirigere spiritualmente la nascente Congregazione delle Figlie della Carità, fondate da santa Maddalena di Canossa; guida anche la serva di Dio Leopoldina Naudet, fondatrice delle Sorelle della Sacra Famiglia. Con alcuni compagni formati nei suoi Oratori, nel 1816 dà inizio " presso la Chiesa delle Stimmate di San Francesco " all´istituto religioso dei «Missionari apostolici in aiuto dei vescovi», detto poi delle «Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo». Provato da continue malattie, muore a Verona il 12 giugno 1853. Giovanni Paolo II lo proclama santo il 1° ottobre 1989.

 
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benedizone degli animali

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Domenica 14 agosto 2016

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DOMENICA 07 AGOSTO 2016

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DOMENICA 31 LUGLIO 2016

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DOMENICA 26 GIUGNO 2016

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SOLENNITA´ della SS. TRINITA´

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UNZIONE DEGLI INFERMI

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domenica 1 Maggio 2016

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V DOMENICA DI PASQUA

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Lunedì dell´Angelo

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DOMENICA DI PASQUA

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27 Marzo: DOMENICA di PASQUA

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SABATO 26 MARZO

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VENERDI´ SANTO

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Altare delle Reposizione

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GIOVEDI´ SANTO

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DOMENICA DELLE PALME

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Domenica 13 marzo 2016

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UNITALSI

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DOMENICA 21 FEBBRAIO 2016

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mercoledì delle ceneri : 10 febbraio

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domenica 7 febbraio 2016

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2 febbraio 2016

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Domenica 31 gennaio 2016

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giubileo parrocchiale

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Domenica 24 gennaio 2016

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DOMENICA 17 GENNAIO 2016

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corso matrimoniale

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DOMENICA 10 GENNAIO 2016

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Epifania di Gesù

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DOMENICA 03 GENNAIO 2016

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1 gennaio 2016

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DOMENICA 27 DICEMBRE

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25 Dicembre 2015

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NOTTE DI NATALE

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DOMENICA 20 DICEMBRE 2015

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DOMENICA 13 DICEMBRE 2015

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Immacolata concezione

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domenica 6 dicembre 2015

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Domenica 29 novembre 2015

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DOMENICA 22 NOVEMBRE 2015

-------------------------- 14/11/2015

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015

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DOMENICA 8 novembre 2015

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4 novembre 2015

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lunedì 2 novembre

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INDULGENZA PLENARIA

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TUTTI SANTI--Solennità 1/11/2015

-------------------------- 25/10/2015

domenica 25 ottobre

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GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

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DOMENICA 18 ottobre

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Domenica 11 Ottobre 2105

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Domenica 04 ottobre 2015

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GIORNATA DEL CICLAMINO

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Domenica 27 settembre

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Domenica 20 settembre

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corso per matrimonio

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domenica 13 settembre 2015

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DOMENICA 6 SETTEMBRE 2015

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Domenica 30 agosto 2015

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domenica 23 agosto 2015

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S.Maria Assunta in Cielo

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domenica 16 agosto 2015

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domenica 9 agosto 2015

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Domenica 12 luglio 2015

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DOMENICA 05 LUGLIO 2015

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DOMENICA 28 GIUGNO 2015

-------------------------- 06/06/2015

Domenica 7 Giugno: Corpus Domnini

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DOMENICA 31 Maggio

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pentecoste

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ASCENSIONE DI GESU´

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Domenica 10 maggio 2015

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Domenica 3 maggio

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III Domenica di Pasqua

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DOMENICA 12 APRILE 2015

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LUNEDI´ 6 APRILE

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Domenica di Pasqua

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SABATO SANTO

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VENERDI´ SANTO

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GIOVEDI´ SANTO

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DOMENICA DELLE PALME

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V Domenica di Quaresima

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domenica 15 marzo 2015

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II Domenica di Quaresima

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I Domenica di Quaresima

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DOMENICA 15 FEBBRAIO 2015

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DOMENICA 8 FEBBRAIO 2015

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DOMENICA 1 Febbraio 2015

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Domenica 25 gennaio 2015

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Domenica 18 gennaio 2015

-------------------------- 15/01/2015

NUOVO CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 10/01/2015

Battesimo di Gesù

-------------------------- 10/01/2015

DOMENICA 11 GENNAIO 2015

-------------------------- 05/01/2015

Epifania del Signore

-------------------------- 03/01/2015

DOMENICA 4 GENNAIO 2015

-------------------------- 31/12/2014

1 Gennaio 2015

-------------------------- 31/12/2014

31 dicembre 2014

-------------------------- 27/12/2014

DOMENICA 28 dicembre 2014

-------------------------- 25/12/2014

25 DICEMBRE 2014

-------------------------- 24/12/2014

24 dicembre 2014

-------------------------- 20/12/2014

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 13/12/2014

III Domenica di Avvento

-------------------------- 08/12/2014

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 06/12/2014

II Domenica di Avvento

-------------------------- 29/11/2014

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 22/11/2014

CRISTO RE

-------------------------- 15/11/2014

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/11/2014

DOMENICA 9 NOVEMBRE

-------------------------- 01/11/2014

2 novembre : Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2014

1 novembre 2014

-------------------------- 25/10/2014

Domenica 26 ottobre 2014

-------------------------- 18/10/2014

PAOLO VI PROCLAMATO BEATO

-------------------------- 18/10/2014

88 GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 18/10/2014

DOMENICA 19 OTTOBRE 2014

-------------------------- 11/10/2014

DOMENICA 12 OTTOBRE 2014

-------------------------- 04/10/2014

DOMENICA 5 OTTOBRE 2014

-------------------------- 27/09/2014

domenica 28 settembre

-------------------------- 20/09/2014

DOMENICA 21 SETTEMBRE

-------------------------- 13/09/2014

DOMENICA 14 SETTEMBRE

-------------------------- 12/09/2014

Incontri in preparazione al matrimonio

-------------------------- 06/09/2014

GIOVEDI´ SANTO 02 APRILE 2015

-------------------------- 06/09/2014

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/08/2014

DOMENICA 31 AGOSTO

-------------------------- 23/08/2014

DOMENICA 24 Agosto 2014

-------------------------- 16/08/2014

DOMENICA 17 AGOSTO

-------------------------- 14/08/2014

Solennità dell´Assunzione dell B. V. Maria

-------------------------- 09/08/2014

DOMENICA 10 Agosto

-------------------------- 02/08/2014

XVIII Domenica del T. O.

-------------------------- 26/07/2014

XVII Domenica del T.O.

-------------------------- 19/07/2014

XVI Domenica del T.O.

-------------------------- 12/07/2014

DOMENICA 13 LUGLIO

-------------------------- 05/07/2014

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/06/2014

mons Domenico Berni

-------------------------- 28/06/2014

Solennità SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 21/06/2014

CORPUS DOMINI

-------------------------- 14/06/2014

SS. TRINITA´

-------------------------- 10/06/2014

PENTECOSTE

-------------------------- 31/05/2014

Domenica 1 GIUGNO

-------------------------- 30/05/2014

Presentazione libro

-------------------------- 26/05/2014

incontro in parrocchia

-------------------------- 24/05/2014

VI Domenica di Pasqua

-------------------------- 17/05/2014

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 05/05/2014

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 25/04/2014

SAN MARCO

-------------------------- 20/04/2014

BUONA PASQUA

-------------------------- 19/04/2014

...Cristo risorge

-------------------------- 18/04/2014

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 17/04/2014

SS. MESSA IN COENA DOMINI

-------------------------- 12/04/2014

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 05/04/2014

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 29/03/2014

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 22/03/2014

III domenica di Quaresima

-------------------------- 15/03/2014

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2014

I Domenica di Quaresima

-------------------------- 02/03/2014

Domenica 2 marzo 2014

-------------------------- 22/02/2014

VII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/02/2014

VI Domenica del T.O.

-------------------------- 08/02/2014

V DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 01/02/2014

La presentazione la tempio di Gesù

-------------------------- 25/01/2014

III DOMENICA T.O.

-------------------------- 19/01/2014

II DOMENICA del T.O.

-------------------------- 11/01/2014

DOMENICA 12 GENNAIO

-------------------------- 05/01/2014

EPIFANIA DI GESU´

-------------------------- 04/01/2014

DOMENICA 5 GENNAIO 2014

-------------------------- 31/12/2013

1 GENNAIO 2014

-------------------------- 31/12/2013

TE DEUM

-------------------------- 28/12/2013

DOMENICA 29 DICEMBRE

-------------------------- 24/12/2013

24 dicembre

-------------------------- 22/12/2013

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 14/12/2013

III Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2013

8 dicembre

-------------------------- 30/11/2013

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 22/11/2013

DOMENICA 24 NOVEMBRE

-------------------------- 16/11/2013

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/11/2013

XXXII DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 03/11/2013

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 31/10/2013

1 novembre : Tutti i Santi

-------------------------- 26/10/2013

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

-------------------------- 26/10/2013

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 20/10/2013

DOMENICA 20 ottobre

-------------------------- 17/10/2013

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 12/10/2013

XXVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/10/2013

XXVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/09/2013

XXVI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/09/2013

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 14/09/2013

XXIV DOMENICA DEL T.O.

-------------------------- 07/09/2013

DOMENICA 08 SETTEMBRE

-------------------------- 31/08/2013

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/08/2013

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 17/08/2013

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 16/08/2013

Solennità dell´Assunzione dell B. V. Maria

-------------------------- 10/08/2013

DOMENICA 11 AGOSTO

-------------------------- 04/08/2013

XVIII Domenica del T. O.

-------------------------- 27/07/2013

XVII Domenica del T.O.

-------------------------- 20/07/2013

XVI Domenica del T.O.

-------------------------- 06/07/2013

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/06/2013

XI DOMENICA T. O.

-------------------------- 02/06/2013

ADORAZIONE EUCARISTICA

-------------------------- 01/06/2013

CORPUS DOMINI

-------------------------- 26/05/2013

SS. TRINITA´

-------------------------- 19/05/2013

Solennità di Pentecoste

-------------------------- 11/05/2013

SS. Messa col card. Vallini alle h.11

-------------------------- 11/05/2013

ASCENSIONE di Gesù

-------------------------- 04/05/2013

VI DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 27/04/2013

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 20/04/2013

IV DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 13/04/2013

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 06/04/2013

II Domenica di Pasqua

-------------------------- 01/04/2013

CRISTO E´ RISORTO

-------------------------- 29/03/2013

SABATO SANTO

-------------------------- 29/03/2013

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 27/03/2013

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 23/03/2013

domenica delle palme

-------------------------- 16/03/2013

V DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 12/03/2013

E´ morto don Albino Marin

-------------------------- 09/03/2013

4a domenica di quaresima

-------------------------- 02/03/2013

III DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 24/02/2013

II DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 16/02/2013

I DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 13/02/2013

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 09/02/2013

V Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/02/2013

IV DOMENICA del T. O.

-------------------------- 26/01/2013

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 19/01/2013

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 12/01/2013

Battesimo di Gesù

-------------------------- 08/01/2013

CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 04/01/2013

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 31/12/2012

1 GENNAIO 2013: Maria Madre di Dio

-------------------------- 31/12/2012

TE DEUM

-------------------------- 29/12/2012

La sacra Famiglia

-------------------------- 26/12/2012

SANTO STEFANO

-------------------------- 24/12/2012

GIORNO DI NATALE

-------------------------- 24/12/2012

NOTTE DI NATALE

-------------------------- 22/12/2012

IV DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 15/12/2012

mons. Di Liegro

-------------------------- 15/12/2012

III DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 08/12/2012

DON BRUNO NICOLINI

-------------------------- 08/12/2012

II domenica di AVVENTO

-------------------------- 07/12/2012

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 02/12/2012

TESTIMONI DI FEDE e CARITA´

-------------------------- 01/12/2012

I DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 24/11/2012

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 17/11/2012

XXXIII Domenica del T. O

-------------------------- 10/11/2012

XXXII DOMENICA del T.O.

-------------------------- 09/11/2012

CORSO PREMATRIMONIALE

-------------------------- 03/11/2012

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 01/11/2012

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2012

indulgenza plenaria per i nostri defunti

-------------------------- 31/10/2012

TUTTI I SANTI

-------------------------- 27/10/2012

xxx DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 20/10/2012

XXIX DOMENICA del tempo ordinario

-------------------------- 20/10/2012

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 14/10/2012

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/10/2012

SABATO 30 MARZO 2013

-------------------------- 10/10/2012

a 50 anni dall´apertura del Concilio Vaticano II

-------------------------- 09/10/2012

san Gaspare Bertoni

-------------------------- 08/10/2012

XXVII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 29/09/2012

Giornata del ciclamino

-------------------------- 29/09/2012

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/09/2012

XXV Domenica dle tempo ordinario

-------------------------- 19/09/2012

Corso in preparazione la matrimonio

-------------------------- 15/09/2012

XIV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/09/2012

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 01/09/2012

XXII Domenica del T.O.

-------------------------- 26/08/2012

XXI Domenica del T. O.

-------------------------- 18/08/2012

XX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/08/2012

ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA IN CIELO

-------------------------- 11/08/2012

XIX DOMENICA del T.O.

-------------------------- 04/08/2012

XVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/07/2012

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/07/2012

domenica 22 luglio 2012

-------------------------- 14/07/2012

DOMENICA 15 LUGLIO

-------------------------- 07/07/2012

Domenica 08 Luglio

-------------------------- 01/07/2012

DOMENICA 1 Luglio

-------------------------- 28/06/2012

SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 23/06/2012

Natività di Giovanni il Battista

-------------------------- 17/06/2012

XI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/06/2012

disponibilita´ per un servizio in parrocchia

-------------------------- 12/06/2012

san Gaspare Bertoni

-------------------------- 09/06/2012

CORPUS DOMINI

-------------------------- 06/06/2012

Incontro con il Prof. Andrea Grillo

-------------------------- 03/06/2012

50° della Parrocchia

-------------------------- 02/06/2012

SS.TRINITA´

-------------------------- 02/06/2012

2 giugno 2012

-------------------------- 01/06/2012

APPUNTAMENTI

-------------------------- 01/06/2012

inizio festa per il 50° della parrocchia

-------------------------- 28/05/2012

incontro con mons. Di Tora

-------------------------- 27/05/2012

PENTECOSTE

-------------------------- 23/05/2012

23 maggio

-------------------------- 23/05/2012

22 maggio

-------------------------- 19/05/2012

Solennitaà dell´ASCENSIONE

-------------------------- 12/05/2012

VI DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 05/05/2012

V DOMENICA di PASQUA

-------------------------- 28/04/2012

IV domenica di Pasqua

-------------------------- 21/04/2012

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 14/04/2012

II Domenica di Pasqua

-------------------------- 08/04/2012

BUONA PASQUA A TUTTI

-------------------------- 07/04/2012

SABATO SANTO

-------------------------- 06/04/2012

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 05/04/2012

giovedì santo

-------------------------- 31/03/2012

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 24/03/2012

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 19/03/2012

Solennità di SAN GIUSEPPE

-------------------------- 17/03/2012

IV domenica di Quaresima: domenica laetare

-------------------------- 10/03/2012

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 04/03/2012

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 25/02/2012

I Domenica di Quaresima

-------------------------- 22/02/2012

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 18/02/2012

VII domenica del Tempo ordinario

-------------------------- 17/02/2012

Corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 11/02/2012

VI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 04/02/2012

V Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 04/02/2012

DONAZIONE DEL SANGUE

-------------------------- 02/02/2012

presentazione al tempio di Gesù

-------------------------- 29/01/2012

festa SS. Sposi

-------------------------- 28/01/2012

FESTA dei Santi Sposi

-------------------------- 28/01/2012

4a domenica del tempo ordinario

-------------------------- 21/01/2012

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 14/01/2012

II Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 07/01/2012

Battesimo di Gesù

-------------------------- 05/01/2012

Epifania del Signore

-------------------------- 31/12/2011

45ma Giornata mondiale per la pace

-------------------------- 31/12/2011

1 GENNAIO 2012

-------------------------- 31/12/2011

TE DEUM

-------------------------- 30/12/2011

La Santa Famiglia di Nazaret

-------------------------- 28/12/2011

SANTI INNOCENTI

-------------------------- 27/12/2011

San Giovanni evangelista

-------------------------- 26/12/2011

SANTO STEFANO

-------------------------- 25/12/2011

SANTO NATALE

-------------------------- 24/12/2011

NATIVITA´ di GESU´

-------------------------- 17/12/2011

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 10/12/2011

III Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2011

8 DICEMBRE

-------------------------- 03/12/2011

II Domenica di Avvento

-------------------------- 26/11/2011

I Domenica di Avvento

-------------------------- 19/11/2011

SOLENNITA´ DI CRISTO RE

-------------------------- 12/11/2011

XXXIII Domenica del T. O.

-------------------------- 05/11/2011

XXXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/11/2011

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2011

Solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 29/10/2011

Ritorna l´ora solare

-------------------------- 29/10/2011

Sante Cresime

-------------------------- 29/10/2011

XXXI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 22/10/2011

XXX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 15/10/2011

XXIX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/10/2011

INIZIO ANNO PARROCCHIALE

-------------------------- 08/10/2011

234 anniversario dalla nascita di san G. Bertoni

-------------------------- 08/10/2011

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/10/2011

Polisportiva san Gaspare Bertoni

-------------------------- 07/10/2011

Scuola d´Italiano per stranieri

-------------------------- 05/10/2011

Corso in preparazione al Matrimonio

-------------------------- 01/10/2011

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/09/2011

XXVI domenica del T.O

-------------------------- 17/09/2011

XXV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/09/2011

XXIV Domenica T. O.

-------------------------- 10/09/2011

XXIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2011

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/08/2011

XXI Domenica T.O.

-------------------------- 13/08/2011

XX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 06/08/2011

XIX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/07/2011

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 23/07/2011

XVII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 16/07/2011

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 09/07/2011

XV domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/07/2011

XIV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 25/06/2011

ORARIO ESTIVO

-------------------------- 25/06/2011

Il CORPO e SANGUE di CRISTO

-------------------------- 18/06/2011

SS.TRINITA´

-------------------------- 12/06/2011

PENTECOSTE

-------------------------- 04/06/2011

ASCENSIONE di GESU´

-------------------------- 28/05/2011

VI DOMENICA di Pasqua

-------------------------- 21/05/2011

V Domenica di Pasqua

-------------------------- 21/05/2011

IV Domenica di Pasqua

-------------------------- 07/05/2011

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 30/04/2011

II DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 24/04/2011

E´ RISORTO

-------------------------- 21/04/2011

la settimana santa

-------------------------- 16/04/2011

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 09/04/2011

V DOMENICA di QUARESIMA

-------------------------- 02/04/2011

IV DOMENICA di QUARESIMA

-------------------------- 26/03/2011

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 26/03/2011

Ritorna l´ora legale

-------------------------- 19/03/2011

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 12/03/2011

I domenica di Quaresima

-------------------------- 12/03/2011

Impegno Quaresima 2011

-------------------------- 26/02/2011

VIII Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 19/02/2011

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 12/02/2011

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/02/2011

V domenica del tempo ordinario

-------------------------- 29/01/2011

IVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/01/2011

corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 23/01/2011

III domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 15/01/2011

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 08/01/2011

Battesimo di Gesù

-------------------------- 04/01/2011

Epifania del Signore

-------------------------- 01/01/2011

II Domenica di Natale

-------------------------- 31/12/2010

1 Gennaio 2011: Maria Madre di Dio

-------------------------- 30/12/2010

TE DEUM

-------------------------- 25/12/2010

Sacra famiglia di Nazareth

-------------------------- 24/12/2010

NATALE 2010

-------------------------- 24/12/2010

SS. Messa della natività di Cristo

-------------------------- 18/12/2010

IV DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 11/12/2010

III DOMENICA D´AVVENTO

-------------------------- 06/12/2010

IMMACOLATA CONCEZIONE

-------------------------- 04/12/2010

II DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 28/11/2010

I Domenica di Avvento

-------------------------- 20/11/2010

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 13/11/2010

DOMENICA 14 Novembre

-------------------------- 04/11/2010

DOMENICA 7 Novembre

-------------------------- 31/10/2010

Solennità di Tutti Santi

-------------------------- 30/10/2010

TORNA L´ORA SOLARE

-------------------------- 30/10/2010

DOMENICA 31 OTTOBRE

-------------------------- 23/10/2010

84a Giornata Mondiale Missionaria

-------------------------- 23/10/2010

XXX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/10/2010

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 09/10/2010

XXVIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/10/2010

VENERDI´ 29 OTTOBRE 2010

-------------------------- 25/09/2010

GIORNATA DEL CICLAMINO

-------------------------- 25/09/2010

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/09/2010

XXV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/09/2010

Iscrizioni anno catechistico 2010/11

-------------------------- 11/09/2010

DOMENICA 12 SETTEMBRE

-------------------------- 06/09/2010

cresima adulti

-------------------------- 06/09/2010

Corsi in preparazione al matrimonio

-------------------------- 04/09/2010

domenica 5 agosto

-------------------------- 22/08/2010

XXI DOMENICA T.O.

-------------------------- 15/08/2010

MARIA SEGNO DI SALVEZZA

-------------------------- 07/08/2010

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 31/07/2010

Domenica 1 agosto 2010

-------------------------- 24/07/2010

Domenica 25 Luglio 2010

-------------------------- 17/07/2010

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 10/07/2010

XV Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 03/07/2010

ORARI ESTIVI SS. MESSE

-------------------------- 03/07/2010

DOMENICA 04 LUGLIO 2010

-------------------------- 19/06/2010

Domenica 10 Giugno

-------------------------- 14/06/2010

XI DOMENICA dle tempo ordinario

-------------------------- 11/06/2010

OLTRE di giugno

-------------------------- 06/06/2010

CORPUS DOMINI

-------------------------- 01/06/2010

Festa della Repubblica

-------------------------- 29/05/2010

Festa della SS. Trinità

-------------------------- 22/05/2010

Solennità Pentecoste

-------------------------- 15/05/2010

ASCENSIONE DI GESU´

-------------------------- 08/05/2010

VI Domenica di Pasqua

-------------------------- 01/05/2010

V DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 24/04/2010

IV Domenica di Pasqua

-------------------------- 17/04/2010

III Domenica di Pasqua

-------------------------- 14/04/2010

Comunicato stampa

-------------------------- 11/04/2010

Risurrezione

-------------------------- 11/04/2010

Domenica in albis

-------------------------- 06/04/2010

SOS da Kimbau- Congo

-------------------------- 05/04/2010

Lunedì dell´Angelo

-------------------------- 04/04/2010

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 03/04/2010

SABATO SANTO

-------------------------- 02/04/2010

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 01/04/2010

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 27/03/2010

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 27/03/2010

ATTENZIONE: TORNA L´ORA LEGALE !

-------------------------- 27/03/2010

ORARI SETTIMANA SANTA

-------------------------- 26/03/2010

Nuovo numero di OLTRE

-------------------------- 20/03/2010

V Domenica di Quaresima

-------------------------- 15/03/2010

PONTI E NON MURI

-------------------------- 13/03/2010

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2010

GIORNATA DELLA DONNA

-------------------------- 06/03/2010

III Domenica di Quaresima

-------------------------- 27/02/2010

II DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 24/02/2010

incontro col Vescovo

-------------------------- 20/02/2010

QUARESIMA 2010

-------------------------- 20/02/2010

I Domenica di Qaresima

-------------------------- 17/02/2010

MERCOLEDI DELLE CENERI

-------------------------- 16/02/2010

FESTA DI CARNEVALE

-------------------------- 13/02/2010

LE BEATITUDINI

-------------------------- 12/02/2010

INIZIO CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

-------------------------- 11/02/2010

INCONTRO

-------------------------- 05/02/2010

RACCOLTA DEL SANGUE

-------------------------- 05/02/2010

V Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 04/02/2010

Comunicato stampa

-------------------------- 02/02/2010

Presentazione al Tempio di Gesù

-------------------------- 02/02/2010

Per la rassegna "PONTI e NON MURI"

-------------------------- 30/01/2010

4 Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/01/2010

HAITI

-------------------------- 23/01/2010

III Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/01/2010

Corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 16/01/2010

Terremoto di Haiti

-------------------------- 16/01/2010

Domenica 17 Gennaio

-------------------------- 09/01/2010

BATTESIMO DI GESU´

-------------------------- 04/01/2010

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 04/01/2010

intervista a Dio

-------------------------- 02/01/2010

II DOMENICA DI NATALE

-------------------------- 31/12/2009

1 GENNAIO 2010

-------------------------- 31/12/2009

FELICE ANNO NUOVO: 2010

-------------------------- 31/12/2009

TE DEUM

-------------------------- 26/12/2009

LA SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH

-------------------------- 25/12/2009

Auguri di Buon Natale

-------------------------- 18/12/2009

Oltre di Dicembre

-------------------------- 12/12/2009

III domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2009

Immacolata concezione

-------------------------- 05/12/2009

II DOMENICA DI AVVENTO

-------------------------- 05/12/2009

LECTIO DIVINA

-------------------------- 28/11/2009

I Domenica di avvento

-------------------------- 28/11/2009

Avvento 2009

-------------------------- 21/11/2009

CRISTO RE DELL´ UNIVERSO

-------------------------- 18/11/2009

famiglie cristiane separate

-------------------------- 14/11/2009

Il nuovo numero di OLTRE...

-------------------------- 14/11/2009

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/11/2009

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 06/11/2009

CORSO PRE MATRIMONIALE

-------------------------- 02/11/2009

Commemorazione dei defunti

-------------------------- 31/10/2009

Solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 24/10/2009

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

-------------------------- 24/10/2009

XXX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/10/2009

Questa notte torna l´ora solare

-------------------------- 22/10/2009

SABATO 31 ottobre

-------------------------- 18/10/2009

4a SETTIMANA Missionaria

-------------------------- 18/10/2009

celebrazione della Cresima

-------------------------- 17/10/2009

DOMENICA 18 Ottobre

-------------------------- 10/10/2009

XXVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/10/2009

corsi in preparazione al matrimonio

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 10/10/2009

OTTOBRE MISSIONARIO

-------------------------- 03/10/2009

SAN FRANCESCO D´ ASSISI

-------------------------- 03/10/2009

DOMENICA 4 Ottobre

-------------------------- 03/10/2009

Supplica alla Madonna di Pompei

-------------------------- 02/10/2009

SS. Angeli Custodi

-------------------------- 01/10/2009

Santa Teresa del Bambin Gesù

-------------------------- 29/09/2009

SS. Arcangeli RAFFAELE, GABRIELE e MICHELE

-------------------------- 26/09/2009

XXVI Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 26/09/2009

Messaggio inizio parrocchiale 2009/2010

-------------------------- 26/09/2009

CAMBIANO GLI ORARI

-------------------------- 26/09/2009

SCLERODERMIA

-------------------------- 23/09/2009

SAN PIO da Pietralcina

-------------------------- 21/09/2009

SAN MATTEO APOSTOLO

-------------------------- 19/09/2009

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 19/09/2009

San Gennaro

-------------------------- 15/09/2009

BEATA VERGINE ADDOLORATA

-------------------------- 14/09/2009

esaltazione della croce

-------------------------- 12/09/2009

XXIVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

XXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

XXII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2009

Sant´AGOSTINO

-------------------------- 27/08/2009

Santa Monica

-------------------------- 24/08/2009

SAN BARTOLOMEO APOSTOLO

-------------------------- 22/08/2009

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 22/08/2009

Maria Vergine Maria Regina

-------------------------- 21/08/2009

SAN PIO X

-------------------------- 20/08/2009

San Bernardo da Chiaravalle

-------------------------- 14/08/2009

CRISTO: mistero d´amore

-------------------------- 14/08/2009

Assunzione della Vergine Maria

-------------------------- 14/08/2009

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE

-------------------------- 11/08/2009

SANTA CHIARA

-------------------------- 10/08/2009

SAN LORENZO: Diacono e Martire

-------------------------- 08/08/2009

XIX DOMENICA ORDINARIO

-------------------------- 08/08/2009

San Domenico

-------------------------- 06/08/2009

Cosa significa risurrezione della carne?

-------------------------- 06/08/2009

TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE

-------------------------- 05/08/2009

Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

-------------------------- 04/08/2009

Il Curato d´Ars

-------------------------- 02/08/2009

perdono d´Assisi

-------------------------- 02/08/2009

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 01/08/2009

Sant´ Alfonoso Maria de Liguori

-------------------------- 31/07/2009

Sant´Ignazio di Lojola

-------------------------- 29/07/2009

SANTA MARTA

-------------------------- 25/07/2009

Domenica XVII del tempo ordinario

-------------------------- 25/07/2009

SAN GIACOMO

-------------------------- 18/07/2009

domenica 19 luglio

-------------------------- 14/07/2009

San Camillo de Lellis

-------------------------- 11/07/2009

DOMENICA 12 LUGLIO

-------------------------- 11/07/2009

san Benedetto da Norcia

-------------------------- 08/07/2009

Sant´Aquila e Priscilla

-------------------------- 07/07/2009

Caritas in Veritate

-------------------------- 04/07/2009

DOMENICA 5 LUGLIO

-------------------------- 03/07/2009

San Tommaso Apostolo

-------------------------- 28/06/2009

Solennità SS. Pietro e Paolo

-------------------------- 27/06/2009

ORARIO SS. MESSE

-------------------------- 27/06/2009

XIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 24/06/2009

San Giovanni il Battista

-------------------------- 20/06/2009

XII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 19/06/2009

Oggi inizia l´anno sacerdotale

-------------------------- 17/06/2009

assasinio di un sacerdote stimmatino in Brasile

-------------------------- 13/06/2009

Corpus Domini

-------------------------- 13/06/2009

Sant´Antonio da Padova

-------------------------- 12/06/2009

SAN GASPARE BERTONI

-------------------------- 11/06/2009

Nuovo numero di "OLTRE..."

-------------------------- 06/06/2009

Solennità della SS. Trinità

-------------------------- 03/06/2009

I primi martiri canonizzati

-------------------------- 01/06/2009

Nuovo vescovo ausiliare per settore Nord

-------------------------- 30/05/2009

DOMENICA DI PENTECOSTE

-------------------------- 25/05/2009

Incontro di Ponti e non Muri

-------------------------- 23/05/2009

ASCENSIONE di N. S. GESU´ CRISTO

-------------------------- 16/05/2009

VI Domenica dopo Pasqua

-------------------------- 15/05/2009

ARRIVAAAAAAAAAAAA il GREST 2009

-------------------------- 11/05/2009

Minori e separazione

-------------------------- 09/05/2009

Va Domenica di Pasqua

-------------------------- 08/05/2009

Supplica alla Madonna di Pompei

-------------------------- 07/05/2009

APPUNTAMENTI e INCONTRI MESE DI MAGGIO

-------------------------- 02/05/2009

IV domenica di Pasqua

-------------------------- 01/05/2009

Maggio: mese mariano

-------------------------- 01/05/2009

SAN GIUSEPPE LAVORATORE

-------------------------- 30/04/2009

Festa dei lavoratori

-------------------------- 29/04/2009

SANTA CATERINA DA SIENA

-------------------------- 25/04/2009

3a Domenica di Pasqua

-------------------------- 25/04/2009

IV incontro di PONTI e NON MURI

-------------------------- 25/04/2009

SAN MARCO EVANGELISTA

-------------------------- 24/04/2009

Festa del 25 Aprile

-------------------------- 24/04/2009

BATTESIMO

-------------------------- 21/04/2009

2.762 anni fa nasceva ROMA

-------------------------- 18/04/2009

II domenica di Pasqua

-------------------------- 18/04/2009

Pasqua dei cristiani -ortodossi

-------------------------- 18/04/2009

Colletta nelle parrocchie per l´Abruzzo

-------------------------- 17/04/2009

Fotografie via Crucis 2009

-------------------------- 12/04/2009

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 11/04/2009

SABATO SANTO

-------------------------- 10/04/2009

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 09/04/2009

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 04/04/2009

Domenica delle Palme

-------------------------- 02/04/2009

4° anniversario dalla morte di G.PaoloII: GRAZIE

-------------------------- 30/03/2009

3° incontro di

-------------------------- 28/03/2009

5a Domenica di Quaresima

-------------------------- 28/03/2009

TORNA L´ORA LEGALE

-------------------------- 27/03/2009

TRE PAROLE: GESU´ E´ RISORTO

-------------------------- 25/03/2009

Annuciazione del Signore

-------------------------- 21/03/2009

IV domenica di Quaresima

-------------------------- 19/03/2009

Don Giuseppe Diana

-------------------------- 19/03/2009

FESTA di SAN GIUSEPPE

-------------------------- 14/03/2009

III DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 09/03/2009

CRESIMA ADULTI

-------------------------- 07/03/2009

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 07/03/2009

EMERGENZA GEORGIA

-------------------------- 28/02/2009

I DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 27/02/2009

INIZIO CORSO IN PREPARAZIONE AL MARIMONIO

-------------------------- 24/02/2009

digiuno cristiano

-------------------------- 24/02/2009

Mercoledì delle ceneri

-------------------------- 24/02/2009

festa di carnevale i parrocchia

-------------------------- 21/02/2009

3a edizione di "PONTI E NON MURI"

-------------------------- 21/02/2009

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/02/2009

Beato Angelico

-------------------------- 14/02/2009

VI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 09/02/2009

buon febbraio

-------------------------- 07/02/2009

5a Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 07/02/2009

DONAZIONE DEL SANGUE

-------------------------- 06/02/2009

3a Rassegna di PONTI e NON MURI

-------------------------- 02/02/2009

Presentazione di Gesù al Tempio

-------------------------- 31/01/2009

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 29/01/2009

incontri in preparazione al matrimonio

-------------------------- 28/01/2009

San Tommaso d´Aquino

-------------------------- 24/01/2009

III domenica del tempo ordinario

-------------------------- 23/01/2009

FESTA DEI SS.SPOSI GIUSEPPE e MARIA

-------------------------- 21/01/2009

Il discorso di insiedamento di Obama

-------------------------- 17/01/2009

II Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/01/2009

settimana di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 16/01/2009

immagini satellitari dellla Terra

-------------------------- 06/01/2009

Domenica 11 gennaio 2009

-------------------------- 05/01/2009

FESTEGGIAMO LA BEFANA IN PARROCCHIA

-------------------------- 05/01/2009

Epifania del Signore

-------------------------- 03/01/2009

II Domenica dopo Natale

-------------------------- 31/12/2008

GIORNATA MONDIALE PER LA PACE

-------------------------- 31/12/2008

1 GENNAIO 2009

-------------------------- 27/12/2008

Festa della Famiglia di Nazareth

-------------------------- 27/12/2008

San Giovanni Evangelista

-------------------------- 25/12/2008

SANTO STEFANO: il primo martire

-------------------------- 24/12/2008

E´ NATO ANCHE PER TE

-------------------------- 21/12/2008

ORARI CELEBRAZIONI NATALIZIE

-------------------------- 21/12/2008

OLTRE...

-------------------------- 20/12/2008

IV Domenica di Avvento

-------------------------- 13/12/2008

Domenica della gioia

-------------------------- 13/12/2008

SANTA LUCIA

-------------------------- 13/12/2008

fiaba di S. Lucia per bambini

-------------------------- 12/12/2008

da "Vita Nuova"

-------------------------- 08/12/2008

Immacolata Concezione

-------------------------- 06/12/2008

II Domenica di Avvento

-------------------------- 06/12/2008

P. Anselmo è tornato al Padre

-------------------------- 01/12/2008

buon dicembre

-------------------------- 01/12/2008

INIZIATIVE per la lotta contro l´AIDS

-------------------------- 01/12/2008

21a Giornata per la lotta contro l´AIDS

-------------------------- 29/11/2008

PAOLA PROTOPAPA

-------------------------- 29/11/2008

DOMENICA 30 NOVEMBRE

-------------------------- 29/11/2008

COLLETTA ALIMENTARE

-------------------------- 29/11/2008

P. Marcellino si è trasferito a Parma

-------------------------- 22/11/2008

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 15/11/2008

Petizione per il Kivu

-------------------------- 15/11/2008

XXXIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/11/2008

Don Luigino Pizzo è tornato al Padre

-------------------------- 08/11/2008

Dedicazione della Basilica Lateranense

-------------------------- 04/11/2008

192° anniversario della nascita degli Stimmatini

-------------------------- 04/11/2008

san Carlo Borromeo

-------------------------- 03/11/2008

san Martino di Porres

-------------------------- 03/11/2008

buon novembre

-------------------------- 01/11/2008

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

-------------------------- 01/11/2008

SOLENNITA´ DI TUTTI SANTI

-------------------------- 25/10/2008

XXXa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 25/10/2008

82a Giornata Mondiale Missionaria

-------------------------- 25/10/2008

torna l´ora solare

-------------------------- 21/10/2008

Mons. Salvatore Boccaccio

-------------------------- 20/10/2008

ROBERTO SAVIANO

-------------------------- 19/10/2008

L´ottavo dono

-------------------------- 19/10/2008

XXIXa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 18/10/2008

San Luca evangelista

-------------------------- 17/10/2008

riprendono gli incontri per separati e divorziati

-------------------------- 17/10/2008

GRUPPO RECITAL

-------------------------- 17/10/2008

Sant´Ignazio d´ Antiochia

-------------------------- 15/10/2008

SANTA TERESA D´AVILA

-------------------------- 11/10/2008

DOMENICA 12 OTTOBRE

-------------------------- 07/10/2008

BEATA VERGINE DEL ROSARIO

-------------------------- 04/10/2008

DOMENICA 5 OTTOBRE

-------------------------- 04/10/2008

SAN FRANCESCO D´ASSISI

-------------------------- 03/10/2008

OLTRE...periodico di informazione...

-------------------------- 02/10/2008

Festa degli Angeli Custodi

-------------------------- 01/10/2008

buon ottobre

-------------------------- 01/10/2008

SANTA TERESA DI GESU´ BAMBINO

-------------------------- 29/09/2008

Festa dei santi arcangeli

-------------------------- 28/09/2008

XXVIa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 28/09/2008

Vendita ciclamini

-------------------------- 27/09/2008

San Vincenzo de´Paoli

-------------------------- 23/09/2008

San Pio da Pietrelcina

-------------------------- 21/09/2008

Sclerodermia: una ciclamino per la ricerca

-------------------------- 21/09/2008

XXVa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/09/2008

Santi martiri coreani

-------------------------- 19/09/2008

san Gennaro martire

-------------------------- 11/09/2008

DOMENICA 14 SETTEMBRE

-------------------------- 08/09/2008

NATIVITA´ DELLA VERGINE MARIA

-------------------------- 06/09/2008

XXIIIa Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 05/09/2008

BEATA TERESA DI CALCUTTA

-------------------------- 27/08/2008

XXII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/08/2008

SANTA MONICA

-------------------------- 23/08/2008

lettera di Mons.Pasotto

-------------------------- 23/08/2008

XXIa Domenica del Tempo Ordinario

-------------------------- 20/08/2008

San Bernardo da Chiaravalle

-------------------------- 16/08/2008

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 14/08/2008

ASSUNZIONE AL CIELO DELLA VERGINE MARIA

-------------------------- 14/08/2008

AUGURI DI UN BUON FERRAGOSTO

-------------------------- 14/08/2008

San Massimiliano Kolbe

-------------------------- 09/08/2008

XIX DOMENICA del tempo ordinario

-------------------------- 08/08/2008

PECHINO 2008

-------------------------- 06/08/2008

TRASFIGURAZIONE DI GESU´

-------------------------- 05/08/2008

Dedicazione di Santa Maria Maggiore

-------------------------- 02/08/2008

XVIII Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/08/2008

2 agosto

-------------------------- 31/07/2008

Sant´Ignazio di Loyola

-------------------------- 26/07/2008

XVII Domenica: 27 luglio 2008

-------------------------- 25/07/2008

San Giacomo il maggiore

-------------------------- 20/07/2008

XVIa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 13/07/2008

Leonardo Tuzzi

-------------------------- 13/07/2008

XVa domenica del tempo ordinario

-------------------------- 11/07/2008

San Benedetto da Norcia

-------------------------- 05/07/2008

domenica 6 luglio

-------------------------- 03/07/2008

San Tommaso apostolo

-------------------------- 01/07/2008

è terminato il Gr.est

-------------------------- 28/06/2008

SOLENNITA´ SS. PIETRO e PAOLO

-------------------------- 24/06/2008

NATIVITA´ DI GIOVANNI IL BATTISTA

-------------------------- 21/06/2008

domenica 22 giugno

-------------------------- 15/06/2008

domenica 15 giugno

-------------------------- 13/06/2008

13 giugno

-------------------------- 11/06/2008

12 giugno

-------------------------- 07/06/2008

domenica 8 giugno

-------------------------- 06/06/2008

nuovo numero di "OLTRE..."

-------------------------- 02/06/2008

Mons. Tonino Bello ai giovani

-------------------------- 01/06/2008

2 giugno

-------------------------- 01/06/2008

IX domenica del tempo ordinario

-------------------------- 30/05/2008

31 maggio

-------------------------- 25/05/2008

Solennità del Corpus Domini

-------------------------- 18/05/2008

Solennità della SS.Trinità

-------------------------- 10/05/2008

Domenica di Pentecoste

-------------------------- 08/05/2008

8 maggio

-------------------------- 04/05/2008

Solennità dell´Ascensione di Gesù

-------------------------- 01/05/2008

1 maggio festa dei lavoratori

-------------------------- 01/05/2008

1 maggio: San Giuseppe lavoratore

-------------------------- 29/04/2008

SANTA CATERINA DA SIENA

-------------------------- 26/04/2008

DOMENICA 27 APRILE

-------------------------- 25/04/2008

SAN MARCO EVANGELISTA

-------------------------- 23/04/2008

grazie ai ragazzi di Parma

-------------------------- 23/04/2008

grazie ai ragazzi di Rieti

-------------------------- 23/04/2008

grazie al gruppo AHIMSA

-------------------------- 23/04/2008

25° di sacerdozio

-------------------------- 22/04/2008

SALVIAMO LA TERRA

-------------------------- 21/04/2008

nascita di Roma

-------------------------- 20/04/2008

Mons. Tonino Bello

-------------------------- 20/04/2008

Quinta domenica di Pasqua

-------------------------- 19/04/2008

25° di ordinazione padre lucio

-------------------------- 19/04/2008

pasqua ebraica

-------------------------- 13/04/2008

QUARTA DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 11/04/2008

unzione degli infermi

-------------------------- 05/04/2008

III domenica di Pasqua

-------------------------- 03/04/2008

poesia dedicata a papa Wojtila

-------------------------- 02/04/2008

3° anniversario dalla morte...

-------------------------- 31/03/2008

1° DI APRILE

-------------------------- 30/03/2008

Domenica in albis

-------------------------- 29/03/2008

torna l´ora legale

-------------------------- 27/03/2008

musica-poesia e solidarietà

-------------------------- 25/03/2008

L´annuciazione a Maria

-------------------------- 24/03/2008

Lunedì dell´Angelo

-------------------------- 23/03/2008

DOMENICA DI PASQUA

-------------------------- 22/03/2008

SABATO SANTO

-------------------------- 21/03/2008

INCONTRO CON COLETTE

-------------------------- 21/03/2008

VENERDI´ SANTO

-------------------------- 20/03/2008

GIOVEDI´ SANTO

-------------------------- 16/03/2008

DOMENICA DELLE PALME

-------------------------- 14/03/2008

dormire male è una malattia

-------------------------- 13/03/2008

ORARI SETTIMANA SANTA

-------------------------- 12/03/2008

"OLTRE..."n.2

-------------------------- 09/03/2008

quinta domenica di Quaresima

-------------------------- 08/03/2008

Giornata della donna

-------------------------- 02/03/2008

benedizioni delle famiglie

-------------------------- 02/03/2008

aiutiamo l´UNITALSI

-------------------------- 02/03/2008

IV Domenica di Quaresima

-------------------------- 25/02/2008

Giornata mondiale della lentezza

-------------------------- 24/02/2008

III domenica di Quaresima

-------------------------- 22/02/2008

CATTEDRA DI SAN PIETRO

-------------------------- 17/02/2008

II Domenica di Quaresima

-------------------------- 15/02/2008

M´ ILLUMINO DI MENO

-------------------------- 14/02/2008

CIAO, MIO CAPITANO

-------------------------- 14/02/2008

Auguri per San Valentino

-------------------------- 14/02/2008

San Valentino

-------------------------- 14/02/2008

SAN CIRILLO e METODIO

-------------------------- 13/02/2008

inizio catechesi parrocchiale

-------------------------- 11/02/2008

Apparizioni di Lourdes

-------------------------- 10/02/2008

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

-------------------------- 09/02/2008

raccolta alimenti

-------------------------- 09/02/2008

RACCOLTA DI SANGUE

-------------------------- 06/02/2008

SARETE MIEI TESTIMONI

-------------------------- 06/02/2008

MERCOLEDI´ DELLE CENERI

-------------------------- 05/02/2008

disagio giovanile

-------------------------- 05/02/2008

LOCANDINA

-------------------------- 05/02/2008

FESTA DI CARNEVALE IN PARROCCHIA

-------------------------- 05/02/2008

STORIA DEL CARNEVALE

-------------------------- 05/02/2008

SANT´AGATA

-------------------------- 03/02/2008

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

-------------------------- 03/02/2008

SAN BIAGIO

-------------------------- 02/02/2008

I giovani e le droghe

-------------------------- 02/02/2008

festa per gli anziani

-------------------------- 02/02/2008

PRESENTAZIONE AL TEMPIO DI GESU´

-------------------------- 02/02/2008

le nuove droghe

-------------------------- 31/01/2008

Il testo della lettera del card. Tettamanzi

-------------------------- 31/01/2008

Lettera del Santo Padre

-------------------------- 31/01/2008

San Giovanni Bosco

-------------------------- 31/01/2008

due minuti ...per un sorriso

-------------------------- 30/01/2008

PRO MEMORIA

-------------------------- 28/01/2008

San Tommaso d´Aquino

-------------------------- 27/01/2008

III domenica del tempo ordinario

-------------------------- 27/01/2008

GIORNATA DELLA MEMORIA

-------------------------- 25/01/2008

Conversione di San Paolo

-------------------------- 25/01/2008

25 gennaio

-------------------------- 24/01/2008

veglia di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 24/01/2008

24 GENNAIO

-------------------------- 23/01/2008

23 gennaio

-------------------------- 23/01/2008

Sposalizio di San Giuseppe e Maria

-------------------------- 22/01/2008

corso in preparazione al matrimonio

-------------------------- 21/01/2008

22 gennaio

-------------------------- 21/01/2008

Lettera del card.Dionigi Tettamanzi

-------------------------- 21/01/2008

Sant´Agnese

-------------------------- 21/01/2008

21 gennaio

-------------------------- 20/01/2008

2a Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/01/2008

20 gennaio

-------------------------- 19/01/2008

19 gennaio

-------------------------- 18/01/2008

preghiera : 18 gennaio

-------------------------- 18/01/2008

settimana di preghiera per l´unità dei cristiani

-------------------------- 16/01/2008

Il testo del Papa a "La Sapienza"

-------------------------- 16/01/2008

vergogna italiana: rifiuti di Napoli

-------------------------- 16/01/2008

la mancata visita del Papa alla "Sapienza"

-------------------------- 15/01/2008

MARTIN LUTHER KING

-------------------------- 13/01/2008

BATTESIMO DI GESU´

-------------------------- 11/01/2008

preghiera con e per gli ammalati

-------------------------- 05/01/2008

Natale dei Cristiani Ortodossi

-------------------------- 05/01/2008

EPIFANIA DEL SIGNORE

-------------------------- 03/01/2008

la festa della befana in parrocchia

-------------------------- 01/01/2008

Maria Madre di Dio

-------------------------- 01/01/2008

Giornata mondiale per la pace

-------------------------- 01/01/2008

FELICE 2008 A TUTTI

-------------------------- 31/12/2007

31 DICEMBRE 2007

-------------------------- 30/12/2007

Festa della santa Famiglia

-------------------------- 28/12/2007

FESTA DEI SANTI INNOCENTI

-------------------------- 27/12/2007

SAN GIOVANNI APOSTOLO

-------------------------- 26/12/2007

SANTO STEFANO

-------------------------- 25/12/2007

GIORNO DI NATALE

-------------------------- 24/12/2007

e il Dio - con- noi...nacque tra gli uomini

-------------------------- 23/12/2007

SANTA NOTTE

-------------------------- 22/12/2007

Quarta domenica di Avvento

-------------------------- 22/12/2007

auguri...con un pizzico di ...nostalgia

-------------------------- 21/12/2007

Gruppo Musical

-------------------------- 21/12/2007

primi auguri..per tutti

-------------------------- 16/12/2007

la domenica della gioia

-------------------------- 13/12/2007

"OLTRE..." uno strumento in più per dialogare

-------------------------- 13/12/2007

una solidarietà che non si fermi al 26 dicembre

-------------------------- 10/12/2007

altra riflessione in merito alla

-------------------------- 08/12/2007

II Domenica di Avvento

-------------------------- 07/12/2007

solennità dell´Immacolata Concezione

-------------------------- 07/12/2007

storia del dogma dell´Immacolata Concezione

-------------------------- 02/12/2007

l´enciclica "Spe Salvi"

-------------------------- 01/12/2007

I domenica di AVVENTO

-------------------------- 01/12/2007

una lettera per te

-------------------------- 01/12/2007

in preparazione all´Avvento

-------------------------- 01/12/2007

Giornata mondiale lotta contro l´AIDS

-------------------------- 24/11/2007

CRISTO RE DELL´UNIVERSO

-------------------------- 23/11/2007

SABATO 24/11..ALLO STADIO VINCE LA SOLIDARIETA´

-------------------------- 22/11/2007

RIETI GRANDE CUORE

-------------------------- 22/11/2007

proviamo a dialogare

-------------------------- 21/11/2007

il mondo solo in bianco e nero?

-------------------------- 17/11/2007

XXXIII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 17/11/2007

RIFLLESSIONE ...COL VANGELO

-------------------------- 10/11/2007

XXXII domenica del tempo ordinario

-------------------------- 10/11/2007

IRENNE CORONADO

-------------------------- 08/11/2007

Saluto ufficiale di mons. Bregantini

-------------------------- 08/11/2007

le prime reazioni di alcuni organi di stampa

-------------------------- 08/11/2007

dalla S. Sede

-------------------------- 08/11/2007

il congedo del vescovo operaio

-------------------------- 07/11/2007

Mons. Bregantini lascia la Calabria?

-------------------------- 07/11/2007

nel ricordo di leo

-------------------------- 06/11/2007

aumenta il senso di insicurezza

-------------------------- 06/11/2007

comunicato stampa

-------------------------- 04/11/2007

IRENE CORONADO in concerto

-------------------------- 04/11/2007

XXXI domenica del tempo ordinario

-------------------------- 02/11/2007

CRESIME IN PARROCCHIA

-------------------------- 02/11/2007

2 novembre 2007

-------------------------- 01/11/2007

Oggi si celebra la solennità di Tutti i Santi

-------------------------- 26/10/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 26/10/2007

FESTA DI TUTTI SANTI

-------------------------- 26/10/2007

2 novembre commemorazione dei defunti

-------------------------- 24/10/2007

single per scelta...?

-------------------------- 24/10/2007

il mondo giovanile

-------------------------- 23/10/2007

parliamo di famiglia

-------------------------- 20/10/2007

XXIX Domenica del tempo ordinario

-------------------------- 20/10/2007

Tra sabato 27 e domenica 28 torna l´ora solare

-------------------------- 17/10/2007

padre Joao Carlos Seneme nominato vescovo

-------------------------- 12/10/2007

Vangelo della XXVIII domenica

-------------------------- 12/10/2007

Ritorna il Musical : Teresa di Calcutta

-------------------------- 11/10/2007

immagini della festa di inizio anno 2007 /2008

-------------------------- 11/10/2007

foto ricordo ritiro 13 maggio 2007

-------------------------- 09/10/2007

230 anni fa

-------------------------- 08/10/2007

sabato 13 e domenica 14 vendita torte

-------------------------- 07/10/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 07/10/2007

settimana per la pace

-------------------------- 06/10/2007

una testimonianza dal Rwanda

-------------------------- 06/10/2007

ottobre missionario

-------------------------- 27/09/2007

Programma

-------------------------- 27/09/2007

Vangelo delle Domenica

-------------------------- 27/09/2007

DOMENICA 30 SETTEMBRE

-------------------------- 21/09/2007

Vangelo della Domenica

-------------------------- 21/09/2007

19 ottobre replica del musical

-------------------------- 21/09/2007

in preparazione al 7 ottobre

-------------------------- 18/09/2007

calendario parrocchiale 2007/2008

-------------------------- 16/09/2007

il vangelo della domenica

-------------------------- 14/09/2007

Aiutiamo la ricerca per vincere la SCLERODERMIA

-------------------------- 13/09/2007

l´impegno della Parrocchia per la famiglia

-------------------------- 13/09/2007

troppo silenzio attorno al mercato rionale

-------------------------- 12/09/2007

AUGURI PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

-------------------------- 12/09/2007

Per non dimenticare l´11 settembre 2001

-------------------------- 05/09/2007

vangelo della domenica

-------------------------- 05/09/2007

Madre Teresa di Calcutta

-------------------------- 01/09/2007

Il vangelo della domenica

-------------------------- 01/09/2007

la mano assassina incendiaria

-------------------------- 30/08/2007

ALCLI: lotta contro le leucemie infantili

-------------------------- 29/08/2007

rispettiamo la natura

-------------------------- 25/08/2007

iscrizione corso di matrimonio

-------------------------- 24/08/2007

Messaggio di Benvenuto

-------------------------- 22/08/2007

ndrangheda

-------------------------- 13/08/2007

il distacco dei padri separati dai figli

-------------------------- 13/08/2007

Educazione alla fede ...e valore del matrimonio

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 SS. Trinita a Villa Chigi














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